Preghiera del Vescovo a San Giuseppe

Preghiera per l’anno speciale di San Giuseppe e della Famiglia Amoris Laetitia

Preghiera del Vescovo a San Giuseppe




OMELIA PER LA DOMENICA DELLE PALME IN TEMPO DI FRAGILITA’

Il solenne rito di questa domenica trova protagonista la folla che accoglie in modo esultante ed esaltante l’ingresso di Cristo a Gerusalemme: “La folla, numerosissima, stese i propri mantelli … La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! … E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù…” (Mt 21).  Nessuno avrebbe sospettato che la stessa folla avrebbe lanciato il grido del Crucifige! per rifiutare con veemenza Colui che aveva accolto solo pochi giorni prima con esultante gioia. Nel cap. 20 invece san Matteo riporta il terzo annunzio che Gesù fa ai discepoli riguardo alla sua passione. La follia della folla non comprende la natura e la missione del Messia-Gesù: attende l’uomo forte, l’eroe di turno che riporterà in auge il regno politico di Israele e la sua riconquistata indipendenza dalla sottomissione romana. E quando si scoprirà delusa dalla figura di un Messia-Servo umile e sofferente, condizionata anche dalla pressione dei capi religiosi non tarderà a decidere a favore di Barabba, grazie anche all’esercizio di una perversa “democrazia diretta” che condannerà ingiustamente a morte l’Innocente.

In questo tempo difficile di contagio da Coronavirus Covi-19 tanti di noi sono tentati dall’idea di un Dio potente, invocato perciò come il deus ex machina pronto a intervenire sui nostri problemi e a risolverli. La Passione del Signore invece ci rivela il Dio che è partecipe della debolezza umana, della sofferenza e dell’angoscia di ogni uomo. Lui vive la nostra condizione di fragilità non per risolverla al posto nostro, senza di noi, indipendentemente dalla nostra partecipazione, ma per insegnarci a viverla come Lui sino in fondo, per sperare di vincerla grazie a Lui e insieme con Lui.

“La speranza cristiana in realtà non delude e non fallisce. Sperare non è convincersi che le cose andranno meglio, bensì che tutto ciò che accade ha un senso alla luce della Pasqua” (Papa Francesco, Meditazione al clero di Roma, 27 febbraio 2020).

 

L’osanna della Chiesa

Gesù cavalca un asino, non entra a cavallo, come avrebbe fatto un re o un conquistatore. L’asina rappresenta la capacità di servire, per questo motivo diventerà il simbolo di Cristo e del suo messianismo. L’asina è un “somaro”, un animale che porta la soma. Gesù dunque non si presenta come un Messia che detiene il potere, neppure come uno che aspira ad esso e usa il carro da guerra. Al contrario, con lui finisce il sistema di violenza sul quale spesso si basano i rapporti umani. Solo il perdono arresta la violenza. All’ingresso di Gesù a Gerusalemme la folla acclama l’Osanna al Figlio di Davide. La folla esalta e distrugge. Tende a mortificare la responsabilità di ciascuno, trascina e omologa. Alla folla è impedito di pensare, di decidere secondo libertà e coscienza. La folla si lascia trascinare da chi riesce a manipolare il suo pensiero, orientando la foga o lo sfogo secondo precisi obiettivi. I movimenti della folla sono volubili, spesso irrazionali: “I capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù”.

La fede della Chiesa non insegue l’opinione della folla. Ognuno partecipa come membro del corpo ecclesiale esprimendo in prima persona la propria fede, testimoniando con la vita cristiana la sequela personale di Gesù. Così l’apostolo: “Il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra … Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo?” (1Cor 12, 14.18-19). Quando rinnoviamo le promesse battesimali, la risposta a ciascuna domanda è pronunciata alla prima persona singolare. E anche quando nell’assemblea festiva recitiamo il Simbolo della fede, ognuno professa la sua fede cattolica dichiarando: Credo. L’intensità della vita cristiana è vissuta secondo la maturità spirituale e capacità di ciascuno nel penetrare la profondità del mistero Cristo e dell’intimo dialogo discepolare con Lui. Siamo Chiesa, viviamo la comunione dei santi, godiamo reciprocamente della grazia che circola nel corpo mistico di Cristo, ma nessuno può svolgere nel corpo ecclesiale la funzione di un altro, nessuno può essere sostituito nella risposta da dare a Cristo. Nel costruire la comunione facciamo Chiesa, non siamo massa.

 

Liberi, non sottomessi

Il Signore chiama a seguirlo, ma non sull’onda dell’opinione dei più. La scelta cristiana non può essere frutto di condizionamento sociale o di pressione culturale. La risposta dei discepoli è personale, e dimostra una prontezza che non è frutto di costrizione ma di entusiasmo nell’aver riconosciuto in Gesù il Messia. Gesù ha indicato le condizioni della sequela, ma senza mai soggiogare o manipolare la libertà personale. I suoi discorsi di sequela interpellano l’intelligenza di chi ascolta: “Se qualcuno vuole venire dietro a me…” (Mt 16,24; Mc 8,34). Molti credono ancora che essere cristiani significhi essere sottomessi alle proibizioni dei comandamenti di Dio. Il cristianesimo non genera schiavi, ma figli “e che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre!” (Gal 4,6). Non le opinioni della folla, della massa, della maggioranza faranno di noi delle persone libere; soltanto la conoscenza della verità rende liberi da ogni forma di sottomissione: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (Gv 8,31-32).

