S. Antonio, Arpino, 350 anni di devozione

Ad Arpino, nel cuore del quartiere Ponte, c’è la chiesa dedicata a Sant’Antonio di Padova.
I primi documenti della Chiesa risalgono all’anno 1263, e dicono che era dedicata a San Nicola di Bari.
L’imponente decorazione della navata e  del presbiterio sono della scuola napoletana del 1700, mentre la pala dell’altare ”la Gloria dell’Immacolata Concezione”, è del pittore arpinate P.A. Sperduti.
Ai lati due dipinti su tavola della scuola del Cavalier D’Arpino che fungono da ante a due urne con i corpi delle sorelle Vergini e Martiri S. Colomba e S. Matilde.
Sotto l’altare maggiore un’artistica urna conserva il corpo di S. Florio M.
La lavorazione dei marmi dell’altare sono opera del milanese C. Buzzolini, ed è risalente al 1762.
Inestimabile valore artistico ha il Crocifisso dietro l’altare maggiore, del sec.XVII, opera del famoso artista Michele Stolz.
Ai lati della navata, vi è l’Altare della Confraternita dei tintori e dei conciatori di pelli, con statua lignea di Sant’Antonio di Padova, del 1662.
Nell’Oratorio di S. Antonio di Padova, si possono ammirare diverse opere pittoriche di grande valore artistico, fra tutte ”la vestizione di S. Antonio di Padova”, e ”S. Antonio di Padova” del pittore arpinate il Cavalier D’Arpino.
Interessanti opere di impronta popolare, sono gli ovali in tela dipinta, risalenti al 1775, che raffigurano la vita e i miracoli di S.Antonio di Padova.
Nella sala attigua, molte altre opere d’arte, anche risalenti al ‘600.
Inoltre in Chiesa vi sono le immagini della Madonna di Loreto e della Madonna della Salute.
Il convento adiacente alla Chiesa, ospito’ numerosi religiosi, illustri per Santità e Dottrina.
Ai Padri Francescani si succedettero nel 1856 i PP. Trinitari, infine parte del Convento fu adibito a caserma militare e prigione borbonica.
Nel 1662 per propiziare un abbondante raccolto nel Regno di Napoli, dei Frati Francescani, fecero scolpire la statua di S. Antonio di Padova. Giunti ad Arpino, chiesero ospitalità per la notte ai Frati dell’allora Convento di S. Nicola, ma dal giorno successivo, ogni volta che i Frati tentavano di far uscire la statua del Santo dalla Chiesa, quasi per prodigio, un violento temporale lo impediva. Così, i Frati capirono che il santo aveva eletto la Sua Sede in questo luogo.
A tutt’oggi non si conosce la data di fondazione della Confraternita laicale dei Tintori e Conciatori, con due Priori, è probabile che in seguito abbiano mutato il nome in quello di Confraternita di S. Antonio di Padova, poiché nel 1622 era considerata la più antica di Arpino ed eleggeva due Priori.
I Confratelli iscritti, hanno l’obbligo di vita esemplare, nella cura e sostegno ai Confratelli bisognosi. Nella recita dell’Ufficio, accompagno funebre e altre opere di misericordia. Si autotassavano per abbellire di opere d’arte il Sacro Edificio e anche per i restauri necessari.
Oggi sono più di 100 gli iscritti che collaborano nel progetto ”Pane dei poveri”, ed all’animazione liturgica nelle funzioni cittadine. Organizzano la festa del Santo e collaborano con le Parrocchie vicine.
Per devozione al Santo oggi la Chiesa è detta da tutti ”di Sant’Antonio”.
Ringrazio per le notizie storiche i Confratelli, in modo particolare il Priore Fabio.

Articolo e foto: Gianna Reale

 

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