ALLE RADICI DELLA PACE
Omelia per la solennità della B.V. Maria Regina, in Canneto
Basilica-Santuario Regionale, 22 agosto 2025
Nella celebrazione della solennità della Beata Vergine Maria Regina, in Canneto, titolo attribuito a Maria quale Patrona e protettrice della nostra Chiesa diocesana, porgo il mio cordiale e affettuoso saluto ai presbiteri e diaconi, la cui partecipazione esprime la corale unità e la fraterna reciprocità nella condivisione di una genuina confidenza spirituale e pastorale. Saluto e ringrazio le Istituzioni felicemente rappresentate a livello regionale, provinciale e comunale. In particolare, il mio pensiero grato è rivolto ai numerosi Sindaci, a testimonianza della stretta e costante sinergia nel servizio e nella promozione del bene integrale a favore della nostra vasta porzione di territorio.
Appello per la pace
La solennità della nostra celebrazione liturgica rimanda alla memoria della Vergine Maria Regina della Pace. Mercoledì scorso, 20 agosto, al termine dell’udienza generale Papa Leone ha lanciato un Appello che riporto integralmente: “Venerdì prossimo, 22 agosto, celebreremo la memoria della Beata Vergine Maria Regina. Maria è Madre dei credenti qui sulla terra ed è invocata anche come Regina della pace. Mentre la nostra terra continua ad essere ferita da guerre in Terra Santa, in Ucraina e in molte altre regioni del mondo, invito tutti i fedeli a vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e in preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in corso. Maria, Regina della pace, interceda perché i popoli trovino la via della pace”.
La pace passa dagli uomini di buona volontà
Cari amici, ogni guerra grida vendetta agli occhi di Dio per chi spietatamente e ostinatamente la procura e la foraggia. Ogni guerra è fratricida, è cainismo omicida. Ogni guerra invoca giustizia riparativa per tutte le vittime innocenti di tutte le vite stroncate. Domandiamoci: come leggere da credenti lo svolgimento degli ultimi Summit internazionali che si stagliano sullo scenario terribile dei drammatici conflitti di guerre tanto violente? Senza dubbio sembrano aver portato un sospiro di sollievo, e va riconosciuto ogni sforzo a favore della pace, impegno apprezzabile ma insufficiente. I risultati concreti sembrano ancora molto lontani, dietro le quinte di saluti e sorrisi le reali intenzioni di pace sembrano fragili e nebulose. Quando è sincero, questo sforzo è sembra essere solo fatica degli uomini. Ma il dono della pace viene da Dio, non senza di lui. L’uomo, ogni uomo, resta ferito dal peccato, che genera ambiguità, doppiezza, sotterfugi e inganni per favorire spesso più i propri interessi di parte che processi di guarigione di ferite e odio reciproco. Facciamo discernimento secondo Dio per interpretare la storia: l’opera della pace è di Dio, e passa attraverso le opere di Dio e di coloro che si fanno onesti, disinteressati e operosi discepoli di un’autentica volontà di pace.
La pace passa dalla speranza
La speranza di pace è fondata sul mistero pasquale di Cristo. La natura umana non si migliora con la forza della sola buona volontà, ma con la conversione del cuore di uomini e donne che si lasciano convertire dall’incontro con la grazia di Cristo. E’ Lui la nostra speranza, è la sua Pasqua la nostra salvezza, è la nostra fede in Lui la forza della vera pace. Al contrario, nella sottoscrizione di molti trattati si nasconde molta l’ipocrisia. E’ la falsità di chi “parla di pace al suo prossimo, ma porta la malizia nel cuore” (cfr. Sal 28,3), oppure dei molti “potenti” di fronte ai quali “io sono per la pace, ma essi, appena parlo, sono per la guerra” (Sal 120,7). Come si può parlare allo stesso tempo di pace e di riarmo? La vera pace ha bisogno di radici sane e forti. Se non è messianica, non c’è speranza di pace, ma solo un suo surrogato o mistificazione.
La pace passa da Nazareth
Maria è venerata come Regina della pace perché è madre di Cristo, principe della pace. Lui compie le antiche profezie che parlano di una nuova era quando con la venuta del Messia, le nazioni e i popoli della terra “spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra” (Is 2,4). Cristo è nostra speranza di pace, perché viene a riconciliare tutte le cose: “È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli” (Col 1,19-20).