Gesù ha voluto custodire la libertà di ognuno, soprattutto nei suoi confronti. Anzi, qualcuno accecato dalle tenebre è restato libero di tornare indietro, libero di tradire, libero di abbandonare il Cenacolo per progetti esattamente contrari. Anche Gesù ha saputo conservare la sua libertà di amare Giuda: lo ha amato fino alla fine, senza impedirgli di restare accecato dalla confusione.  Poteva impedire a Giuda di compiere un gesto così grave, anche perché riguardava direttamente il Maestro, ma sceglie di rispettare la sua libertà sino in fondo, anche quando è guastata dalle tenebre di Satana, sperando fino all’ultimo che la tenerezza dell’amore del Maestro lo inducesse a ravvedersi dalla sua drammatica decisione. Per questo nel Gestemani all’arrivo dei soldati, Gesù accoglie il bacio di Giuda, sorprendendolo con la dolcezza più impensabile: Amico…. Purtroppo, non servirà nemmeno quest’ultimo messaggio di tenerezza da parte del suo Maestro.

 

Servi, non schiavi

Nella liturgia della Settimana Santa i testi biblici propongono ripetutamente i brani del profeta Isaia nei quali viene presentata la figura di un Servo sofferente, prefigurazione del Messia. Più volte Gesù ritorna sulla categoria del servo/servizio per definire la sua missione e l’identikit del discepolo: “Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti (Mc 10,43-45). Il servizio al quale vuole educare il Maestro lo comprendiamo soprattutto nel suo gesto di lavare i piedi agli apostoli e, il giorno dopo, nel portare a compimento la sua missione nel “dare la vita in riscatto per molti”. Ciò che fa la differenza tra il servizio e la schiavitù è la scelta dell’amore. Chiamati a servire per amore, non perchè sottoposti al potere di qualcuno: “Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Gal 5,13-14). Servi solo per amore, perciò servi di tutti, schiavi di nessuno.

 

Gerardo Antonazzo

 

[ …. Il video della celebrazione della Domanice delle Palme >> La WEB-TV << ]




IL MESSAGGIO DELLA SETTIMANA SANTA – [Il Video]

 

MESSAGGIO DEL VESCOVO GERARDO ALLA DIOCESI PER LA SETTIMANA SANTA
4 aprile 2020

 

Cari amici, senza retorica o moralismi inutili, desidero condividere alcune riflessioni per augurarvi buona Settimana Santa. Vi consegno una breve guida per vivere con fiducia e coraggio i prossimi giorni, che continuano ad essere segnati dalla tragedia dell’epidemia. Nella preghiera di questa Settimana così particolare portiamo nel cuore tutti gli ammalati, i familiari, coloro che si stanno sacrificando per assicurare l’assistenza necessaria, non dimentichiamoci delle tante situazioni di povertà che in questo periodo stanno aumentando. Se parliamo di Settimana Santa è anche perché i riti che celebriamo santificano la nostra vita, ci aiutano a cambiare in meglio.

La Domenica delle Palme è chiamata anche Domenica di passione. Mentre ci fa pensare alla sofferenza di Cristo, la parola “passione” parla soprattutto di amore. In effetti, quella di Gesù è una vera “passione d’amore” per noi, il suo è un amore passionale perché Dio è appassionato all’uomo, fino al perdono totale delle sue colpe. Questo rito delle Palme ci insegna dunque ad amare con passione, ad amare con tutte le nostre forze Dio e i fratelli, soprattutto chi è più in difficoltà e merita un supplemento di amore.  La passione di Cristo ci dona la forza necessaria soprattutto quando amare ci costa e ci fa soffrire.

I riti del Giovedì Santo santificano soprattutto la famiglia, realtà molto prossima al significato del Cenacolo. Dal Cenacolo marito e moglie imparano a donare la vita l’uno per l’altro per fare memoria del dono del Corpo e del Sangue di Cristo. Genitori e figli imparano ad abitare la propria famiglia secondo il comandamento dell’amore: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri”. La famiglia è la migliore scuola dell’amore se insegna soprattutto ad essere gli uni al servizio degli altri, come Gesù con il gesto e il segno della lavanda dei piedi.  E’ la capacità di amare e di servire che trasforma la vita di ogni famiglia in un vero Cenacolo di vita fraterna, in una “comunità eucaristica”, in una Chiesa a dimensione domestica.

I riti del Venerdì santo sono celebrati per santificare i nostri rapporti, le nostre relazioni. La Croce di Cristo inchioda il nostro egoismo, la nostra bramosia insaziabile di possesso, per fare della nostra esistenza un dono di sé all’altro … a interessi zero!

Il silenzio del Sabato santo non è segno di tristezza ma prepara e preannuncia la speranza e l’attesa, finchè la luce di Cristo non dia finalmente inizio all’alba dell’ottavo giorno nel quale tutto rinasce, nulla è perduto e tutto può ripartire. La speranza non “è l’ultima a morire”, ma è l’unica che non muore dal momento che Cristo risorge.

Cari amici, durante la Settimana santa potremo seguire in diretta tutte le celebrazioni del Vescovo sul Sito della diocesi e tramite Teleuniverso.

Buona settimana santa. Vi seguirò con la mia costante preghiera di padre e pastore. A tutti e a ciascuno di voi la mia particolare benedizione

 




Agenda pastorale del Vescovo dal 5 al 12 aprile 2020

 

AGENDA PASTORALE DEL VESCOVO
5-12 aprile 2020

Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare
tutte le contrarietà del tempo presente,
abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso.

