Presentazione del Volume: “La prima guerra e l’Alta Terra di Lavoro. I Caduti e la memoria”

Presentazione del Volume: “La prima guerra e l’Alta Terra di Lavoro. I Caduti e la memoria”

Presentazione del Volume: “La prima guerra e l’Alta Terra di Lavoro. I Caduti e la memoria” di Gaetano de Angelis-Curtis.

Venerdì 31 marzo 2017 ore 17:00 presso la Sala degli Abati – Piazza Corte a Cassino

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Source: DiocesiSora.It – Vescovo




Celebrate le Cresime nella Chiesa Madre

 

Il Vescovo Gerardo ha confermato nella fede 25 giovani della Parrocchia della Chiesa Madre a Cassino dicendo loro: Oggi Dio torna nella vostra vita per dirvi che vi ama per sempre!

“Se andate a riguardare le foto del vostro Battesimo, vedrete gli stessi segni che sono qui oggi, nella Celebrazione della vostra Cresima: il sacro Crisma ed il Cero pasquale”, che due cresimandi, un ragazzo ed una ragazza, hanno portato all’altare nella processione di ingresso. Così il Vescovo mons. Gerardo Antonazzo ha cominciato a parlare ai 25 ragazzi che domenica 19 febbraio nella Chiesa Madre di Cassino attendevano con trepidazione di ricevere da lui il Sacramento della Confermazione.

Col Battesimo, quando eravate molto piccoli, ha affermato, è iniziata la vostra vita cristiana per scelta dei genitori, non certo vostra. I genitori poi, aiutati dai padrini, dai catechisti, dal Parroco e dalla comunità cristiana, hanno coltivato la vostra fede. Suor Ermanna, da catechista, nel presentare i cresimandi, ha attestato il loro positivo cammino di formazione, l’impegno e il desiderio di vita cristiana. “Oggi Dio ritorna nella vostra vita – ha proseguito il Vescovo – non perché se ne sia allontanato, ritorna per aggiungere ancora un dono, che chiamiamo Conferma. Vuol confermare nella vostra vita il suo Amore e voi oggi cominciate a vivere da cristiani, non più per volontà di altri ma vostra. Oggi si rinnova la memoria del Battesimo: Tu sei mio figlio per sempre. Io ti voglio bene”. E’ bello, ha osservato il Pastore, non solo “sapere” ma ancor più “sentire” di essere amati! Dio oggi lascia questo Amore come un’impronta, un sigillo incancellabile, che nessuno mai potrà strappare via. Anche se sbagli nella tua vita, questa impronta la puoi ritrovare sempre dentro di te. Oggi lo potete comprendere molto di più rispetto al Battesimo. Sapete, ha continuato il Vescovo Gerardo, la tristezza di non sentirsi amati. Dio invece vi dice: Ti amo per sempre, qualunque cosa accada, qualunque cosa tu pensi di me. E’ stupendo! neppure i genitori sono capaci di tanto, ma quando i genitori amano davvero i figli fanno capire qualcosa dell’amore di Dio. Questo Amore lo chiamiamo Spirito Santo, grande dono di Dio, che ci rende tempio e casa dell’Amore di Dio.

Con chiarezza e passione mons. Antonazzo ha parlato ai giovani, che lo hanno ascoltato con grande attenzione. Eleganti nei loro vestiti di festa, emozionati, i cresimandi, dopo la presentazione fatta dalla catechista, sono stati chiamati per nome dal Parroco Don Salvatore Papiro e alzandosi in piedi hanno detto il loro personale “Eccomi!”, poi il rito è proseguito con le preghiere e invocazioni raggiungendo l’apice nell’imposizione delle mani del Vescovo e dei concelebranti nell’invocazione allo Spirito Santo. Conclusa questa prima parte, il Vescovo Gerardo è sceso per accogliere i cresimandi che si sono accostati ai piedi dell’altare per la vera e propria Crismazione: ogni ragazzo, accompagnato dal padrino o madrina che gli teneva la mano sulla spalla destra, arrivato davanti al Vescovo, detto il nome, riceveva da lui l’unzione con il sacro Crisma sulla fronte: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”, ed un gesto affettuoso e paterno. Tornando al posto sorridevano tutti, luminosi di gioia.

