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5 Settembre 2026 – Commento al Vangelo

Sabato – 22ª settimana del Tempo Ordinario (Lc 6,1-5)

Parola del giorno: “Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?”

Dal Vangelo secondo Luca
Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

 

«Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?»
è la domanda rivolta a Gesù e ai suoi discepoli,
accusati di non rispettare una regola religiosa.
Gesù non disprezza il sabato, ma ricorda che la legge
nasce per custodire la vita, non per soffocarla.
Nessuna norma può essere più importante della persona,
della sua fame, della sua dignità,
del suo bisogno di essere amata.
Anche oggi rischiamo di vivere una fede fatta di abitudini,
regole e giudizi: osserviamo ciò che è esteriore,
ma talvolta dimentichiamo la misericordia.
E rischiamo pure di perdere il senso del “sabato”,
cioè del riposo: viviamo continuamente di corsa,
misurando il valore delle persone dalla loro efficienza.
Questa parola ci invita a chiederci se le nostre regole,
le nostre scelte e persino le nostre tradizioni
aiutino davvero a incontrare Dio e a prenderci cura degli altri.
Il vero giorno santo è quello in cui facciamo spazio
alla relazione, al riposo, alla gratitudine e alla carità.
EM