(Papa Francesco, 27 marzo 2020)

 

5 D

09.30

09.45

SORA – Cattedrale: Benedizione delle palme in Piazza Indipendenza

S. Messa
della
DOMENICA
DELLE PALME
(Diretta
su www.diocesisora.it, in differita su
Teleuniverso alle 18.30)

6 L

18.30

SORA – Cattedrale:
S. Messa del Lunedì Santo
(
Diretta
su www.diocesisora.it e diretta su
Teleuniverso)
7 M

18.30

SORA – Cattedrale:
S. Messa del Martedì Santo
(
Diretta
su www.diocesisora.it e diretta su
Teleuniverso)
8 Me

18.30

SORA – Cattedrale:
S. Messa del Mercoledì Santo
(
Diretta
su www.diocesisora.it e diretta su Teleuniverso)
9 G

16.00

SORA – Cattedrale: S.
MESSA IN COENA DOMINI
(Diretta su www.diocesisora.it e diretta su Teleuniverso)

16.45

(segue) ADORAZIONE
EUCARISTICA

17.15

Al termine dell’adorazione, processione eucaristica lungo
Piazza indipendenza e benedizione eucaristica alla Città e alla Diocesi dal
sagrato della Cattedrale

19.00

PONTECORVO –
Concattedrale:
S.
MESSA IN COENA DOMINI
10 V

15.00

SORA – CATTEDRALE: CELEBRAZIONE
DELLA PASSIONE
(Diretta su www.diocesisora.it e diretta su Teleuniverso)Al termine della liturgia della Passione del Signore,
processione con il Crocifisso lungo piazza Indipendenza e Meditazione del
Vescovo dal sagrato della Cattedrale
11 S

22.00

SORA – CATTEDRALE: SOLENNE
VEGLIA PASQUALE
(Diretta su www.diocesisora.it e su Teleuniverso)
12 D

10.00

AQUINO – Concattedrale:
PONTIFICALE
DI PASQUA

11.30

CASSINO-Concattedrale:        PONTIFICALE DI
PASQUA

18.30

SORA – Cattedrale:                 PONTIFICALE DI
PASQUA
(La
Messa della 18.30 sarà in diretta su www.diocesisora.it e
in diretta su Teleuniverso)

 

 




AFFIDAMENTO ALLA MADONNA ADDOLORATA

Vergine Addolorata, Donna sotto la croce,
trafitta nell’anima dal cuore trafitto del Figlio,
Madre del Signore tradito e umiliato,
in te riponiamo la nostra filiale fiducia.

 

Aiutaci a riconoscere nel sangue di Cristo
la sorgente d’amore che perdona e salva:
dalle sue piaghe siamo stati guariti.
Vergine del pianto e del dolore, veglia
sotto la croce dei nostri dolorosi affanni.

 

Benedici il sacrificio di quanti curano la vita,
ascolta il lamento di chi soffre e piange,
sostieni lo strazio di chi muore solo.
Tribolati nell’ora della dura prova
ci affidiamo al tuo abbraccio materno
per sentire il brivido della speranza.
Volgi il tuo sguardo verso di noi peccatori
e ascolta la nostra umile implorazione:
ridona ai nostri occhi la luce della fede
per non dubitare del tuo amorevole aiuto.

 

Le lacrime delle nostre desolazioni
siano consolate dalla dolcezza ineffabile
con la quale Gesù morente sulla croce
ti affida a noi come Madre,
e ci consegna a te come figli tuoi.
Sotto la tua protezione saremo certi
che nulla è perduto e tutto può ricominciare.

Amen.

 

Gerardo, vescovo




Messaggio del Vescovo Gerardo Antonazzo alla comunità diocesana

Siamo tutti interessati dal rischio di contagio provocato dal Coronavirus, pertanto sentiamoci seriamente impegnati nell’adottare abitudini e comportamenti idonei ad arginare l’espansione dell’epidemia.

Le istituzioni civili e militari si stanno adoperando per attuare al meglio le loro competenze. Le parrocchie stanno collaborando in modo esemplare con le disposizioni del Governo, della Conferenza episcopale italiana e del Vescovo diocesano. Le stesse misure adottate per la necessaria assistenza spirituale agli ammalati in casi di estrema urgenza e necessità rispondono alla tutela della propria e altrui salute.

Sentiamoci comunità, nella quale ognuno si sente responsabile degli altri. Ciascuno è chiamato a fare la sua parte. Se “Andrà tutto bend’ sarà perché tutti ci siamo comportati bene. Mi preme richiamare la gravosa responsabilità morale legata al comportamento e ai gesti di ciascuno: ogni nostra azione può essere decisiva in questo momento così drammatico e cogente. Ogni forma di trasgressione alle disposizioni di legge, oltre ad essere un reato, può comportare delle conseguenze letali per tanta gente che rischia di morire anche per colpa di chi non ha obbedito alle restrizioni imposte.

Dispiace molto leggere sulla stampa che anche nei nostri paesi c’è chi si permette il grave abuso di uscire di casa senza alcuna necessità; tutto ciò ci mette dinanzi alla necessità che tutti siano consapevoli di quanto atti poco accorti possano avere pesanti conseguenze sull’intera collettività.

Ringrazio la gran parte di cittadini che stanno dimostrando con serietà il proprio impegno nel collaborare con le istituzioni; rivolgo a tutti il mio appello ad agire con più fiducia e con maggiore spirito di sacrificio a favore della tutela della salute di ciascuno. Mi faccio interprete di sentimenti di grande stima e gratitudine da parte dell’intera comunità verso tutti gli operatori sanitari che anche sul nostro territorio si stanno prodigando per arginare le gravi conseguenze dell’epidemia.

Su proposta della Chiesa italiana, il 19 marzo (festa di san Giuseppe) è una giornata di Preghiera per l’Italia. Pertanto, siamo invitati a esporre sul davanzale di casa un drappo bianco e a unirci in contemporanea alla recita del Santo Rosario alle ore 21.00 collegandoci con TV2000.

