{"id":32480,"date":"2021-10-22T23:46:01","date_gmt":"2021-10-22T21:46:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesisora.it\/istituto\/?p=32480"},"modified":"2021-10-22T23:46:23","modified_gmt":"2021-10-22T21:46:23","slug":"omelia-inizio-cammino-sinodale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.diocesisora.it\/istituto\/omelia-inizio-cammino-sinodale\/","title":{"rendered":"Omelia Inizio Cammino Sinodale"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-24672 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.diocesisora.it\/istituto\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/stemma-vescovo-sora-595x264.png\" alt=\"Stemma di Mons. Gerardo Antonazzo\" width=\"472\" height=\"209\" srcset=\"http:\/\/www.diocesisora.it\/istituto\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/stemma-vescovo-sora-595x264.png 595w, http:\/\/www.diocesisora.it\/istituto\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/stemma-vescovo-sora-768x341.png 768w, http:\/\/www.diocesisora.it\/istituto\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/stemma-vescovo-sora.png 788w\" sizes=\"(max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CRISTO: COMPAGNO, VIA E META DEL CAMMINO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Omelia per l\u2019inizio del cammino sinodale<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Cassino-Chiesa Concattedrale, 17 ottobre 2021<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Carissimi amici,<\/em><\/p>\n<p><strong>la Parola di Dio consegna il \u201cmateriale\u201d necessario per avviare il nostro cammino sinodale. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Cosa non \u00e8 la sinodalit\u00e0. Il racconto del Vangelo di Marco coglie ripetutamente Ges\u00f9 in cammino con i Dodici (Mc 10): <\/strong>loro arrancano, Ges\u00f9 precede. Il gruppo sale verso Gerusalemme. Ges\u00f9 corre avanti, ma li vuole pi\u00f9 radicalmente associati a s\u00e9 (in <em>Mc<\/em> 10, 33 dice:<em> saliamo<\/em>).<strong> Lungo la strada \u00e8 raggiunto dalla richiesta a bruciapelo, e all\u2019insaputa degli altri dieci, presentata due figli di Zebedeo: Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo. Dalla cerchia dei suoi \u201cfedelissimi\u201d Ges\u00f9 forse non se l\u2019aspettava, anche perch\u00e9 aveva appena dichiarato per la terza volta l\u2019annuncio della sua passione. Giacomo e Giovanni desiderano strappare a Ges\u00f9 la promessa di un favore particolare, la certezza di una sicura posizione, il privilegio e il prestigio di un posto riservato al momento opportuno, nel momento giusto in cui i sogni di gloria finalmente si compiranno. Questo passaggio sottolinea ancora una volta la distanza siderale tra le preoccupazioni dei Dodici e quelle del Maestro, incamminato a \u201cmuso duro\u201d (Lc 9,51) verso Gerusalemme. L\u2019arroganza dei fratelli Giacomo e Giovanni suscita l\u2019indignazione generale degli altri dieci, pi\u00f9 per gelosia che per virt\u00f9. La rivalit\u00e0, la gelosia, l\u2019arrivismo, il protagonismo, il ruolo come prestigio a rischio di \u201cpotere\u201d sugli altri, frantumano il cammino di ogni comunit\u00e0, rendono impraticabile lo stile sinodale della comunione e della partecipazione, poco credibile l\u2019azione missionaria della Chiesa. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Cosa chiedere al Signore, compagno di viaggio, per un fruttuoso percorso davvero sinodale? All\u2019inizio del suo \u201ccammino\u201d come re su Israele \u00e8 Dio che dice a Salomone: \u201c<\/strong>Chiedimi ci\u00f2 che vuoi che io ti conceda\u201d. <strong>Salomone prega cos\u00ec: \u201c<\/strong>Concedi al tuo servo un cuore docile, perch\u00e9 sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male\u201d. Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa.\u00a0Dio gli disse: \u00abPoich\u00e9 hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, n\u00e9 hai domandato per te ricchezza, n\u00e9 hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare,\u00a0ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente\u201d (<em>1Re<\/em> 3, 5.9-12).<strong> E\u2019 di questo che abbiamo bisogno per intraprendere il nostro cammino con il passo giusto. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ges\u00f9 incontra e ascolta l\u2019uomo della strada. Da Lui possiamo imparare \u201cl\u2019arte dell\u2019incontro\u201d. \u00c8 l\u2019uomo-Dio sempre in uscita (consiglio di leggere a proposito Mt 20,1; Lc 8,5; 15,28; Mc 2,13). Ma di strada ce n\u2019\u00e8 sempre tanta da fare! La strada\/cammino \u00e8 metafora della sinodalit\u00e0, l\u2019incontro\/ascolto \u00e8 il metodo, la comunione\/missione \u00e8 la finalit\u00e0. Solo facendo strada con Lui, si impara a fare <\/strong><em>syn-od\u00f2s <\/em>e non \u201cconvention\u201d: \u201cI cristiani sono chiamati a \u201cdiventare esperti nell\u2019arte dell\u2019incontro\u201d, non nell\u2019organizzare \u201ceventi\u201d o nel fare \u201cuna riflessione teorica sui problemi \u2026 Bisogna, quindi, dare spazio alla preghiera, all\u2019adorazione, all\u2019incontro col Signore, a quello che lo Spirito vuol dire alla Chiesa per lasciarsi, poi, interpellare dalla storia dell\u2019altro. Invece di \u201cripararci in rapporti formali o indossare maschere di circostanza\u201d, l\u2019incontro suggerisce nuove vie da seguire facendoci uscire da \u201cabitudini stanche\u201d per essere capaci di \u201cveri incontri con Lui e tra di noi\u201d, \u201csenza trucco\u201d (<em>Papa Francesco, 10 ottobre 2021<\/em>)<strong>. I suoi non sono incontri programmati: non possiede un\u2019agenda di lavoro, non risponde ad un serrato programma prefissato, non agisce da menager e da imprenditore, \u201cnon guarda l\u2019orologio\u201d. Ges\u00f9 non sceglie chi incontrare e ascoltare: ascolta tutti, ascolta di tutto. La strada \u00e8 metafora della vita vissuta, \u201cconsumata\u201d quanto la suola delle scarpe, sofferta quanto le vesciche ai piedi. \u201cLungo la strada\u201d Ges\u00f9 non si tira indietro, non ha paura di ascoltare. Rivolge un ascolto profondo, attento, cordiale e discreto, per accogliere e capire i percorsi di vita di giovani, adulti, peccatori, prostitute, poveri, ammalati, pubblicani, farisei. Per ognuno, ancora prima di dare risposte o formule dottrinali preconfezionate, Ges\u00f9 offre la possibilit\u00e0 di un incontro che si fa incrocio di sguardi, un attento ascolto del cuore capace di generare volti, cammini e parole nuove.\u00a0 Davanti a Lui chiunque \u00e8 messo nelle condizioni di poter \u201c<\/strong>raccontare la propria storia, di parlare di s\u00e9 con libert\u00e0\u201d <em>(Papa Francesco)<\/em>.<strong> Quello di Ges\u00f9 \u00e8 un ascolto amorevole, premuroso e paziente. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ges\u00f9 li chiam\u00f2 a s\u00e9 (Mc 10,42). L\u2019espressione \u00e8 caratteristica di Marco; la ritroviamo anche in Mc 3,13; 6,7; 8,1. \u00c8 Ges\u00f9 che fa la nostra \u201csinodalit\u00e0: ci chiede di convergere intorno a Lui, convocati per stare insieme a Lui, e quindi tra di noi mai senza Lui. Perci\u00f2, la prima dimensione costitutiva della sinodalit\u00e0 \u00e8 l\u2019ascolto della Parola sine glossa, per una Chiesa sottoposta alla Parola, serva docile e obbediente alla Parola. Se la fede nasce dall\u2019ascolto (Rm 10, 17: L<\/strong><em>a fede viene dall\u2019ascolto e l&#8217;ascolto riguarda la parola di Cristo<\/em><strong>). La Chiesa, comunit\u00e0 di fede, nasce dalla Parola perch\u00e9 da essa convocata: la Chiesa \u00e8 assemblea sinodale intorno alla Parola. Il Signore ci stringe a s\u00e9, per formare come un \u201ccorpo\u201d indivisibile con Lui, e indicare la strada (<\/strong><em>od\u00f2s)<\/em> della nostra autentica <em>comunione, partecipazione e missione<\/em>. <strong>Il