Nel prosieguo della Messa, sempre più si notavano lame di sole che penetravano dall’alto delle finestre, ed intercettavano le volute del fumo dell’incenso fondendosi con esse, quasi una metafora dell’incontro del divino con l’umano: la luce scendeva, la preghiera saliva. In questa atmosfera resa così “mistica”, gli ormai “Cresimati” sono stati attivi protagonisti, nel leggere le preghiere dei fedeli, nel portare all’altare le offerte, insieme ad alcuni padrini e genitori, sono saliti sul presbiterio per scambiare il segno della Pace col Vescovo ed i celebranti. Nella professione di fede del Credo, il Vescovo Gerardo ha scelto la forma dialogata dando ai Cresimati il compito di rispondere per sé e per tutta l’assemblea; alla Comunione, ha dato la precedenza ai Cresimati, ai quali ha dato la Comunione sotto le due specie, del pane e del vino, come segno speciale e ricordo di un giorno grande e importante.

Infine, dopo la solenne benedizione conclusiva, il Vescovo Gerardo ha chiamato vicino a sé i Cresimati per fare una foto di gruppo tutti insieme col Vescovo, il Parroco, i concelebranti ed i catechisti, per conservare in quell’immagine il ricordo di tutte le persone, di tutti i particolari e soprattutto della grande gioia di un Sacramento che segna una vera svolta, rendendo la persona via via capace di una sempre maggiore crescita autonoma di vita cristiana.

Adriana Letta

Cresime alla Chiesa Madre di Cassino
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Agenda del Vescovo 20-26 febbraio 2017

Agenda del Vescovo 20-26 febbraio 2017

AGENDA PASTORALE DEL VESCOVO 20-26 febbraio 2017

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Source: DiocesiSora.It – Vescovo




I fidanzati della Diocesi in festa col Vescovo

I fidanzati della Diocesi in festa col Vescovo

Una solenne Concelebrazione Eucaristica con la Benedizione dei giovani fidanzati e poi un momento di festa e di convivialità

Un sabato sera, una chiesa piena di coppie di fidanzati, emozionati e trepidanti ma rassicurati dal trovarsi in tanti, una comunità accogliente, un padre, il Vescovo, che celebra per loro e con loro, avendo invitato i fidanzati di tutta la Diocesi a questo momento di celebrazione e di festa. E’ accaduto sabato 18 nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista in S. Angelo in Theodice per la Festa diocesana dei fidanzati. Certo, non erano e non potevano essere tutti i fidanzati di ogni parrocchia della vasta Diocesi, molti lavorano e magari proprio il sabato è giornata di superlavoro, ma erano comunque numerosi, ed era la prima volta di un’iniziativa così, che viene in un anno pastorale tutto dedicato alla riscoperta della bellezza dell’amore e del matrimonio.

Nell’omelia il Vescovo si è rivolto proprio ai giovani fidanzati, commentando le letture del giorno e consegnando loro tre messaggi. Il vostro è un percorso di discernimento ed è un bene per voi come per ogni persona di fronte ad una scelta importante. Che cosa rende pienamente felici? Il primo messaggio è: Fidiamoci di Dio, che non ci inganna. Dio ci impegna e ci responsabilizza ma ci fa felici. Alla prima coppia, Adamo ed Eva, Dio aveva consegnato la sua volontà, ma essi – ingannati dal serpente – hanno agito diversamente interrompendo l’armonia. Non c’è niente di più bello e più grande che vivere secondo la volontà di Dio.