Assicuro a tutti la mia vicinanza e la mia speciale benedizione.




DALLA CROCE ALLA LUCE


DALLA CROCE ALLA LUCE

Omelia per la Messa di affidamento alla Vergine Bruna
Basilica-Santuario di Canneto, 8 marzo 2020

 

Il Signore chiama anche noi, come gli apostoli, a salire sul monte della sua presenza, per fare esperienza di luce in un momento di prova, di paura e di scoramento dell’animo. Su questo monte godiamo spiritualmente anche della presenza speciale di Maria, sua Madre, alla quale rivolgiamo la nostra supplica con il cuore fiducioso di figli, a Lei affidati da Gesù morente sulla croce.

Cari amici, le domande che in questi giorni feriscono il cuore, sono tante e riguardano tutti: “Cosa succede? perché tutto questo? cosa sarà di tanti fratelli contagiati? quando potrà finire l’emergenza? e domani, cosa sarà delle nostre comunità così gravemente ferite?”. Ci sentiamo prigionieri e sopraffatti da eventi inaspettati, imponderabili, dall’esito ancora estremamente incerto. Sentiamo il bisogno di luce, di speranza, di fiducia, di vita sana, per non soccombere all’angoscia e allo smarrimento. Ma abbiamo ancor più bisogno di vita buona, santa, pura, più onesta, corretta, fraterna, solidale, profondamente umana. La Trasfigurazione è rivelazione dell’umanità divina di Gesù, di cui la luce intensa che lo avvolge è segno visibile. Dalla persona di Gesù promana tanto splendore da far dire all’evangelista: “Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce” (Mt 17, 2)? Gli apostoli sono sopraffatti dall’intensità della luce, da far esclamare a Pietro: “Signore, è bello per noi essere qui!”. Pietro si lascia affascinare da ciò che vede: dichiara che è bello stare sul monte, senza capire il significato di tale luce.

Sarà la voce del Padre a fare chiarezza e a spiegare tutto: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. Non dice: Guardatelo! Ma: Ascoltatelo! È prima di tutto l’ascolto di Cristo Parola increata e incarnata che fa luce nella nostra vita. “Lampada ai miei passi è la tua parola”, recita il Sal 119, 105. È l’ascolto di Cristo, Parola eterna e divina che può redimere, trasfigurare, illuminare la nostra umanità corrotta dal peccato. Solo la sua Verità può fare luce nella coscienza di ognuno, per imparare a discernere più chiaramente il bene e il male nei nostri stili di vita, e avere l’onestà e il coraggio di giudicare ogni cosa: “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. 22Astenetevi da ogni specie di male” (1Ts 5,21). Molto ha da dire la Parola di Dio su quanto sta accadendo nel mondo circa un’epidemia così devastante.

Il cristiano che sa ascoltare la Parola legge e interpreta gli eventi alla luce della rivelazione di Dio, per trarre gli insegnamenti più luminosi per la sua vita. Se la storia è guidata da Dio, dalla storia dobbiamo imparare a ritornare a Dio. Dio, infatti, si rivela in “eventi e parole intimamente connessi” (DV 2). Proviamo ad ascoltare che cosa Dio può dirci attraverso gli eventi difficili che stiamo vivendo.

La prova dell’epidemia illumina il giusto rapporto con la nostra finitudine, con il nostro limite creaturale, con la nostra pochezza e debolezza. Abbatte l’idolatria di ogni forma di arroganza e di potere umano che non di rado prova a sfidare l’onnipotenza divina, come nella costruzione della torre di Babele (Gen 11). La prova dell’epidemia ci provoca a recuperare la luce della nostra umiltà: umili, perché umiliati dalle nostre sconfitte.

La prova dell’epidemia getta luce sulle nostre responsabilità a livello globale: responsabilità di fronte alla custodia della “casa comune” del creato, per la difesa di un’ecologia integrale invocata da Papa Francesco nella Laudato si’. Purtroppo, si continua indisturbati a provocare disastri ambientali che causano sofferenza, miseria, fame e mortalità. Qualche scienziato in questi giorni invitava a rassegnarsi al disordine di questi disastri mondiali provocati dall’irrazionalità dei comportamenti umani. La prova dell’epidemia getta luce sulle condizioni disumane di povertà provocate da interessi, ingiustizie, sfruttamenti di persone, come anche di risorse naturali. Getta luce sull’ipocrisia di tanti esperimenti oltre ogni limite scientifico, senza pensare che non tutto ciò che è tecnicamente possibile, è eticamente accettabile.

Cosa potevamo attenderci da una globalizzazione disumana, egoista, idolatra, prevaricatrice della dignità della persona umana? La prova dell’epidemia getta luce sull’urgenza della riconversione dei rapporti internazionali, sulla necessità di alleanze di vero progresso e di promozione umana in ogni angolo del pianeta, nel rispetto soprattutto dei più poveri.

La prova dell’epidemia dimostra la necessità di ricostruire legami di solidarietà nazionale. Il Presidente Sergio Mattarella ha dichiarato nel suo Messaggio: “Il momento che attraversiamo richiede coinvolgimento, condivisione, concordia, unità di intenti nell’impegno per sconfiggere il virus: nelle istituzioni, nella politica, nella vita quotidiana della società”. Altrettanto urgenti sono i rapporti internazionale con i quali favorire la globalizzazione della solidarietà e dell’accoglienza reciproca, per non rimanere a nostra volta ghettizzati e isolati dal resto del mondo nel momento delle nostre crisi e affanni. Dobbiamo recuperare la necessità di doverci fidare gli degli altri, piuttosto che prevaricare contro tutti.

