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9 Agosto 2026 – Commento al Vangelo

19ª Domenica del Tempo Ordinario A (Mt 14,22-23)

Parola del giorno:“Signore, salvami!”

Dal Vangelo secondo Matteo
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

 

Li ‘costrinse’ a passare all’altra riva.
Anche la Pasqua è un’altra riva.
Gesù ha in mente qualcosa e la prepara con calma.
Si attarda tutta la notte, per quanto pregare,
stare con il Padre non è fare tardi.
Un giro di venti contrari non sono infrequenti
su quel bacino d’acqua, sei miglia di larghezza
e una dozzina di lunghezza. Sanno andare in barca
ma molte ore non bastano per uscirne.
A volte la vita è così: un remare in acque tempestose.
“Abbiate fede in me, io ho vinto il mondo”.
Ciò non toglie che vedere con i propri occhi
Gesù che vince la natura crei spavento.
È un fantasma, sicuro! “No, non sono un fantasma”,
dirà apparendo da risorto. È lui, Gesù.
Ripresosi, ecco Pietro che vuole provare: “Anch’io, anch’ io!”.
Magari fosse così facile! “Ok, vieni, dipende da te”.
Ma il vento è rabbioso e l’acqua di sotto nera come un incubo,
sembrano dire: tu mi appartieni, tu non mi scappi.
Capita, no? Quando siamo allo stremo, come Pietro,
viene spontaneo il grido: “Salvaci, Signore!”.
Ma non è necessario essere allo stremo per volgersi a lui.
VF