Tutto Quanto Aveva Per Vivere

I incontro di formazione unitario Azione Cattolica Diocesi Sora Cassino Aquino Pontecorvo

Il cuore pulsante dell’Azione Cattolica è la formazione. Come ha sottolineato il presidente nazione Ac Matteo Truffelli durante la XVI Assemblea Nazionale Ac: «Prenderci cura della vita di ciascuno nella sua concretezza vuol dire, infatti, anche prenderci cura del percorso attraverso cui la vita di ciascuno prende forma. Proponendo percorsi formativi curati e di spessore, ma popolari e concretamente legati alla semplicità della vita di ogni giorno, come si legge nel nostro Progetto formativo. Percorsi incentrati su ciò che è più essenziale, per accompagnare ciascuno a conformare la propria vita a Cristo e formare così «laici capaci di vivere in modo autentico e originale la propria esperienza cristiana nella storia e nel mondo». Per tale motivo, l’equipe diocesana per la formazione, ha sentito la necessità di organizzare un percorso unitario che valorizzi la crescita cristiana dei suoi soci, dei responsabili associativi, degli educatori e animatori che prestano il loro servizio educativo. Pertanto, domenica 17 settembre, presso il Centro Pastorale “Sacro Cuore” a Pontecorvo si è tenuto il primo incontro di formazione unitario. La mattina è iniziata alle 9.30 con l’accoglienza di tutti i soci, da parte della presidente diocesana Jole Falese e di tutta la presidenza insieme a don Nello Crescenzi, assistente unitario Ac nonché incaricato alla formazione. Successivamente ci siamo nel salone per l’ascolto della Lectio Divina sull’icona biblica dell’anno associativo tratta dal vangelo di Marco 12, 38–44, da cui deriva il tema annuale: “Tutto quanto aveva per vivere”.

Nell’icona biblica che accompagna il cammino di questo anno associativo, Gesù prende a modello una vedova, il cui cuore è abitato da una fede profonda e radicale in Dio. Questa donna al tempio, a differenza degli altri che gettavano molte monete nel tesoro, getta i “due spiccioli” che aveva per vivere, “tutta la sua vita”, si spoglia quindi di ciò che le era necessario. Due monetine in cui Gesù riconosce un gesto autentico. Autenticità garantita dalla totalità, dalla fede e dall’assenza di ostentazione. La vedova non ha dato qualcosa di superfluo ma tutto ciò che aveva. Donare il proprio superfluo non è amare e non è nemmeno fede. Invece, donare fino a mettere in gioco la propria vita, questa allora è fede.Altro momento importante è stata la celebrazione eucaristica presieduta da don Nello Crescenzi e don William Di Cicco , assistente diocesano Acr. Don Nello nell’omelia, legata al testo di Mt 18, 21–35, ha sottolineato quanto il perdono deriva dalla consapevolezza di essere perdonato e da qui parte il perdono reciproco tra di noi. Se noi ci sforziamo di perdonare non ci riusciremo mai, perché il perdono è il dono di Dio. Da Dio il perdono arriva a noi: ma allora non si tratta di sapere quanti peccati si è fatti, ma quanti ne possiamo perdonare, è proprio questa la differenza.

Questo allora dobbiamo imparare nelle nostre comunità, quando siamo a contatto con i nostri ragazzi. Bisogna ricordarsi che loro con le nostre parole ci fanno ben poco se non sono dette dall’abbondanza del cuore. Dobbiamo, invece, ricordarci di parlare sempre dal cuore altrimenti non trasmetteremo mai nulla all’altro. A fine celebrazione ci si è intrattenuti all’esterno della chiesa per una foto, a ricordo di questo primo incontro di formazione. Subito dopo nel salone si è svolto il pranzo, gentilmente offerto dalla parrocchia ospitante.

Nel pomeriggio tutti i presenti, sono stati divisi per vari gruppi. All’interno di questi, ognuno di noi, guidato da ogni membro dell’equipe diocesana per la formazione, ha avuto modo di riflettere e confrontarsi sulla lectio della mattina, per poi condividere tutto con gli altri gruppi nel salone della struttura. Don Nello, riprendendo la parola per concludere la giornata, ha ricordato che ognuno di noi deve meditare la grande giustizia–perdono del Padre: fondamentale l’incontro di formazione per il confronto che c’è stato tra le varie generazioni e questo deve essere la nostra forza e deve essere un confronto da valorizzare sempre, ognuno con le proprie differenze e con le proprie ricchezze. Infine, Don Nello ha concluso il suo intervento benedicendo tutti i presenti e con l’augurio di rivederci tutti quanti ai prossimi appuntamenti dell’Azione Cattolica diocesana.

Simona Bianchi

Foto: Giandomenico Trezza, Stefania Schettino, Melania Marocco, Rosamaria Ferri

 

 

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