dinamismo sinodale parla di un processo che punta a un cambiamento<\/strong>. L\u2019ascolto \u00e8 sempre un cammino verso l\u2019altro, verso la realt\u00e0 \u2018altra\u2019, oltre il gregge del recinto chiuso. La Chiesa diocesana \u00e8 chiamata spendersi per una sinodalit\u00e0 che sappia accogliere tutti con rispetto, e ascoltare con il cuore di madre: persone, istituzioni, ambienti di vita, classi sociali, enti pubblici e privati, associazioni di volontariato sono la \u201ccarne\u201d della storia che la Chiesa deve condividere e fermentare con la forza dello Spirito (cfr <em>Ez<\/em> 37). Chi vuole che tutto rimanga com\u2019\u00e8, non si mette in cammino.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Al servizio del Noi ecclesiale.<\/em> <strong>Il processo sinodale si pone nella linea della costruzione di un \u201cnoi\u201d, espressione dei <\/strong>\u201cprocessi che possano costruire un popolo capace di raccogliere le differenze\u201d (<em>Fratelli tutti<\/em>, n. 217). Un mondo frammentato come il nostro ha disperato bisogno di vedere che sono davvero possibili processi di reale incontro tra le differenze, senza che nessuna sia negata o schiacciata. Per questo una Chiesa sinodale \u00e8 immediatamente anche un segno profetico \u201cdell\u2019intima unione con Dio e dell\u2019unit\u00e0 di tutto il genere umano\u201d (<em>Lumen gentium<\/em>, n. 1). Bisogna superare la logica dei due figli di Zebedeo: dividersi dagli altri dieci per primeggiare, per arroccarsi sulle proprie posizioni di prestigio, costruirsi un\u2019immagine sacrale, quasi idolatrica da difendere, cercare un ruolo quale stigma di autorit\u00e0, poter contare in termini di prestigio o di privilegi, e non in attesa di \u201csedere nella sua gloria\u201d, ma gi\u00e0 qui, sulla terra, sgomitando tra di noi, tra preti, tra laici mezzi preti, arrampicati chi alla destra chi alla sinistra del proprio parroco. \u201c<em>Tra voi per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec. Ma chi vuole diventare grande tra voi sar\u00e0 vostro servitore<\/em>\u201d. Il servizio alla edificazione del <em>Noi<\/em> dell\u2019essere Chiesa sinodale si articola primariamente su tre piani: quello dello stile con cui la Chiesa vive e opera ordinariamente, quello delle strutture in cui la natura sinodale della Chiesa si esprime in modo istituzionale attraverso tutti gli organismi di partecipazione di presbiteri, consacrati e laici, infine quello dei processi ed eventi sinodali in cui la Chiesa viene convocata dal Vescovo. La sinodalit\u00e0 \u00e8 \u201c<strong>dimensione costitutiva della Chiesa, che attraverso di essa si manifesta e configura come Popolo di Dio in cammino e assemblea convocata dal Signore risorto<\/strong>\u201d (Commissione Teologica Internazionale,\u00a0<em>La sinodalit\u00e0 nella vita e nella missione della Chiesa<\/em>, nn. 42 e 70). \u00a0Una Chiesa non attanagliata e ingolfata nelle pastoie del potere, \u00e8 veramente \u201cserva\u201d quando impara ad ascoltare con umilt\u00e0 il grido dell\u2019umanit\u00e0, degli ultimi, degli esclusi, dei senza voce.<\/p>\n<p><em>La sinodalit\u00e0 invera l\u2019identit\u00e0 della Chiesa <\/em>e innerva la vita reale del popolo di Dio. Si fonda e si struttura su tutto<strong> ci\u00f2 che i cristiani hanno in comune, cio\u00e8 il battesimo e la uguale dignit\u00e0 che ne deriva<\/strong>: \u00abSe anche per volont\u00e0 di Cristo alcuni sono costituiti dottori, dispensatori dei misteri e pastori a vantaggio degli altri, fra tutti per\u00f2 vige vera uguaglianza quanto alla dignit\u00e0 e all\u2019azione nell\u2019edificare il corpo di Cristo, che \u00e8 comune a tutti i Fedeli\u00bb (<em>Lumen gentium<\/em>, n. 32). La ricchezza e la profondit\u00e0 di questa comunione radicata nella dignit\u00e0 battesimale diventa garanzia dell\u2019autenticit\u00e0 della fede: \u00abLa totalit\u00e0 dei fedeli, avendo l\u2019unzione che