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Omelie

Autori di un testo inedito – Omelia per l’Ammissione agli Ordini di Giorgio Rosario (Basilica-Santuario Madonna di Cannato, 7 dicembre 2025)

AUTORI DI UN TESTO INEDITO

Omelia per l’Ammissione agli Ordini di Giorgio Rosario
Basilica-Santuario Madonna di Canneto, 7 dicembre 2025

 

 

La liturgia dell’Avvento ci consegna la missione di Giovanni Battista, insieme con la luminosa testimonianza della Vergine Maria, alla vigilia della festa dell’Immacolata Concezione. Dalla Parola di Dio proclamata nella nostra assemblea mi sembra di poter cogliere il valore di un appello gridato da Giovanni: “Convertitevi!”. E i primi a tracciare il senso di questo imperativo sono proprio il Battista e la Vergine Maria. Rappresentano due processi di conversione compiuta, sorprendente. La loro “conversione” accade dentro una esperienza religiosa già in atto. Giovanni era ben consapevole della sua missione di “precursore” del Messia, e lo dimostra anche nel vangelo di oggi con la sua forte ed esigente parola di fuoco. Maria era una giovane ragazza del villaggio orientata interiormente all’osservanza della Torah, docile e devota verso la legislazione religiosa elaborata dalla tradizione giudaica. Tutto ciò considerato, in entrambi ritroviamo una progressione spirituale nel loro rapporto con Dio. Giovanni, pur consapevole della chiamata come “profeta dell’Altissimo” (Lc 1,76) ha bisogno ancora di una sua più radicale conversione. Lo richiedono i suoi dubbi: “Sei tu il Cristo, o dobbiamo aspettare un altro?” (Mt 11,3). La domanda sorprende: come mai un uomo così deciso e forte nella sua predicazione, pone una domanda così scabrosa? Cosa gli succede? È forse in crisi? Così anche per Maria: guidata dal timor di Dio pensava di realizzare il sogno di una vita, il matrimonio del secolo con Giuseppe. Nella logica dello stesso timor di Dio, Le viene chiesto di “convertire” il suo progetto secondo una diversa, ma non contraria, volontà di Dio: “Come avverrà questo?” (Lc 1,34). Ognuno di noi è tenuto a raccogliere le sempre nuove sfide poste all’esperienza cristiana rispetto ai nostri progetti e pensieri, per non compromettere il dinamismo di una piena e feconda relazione con il Signore sempre aperta, mai definitivamente blindata.

Caro Rosario,

la tua ammissione agli Ordini sacri incrocia la misura alta di queste due preziose figure, la cui testimonianza inietta ulteriore dinamismo al tuo discernimento vocazionale. La tua biografia si compone di un’ampia bibliografia di progetti, sogni, ideali, prospettive. Oggi il Signore non boccia nulla della tua vita: non una vita sbagliata né sballata! Non è una conversione morale quello che la tua scelta vocazionale oggi ti chiede, ma una crescita spirituale per un’esistenza chiamata al meglio possibile dell’amicizia con Dio. È la tua ‘conversione’ nel già vissuto dell’esperienza cristiana, per disporti a “compiere le scelte necessarie per sintonizzare le nostre mentalità con il Vangelo” (Benedetto XVI, 9 dicembre 2007). Ciò vuol dire che di questa conversione abbiamo bisogno sempre, tutti. La vocazione, pertanto, provoca sempre una forma di conversione spirituale nel rapporto con il Maestro, perché porta con sé l’istanza di alcune domande necessarie alla chiarificazione dell’identità di Gesù, del suo mistero divino nella tua vita, del significato della sua Parola per te, e della portata della tua sequela. Tutto ciò vale il “prezzo” del tuo rapporto consapevole e onesto con il Signore: cosa può diventare la mia vita posta totalmente nelle sue mani? Tutto ciò, al fine di implementare il meglio possibile la tua risposta, che da battezzato ti ‘converte’ in discepolo orientato ad una adesione totale e totalizzante la tua vita.

Caro Rosario,

la tua conversione spirituale nella quale ti sta accompagnando il Signore grazie anche al discernimento comunitario del Seminario, è spinta in avanti da tre componenti che coesistono nel processo vocazionale della tua esistenza.

Il primo elemento: la grazia dell’origine.

Di Giovanni Battista Gesù dichiara la bellezza della sua unicità: “Tra i nati di donna non è mai sorto uno più grande” (Mt 11,11). Anche di Maria l’angelo dichiara la sua singolarità: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,28). Fatte le dovute differenze, questo è vero per ciascun chiamato: “Siamo testimoni di un’origine generosa che ci precede, e di un destino promettente che va oltre le nostre attese. Siamo venuti al mondo segnati da una ricettività totale, come se tutto si coniugasse alla voce passiva” (J. F. Correia). Siamo un dono straordinario, siamo la fragile premessa di una forte promessa di Dio, totalmente da realizzare nel discernimento della nostra vita. Dono straordinario e compito impegnativo.

Il primo appello della tua Ammissione agli Ordini è: apprendi sempre dalla grazia dell’origine, ne sarai felice.

Il secondo elemento: impegnàti nella realizzazione della nostra libertà.

Nelle scelte cristiane della vita entrano in gioco le due libertà: quella di Dio e la nostra. Non sono destinate a sfidarsi, ma a fidarsi l’una dell’altra. Non dubitare mai della fiducia di Dio su di te. Metti in gioco anche la tua libertà, perché non siamo solo eredi, ma anche investitori. Siamo destinatari di una promessa alla quale dare forma particolare. Per realizzare la propria libertà bisogna coniugare la vita alla voce attiva, mettendoci in gioco in ogni passo attraverso la forma di scelte e di gesti concreti e coraggiosi. Il “prezzo” per celebrare il tuo “Eccomi” è l’esercizio alto e rischioso della tua libertà.

Il secondo appello della tua Ammissione agli Ordini è: metti in gioco con Dio la tua libertà, ne uscirai sempre migliore.

Il terzo elemento: la grandezza di essere interpellati.

Il chiamato impara a stare davanti ad un’istanza alta e Altra, per lasciarsi dire una parola che gli è indirizzata, alla quale potrà rispondere soltanto impegnandosi. Diventiamo, così, esseri-di -parola: toccati dall’affetto di Dio, cominciamo a rispondere “Eccomi qui”. È la bellezza di questa relazione come arte di ascolto e di risposta, per riconoscerti riconosciuto nella grazia dell’incontro. Tale arte richiede la tua rielaborazione, personale e creativa, di molte voci provenienti da dentro e da fuori, che possano dare voce all’unica vera Parola che provoca la tua libertà, e fa della tua vita non una voce dell’indice di un libro ma l’autore di un testo inedito, che racconta a tutti la benedizione della tua chiamata.

Il terzo appello della tua Ammissione agli Ordini è: vivi come un essere-di-parola, ascolta e rispondi, imparerai a scegliere il meglio.

Come Maria.

 

+ Gerardo Antonazzo