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Cassino omaggia S. Giovanni Paolo II

Una targa nell’anniversario della Cittadinanza Onoraria conferita al grande Papa per ricordare la sua venuta a Cassino nel 1980

 

Un evento speciale per la città di Cassino il 28 ottobre, nell’anniversario del conferimento della Cittadinanza Onoraria a Giovanni Paolo II, allora Pontefice, oggi proclamato Santo. Fu il 20 settembre 1980 che egli fece visita a Montecassino e a Cassino e l’allora sindaco, Domenico Gargano, gli consegnò le chiavi della città. Oggi, seppure con un anno di ritardo a causa della pandemia, il Sindaco in carica, Enzo Salera, ha voluto porre all’ingresso del Municipio una targa, a ricordo di questo evento di 41 anni fa, e per solennizzare la cerimonia, ha invitato il Card. Giovanni Battista Re, Decano del Collegio cardinalizio e grande conoscitore di S. Giovanni Paolo II.

Arrivati in Comune, gli illustri ospiti sono stati ricevuti nella sala del Sindaco per un momento di accoglienza, poi sono scesi all’ingresso per la cerimonia dello scoprimento della targa. Ad accompagnare il Cardinale c’erano il Nunzio Apostolico Francisco Javier Lozano ed il suo amico quasi coetaneo Vincenzo Scotti, più volte ministro; erano presenti inoltre: la sig.ra A. Maria Anders, Ambasciatrice in Italia della Repubblica di Polonia, il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, autorità civili e militari, il Rettore dell’Università Giovanni Betta, il Vescovo diocesano Gerardo Antonazzo, l’Abate di Montecassino Donato Ogliari e, cosa inaspettata, l’Abate emerito D. Pietro Vittorelli, invitato dalla famiglia Gargano.

Emozionante, come sempre, il momento dello scoprimento della targa, che esprime la gratitudine di Cassino per “il profondo legame dimostrato più volte, da Cardinale e da Pontefice, al Cenobio benedettino, alla terra in cui riposano i soldati polacchi ed alla stessa Città martire per la consegna delle chiavi ed il conferimento della Cittadinanza Onoraria“. Nella preghiera di benedizione, il Card. Re ha ricordato la visita del Papa, il discorso che fece “in questa piazza“, e ha chiesto la benedizione di Dio su tutti gli abitanti di Cassino e del territorio che conobbero “la bufera devastatrice della guerra”, concludendo: “Manda dal Cielo i tuoi angeli a proteggere Cassino e fa’ che qui ora risuoni sempre il Vangelo della pace, della fraternità, della solidarietà, aiutandosi a vicenda ed affrontando insieme le difficoltà che caratterizzano il nostro tempo tormentato dalla pandemia“. Un forte applauso e le foto di rito hanno concluso la cerimonia in municipio. La seconda parte era un convegno sulla figura del grande Papa presso il vicino teatro Manzoni, per cui una inusuale passeggiata di zucchetti rossi ha attirato lo sguardo dei passanti.

Erano presenti molti studenti delle Scuole superiori di Cassino, che per la loro giovane età non hanno conosciuto Giovanni Paolo II, lui che aveva un rapporto speciale proprio con i giovani. Prima di passare agli interventi, è stato proiettato il video sulla visita del Papa a Cassino nel 1980, in base al quale i ragazzi hanno potuto comprendere meglio la situazione che si stava vivendo. Il Sindaco Enzo Salera, oltre a ringraziare e salutare, ha ricordato le circostanze della visita di 41 anni fa, quando lui aveva l’età degli studenti presenti, e poi ha messo a fuoco la figura del Sindaco Gargano, uno dei grandi Sindaci della Cassino postbellica. L’On. Leodori nel suo intervento ha tracciato un quadro della situazione del territorio allora ed ora. Al Vescovo Antonazzo il compito di presentare il card. Giovanni Battista Re che, nonostante l’età, conserva un entusiasmo, una vivacità, una simpatia incredibili. Egli ha parlato di Giovanni Paolo II tracciandone la figura storica e ricordandone le doti umane e ancor più spirituali. Non solo aveva intelligenza e capacità, ma ancor più stupefacente era l’intensità della sua preghiera e del suo rapporto con Dio. Sempre, quando doveva prendere delle decisioni, prima pregava a lungo, sempre; anche quando si trovava a contatto con la natura, magari in montagna dove sciava, chiedeva di poter restare da solo e stava lì a contemplare e pregare in una maniera indimenticabile. E’ per questo che è riuscito a fare cose impensabili e grandiose. Verso i giovani aveva un affetto e un’attenzione straordinari, sapeva comunicare con loro non solo quando era nel pieno vigore, ma anche da anziano e malato. Il Cardinale ha rivelato anche che quando era malato si era chiesto se fosse meglio rinunciare al papato, ma quando illustri specialisti lo visitarono e affermarono che il suo cervello era limpidissimo e capace, capì che con la sua rinuncia avrebbe ostacolato la Provvidenza divina che lo aveva chiamato a quell’incarico fermandone il disegno. E lo ha anche confrontato con Benedetto XVI, che invece rinunciò: ma fu un atto di coscienza il suo, frutto di preghiera e discernimento, perché la sua salute non gli avrebbe permesso di fare quello di cui in quel momento la Chiesa aveva bisogno. Un discorso appassionato e appassionante, che ha concluso una mattinata storica per la Città.

Adriana Letta