viene dal Santo, (cfr\u00a0<em>1 Gv<\/em>\u00a02,20 e 27), non pu\u00f2 sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua propriet\u00e0 mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo, quando \u201cdai vescovi fino agli ultimi fedeli laici\u201d mostra l\u2019universale suo consenso in cose di fede e di morale\u00bb (<em>Lumen gentium<\/em>, n. 12). Per apprendere concretamente la sinodalit\u00e0 ecclesiale nel suo significato incarnato, storico, concreto, gioioso e faticoso, abbiamo bisogno del modello familiare, prototipo di sinodalit\u00e0 ad immagine della comunione trinitaria.\u00a0 La famiglia apre uno squarcio sul mistero della Chiesa sinodale. Lasciamoci ispirare da una sinodalit\u00e0 \u201cnaturale\u201d che la famiglia \u00e8 chiamata a condividere. Ogni dialogo, ogni relazione comincia dall\u2019ascolto in casa. L\u2019<em>amoris laetitia <\/em>della famiglia diventa immediatamente <em>amoris laetitia <\/em>di una Chiesa \u201cformato famiglia\u201d.<\/p>\n<p><em>Ascoltare \u00e8 amare.<\/em> Credo che l\u2019ascolto sinodale debba essere innanzitutto un atto d\u2019amore. In questo senso, possiamo rileggere e riformulare due riferimenti biblici: lo <em>Shema<\/em> <em>Israel (Mc<\/em> 12,29-31<em>; Dt <\/em>6,4-5), e <em>l\u2019Inno alla carit\u00e0<\/em> (<em>1Cor <\/em>13, 4-8):<\/p>\n<ul>\n<li>Il grande comandamento dello <em>Shema<\/em> riformulato da Ges\u00f9 nei vangeli sinottici dimostra una reciprocit\u00e0 illuminante tra il verbo ascoltare e il verbo amare. Il testo che recita: <em>Ascolta Israele \u2026. Amerai\u2026 <\/em>pu\u00f2 essere riformulato cos\u00ec: <em>Ama Israele\u2026 Ascolterai il Signore Dio tuo con tutto il cuore,<\/em> <em>con tutta l\u2019anima, con tutte le forze<\/em>\u2026 <em>Ascolterai il prossimo tuo come te stesso.<\/em> Ponendo l\u2019ascolto a fondamento dell\u2019amore, Ges\u00f9 definisce senza soluzione di continuit\u00e0 il rapporto tra l\u2019ascoltare e l\u2019amore.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Papa Francesco nell\u2019Esortazione apostolica ha commentato l\u2019Inno alla carit\u00e0 di san Paolo per descrivere le caratteristiche essenziali dell\u2019amore familiare. Anche nell\u2019Inno paolino alla Carit\u00e0 le caratteristiche dell\u2019amore le possiamo attribuire alla pratica dell\u2019ascolto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201cL\u2019ascolto \u00e8 magnanimo,<\/p>\n<p>benevolo \u00e8 l\u2019ascolto;<\/p>\n<p>l\u2019ascolto non \u00e8 invidioso, non si vanta,<\/p>\n<p>l\u2019ascolto non si gonfia d\u2019orgoglio,<\/p>\n<p>non manca di rispetto,<\/p>\n<p>l\u2019ascolto non cerca il proprio interesse,<\/p>\n<p>non si adira,<\/p>\n<p>l\u2019ascolto non tiene conto del male ricevuto,<\/p>\n<p>l\u2019ascolto non gode dell&#8217;ingiustizia<\/p>\n<p>ma si rallegra della verit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019ascolto tutto scusa, tutto crede,<\/p>\n<p>tutto spera, tutto sopporta.<\/p>\n<p>L\u2019ascolto non avr\u00e0 mai fine\u201d (<em>1Cor<\/em> 13, 4-8).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Decalogo dell\u2019ascolto<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><em>Ascoltare \u201cci\u00f2 che lo Spirito dice alle Chiese\u201d (Ap 2-3)<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Parola, preghiera e discernimento secondo lo Spirito, il quale scruta le profondit\u00e0 di Dio (cfr. <em>1Cor<\/em> 2,10).<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><em>Ascoltarsi dentro, \u201cnosce te ispum\u201d<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u201cNon uscire da te stesso, rientra in te, nell\u2019interiorit\u00e0 dell\u2019uomo risiede la verit\u00e0\u201d (<em>S. Agostino<\/em>)<\/p>\n<p>Conoscersi, meditare, isolarsi dalle impressioni immediate, dedicare tempo a conoscere le sorgenti profonde dei nostri gesti e azioni, emozioni, sentimenti e pensieri prima ancora di parlare.