L’ascolto della Parola di Dio ci permette di riconoscere nella prova dell’epidemia che ci obbliga a prendere le distanze gli uni dagli altri, quanto necessaria è la purificazione del cuore, delle parole, dei vizi, dei comportamenti che contaminano gli altri: “Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo (Mc 7,20). Abbiamo urgente bisogno di etica e di moralità a tutti i livelli.

La prova dell’epidemia getta luce sulla potenza della fede e della preghiera. La nostra conversione a Dio deve recuperare il senso della vita, la dignità della persona, la responsabilità morale delle nostre azioni di cui dobbiamo rispondere, la custodia del “giardino” che Dio ci ha consegnato da coltivare e non da saccheggiare per gli interessi di pochi.

Cari amici, affidiamo questi nostri pensieri e intenti alla speciale intercessione della Vergine Bruna di Canneto. Lasciamoci illuminare dal suo sguardo sereno e serio: amabile nell’assicurare la sua protezione materna, esigente nel ricordare a noi la necessità di ascoltare sul serio il suo Figlio Gesù, “via, verità e vita” (Gv 14,6).

Gerardo Antonazzo

 

 

 




PREGHIERA DI LIBERAZIONE DALL’EPIDEMIA

A te Vergine Bruna di Canneto, aurora di speranza,
rivolgiamo la nostra preghiera di affidamento filiale,
bisognosi della tua particolare intercessione
in questo tempo di prova e di paura. Nel dolore
non ci sentiamo soli perché tu sei nostra madre.
Sostieni la nostra debolezza e fragilità,
gravemente esposti alla malattia fisica.
Con la tua carezza materna sciogli le nostre ansie.
Il tuo dolore ai piedi di Gesù crocifisso
ottenga per noi il perdono di ogni inimicizia,
ci purifichi dal virus dell’odio e del disprezzo,
guarisca l’indifferenza che semina morte.
Risana, o Madre, il cuore infetto di egoismo;
liberaci da ostili pensieri e azioni di male.
Converti la nostra vita alla parola del tuo Figlio:
la sua potenza ci salva, la sua presenza guarisce.
O Maria, insegnaci a confidare in Gesù,
vero maestro e datore di vita nuova. Amen.

Gerardo, padre vescovo




Agenda pastorale del Vescovo dal 08 – 15 Marzo 2020

AGENDA PASTORALE DEL VESCOVO
8-15 marzo 2020

La Quaresima è il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio.
È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia.
È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo.
(Papa Francesco, 26 febbraio 2020) 

VISITA PASTORALE NELLE PARROCCHIEDI S. BARTOLOMEO – S. SILVESTRO –S. CIRO, IN SORA

 

DOMENICA 8 MARZO

Ore 11.00:      Celebrazione della Messa con conferimento delle Cresime presso la parrocchia “S. Domenico Abate” in Sora e CONCLUSIONE della visita pastorale per la comunità.

Ore 17.30:      Arrivo del Vescovo, accoglienza e celebrazione della Messa presso la chiesa di Santa Giovanna Antida in Sora e APERTURA della visita pastorale per le parrocchie di “San                         Bartolomeo Ap”,San Silvestro Papa”, “San Ciro” in Sora. Benedizione papale con annessa indulgenza plenaria


LUNEDÌ 9 MARZO

Ore 09.30       FRASCATI-Villa Campitelli: Conferenza episcopale laziale

Ore 16.30       Collegio dei Docenti Istituto Comprensivo Sora 2

Ore 19.00:     Celebrazione Eucaristica presso il Santuario Madonna della Figura e incontro con la comunità.

 

MARTEDÌ 10 MARZO

Ore 20.30:      Incontro con i membri del Consiglio Pastorale e del Consiglio Affari Economici delle tre comunità Parrocchiali presso la Chiesa di San Ciro

 

MERCOLEDÌ 11 MARZO

Ore 09.30:      Visita ad alcuni malati ed anziani

Ore 15.00       Collegio dei Docenti Liceo Scientifico in Sora

Ore 18.00:      Celebrazione Eucaristica presso la chiesa di San Rocco

Ore 21.00:      Incontro con i catechisti, associazioni e movimenti, operatori pastorali, confraternite e comitati festa presso la chiesa di San Giovanni Battista

 

GIOVEDÌ 12 MARZO  

Ore 19.00:      Celebrazione Eucaristica presso la chiesa di San Ciro

Ore 21.00:      Incontro con le famiglie ed i fidanzati delle tre comunità presso la chiesa di San Giovanni Battista

 

VENERDI 13 MARZO  

Ore 17.30:      Incontro con la Comunità dei Padri Passionisti

Ore 18.30:      Celebrazione Eucaristica presso la chiesa di San Silvestro

Ore 21.00:      Incontro con i giovani delle tre comunità Parrocchiali presso la chiesa di San Silvestro

 

SABATO 14 MARZO  

Ore 18.00:      Celebrazione Eucaristica e conferimento della Santa Cresima presso la chiesa di Santa Restituta

 

DOMENICA 15 MARZO

Ore 11.30:      Celebrazione della Messa presso la chiesa di Santa Giovanna Antida in Sora e CONCLUSIONE della visita pastorale per le parrocchie di “San Bartolomeo Ap”,San Silvestro Papa”, “San Ciro”  in Sora.