Il secondo messaggio – ha proseguito il Vescovo Gerardo – suggerito dalla prima lettura (Lv 19, 1-2.17-18), è “Siate santi”. Nel Rito del Matrimonio si fa memoria del Battesimo che ci ha santificati e nella preghiera si dice: Concedi a questi sposi “un cuore libero”, cioè non egoista, ed “una fede ardente”, che brilla, illumina e riscalda, e accolgano “il dono del matrimonio come nuova via di santificazione”. Ecco: il matrimonio ci aiuta a santificarci perché aiuta ad amare, accostandoci al mistero di Dio che è Amore. Il nostro impegno, dunque, è ad amare facendo dono di sé fino al sacrificio della vita. Questo è un amore capace di farci crescere e farci diventare “dono” per l’altro. Il terzo messaggio risponde alla domanda: come si costruisce una relazione a due? Nel Vangelo odierno (Mt 5, 38-48) Gesù dice: Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Quante coppie pensano di costruire così la relazione, rispondendo con la stessa moneta, ma non è così che si cresce nella relazione. Gesù insegna: Porgi l’altra guancia. Questa, ha osservato il Vescovo Gerardo, non è “sottomissione”, ma il segreto dell’amore e del matrimonio, significa guarire le ferite. Non subire quella ferita, ma guariscila, aiutando l’altro a guarire da quella caduta. L’uno deve guarire le ferite dell’altro. Ecco come la Parola di Dio che oggi abbiamo sentito ci aiuta a fare chiarezza e a compiere le decisioni più giuste.

Dopo l’omelia c’è stato un momento speciale per i fidanzati che vi hanno aderito con grande partecipazione emotiva e spirituale. Il Vescovo ha ringraziato i giovani di aver risposto al suo invito, ricordando che il fidanzamento è un “cammino di relazione e di fiducia”. “Fidatevi, Lui vi chiama a realizzare insieme un sogno che è il progetto dell’amore, date voce ai desideri del cuore, accettate la sfida dell’amore, abbiate il coraggio della perseveranza nella fedeltà sentendovi amati da Colui che è sorgente dell’Amore per amare come Lui vi ha amati“. Poi ha implorato la benedizione del Signore “affinché alimentando il vostro affetto con l’ascolto della parola di Dio e con la preghiera comune, vi prepariate alla celebrazione del sacramento nuziale”. Ed è iniziato un bellissimo dialogo tra Vescovo e fidanzati che hanno pregato Dio che li aiuti a realizzare l’amore così come indica S. Paolo nell’Inno alla Carità. Infine il Vescovo Gerardo ha pronunciato la preghiera di benedizione.

Anche il Credo è stato proclamato in forma dialogica e adattata ai fidanzati.  Significativamente molte coppie di fidanzati sono state protagoniste nelle letture, nelle preghiere dei fedeli e nel portare le offerte all’altare: tutto ciò ha contribuito a rendere ancor più toccante e suggestiva la celebrazione. Come pure l’Atto di affidamento alla Sacra Famiglia.

Al termine della celebrazione, una foto di gruppo per ricordare questa stupenda celebrazione, poi, nel salone parrocchiale presso la Casa Giovani, c’è stato un bel momento di convivialità e di festa.

Adriana Letta

Foto Adriana Letta e Loredana Fargnoli

Festa diocesana dei fidanzati
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foto di gruppo

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Source: DiocesiSora.It – Vescovo




Festa di San Benedetto – Presentato il programma

Festa di San Benedetto – Presentato il programma

Illustrati in conferenza stampa a Cassino i festeggiamenti in onore del Santo Patrono d’Europa e della città di Cassino

Tutto è pronto, ormai, per la Festa di San Benedetto, Patrono d’Europa e della Città di Cassino. A illustrare il ricco programma dei festeggiamenti si è tenuta una conferenza stampa sabato 18 febbraio nella sala degli Abati presso la Curia diocesana.  Una piccola rappresentanza del Corteo Storico “Terra Sancti Benedicti” ha dato il benvenuto ai convenuti e il Banditore ha annunciato, appunto, l’inizio della festa.

