Giovedì – 4ª settimana di Pasqua (Gv 13,16-20)
Parola del giorno: “Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.”
Dal Vangelo secondo Giovanni
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
Essere cristiani ha come meta
la beatitudine, cioè la felicità.
Ma a nulla serve sapere il Vangelo a memoria
né comprenderlo in profondità
se poi esso non trasforma la vita.
A nulla valgono i riti e le celebrazioni
e il rispetto dei precetti
che releghiamo solo nella sfera del personale e del sacro
ma che dimentichiamo quando siamo nel mondo…
La coerenza Gesù non ce la chiede soltanto,
Lui per primo l’ha praticata fino in fondo,
o meglio, fino in alto:
inchiodato sulla croce.
A noi non chiede così tanto
ma soprattutto non ci abbandona
quando siamo troppo umani
per arrivare fino in fondo!
SG
