Celebrazione Solenne in onore della Madonna di Loreto – Arpino

“Arpino non perda la custodia della gratitudine verso la Vergine di Loreto”

La città di Arpino ha celebrato il 10 dicembre con particolare devozione la festa della Madonna di Loreto, eletta Augusta Protettrice della città.

Come da tradizione, anche quest’anno la celebrazione eucaristica è stata presieduta dal Vescovo Diocesano Mons. Gerardo Antonazzo insieme ai parroci dell’Unità Pastorale Arpino – Santopadre: Padre Juan Lujan, parroco di San Michele Arcangelo e Sant’Andrea, Don Antonio Di Lorenzo, parroco di Santa Maria di Civita e San Folco Pellegrino, Don Salvatore Incani, parroco di Santa Maria del Carmine. Hanno partecipato alla concelebrazione anche don William Di Cicco, Don Giuseppe Rizzo, viceparroco della chiesa San Folco Pellegrino, ed il diacono Mario Germani.

“Gli adulti, i giovani, i bambini, sanno a che cosa si deve ad Arpino il culto alla Madonna di Loreto?” si è chiesto il Vescovo nel corso della sua omelia.

Il culto della Madonna di Loreto ad Arpino risale intorno al XVII sec. Si narra che a causa di una grave pestilenza che si abbatté nei territori circostanti la città di Arpino, il duca Boncompagni, signore di Arpino, per preservare il suo feudo dalla peste decise di fare un voto alla Madonna di Loreto: se il suo feudo fosse rimasto illeso dalla pestilenza lui si sarebbe impegnato a donare e consegnare di persona a Loreto una lampada d’argento ed a mantenerla sempre accesa a sue spese. Questo voto fu confermato da una cerimonia solenne nella Chiesa di S. Michele. La peste colpì le popolazioni circostanti ma gli abitanti di Arpino furono preservati dal contagio.

“L’elemento che oggi deve essere recuperato e custodito è quello della gratitudine alla Vergine di Loreto”, ha affermato Mons. Antonazzo, sottolineando poi “oggi la gratitudine sembra essere uscita di scena dalla vita delle nostre famiglie, dalle istituzioni ed anche all’interno della nostra esperienza spirituale. Oggi consideriamo l’amore di una persona che entra nella nostra vita come dovuto, preteso, a volte scontato e manchiamo di quell’atteggiamento di riconoscenza e di fedeltà nei suoi confronti”.

“Arpino non perda la custodia della gratitudine verso la Vergine di Loreto”, ha proseguito mons. Gerardo, “l’intervento della Madonna dovuto ad un voto, testimoniato anche dagli scritti nei marmi ai lati dell’altare, non deve essere dimenticato”.

Il Vescovo ha suggerito poi di mantenere vivo il ricordo del miracolo anche perché ciò che è accaduto fa parte del patrimonio storico e religioso della comunità ed è identità del popolo arpinate. “Ci sono oggi iniziative di natura culturale e storica, atte a recuperare la gratitudine nei confronti della Madonna di Loreto?” si è domandato mons. Gerardo ed ha incoraggiato la comunità a dar vita a nuove iniziative che possano mettere in luce la verità dell’avvenimento storico e religioso.

Il secondo messaggio che il vescovo diocesano, ha voluto lasciare alla comunità di Arpino ricordando lo straordinario trasferimento in volo della Santa Casa a Loreto, è stato un richiamo al nostro senso di responsabilità ed impegno: “gli eventi, le cose importanti della nostra vita, per diventare straordinarie hanno bisogno di persone che sanno volare alto”.

Così come Maria, volando alto, entra in dialogo con Dio quando l’arcangelo Gabriele le annuncia che concepirà il figlio dell’Altissimo e si rende disponibile a fare la Sua volontà, anche noi, se apriamo la nostra vita al mistero di Dio, possiamo diventare dimora di Dio e vivere nella luce e tutto ciò che seguirà da questo incontro sarà conseguenza della presenza di Dio in noi.

Prima della benedizione finale, il parroco di San Michele padre Juan ha ringraziato Mons. Gerardo, le autorità civili presenti, i membri dell’associazione “Arma Aeronautica sezione di Arpino”, che venerano la Madonna di Loreto come protettrice dell’aeronautica militare,  il cui presidente Col. Giorgio Rea ha letto la preghiera dell’aviatore, ed il coro “Mille Voci” che ha animato magistralmente la Santa Messa.

Al termine della liturgia, il Vescovo ha benedetto il presepe parrocchiale e si è poi diretto a benedire la sala parrocchiale “San Carlo” da poco restaurata grazie al contributo della CEI, del parroco della chiesa S. Maria di Civita, Don Antonio Di Lorenzo e dell’Associazione Effatà.

Angela Gabriele

Foto: Gianna Reale

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