Nel prendere la parola il Sindaco di Cassino, ing. Carlo Maria D’Alessandro, ha sottolineato le particolari circostanze di quest’anno, che hanno spinto non solo a rinnovare l’accordo di fratellanza fra le tre città benedettine, Norcia, Subiaco e Cassino, ma soprattutto a dare la prevalenza a Norcia, la patria del Santo, fortemente provata dalle distruzioni dei recenti terremoti. Perciò la prima manifestazione dei festeggiamenti che, come sempre, è l’accensione della Fiaccola di S. Benedetto, portatrice di Pace e Fratellanza tra i popoli, si svolgerà, dopo essere stata benedetta il prossimo mercoledì 22 febbraio da Papa Francesco, a Norcia sabato 25 febbraio, nella piazza in cui della Basilica di S. Benedetto non è rimasta che la facciata, ingabbiata per tenerla su, ma la statua del Santo è rimasta intatta nel centro della piazza, proprio come ugualmente rimase in piedi la statua di S. Benedetto nell’abbazia di Montecassino completamente distrutta dalla guerra. Particolari che appaiono molto significativi e importanti, come un chiaro segnale per cittadini e istituzioni, locali ed europee, ha sottolineato il Sindaco. Il quale ha altresì lanciato una grande idea, alla quale lavorare  in unità di intenti: candidare Cassino come Capitale Europea della Cultura per il 2024, 80° anniversario della distruzione della città e dell’abbazia e 60° dalla proclamazione di S. Benedetto Patrono principale d’Europa.

La parola è passata poi al Vescovo diocesano mons. Gerardo Antonazzo, che ha assicurato una viva partecipazione della diocesi, in profonda comunione nel condividere un evento che significa un continuo riferimento ad una ricchezza valoriale straordinaria. In molti ambiti, ha detto, abbiamo da ricostruire un tessuto sociale rifacendoci a quelle radici che hanno dato qualcosa di grande che non può essere sperperato. Può essere ricostruito solo partendo dalle medesime radici, attraverso processi di più ampia condivisione. Lì c’è l’humus reale e concreto da cui far rifiorire e recuperare i valori fondamentali. E’ importante, allora, che l’evento, soprattutto nella parte spirituale e religiosa, sia capace di lasciare traccia, essendo ben più coinvolgente e ampio rispetto ad una semplice festa patronale. In una ricorrenza così importante e significativa, ciò che celebriamo possa lasciare un segno.

Don Luigi Maria Di Bussolo, Presidente della Fondazione San Benedetto, riallacciandosi a quanto detto dal Vescovo Antonazzo, ha ribadito che S. Benedetto è un mediatore importante non solo per ciò che ha detto e fatto in vita, ma perché ancora oggi ci rinvia a quelle radici cristiane. Il suo messaggio, basato sulla croce, l’accoglienza, il libro, l’aratro, è tuttora attuale perché è veramente cristiano. Il suo messaggio è una Tradizione con la T maiuscola, perché ha lasciato una traccia davvero importante, che perdura nei secoli. Benedetto è “Messaggero di Pace”, di accoglienza, non solo di chi viene da altri paesi ma anche di chi ci vive accanto, è maestro di ascolto (la prima parola del Prologo della Regola).

Don Luigi ha poi illustrato il programma dei festeggiamenti, improntati ad una speciale attenzione a Norcia e un’apertura particolare all’Europa, bisognosa di ritrovare i Padri ed i Maestri.

Dopo Norcia, la Fiaccola Benedettina arriverà a Subiaco sabato 4 marzo, sempre con la partecipazione delle tre città benedettine e del Cus Cassino con i suoi tedofori, poi, dall’8 all’11 marzo in Belgio a Bruxelles, proprio per dare un segnale forte all’Europa e un invito a guardare a S. Benedetto. A questo proposito, il Sindaco D’Alessandro ha aggiunto che un’edizione speciale della Regola di S. Benedetto è stata approntata per offrirla proprio ai responsabili dell’Ue.

Domenica 19 marzo la Fiaccola arriverà a Cassino con spettacolo in piazza Corte e sfilata per le vie della città del Corteo Storico “Terra Sancti Benedicti”.

Lunedì 20 marzo arrivo della Fiaccola a Montecassino, sulla tomba del Santo Patrono, con solenni Primi Vespri, spettacolo del Corteo Storico e infine un concerto del Trio Morgen del Teatro alla Scala di Milano.

