Diocesi Sora Cassino Aquino Pontecorvo
Omelie Vescovo Vescovo Gerardo Antonazzo

Artigiano di chiese e di comunità – Omelia per le Messa esequiale di don Lino Ciccolini

ARTIGIANO DI CHIESE E DI COMUNITA’ 

Omelia per la Messa esequiale di don Lino Ciccolini
Pescosolido,19 aprile 2026

 

 

Cari Presbiteri, Autorità civili e militari, cari amici,

la Parola di Dio di questa celebrazione mentre interpreta e illumina la vita di ogni discepolo, orienta la nostra preghiera nella direzione di un profondo sentimento di gratitudine al Signore Risorto, Buon Pastore e Agnello immolato, per il ricco e lungo ministero presbiterale del caro don Lino Ciccolini.

Don Lino nasce a Pescosolido l’8 novembre 1924 e ordinato presbitero il 25 marzo 1950 dal card. Clemente Micara. Ricopre l’incarico di Vicario parrocchiale in Pescosolido da luglio 1950 al dicembre 1951. Svolge il ministero di parroco di Pescosolido dal 12 dicembre 1952 al 28 giugno 2008. Economo spirituale di Forcella dal 1952 al 1975. È stato anche Vicario Foraneo di Pescosolido, Campoli e Broccostella. Ha ricoperto l’incarico di Segretario dell’Ufficio amministrativo diocesano, di Responsabile dell’Ufficio costruzioni della Curia. L’intera diocesi con il suo Presbiterio e con gli Uffici della Curia diocesana esprime la gratitudine per lo zelo di don Lino nella cura dell’edilizia di culto. La sua competenza e assidua laboriosità ha assicurato lo svolgimento di importanti interventi di costruzione e di restauro di chiese e opere parrocchiali. Ma don Lino non è interessato solo di “pietre”, ma soprattutto di persone. Al caro don Lino è grata la comunità di Pescosolido, con le sue due comunità parrocchiale di S. Giovanni Battista ed Evangelista e di Maria SS. Di Pompei. Negli anni del suo servizio pastorale ha avuto il dono più bello per un presbitero, veder fiorire dalle sue comunità parrocchiali e gioire per la grazia di tre vocazioni al sacerdozio: don Domenico Ferri, don Michele Tersigni e don Maurizio Marchione. Pertanto, la nostra comune e commossa partecipazione si fa intensa preghiera anche per chiedere al Signore, Sommo sacerdote, la grazia di nuove storie vocazionali scritte nel cuore di giovani da Dio chiamati alla sequela di Gesù, da Lui interpellati nella loro libera adesione alla sua sequela. L’eco del lungo di don Lino alla vocazione presbiterale, possa riecheggiare nel cuore di tanti altri giovani disponibili a mettere in gioco la propria vita nel servizio della Parola e dell’Eucarestia. Il mondo avrà sempre bisogno non solo di cibo materiale, ma anche di cibo e alimento di vita eterna per la propria salvezza, che non può essere affidata alla prepotenza di una “manciata di tiranni” (Papa Leone) che con arroganza e violenza indiscriminata tolgono agli altri il diritto di vivere e di esistere, ma al cuore di Colui che Dio ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, e che per noi ha dato la sua vita.

Come per i due discepoli diretti a Emmaus, quello di don Lino è stato un cammino particolarmente lungo, arricchito non solo degli anni della sua esistenza terrena, ma soprattutto del servizio alla gloria di Dio e alla edificazione della Chiesa. Don Lino potrebbe raccontare molto di ciò che è accaduto lungo la via dei suoi 102 anni di vita, e di come ha riconosciuto e adorato il Signore nella Parola viva del Risorto, e nello spezzare il pane per la comunità cristiana. Ha impegnato la sua paternità spirituale e pastorale nel segno della continuità di un’esistenza che parla di fedeltà, dedizione, cura, amore, premura, ma anche di silenzio, di nascondimento in una stanza che era ormai diventata il suo Cielo, dal momento che ripetutamente raccontava molto serenamente il suo desiderio sincero di incontrarsi con il Signore. Insomma, è un esempio di quell’arte di “congedarsi” tanto raccomandata da Papa Francesco, ben consapevole di continuare a servire la Chiesa con l’offerta della sua preghiera, solitudine e abbandono alla volontà di Dio. Alla sua lunga stagione di vita impegnata in una laboriosità a tutto campo, è seguita l’ultima fase in cui la sua esistenza si è arricchita di riflessione, di letture, di scritti autobiografici. Insomma, potremmo dire un periodo di rilettura della propria vita e ministero, quasi per fare sintesi sapiente della sua ricca esperienza e sapienza maturate nel tempo.  Gli ultimi mesi della sua vita terrena sono stati da lui vissuti nella più profonda pace e serenità. Sin dai primi momenti della sua quiescenza dal ministero pastorale diretto ricordava a chiunque le cinque parole che lo accompagnavano nelle lunghe giornate: tranquillo, sereno, sicuro, pazienza e preghiera Era ben consapevole di essere prossimo al termine della sua battaglia per il Vangelo, sempre più desideroso di abbandonarsi fra le braccia del Signore. Ha più volte pronosticato anche la data della sua morte, ma sempre smentito dalle disposizioni divine.

L’apostolo Paolo nella seconda lettura della liturgia della Parola ricorda: Se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri. Con la nostra celebrazione esequiale desideriamo accompagnare don Lino nella consegna a Dio, Creatore e Padre, della sua esistenza, del suo ministero e delle opere da lui compiute. La testimonianza che lascia don Lino ci fa ben sperare che la sua fede e la sua speranza siano rimaste sempre rivolte a Dio.

                                                                                                                                   + Gerardo Antonazzo