Un momento formativo speciale

Un momento formativo speciale

Al Corso universitario di formazione Imprenditoriale intervengono il Vescovo Mons. Gerardo Antonazzo ed il prof. Maurizio Franzini

Prosegue presso l’Università di Cassino e del Lazio meridionale, e anzi si avvia a conclusione, il Corso gratuito di formazione Imprenditoriale ad Alto Impatto Sociale di cui abbiamo dato notizia  ( Vedi Articolo ), organizzato da sociallendingitalia.net – la innovativa piattaforma di crowdfunding che attraverso il prestito sociale vuole agevolare il sorgere di nuove imprese – in collaborazione con ImprendiLab, il laboratorio per la diffusione della cultura e della formazione imprenditoriale in ambito tecnologico e sociale, del Dipartimento di Economia e Giurisprudenza, e sostenuto dall’Azione Cattolica diocesana, dalla Pastorale Digitale e dalla Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Giovedì 6 luglio, dopo la prima parte del pomeriggio dedicata alla normale lezione, c’è stato un momento di formazione particolare ed interessante, aperto a tutti, con l’intervento di due ospiti speciali che hanno accettato volentieri di dare il proprio contributo: il prof. Maurizio Franzini, ordinario di Politica Economica nell’Università di Roma “La Sapienza”, Direttore della rivista online “Menabò di Etica e Economia” e Presidente dell’Associazione “Etica e Economia”, ed il Vescovo diocesano Mons. Gerardo Antonazzo, invitato espressamente da ImprendiLab.

All’inizio, il prof. Stefano Supino, docente di Imprenditoria e innovazione, nonché responsabile della formazione imprenditoriale dell’ImprendiLab e docente del Corso, ha introdotto i due relatori ed i temi in discussione.

Il Vescovo Gerardo Antonazzo ha apprezzato i temi trattati nel corso, sia per la peculiarità scientifica dovuta al livello universitario sia per la loro grandissima attualità. E’ in aumento il bisogno e il disagio sociale, il che richiede attenzione e risposte adeguate. Tenendo conto soprattutto della Dottrina Sociale della Chiesa, il Vescovo ha citato il recente discorso di Papa Francesco all’Ilva di Genova, che ha toccato temi che stanno trovando consenso anche in ambito civile, come per es. l’economia sociale di mercato (non solo di mercato, che è un’economia dei pochi dove i più sono danneggiati), e, non ultimo, il tema del lavoro, che non a caso è stato scelto per la 48ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che si svolgerà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre 2017: “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale“. Il lavoro, ha osservato, deve avere un impatto sociale positivo, che favorisca la crescita della comunità sociale: questo concetto è condiviso abbastanza diffusamente ma certo non universalmente. Antonazzo ha portato come esempio un Vescovo dell’800, Daniele Tempesta, nato a S. Donato Val di Comino, divenuto segretario e poi ausiliare del vescovo di Sora Persico e quando questi fu fatto cardinale, gli fu proposto di essere Vescovo di Sora, ma rinunciò per modestia e fu mandato a Trivento, in Molise. Lì, trovata una situazione sociale difficilissima, inventò il “Monte frumentario“, una sorta di Monte di Pietà per i contadini, ma fu costretto a lasciare; provò anche altrove, ma sempre osteggiato dai potenti. E’ questa una figura del nostro territorio, ma l’azione sociale della Chiesa viene da lontano, con i Monti di Pietà, le Confraternite, vere e proprie imprese ad alto impatto sociale. Oggi la crisi, ha continuato il Vescovo Gerardo, ci obbliga a recuperare una tradizione che era ben consolidata. Tutti i problemi sociali non hanno il sociale come problema, ma come risorsa, opportunità, per la quale con intelligenza dobbiamo recuperare una possibile risposta. D’altronde, la società si evolve sempre a partire dai bisogni.

Nel prendere la parola, il prof. Maurizio Franzini su come contrastare in maniera strutturale i fenomeni sociali di disagio, ha fatto un ampio excursus mostrando come siano cambiate le disuguaglianze sociali. Anni fa le disuguaglianze si riducevano e c’era mobilità sociale, per cui si pensava che finalmente il destino di una persona non fosse più legato alle origini familiari. Oggi la situazione si è capovolta, le origini familiari contano, in USA ma anche in Italia, in modo devastante e si segue troppo l’ideologia del talento, come se le persone fossero brave per natura. Oggi, inoltre, il lavoro non garantisce più contro la povertà. Nel mondo del lavoro le differenze di reddito erano limitate, oggi invece, con il concetto del capitale umano si è creata una disuguaglianza incredibile. Certe categorie di lavoratori, manager, persone di spettacolo ecc. prendono cifre spaventose, in una società che ha il culto dei ricchi, di forme di ricchezza assolutamente esagerate. Il lavoro, ha continuato Franzini, spesso è diventato luogo di mortificazione, di gerarchie, competizione, pressioni psicologiche… La responsabilità è di politiche sbagliate. Anche quando si è cercato di introdurre istituzioni terze tra Stato e mercato, è stato un fallimento, soprattutto morale. Perciò, ha concluso, bisogna cominciare a ricostruire dalle radici, fare corsi di Etica in università, ridare motivazioni intrinseche al lavoro. Ma anche rieducare al primato del bene comune e alla partecipazione consapevole e responsabile di ognuno, ha aggiunto il Vescovo, ripartire dalla formazione. Tanti e complessi i problemi di cui si è parlato, alla fine come in un dialogo, in un pomeriggio sicuramente denso di suggestioni e informazioni.

Al termine, la dott.ssa Ida Meglio, Progettista di Innovazione sociale – CEO fondatrice  di Sociallending e ideatrice e coordinatrice del Corso, ha ringraziato gli intervenuti, per la presenza e per i preziosi contributi dati, su cui lavorare e studiare. Ha anche porto i saluti del prof. Ferrante, docente del Corso impossibilitato ad essere presente.

Il Corso sta davvero perseguendo il suo obiettivo principale, di formazione di una nuova cultura del lavoro per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e sociale. Ne deriverebbe, anzi siamo fiduciosi: ne deriverà una società più giusta che potrà riprendere a crescere umanamente ed economicamente.

Adriana Letta

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Source: DiocesiSora.It – Vescovo