Ore 17.30:      Arrivo del Vescovo, accoglienza e celebrazione della Messa presso la parrocchia Cattedrale “S. Maria Assunta” in Sora e APERTURA della visita pastorale per le parrocchie di “S. Maria Assunta” e “S. Restituta Martire” in Sora. Benedizione papale con annessa indulgenza plenaria

Ore 19.30:      Seminario Incontro di fraternità del Vescovo con tutto il presbiterio della zona pastorale di Sora




OMELIA PER L’ISTITUZIONE DEL LETTORATO – RICEVI IL LIBRO, TRASMETTI LA PAROLA


RICEVI IL LIBRO, TRASMETTI LA PAROLA


Omelia per l’istituzione del Lettorato
Anagni-Collegio Leoniano, 4 marzo 2020

 

Il testo di Giona, del quale la liturgia odierna ci consegna uno squarcio significativo, intreccia l’esperienza spirituale del protagonista del racconto con la Parola che Dio insistentemente gli rivolge. Si potrebbe dire che la Parola del Signore è la protagonista principale del racconto, nel senso che essa ne permette lo sviluppo, l’inizio e la ripresa. Sempre la parola di Dio è protagonista della vita dei credenti! È solo da essa che può prendere avvio di nuovo la storia e può cambiare.  Una lettura meditata del testo ci aiuta a considerare che la Parola, ancor prima di convertire i Niniviti è destinata a cambiare la testa e il cuore di Giona, primo destinatario dell’iniziativa e dell’insistenza di Dio: “Fu rivolta a Giona questa parola del Signore… Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore” (Gn 1,1.3,1). È lui a ricevere per primo la Parola, è lui a resistere alla forza della Parola. Appare subito il contrasto: Dio dice a Giona di alzarsi per andare a Ninive, mentre Giona si alza e fugge nella direzione opposta. Dio aveva affidato a Giona una parola da comunicare, ma egli fugge dalla faccia del Signore. Quante volte ci si nasconde al Signore, quando la sua Parola ci interroga e ci chiede cose che non collimano con le nostre abitudini e le nostre decisioni! A noi piace ripetere, siamo abitudinari, gente del si è sempre fatto così. Ogni cambiamento sembra impossibile, perché il cambiamento parte da se stessi. Per questo non bisogna biasimare Giona. La sua reazione è comprensibile. Giona resterà sorpreso dell’efficacia della Parola predicata, al di là delle sue intenzioni e aspettative contrarie: “I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli” (Gn 3,5). Ricordate quel bellissimo passo di Isaia al capitolo 55 sulla Parola di Dio che non torna a Lui senza aver prodotto ciò per cui Dio l’ha inviata, come avviene per la pioggia e la neve che fecondano la terra. È essa infatti che mette in movimento la vita degli abitanti di Ninive. Scrive Papa Francesco al n. 12 del Motu proprio Aperuit illis: “La Sacra Scrittura svolge la sua azione profetica anzitutto nei confronti di chi l’ascolta. Essa provoca dolcezza e amarezza. Tornano alla mente le parole del profeta Ezechiele quando, invitato dal Signore a mangiare il rotolo del libro, confida: «Fu per la mia bocca dolce come il miele» (3,3).

 

La nostra esperienza di Dio più che sotto il segno del vedere, è sotto il segno dell’ascoltare: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore” (Dt 6,4). Terminerà per noi la necessità di ascoltare Dio quando finirà la nostra vita, allora non ascolteremo più, perché “vedremo faccia a faccia” (1Cor 13,12), “lo vedremo così come egli è (1Gv 3,2). Domenica prossima la liturgia della Parola ci condurrà sul monte dove Gesù appare trasfigurato in un’intensa luce (Lc 9, 28-36), ma anche allora il primato sarà della Parola. La visione non è sufficiente, anzi quella visione può accecare la mente e far pensare cose insensate, come nella reazione di Pietro. E’ piuttosto l’ascolto ad illuminare la visione: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!” (v.35). “Ascolta Israele” (Dt 5): lo Shema Israel, ripetuto più volte al giorno dagli Ebrei, diventa per noi cristiani ascoltate il Figlio, come dichiara solennemente la voce del Padre, perché è Gesù la Parola definitiva di Dio all’uomo. La nostra vita cristiana è accogliere interiormente il Verbo di Dio. In ogni nostro vero atto di fede non vi è soltanto l’adesione ad una verità proposta da Dio; c’è piuttosto un accogliere in noi Dio che ci parla. Se la presenza di Cristo è presenza della Parola, in questa Parola è presente Dio stesso in quanto si rivela e si comunica a noi. “Ascolta”: è l’atteggiamento fondamentale dell’anima. L’ascolto della Parola è performativo della nostra vita. Non è una Parola che informa, ma è Parola che cambia, dà forma nuova all’esistenza di chi l’accoglie con adesione profonda: “Il cristianesimo non era soltanto una «buona notizia» – una comunicazione di contenuti fino a quel momento ignoti. Nel nostro linguaggio si direbbe: il messaggio cristiano non era solo «informativo», ma «performativo». Ciò significa: il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita” (Spe salvi, 2).

 

