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1 Settembre 2026 – Commento al Vangelo

Martedì – 22ª settimana del Tempo Ordinario (Lc 4,31-37)

Parola del giorno: “Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?”

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».
E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

 

Quelle parole sembrano quasi una protesta:
Gesù viene a disturbare una situazione
che, anche se non è buona, ormai è diventata familiare.
A volte anche noi possiamo reagire così quando il Vangelo
ci chiede di cambiare qualcosa nella nostra vita.
Gesù, infatti, non viene per rovinarci, ma per liberarci
da tutto ciò che ci tiene prigionieri. Può però accadere
che la libertà faccia paura, perché richiede di lasciare
abitudini, egoismi e sicurezze alle quali siamo affezionati.
Preferiamo spesso rimanere nelle nostre comodità
piuttosto che affrontare la fatica di cambiare.
La presenza di Gesù mette in luce ciò che non funziona
dentro di noi e ci invita a guardarlo con sincerità.
Per questo possiamo sentire la sua parola come un disturbo,
quando invece è una possibilità di rinascita.
Gesù non vuole toglierci la felicità, ma a indicarci una strada
che conduce a una vita più vera e più libera.
La domanda «Sei venuto a rovinarci?»
può allora diventare una domanda personale:
che cosa temo di perdere se accolgo davvero Gesù nella mia vita?
Forse alcune comodità, qualche egoismo
o il desiderio di avere sempre ragione.
Ma ciò che perdiamo per seguire Cristo non è paragonabile
a ciò che riceviamo: pace, libertà, speranza e amore.
Gesù non entra nella nostra vita per distruggere,
ma per guarire e ricostruire.
Accogliere la sua presenza significa fidarsi di Lui
anche quando ci chiede di uscire dalle nostre sicurezze.
In fondo, il Vangelo ci ricorda che Gesù
non viene a rovinarci la vita: viene a liberarla
e a darle un significato nuovo.
EM