Martedì 21 marzo, festa di S. Benedetto, la mattina sarà celebrato alle 10,30 il solenne Pontificale a Montecassino presieduto dal Card. Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione del Clero. Nel pomeriggio, a Cassino Solenne Concelebrazione Eucaristica nella Chiesa Madre, presieduta dal Vescovo Gerardo Antonazzo e concelebrata da Dom Donato Ogliari, Arciabate e Ordinario di Montecassino. Poi Processione con la Reliquia del Santo per le vie della città, con la partecipazione della Banda Don Bosco e del Corteo Storico. Al termine, in piazza Corte, benedizione alla Città e all’Europa con la Reliquia del Santo.

La prof.ssa Antonietta De Luca, Direttrice del Corteo Storico “Terra Sancti Benedicti” ha illustrato poi, oltre ai momenti di partecipazione e di esibizione del Corteo Storico, da ben 23 anni impegnato con le spettacolari danze medievali, la rievocazione del Giuramento della Milizia e dell’ Actus Reverentiae al Santo, il lavoro svolto quest’anno con le scuole, secondo quella che è divenuta ormai una tradizione. Se negli scorsi anni la Fiera del Santo Patrono, allestita nel chiostro del Palagio Badiale in Cassino, era una ricostruzione di antichi mestieri e saperi dei tempi medievali, da alcuni anni sta divenendo un appuntamento culturale che vede impegnati gli studenti, sotto la guida dei docenti, in ricerche storiche alla riscoperta della identità di un popolo, che ha una storia lunga e ricca. I temi di carattere storico proposti via via sono stati: nel 2015 la Pace  di S. Germano, con ricerche ed approfondimenti sulla città di allora e sui personaggi, in particolare l’imperatore Federico II e Papa Gregorio IX; nel 2016 è stata rievocata, indagata e ricostruita l’età desideriana, il secolo d’oro di Montecassino, focalizzando l’attenzione sul grande Abate Desiderio, divenuto poi papa Vittore III; le ricerche sono state compiute attraverso gli scritti di Riccardo di S. Germano, anche con la collaborazione dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale, attraverso la prof.ssa Giulia Orofino.

Quest’anno, ha spiegato la De Luca, la ricerca è su San Benedetto, la Regola e la nascita dell’Europa, seguendo “Il percorso di un’idea”, che va rintracciando come e attraverso chi e quando la diffusione della Regola benedettina grazie ai numerosi monasteri benedettini, ha unito l’Europa, tanto da meritare al Fondatore il titolo di Patrono principale d’Europa. I risultati delle ricerche delle scuole del territorio verranno illustrati e visualizzati nella Fiera del Santo Patrono, che sarà inaugurata martedì 14 marzo e resterà aperta fino a mercoledì 17.

Domani, domenica19 febbraio, dalle 18.00 alle 19.00, a Cassino lungo il tratto di Corso della Repubblica compreso nell’isola pedonale, un piccolo drappello del Corteo Storico sfilerà per dare l’annuncio dell’inizio dei festeggiamenti e darà un primo assaggio delle danze medievali.

Adriana Letta

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Source: DiocesiSora.It – Vescovo




Presentazione di Don Renato nella Parrocchia di Santa Scolastica

Presentazione di Don Renato nella Parrocchia di Santa Scolastica

Lo scorso fine settimana è stato ricco di cambiamenti e di forti emozioni per la comunità di Ponte Melfa. Sabato 11 febbraio, in concomitanza con i festeggiamenti di Santa Scolastica alla quale è intitolata la chiesa, c’è stata l’ultima messa di Don Dennis Plaza.
La mattina seguente, domenica 12 febbraio, il nostro Vescovo Monsignor Gerardo Antonazzo, accompagnato dal cerimoniere diocesano Don William Di Cicco, ha presentato alla comunità il nuovo sacerdote, Don Renato Cuizon.
Presente in chiesa anche la parte civile nella persona del sindaco, Ingegner Silvio Mancini, il quale, a conclusione della Celebrazione Eucaristica, ha rivolto i suoi più sinceri auguri a Don Renato per questo suo nuovo mandato, con la speranza che si trovi bene nella comunità di Ponte Melfa e che si instauri una bella collaborazione.
In questa occasione, poiché a Don Renato è stata affidata anche la Parrocchia di San Ciro in Settignano, le corali di entrambe le parrocchie si sono unite per animare solennemente la celebrazione.
Prima della benedizione finale, ha preso la parola Don Renato che, salutando tutta la comunità, ha chiesto di pregare per lui affinché svolga bene la sua nuova missione e di collaborare tutti insieme per superare le diversità e le difficoltà che si potranno presentare.