Secondo la tradizione biblica la condizione ideale nella quale mettersi in ascolto della Parola è quella del “deserto”. Il Signore ci doni di comprendere e vivere l’esperienza vocazionale e il discernimento necessario come “deserto” ordinario nel quale ascoltare Dio, senza mai rimandare a domani: “Se ascoltaste oggi la sua voce!” (Sal 95,7). È anche l’esperienza di Gesù alla quale ci ha ricondotti il vangelo della Prima domenica di Quaresima. Nella versione di Marco il testo è ancora più forte e incisivo: “E subito lo Spirito lo sospinse (ekbàllei: cacciò, gettò…) nel deserto” (Mc 1,12). Lo Spirito agisce con forza su Gesù, lo costringe ad entrare nel deserto. Anche l’avverbio temporale subito (eutùs) sembra non dare tregua, non ammettere ritardi; piuttosto indica necessità, impellenza. La durata simbolica, ma allo stesso tempo impegnativa, dei quaranta giorni significa che il deserto non deve essere semplicemente attraversato: una certa spiritualità potrebbe ingannarci, al pensiero che l’esperienza del deserto consista in una forma di ricostruzione fittizia in un giorno di Ritiro spirituale o in un Corso di esercizi spirituali. Non si tratta di una “finzione” temporanea, sporadica, occasionale. L’ascolto non è una delle diverse esperienze spirituali del credente, ma è quella fondamentale e costitutiva della fede, e quindi della relazione autentica con Dio. Pertanto, il deserto deve essere abitato come condizione abituale della nostra formazione cristiana, vocazionale e ministeriale. Solo allora il deserto si rivela come luogo teofanico della Parola di Dio, cioè della Parola che è Dio. “È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio, che come brezza leggera ci accarezza il cuore (cfr 1 Re 19,12). Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola. Nella Bibbia, infatti, il Signore ama parlarci nel deserto [ ] È il tempo per dedicarsi a una sana ecologia del cuore [ ] Perché solo davanti a Dio vengono alla luce le inclinazioni del cuore e cadono le doppiezze dell’anima. Ecco il deserto, luogo di vita, non di morte, perché dialogare nel silenzio col Signore ci ridona vita” (Papa Francesco, 26 febbraio 2020).

 

Ascolta Israele! Dio si rivela non solo con le parole, ma anche negli eventi, nella storia: “Questa economia della Rivelazione comprende eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in esse contenuto” (Dei Verbum 2). Per la nostra concreta crescita interiore dobbiamo imparare a considerare la Parola e gli eventi intrinsecamente connessi. La Parola ci aiuta a fare discernimento sugli eventi perché siano interpretati e compresi alla luce della presenza di Dio; e gli eventi della nostra storia personale e comunitaria rimandano ad una più concreta comprensione della sua Parola, della sua volontà su di noi. La Parola crea gli eventi, e negli eventi si “incarna” la Parola. Lo stesso termine ebraico: dabar – che noi traduciamo normalmente con parola – significa allo stesso tempo evento, addirittura “storia”. La fede cristiana, di conseguenza, non è la religione del libro: “Il cristianesimo propriamente parlando non è una religione del libro: è la religione della Parola, ma non unicamente né principalmente sotto la sua forma scritta. Esso è la religione del Verbo, non di un Verbo scritto e muto, ma di un Verbo incarnato e vivo. In cristianesimo non è la religione biblica, è la religione di Gesù Cristo” (Henri De Lubac, Scrittura ed Eucarestia). Ai candidati al ministero dei lettori viene detto: “Ricevi il libro delle sante Scritture trasmetti fedelmente la Parola di Dio, perché germogli e fruttifichi nel cuore degli uomini”. A quanti ricevono il libro delle sante Scritture è richiesto l’impegno di trasmettere la Parola di Dio: accolgono tra le mani un libro, per imparare a trasmettere il Verbo fatto carne nel cuore degli uomini.

 

✠ Gerardo Antonazzo




Agenda pastorale del Vescovo dal 01 – 08 Marzo 2020


AGENDA PASTORALE DEL VESCOVO
1-8 marzo 2020

“La Quaresima è il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio.  È il tempo per spegnere la televisione
e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo”

(Papa Francesco, 26 febbraio 2020)

VISITA PASTORALE NELLA PARROCCHIA “S. DOMENICO ABATE”,  IN SORA

 

DOMENICA 1 MARZO

Ore 11.00:      Celebrazione della Messa con conferimento delle Cresime presso la parrocchia “S. Maria della Stella e San Michele Arch.” in Broccostella e CONCLUSIONE della visita pastorale per la comunità.

Ore 17.00:      Arrivo del Vescovo, accoglienza e celebrazione della Messa presso la parrocchia “S. Domenico Abate” in Sora e APERTURA della visita pastorale per la comunità. Benedizione papale con annessa indulgenza plenaria

Ore 18.00:      Incontro con il gruppo giovani della parrocchia

 

LUNEDÌ  2 MARZO

Ore 10, 30      UDIENZE (Curia Cassino)

 

MARTEDÌ  3 MARZO

Ore 09,15        PONTECORVO-Centro pastorale S. Cuore: Ritiro del Clero

Ore 16,30        Collegio dei Docenti dell’Istituto Comprensivo Sora 1

 

MERCOLEDÌ  4 MARZO

Ore 12.00:      Incontro con il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Sora

Ore 15.30       Collegio dei Docenti dell’IIS “Simoncelli”

Ore 19.00       ANAGNI-Collegio Leoniano: S. Messa per l’istituzione dei Lettori

Ore 21.00:      Incontro con le comunità del Cammino Neocatecumenale

 

GIOVEDÌ 5 MARZO

Ore 9.30:        Visita ad alcuni malati

Ore 16.30:      Visita alla Cartiera Burgo

Ore 17.30:      Santa Messa nella Cappella della Madonna del Buon Consiglio, a seguire incontro e saluti con la comunità.

Ore 18.30:      Incontro con le Associazioni a servizio della comunità (Caritas, Gruppo donatori sangue, Associazione contro l’alcolismo, luglio Grest, Associazione l’Alberone, Gruppo di sostegno allo studio, Cooperativa, Gruppo anziani, gruppo pulizie e decoro della Chiesa, Comitato festeggiamenti)

Ore 19.30:      Incontro con il gruppo famiglie

 

VENERDI 6 MARZO

Ore 17.30:      Santa Messa nella Cappella di Sant’Antonio a Tofaro, a seguire incontro e saluti con la comunità.

