Diocesi Sora Cassino Aquino Pontecorvo
Cassino Tutte Le Notizie Vescovo Gerardo Antonazzo

Cassino, Precetto Pasquale in Tribunale

Il Vescovo Gerardo celebra la Messa per il Precetto pasquale di Magistrati, Avvocati e Personale

Anche quest’anno il Vescovo Gerardo Antonazzo è giunto puntuale, martedì 31 marzo, presso il Tribunale di Cassino per celebrare il Precetto Pasquale con Magistrati, Avvocati e personale di uffici e cancellerie. L’aula di Corte d’assise è divenuta per l’occasione cappella, che Don Benedetto Minchella, parroco del territorio, ha presto approntato per la celebrazione eucaristica. Presenti in prima fila il Presidente del Tribunale Dott. Lucio Aschettino, il sostituto Procuratore Dott. Mattei e l’Avv. Giuseppe Di Mascio, Presidente dell’Ordine Avvocati, presenti anche numerosi altri avvocati, di cui molti giovani.

Nel dare il saluto iniziale, il Vescovo Gerardo ha affermato che in questa Settimana Santa è giusto e possibile fermare per un po’ anche il proprio lavoro per dedicarsi alla riflessione sulla Pasqua ormai imminente, e alla preghiera, celebrando i misteri della Passione di Cristo, come è oggi in questo luogo di lavoro. Dopo la prima lettura e il Salmo, proclamati da laici, Don Benedetto ha letto il Vangelo del giorno in cui Giovanni racconta l’Ultima Cena (Gv 13,21-33.36-38). Il Vescovo nell’omelia si è soffermato ad analizzare i comportamenti dei personaggi: Giuda, Gesù e Pietro. Gesù durante la cena dichiara: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Tra i discepoli sorge preoccupazione e desiderio di sapere chi sarà, “si guardavano l’un l’altro”. Pietro fa cenno a Giovanni (il prediletto) di chiedere chi è, e Gesù risponde: “È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò” e compie il gesto di intingere un boccone in una salsa, gesto a quel tempo riservato all’ospite d’onore, e lo porge, come un invito all’accordo, a Giuda, che però prende il boccone e subito esce. “Ed era notte. Satana entrò in lui”. Qual è l’atteggiamento di Giuda? Forse era vittima di un pregiudizio, riteneva che il Messia dovesse combattere e liberare il popolo e vedeva che Gesù non rispondeva a questa sua idea ed era insoddisfatto, vittima di un pregiudizio per lui insuperabile. A volte anche noi abbiamo dei pregiudizi, dei quali solo a volte riusciamo a liberarci perché conoscendo la persona ci ricrediamo; ma superare un pregiudizio e ricredersi non è facile.

Poi Pietro, quando Gesù gli dice: “Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi”, con foga un po’ avventata risponde: “Darò la mia vita per te!”. E Gesù: “In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte”. L’atteggiamento di Pietro, che parla di istinto, risulta quello di una persona inaffidabile, che dichiara e promette ma non sa mantenere. Questo è un chiaro invito a riflettere sulla nostra personale posizione: capire Giuda e Pietro significa capire meglio anche noi stessi e correggere, se occorre, qualche comportamento sbagliato.

Al termine della celebrazione, dopo la Benedizione conclusiva, l’augurio di una Buona e Santa Pasqua è stato siglato dai saluti di tutti e da una foto di gruppo.

Adriana Letta