Tanti auguri Don Renato da tutta la comunità di Ponte Melfa e di Settignano e buon lavoro!!!

Anna Laura Tamburro   

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Source: DiocesiSora.It – Vescovo




IV Seminario Teologico-Pastorale

Il Seminario si svolgerà nei giorní 25-26-27 gennaío 2017, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, ad Aquino, presso la Sala Gíovenale

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Meditazione Veglia Missionaria

Stemma Finis Terrae Mons. Gerardo Antonazzo

Nel nome della misericordia

 

Meditazione per la Veglia Missionaria

21 ottobre 2016

Completerei così il tema ispiratore di questa Veglia missionaria diocesana: “Nel nome della misericordia, nel cuore della missione”. Ringrazio tutti voi per la condivisione non solo della preghiera comune, ma anche per la sensibilità missionaria  di una Chiesa diocesana “in uscita”, per poi sperare di vederla definitivamente “uscita”. Scrive papa Francesco: “Siamo tutti invitati ad “uscire”, come discepoli missionari, ciascuno mettendo a servizio i propri talenti, la propria creatività, la propria saggezza ed esperienza nel portare il messaggio della tenerezza e della compassione di Dio all’intera famiglia umana” (Messaggio del Papa, 2016).

Ringrazio in modo speciale mons. Bonaventura Nahimana, vescovo della diocesi di Rutana in Burundi, con il quale abbiamo sottoscritto un accordo di cooperazione missionaria; con lui saluto anche p. Bonaventura, sacerdote della medesima diocesi, accolto da pochi giorni nella nostra Chiesa particolare per un periodo di collaborazione pastorale. La cooperazione missionaria, infatti, è scambio di beni spirituali. Un particolare ringraziamento alla Comunità di s. Egidio nella persona di Cecilia Pani, e per l’iniziativa ecumenica dei “corridoi umanitari”, che ha strappato all’orrore della violenza e dei massacri diversi siriani. Da tutti questi amici riceveremo tra poco vibranti testimonianze.

Il brano evangelico di s. Luca che abbiamo proclamato ripropone gli “imperativi” della misericordia e le condizioni per esercitarla nel nome del Padre, sull’esempio del quale il discepolo deve imparare ad agire: “..come il Padre vostro è misericordioso”. E’ interessante la struttura letteraria del brano 6,27-36, ove riconosciamo una sorta di inclusione, costituita dai versetti iniziali (vv. 27-31) e da quelli finali (vv. 35-36). Al centro del brano sono collocati i vv. 32-34. L’indicazione dello schema letterario è evidente: i versetti iniziali e finali del brano annunciano l’insegnamento sulla misericordia che ogni discepolo deve imparare ad amministrare, e rappresentano la prospettiva positiva della sequela; mentre nei versetti centrali del brano ritroviamo ciò che non deve appartenere allo stile del discepolo di Cristo, e cioè l’atteggiamento di agisce ancora secondo una logica pagana e non “come”  il Padre celeste (v. 36).

 

Nel mondo non mancano certamente quanti agiscono per un tornaconto personale che si coniuga nell’ amare solo chi mi ama, fare del bene a chi mi fa del bene, prestare a chi può restituire, per riceverne altrettanto. Di questi tali non ne abbiamo bisogno, perché la loro logica non cambierà il mondo. Per costruire il Regno di Dio abbiamo bisogno di altri e di altro: di chi ama i suoi nemici, fa del bene a chi lo odia, benedice chi lo maledice, prega per chi lo maltratta, offre l’altra guancia chi lo offende, non rifiuta la tunica a chi lo priva del mantello, fa del bene senza esigere il contraccambio.

