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11 Maggio 2026 – Commento al Vangelo

Lunedì – 6ª settimana di Pasqua  (Gv 15,26-16,4a)

Parola del giorno: “… viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.”

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».

 

Stare dalla parte del bene non va più di moda.
Essere seguaci di Cristo è considerato, nel mondo di oggi,
credenza da Medioevo.
E anche chi si professa credente, spesso,
pensa che la fede sia una cosa
e la vita quotidiana un’altra,
che la vita spirituale sia da relegare a chiese e sagrestie
e che nulla abbia a che fare con scelte di vita, lavoro, routine…
Alcune volte, in nome di Dio e della fede,
si ragiona per categorie: chi viene prima, chi è più importante.
Alcune vite, di fatto, in questa mentalità,
hanno più valore di altre:
stranieri, bambini nel grembo della mamma, malati o anziani
non hanno pari dignità di “vite superiori”.
Questo vale oggi, in Italia e nel mondo,
ma valeva anche ai tempi di Gesù. Lui, però,
scardina questa mentalità: insegna l’Amore fino alla morte,
insegna il perdono per chi lo crocifigge,
insegna a credere che la morte non ha l’ultima parola…
Se siamo davvero Suoi seguaci, il rifiuto che è toccato a Lui
sarà il nostro pane quotidiano…
Lo temiamo?
RG