Festa Patronale della Sacra Famiglia

Seconda candelina per la comunità parrocchiale di Cassino intitolata alla Famiglia di Nazaret

Domenica 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno, ha coinciso con la festa della Sacra Famiglia di Nazaret, per cui la più giovane delle parrocchie della nostra Diocesi, a Lei intitolata, ha voluto solennizzare la propria Festa Patronale invitando il Vescovo diocesano, Mons. Gerardo Antonazzo, il quale ben volentieri è intervenuto. La comunità parrocchiale, guidata da Don Salvatore Brunetti, si era ben preparata alla festa, sia spiritualmente sia dal punto di vista organizzativo, con la costituzione di un Comitato feste. Nei giorni precedenti si era pregato ed alla vigilia la comunità ha vissuto due partecipati e sentiti momenti eucaristici: l’Adorazione e Benedizione eucaristica, con la recita del S. Rosario e le confessioni, e la S. Messa.

Domenica, alle 10.30, la Messa è stata presieduta dal Vescovo, concelebrata dal parroco e con il servizio all’altare del diacono Don Marcello Di Camillo. L’animazione della liturgia, con i canti e le letture, è stata ben curata dal gruppo parrocchiale. Nell’omelia il Vescovo, rifacendosi alle letture appena proclamate, ha indicato il modello della S. Famiglia, affermando che non era certo la sede adatta per approfondire i molti temi riguardanti la famiglia di oggi, cosa che d’altronde la Diocesi sta facendo attraverso i convegni ed il prossimo Seminario Teologico-Pastorale di gennaio, ma che voleva porgere una riflessione sulla famiglia in quanto “istituzione”. Ma ha avvertito: bisogna distinguere tra istituzioni umane e istituzioni naturali. Quelle umane sono forme istituzionali che l’uomo si dà per il buon governo di sé e della comunità civile ed anche ecclesiale (es. la parrocchia), possono essere di natura civile, economica, finanziaria, giudiziaria ecc, ed essendo fatte dall’uomo, possono anche essere cambiate, se necessario o opportuno. Discorso diverso è invece per le istituzioni naturali, che l’uomo riconosce di avere dentro di sé, tutti gli uomini le hanno dentro di sé, avendole ricevute con la natura umana. E dunque non possono essere cambiate a proprio piacimento, come oggi si vorrebbe fare riguardo proprio alla famiglia, secondo una mentalità diffusa. La famiglia è un’istituzione naturale e quindi anche umana, non è ciò che l’uomo si dà, ma è un ordinamento che l’uomo riconosce nella legge naturale e che cerca di assecondare per raggiungere il benefico risultato di se stesso con il compimento di una vita pienamente compiuta e felice. La posta in gioco è fondamentale. Dobbiamo fare chiarezza a livello culturale, ha detto Antonazzo. Prove, dolori, ferite, fragilità, tristezze nelle famiglie a volte si manifestano in modo drammatico, a volte sono diffusamente presenti. Rifacendosi ad un discorso di Paolo VI nel 1964 a Nazaret, che additava nella Sacra Famiglia il modello di famiglia, dal carattere sacro ed inviolabile, ha affermato che occorre favorire le condizioni concrete di vita della famiglia e che occorre una vera politica familiare, e su questo in Italia siamo ancora lontani, mentre l’ordinamento sociale passa proprio attraverso la famiglia.

Un momento particolarmente toccante è stato quando le coppie di coniugi presenti hanno pubblicamente rinnovato le promesse matrimoniali ricevendo la benedizione dal Vescovo. Poi, dopo la Celebrazione eucaristica, ci si è preparati ad uscire in processione con il venerato quadro rappresentante la Sacra Famiglia di Maria, Giuseppe e Gesù. E’ stato il momento della testimonianza pubblica di fede. Il Corteo, aperto dalla Croce, dai ministranti e dai cantori, era guidato dal Vescovo Gerardo unitamente al parroco Don Salvatore, cui seguivano i portatori del Quadro, il Sindaco Carlo Maria D’Alessandro e infine i fedeli della comunità parrocchiale. La processione ha compiuto, con l’aiuto attento e vigile di due agenti della Polizia locale per disciplinare il traffico e assicurare il passaggio ordinato del Corteo, un breve percorso nel territorio vicino alla chiesa temporanea ed ha fatto sosta davanti al cantiere dove si lavora alla costruzione del complesso parrocchiale, e dove è possibile vedere, più su delle chiuse transenne, la gru per sollevare e spostare materiale pesante ed altri macchinari. La costruzione materiale va avanti, ma – come continua ad affermare il Vescovo – è più importante che cresca e si compatti sempre meglio la comunità ecclesiale della parrocchia, perché sia pronta a camminare da sola al momento che potrà disporre di locali idonei. A tal proposito, il Vescovo ha indicato con determinazione e precisione il prossimo passo da compiere: da ottobre dovrà  iniziare il primo corso di catechesi per i ragazzi di II elementare, a cui l’anno successivo si aggiungerà un altro e poi un altro ancora fino a completare il servizio.

Di ritorno alla piazzetta della chiesa temporanea, ci si è fermati per una sosta importante, in cui, tutti raccolti in cerchio attorno alla Sacra Immagine, il Vescovo ha letto, a nome di tutti, l’Atto di Affidamento a Maria, raccomandando alla Vergine Madre la comunità che nel nome si ispira alla Sacra Famiglia. Infine, dopo festosi fuochi d’artificio, poco visibili perché mattutini, i saluti e, nella vicina sala, un momento conviviale con scambio di auguri. In esso Don Salvatore ha ringraziato pubblicamente il Vescovo di essere intervenuto anche quest’anno, per la seconda Festa Patronale della comunità in onore della Santa Famiglia di Nazaret.

Adriana Letta

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