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><em>Ascoltare \u00e8 ri-conoscere l\u2019altro<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u201cOgni essere grida in silenzio per essere letto altrimenti. Non essere sodo a queste grida\u201d (<em>Simone Weil<\/em>). Per ascoltare \u00e8 necessario imparare a riconoscere l\u2019altro, conoscere quello di cui gli altri hanno bisogno.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><em>Ascoltare \u00e8 aprire il cuore<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019ascolto dell\u2019altro\/Altro \u00e8 sempre un atto d\u2019amore. Perci\u00f2 \u00e8 il cuore l\u2019organo dell\u2019ascolto.<\/p>\n<p>\u201cSe ascoltaste oggi la sua voce! Non indurite il cuore\u201d (<em>Sal 95,8<\/em>).<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><em>Ascoltare \u00e8 saper cambiare idea<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019ascolto dilata la comprensione della realt\u00e0 complessa. Papa Francesco: \u201cLa realt\u00e0 \u00e8 superiore all\u2019idea\u2026 Tra le due si deve instaurare un dialogo costante, evitando che l\u2019idea finisca per separarsi dalla realt\u00e0\u201d. L\u2019ascolto pu\u00f2 migliorare la comprensione della realt\u00e0 e farci cambiare idea.<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><em>Ascoltare \u00e8 capire il dissenso<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019ascolto accoglie e valorizza il dissenso, non lo demonizza. L\u2019ascolto pu\u00f2 generare una radicale revisione e cambiamento dei nostri stili di vita, dei nostro schemi e progettualit\u00e0. \u201cIl cambiamento non \u00e8 mai doloroso. Solo la resistenza al cambiamento lo \u00e8\u201d (<em>Buddha<\/em>). Si cambia anche grazie al dissenso.<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><em>Ascoltare \u00e8 tacere<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Solo il silenzio pu\u00f2 dare spazio alla parola dell\u2019altro, ad una parola \u2018altra\u2019, diversa, inaspettata. Non si pu\u00f2 fare finta di ascoltare con la subdola pretesa di far prevalere ad ogni costo le nostre opinioni.<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li><em>Ascoltare \u00e8 ricercare insieme la verit\u00e0<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nessuno \u00e8 padrone o detentore della verit\u00e0. Nel dialogo, non si sta n\u00e9 avanti n\u00e9 indietro, ma accanto all\u2019altro per una comune ricerca.<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li><em>Ascoltare \u00e8 segno di umilt\u00e0<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019ascolto ci educa alla povert\u00e0 di spirito e di cuore, alla mendicanza della fraternit\u00e0, al bisogno dell\u2019altro. L\u2019ascolto ci aiuta a superare ogni tentazione di autosufficienza e autoreferenzialit\u00e0. L\u2019umilt\u00e0 abbatte la barriera del narcisismo.<\/p>\n<ol start=\"10\">\n<li><em>Ascoltare senza pregiudizi<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019ascolto \u00e8 esercizio di autentica libert\u00e0 interiore. I pregiudizi erodono la disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto, vanificano e compromettono quanto ascoltato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Carissimi amici, <\/em><\/p>\n<p>il processo sinodale nella nostra Chiesa diocesana sia modellato sul cammino del Signore con i due discepoli di Emmaus. Il Risorto sia nostro compagno di viaggio, Lui la Via, Lui la meta di ogni umana speranza.<\/p>\n<p>+<strong>\u00a0\u00a0 Gerardo Antonazzo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CRISTO: COMPAGNO, VIA E META DEL CAMMINO \u00a0 Omelia per l\u2019inizio del cammino sinodale Cassino-Chiesa Concattedrale, 17 ottobre 2021 &nbsp; &nbsp; Carissimi amici, la Parola di Dio consegna il \u201cmateriale\u201d necessario per avviare il nostro cammino sinodale. 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