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Cassino in festa per Sant’Antonio

2026: la tradizione si rinnova e si rinvigorisce, grande partecipazione di popolo

 

Anche in questo 2026 il 13 giugno è stato una delle date più attese e che ha creato ancora una volta preparativi importanti, perché la festa di S. Antonio di Padova, che ricade appunto in quel giorno, è talmente inserita nella tradizione e soprattutto inscritta nel cuore di tante persone, che non può mai passare inosservata. Cassino, grazie all’attività, all’iniziativa e alla cura della Parrocchia dedicata al Santo di Padova e posta nel centro del centro della città, ha vissuto una sequela di giorni importanti a lui dedicati. La chiesa è stata per tempo preparata con i bellissimi addobbi dovuti al Santo titolare della Parrocchia. Già il 31 maggio è cominciata la tradizionale e solenne Tredicina, che ha visto ogni sera la chiesa riempirsi di devoti per la recita del S. Rosario, la Messa e poi il Canto del “Si quaeris” e delle preghiere antoniane. Gli ultimi tre giorni hanno visto il triduo di predicazione con fra’ Raffaele Rajjem, Rettore della Basilica della Natività di Betlemme.

Venerdì 12 giugno, vigilia della festa, al termine della Messa vespertina, il Parroco Don Benedetto Minchella ha solennemente benedetto il “Pane di S. Antonio”: le attive e solerti signore del Comitato Festa avevano preparato il pane in tanti sacchetti posti in capienti ceste attorno all’altare di S. Antonio. Ed è lì che Don Benedetto si è recato con i ministranti e con la sacra Reliquia del Santo, con l’incenso e l’acqua santa e ha benedetto il Pane, (vedi le prime immagini) a ricordo del miracolo compiuto dal Santo che guarì il bambino malato per cui la mamma aveva chiesto a S. Antonio la guarigione, promettendo di dare ai poveri tanto pane quanto pesava il bambino: fu così che con la sua fede salvò il piccolo e mantenne la promessa. Esempio di fede e di umanità. Il pane poi, veniva distribuito ai fedeli ad ogni messa.

Sabato 13, giorno della festa, numerose sono state le Messe al mattino per dar modo a tutti di partecipare e infine, alle 19,00, la solenne Celebrazione è stata presieduta dal Vescovo Gerardo Antonazzo. Gremita la chiesa fino all’inverosimile, forte e sentita la partecipazione dei fedeli e dei devoti a S. Antonio, a cui molti avevano scritto su foglietti le proprie richieste e suppliche e le avevano deposte in un’apposita cassetta davanti all’altare. Nell’omelia Il Vescovo Gerardo, che da anni puntualmente è presente a questo appuntamento, ha commentato le letture del giorno ed ha osservato che i verbi del vangelo di questa domenica sono stati i verbi della vita di S. Antonio: provare compassione, sentirsi empatici nei confronti degli altri e soprattutto nei loro bisogni. Il Vangelo dice “strada facendo”: S. Antonio è uno che ha fatto strada agli altri portandoli e trascinandoli dietro di sé, non pensando mai di fare di sé il centro dell’attenzione degli altri, ma indicando Cristo come il centro di attenzione e potremmo dire di magnetismo attraverso la vita, la parola, gli scritti che ci ha lasciato. E poi gli altri verbi del vangelo: guarite, predicate, risanate, risuscitate, verbi che hanno proprio caratterizzato il carisma di S. Antonio, di ridare vita, senso, saper cogliere il bene anche in tutte quelle persone che erano considerate feccia della società. S. Antonio ha avuto a che fare anche con usurai, con grandi avari, ha cercato comunque di far arrivare a loro l’amore di Dio puntando su quel granello di bene che c’è nel cuore di ciascuno di noi, anche quando la nostra vita dovesse essere traviata o moralmente distrutta. E poi la gratuità: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, dice l’ultima frase del vangelo del giorno. S. Antonio è stato la perfetta incarnazione della povertà francescana per cui ha testimoniato che ricevere da Dio dei doni significa essere responsabilizzati sul doverli donare a nostra volta. Antonio, che è stato un predicatore dotto e un vero comunicatore per le folle, come anche S. Francesco, del quale è uno dei più famosi discepoli, continua ancor oggi a parlare al cuore dell’uomo, rivolgendosi alle folle nelle piazze, ma anche al singolo nella vicinanza e nel confessionale, unendo dottrina e compassione.

Al termine della Celebrazione, si è formata la Processione con la statua del Santo piena di fiori e di luci e la sacra Reliquia, per le vie della Parrocchia, con la partecipazione del Vescovo, degli Scout che curavano il servizio d’ordine, dei parrocchiani, di Cavalieri e Dame del Sacro Sepolcro di Gerusalemme e di molti cittadini; come da tradizione, in alcune soste i residenti hanno preparato fiori e magari anche giochi pirotecnici in onore del Santo, tra canti, preghiere e la musica della Banda Don Bosco Città di Cassino. Quando la processione è tornata davanti alla chiesa, i fuochi d’artificio hanno incantato tutti con i loro effetti fantasmagorici.

Così si è conclusa la lunga festa. Probabilmente S. Antonio sarà stato contento di vedere ancora e sempre tanto fervore di devozione per lui. E difatti, il giorno dopo è stato pubblicato un simpatico manifesto in cui Sant’Antonio ringrazia Cassino per la devozione e l’amore dimostrato e benedice tutti coloro che si affidano alla sua protezione.

Adriana Letta