La pace passa dall’altare
Ogni Messa è celebrata sul mondo e per il mondo. Nel rito eucaristico celebriamo il mistero della Pasqua che riconcilia l’universo intero, toccando tutte le componenti cosmiche. Il grande teologo, filosofo e paleontologo francese Teilhard de Chardin compose un inno cosmico in cui esplora il concetto del divino come origine e al tempo stesso destinazione ultima dell’universo, con l’umanità al centro e al vertice della trasformazione spirituale della materia. Il famoso scienziato del XX secolo iniziò a scrivere La Messa sul mondo nel corso della Prima Guerra mondiale, mentre si trovava nelle trincee in una delle posizioni cruciali del fronte occidentale, teatro di aspri combattimenti e di pesanti perdite umane. In tale contesto sviluppò una profonda riflessione sulla spiritualità e sulla relazione tra l’umano e il divino.
“Teilhard de Chardin, spesso incompreso, aveva intuito che l’eucaristia è sempre celebrata, in un certo senso, sull’altare del mondo ed è il centro vitale dell’universo, il centro traboccante di amore e di vita inesauribile, anche in un tempo come il nostro di tensioni e di guerre” (Papa Francesco). Il mondo tutto questo spesso non lo sa; ma noi lo sappiamo: è Dio che opera la trasformazione dei cuori anche a insaputa dell’uomo. Il sacramento pasquale di Cristo nel rito eucaristico: attualità il sacrificio di Cristo morto-risorto, “sapienza di Dio e potenza di Dio”, che tutto trasforma e trasfigura, orientando misteriosamente la storia nella giusta direzione di salvezza dell’uomo.
La pace passa dalla Chiesa
La Chiesa intesa come “corpo” vivo di tutti i battezzati è chiamata ad esistere nel grande corpo umano quale “luce del mondo” e “sale della terra”. Il “corpo mistico di Cristo” prolunga nel mondo la grazia del “corpo eucaristico”: “Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane (1Cor 10,16-17). Quale rapporto tra la Chiesa e il Mondo? Nel corpo dell’umanità vive il corpo ecclesiale che porta un flusso di grazia e di benessere a favore del mondo: “A dirla in breve, come è l’anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. L’anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra. L’anima abita nel corpo, ma non è del corpo; i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo. L’anima è racchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono nel mondo come in una prigione, ma essi sostengono il mondo. L’anima immortale abita in una dimora mortale; anche i cristiani vivono come stranieri tra le cose che si corrompono, aspettando l’incorruttibilità nei cieli. Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non è lecito abbandonare” (cfr. Lettera a Diogneto, 6-10).
La pace passa dalla preghiera
La preghiera dei credenti attira il cuore di Dio sui mali del mondo. La preghiera esprime la potenza della fede, della speranza e dell’amore per il mondo. Dio ascolta e agisce. La pace passa dalla sofferenza di tanti ammalti che soffrono uniti a Cristo, offrendosi anche in espiazione per la salvezza del mondo dalla sua stessa autodistruzione. Il mondo è salvato nelle sue radici malate di odio e di malvagità dalla preghiera di tanti e tante claustrali. La pace attraverso la preghiera fiduciosa e filiale del Santo Rosario, sempre esplicitamente richiesto dalla Vergine Maria nelle sue apparizioni a Lourdes come a Fatima per implorare la conversione dei peccatori e la pace nel mondo. La pace passa attraverso i gesti di riconciliazione di perdono, per la guarigione da ogni frattura causata da lotte e divisioni. La pace passa attraverso gente che sa chiedere scusa.
La pace passa da Canneto
Alla tante “marce della pace” si affiancano i cammini di tantissimi “pellegrini di pace”. Grazie alle Compagnie di pellegrini della Madonna di Canneto, possiamo sempre costruire una catena di fede, devozione e preghiera per la pace. Canneto è oasi di pace diffusa, di amicizia fraterna, di consolazioni interiori e di risorse spirituali. Andate! Il pellegrinaggio si fa missione. I pellegrini assaporano la forza rinnovatrice dei sacramenti, per accogliere l’invio della ripartenza: Andate in pace. Lo annuncia il Signore risorto, ce lo affida la Donna risorta con Cristo, Maria Regina di pace. Il pellegrinaggio si fa “missione di pace”, una missione disarmata e disarmante auspicata da Papa Leone. Cari amici è questo il mio augurio per tuti: vivete in pace, vivete per la pace, siate costruttori di pace per essere riconosciuti e “chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
+ Gerardo Antonazzo
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