L’odio non riesce a morire nel cuore degli uomini: si manifesta spesso con tale furia e violenza, quasi a contrastare la bontà, la carità di coloro che senza interessi né compensi cercano ogni giorno di costruire piccoli e significativi passi di pace. Quando l’ONU e la stessa Unione Europea non riescono a salvare le nazioni dalle guerre, dalle ingiustizie, dal terrorismo, di fatto rischiano di non salvare più se stessi. L’amore di cui oggi parla Gesù nel suo insegnamento è novità assoluta, perché non si riferisce alla religione ebraica per la quale tale amore doveva essere assicurato, salvo rare eccezioni, solo ai compatrioti; né si riferisce alla filosofia greco-romana, secondo la quale l’amore doveva assicura la reciprocità.  Il termine greco usato nel brano da s. Luca per parlare di amore è agàpe: non si tratta, dunque, né di filìa (da cui il termine italiano “filantropia”), né di eros (amore erotico, istintivo, passionale, possessivo). L’amore esigito da Gesù è agapico perché incondizionato, gratuito, generoso, puro e svincolato da ogni tornaconto: “Da questo amore essa trae lo stile del suo mandato, vive di esso e lo fa conoscere alle genti in un dialogo rispettoso con ogni cultura e convinzione religiosa” (Messaggio 2016).

Mi preme considerare un ultimo aspetto: è giusto quanto Gesù ci chiede? davvero serve a qualcosa? a cosa potrebbe portare? quali risultati si potrebbero sperare da atteggiamenti umanamente così deboli e remissivi verso i “nemici”?  La reazione pacifica e agapica del discepolo che non è disposto a rispondere per le rime, potrà fungere da specchio per chi compie atti di violenza, facendogli prendere consapevolezza della gravità del suo comportamento e indurlo ad un’audace revisione di vita. Molti martiri nella storia del cristianesimo con la loro non-violenza impregnata di amore verso i loro aguzzini e uccisori hanno provocato la conversione di quest’ultimi. In questa prospettiva, l’amore di chi è offeso è una sorta di  “azioni simbolica” con la quale i profeti biblici intendevano denunciare e stigmatizzare in nome di Dio le azione perverse e ingiuste dei prepotenti inflitte alle categorie sociali più deboli e meno protette. Assumiamo in modo convinto questa pagina lucana come regola di vita, memoria costituzionale del nostro agire quotidiano, per vivere ed essere riconosciuti come i “figli dell’Altissimo”.

 

 

+ Gerardo Antona




Avvenire Laziosette 29 novembre 2015

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Avvenire Laziosette del 22 novembre 2015

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Avvenire Laziosette del 18 ottobre 2015

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“La sfida del Gender” – Convegno diocesano Ufficio di Pastorale Familiare

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Tutte le statistiche dei nuovi confini della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

 

STATO ATTUALE

 

Superficie       1.426 kmq
Popolazione       155.750
Cattolici       154.000
Comuni       40
Parrocchie       91
Chiese       312
Sacerdoti diocesani       83
Sacerdoti religiosi       15
Diaconi permanenti       18
Seminaristi maggiori       9
Religiosi       0
Religiose       131
Istituti di educazione       9
Istituti di beneficenza       0

 

STATO SUCCESSIVO ALLA MODIFICA DEI CONFINI

 

Nuova denominazione:

DIOCESI SORA – CASSINO – AQUINO – PONTECORVO

 

Superficie      2.016 kmq
Popolazione      235.750
Cattolici      232.900
Comuni      60
Parrocchie      144
Chiese      412
Sacerdoti diocesani      120
Sacerdoti religiosi      26
Diaconi permanenti      19
Seminaristi maggiori      13
Religiosi      0
Religiose      181
Istituti di educazione      10
Istituti di beneficenza      1