Si è celebrato a Canneto il Giubileo delle confraternite
Il vescovo Antonazzo: “La Croce, speranza che ci umanizza”
Domenica 14 settembre 2025, presso il Santuario regionale di Canneto, guidato da don Antonio Molle, rettore del santuario e delegato diocesano delle confraternite, si è svolto il Giubileo diocesano delle confraternite e dei Pii Sodalizi, evento centrale del XIV Cammino di fraternità, promosso dalla Commissione diocesana delle confraternite della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, con il patrocinio del Comune di Settefrati.
Alla giornata hanno preso parte circa 450 confratelli e consorelle, in rappresentanza di numerosi sodalizi attivi nel territorio diocesano. Il pomeriggio si è aperto con la registrazione dei gruppi, seguita dal cammino processionale verso il santuario, guidato dagli stendardi delle confraternite, segno visibile di una fede che cammina nella storia.
Alle ore 17 ha avuto inizio la celebrazione eucaristica giubilare, presieduta dal vescovo mons. Gerardo Antonazzo, che nella sua omelia ha offerto una profonda riflessione sulla croce di Cristo come segno di speranza, centro della vita cristiana e fondamento della fraternità ecclesiale. “Ti salutiamo, Croce santa, nostra unica speranza – ha detto il vescovo –: la Croce è il vessillo sotto cui edificare la fraternità, segno dell’amore di Dio che redime e umanizza”.
Il Giubileo si inserisce nel percorso avviato dalla diocesi per rafforzare il senso di appartenenza ecclesiale e valorizzare l’impegno dei laici nella Chiesa, come testimoniato dalla lunga storia delle confraternite. La liturgia, partecipata e raccolta, si è conclusa alle ore 18.30, lasciando nei presenti il segno di un’esperienza di fede autentica, vissuta all’ombra della Croce e sotto lo sguardo della Vergine Bruna di Canneto, modello di speranza anche nel dolore.
“Abbiamo bisogno dell’amore del Crocifisso per imparare ad amare – ha ricordato il vescovo. Solo l’amore ci umanizza, solo la Croce ci restituisce la capacità di compassione e di perdono, contro ogni logica di violenza e sopraffazione”.
La tappa di Canneto ha rappresentato un ulteriore segno del cammino ecclesiale in atto, orientato a una Chiesa dal volto fraterno, missionario e radicato nella vita del popolo di Dio.
Andrea Pantone














