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2 Agosto 2025 – Commento al Vangelo

Sabato – 17ª settimana del Tempo Ordinario (Mt 14,1-12)

Parola del giorno: “Ed era per loro motivo di scandalo.”

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?».
Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

 

Quante volte anche a noi succede
come per i concittadini di Gesù,
di sentirci sicuri di conoscere
così bene una persona
al punto da sorprenderci per le sue qualità,
che possono emergere in contesti insoliti,
così da mostrare risorse insospettabili.
In tal modo l’altro è motivo di inciampo
– scandalo significa proprio questo –
quando addirittura non diventa oggetto
di giudizio negativo e di commenti inopportuni,
che sviliscono l’altro, volendo ridurlo
nella sua forza, perché non rientra più
nell’idea che ne avevamo.
Gesù è il primo a sentire su di sé
le note di questo giudizio opprimente,
che non subisce, ma che condanna,
costatando amaramente che il disprezzo
inizia dai più vicini, che hanno condiviso
giorni e pane nello stesso villaggio
e arrivano a considerare i suoi parenti
persone ordinarie, incapaci di coltivare
il miracolo nella propria casa.