Ore 18.30:      Incontro con le realtà impegnate nella catechesi e liturgia (catechiste/i, ministranti, cori, lettori, accoliti, ministri straordinari dell’Eucarestia)

Ore 19.30:      Incontro con il Consiglio Pastorale e il Consiglio Affari Economici Parrocchiale

 

SABATO 7 MARZO

ROCCASECCA-AQUINO: Celebrazioni per la Festa di San Tommaso

Ore 15.00:      Incontro con i bambini e i ragazzi del catechismo

 

DOMENICA 8 MARZO

Ore 11.00:      Celebrazione della Messa con conferimento delle Cresime presso la parrocchia “S. Domenico Abate” in Sora e CONCLUSIONE della visita pastorale per la comunità.

Ore 17.30:      Arrivo del Vescovo, accoglienza e celebrazione della Messa presso la chiesa di Santa Giovanna Antida in Sora e APERTURA della visita pastorale per le parrocchie di “San Bartolomeo Ap”,San Silvestro Papa”, “San Ciro” in Sora. Benedizione papale con annessa indulgenza plenaria

 




MERCOLEDI DELLE CENERI – QUARESIMA COME QUARANTENA?


QUARESIMA COME QUARANTENA?

Omelia Mercoledi delle ceneri

Sora-Chiesa Cattedrale, 26 febbraio 2020

 

La liturgia delle Ceneri ci educa alla verità di noi stessi: la testa china, il desiderato segno delle Ceneri benedette, l’ascolto del comandamento Convertitevi e credete al Vangelo sprigionano il profumo dell’umiltà che ci accosta alla fecondità della terra (hunus) con la fiducia in una vita rigenerata dalla conversione del cuore. Da vero ambasciatore di Dio, l’apostolo Paolo chiede di non opporre resistenze: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”.

 

Quarantena spirituale

Ironia della sorte? La celebrazione della Quaresima quest’anno coincide con l’epidemia del coronavirus che tanta ansia, e forse angoscia, sta gettando in diverse località italiane.  Al fine di prevenire ogni rischio di espansione incontrollata del contagio, si adotta la scelta forzata e precauzionale della quarantena. La sua origine segue le grandi pestilenze del Trecento, che si avvicendarono con esiti devastanti: nella seconda metà del secolo, e ancor più nel Quattrocento, fu la Repubblica di Venezia ad attuare per prima politiche sanitarie sistematiche volte a evitare la diffusione dei contagi via mare. La permanenza forzata dei marinai e viaggiatori in arrivo a Venezia durava classicamente quaranta giorni (una quarantina di giorni, quarantena secondo la forma veneziana), dopo i quali si riteneva che, senza manifestazioni di malattie, non fossero portatori d’infezione e potessero entrare in città. Ma perché proprio quaranta giorni? Solo ipotesi; tuttavia, dobbiamo ricordare che la durata di quaranta giorni purificatori ha degli evidenti addentellati biblici (il Diluvio dura quaranta giorni (Gen 7), il cammino dei quarant’anni nel deserto, il cammino di Elia verso il monte Horeb dura quanta giorni 1Re 19), il regno di Davide durò quarant’anni (1Re 2), il digiuno di Cristo nel deserto dura quaranta giorni(Mt 4), e quindi la nostra Quaresima.

 

Virus dell’anima

Se il pericolo di un virus richiede la massima allerta e attenzione al fine di evitare il rischio di una vera pandemia, quanta cura, accortezza e vigilanza dovremmo attuare nei confronti della pericolosità di virus spirituali, morali, e pastorali che ci contagiano dentro e quindi intorno a noi? Dinanzi a tante forme di tiepidezza, sonnolenza, pigrizia o accidia riconosciamo che poco o nulla facciamo per difenderci dalla pericolosità corrosiva di tali virus altrettanto insidiosi per la vita cristiana personale (infezione) e comunitaria (contagio), causa spesso della morte dell’anima. Se nel caso di attacchi gravi e dannosi da parte di virus si impone una strategia di quarantena, altrettanto necessaria risulta la quaresima come condizione per un necessario intervento di guarigione interiore. Non abbiamo bisogno di moralismi opportunistici; ma resta vero anche per la vita cristiana l’urgenza di verificare da quali virus possiamo risultare infettati e adoperarci per una reale guarigione (conversione).

Il vangelo del mercoledì delle Ceneri è una denuncia di alcuni virus spirituali e morali, che rischiano di diventare anche pastorali, tra i più contagiosi e letali: l’ipocrisia, l’autosufficienza e l’autoreferenzialità. Il significato etimologico di “ipocrisia” ci fa capire che si tratta di un atteggiamento con il quale si cerca di recitare una parte, recitare, fingere: sia nei confronti di Dio, che degli altri. Gesù contrappone ad un’etica dell’apparire, un’etica del segreto. Gesù ci invita a non assicurare il nostro agire in base allo sguardo che gli altri posano su di noi, perché l’identità di ciascuno, per quello che si è veramente nel cuore, non si gioca in ciò che ognuno fa sotto lo sguardo degli altri, ma nella relazione filiale con Dio, il Padre che vede nel segreto. L’ipocrisia e la falsità alimentano ricerche di soddisfazione narcisistica, soprattutto nella forma di autosufficienza e autoreferenzialità. Atteggiamenti, questi che privano la persona di vera alterità, di relazioni significative, di collaborazioni e corresponsabilità, di autentica comunione presbiterale ed ecclesiale.

 

Seguire Gesù nel deserto

La Quaresima ci chiede di abitare un luogo speciale nel quale vivere la personale “quarantena” spirituale: il deserto. E’ il deserto del silenzio, della solitudine (vero isolamento spirituale), dell’ascolto della Parola, del discernimento. Sono queste le condizioni che possono smascherare i virus delle tentazioni che procurano molte infezioni spirituali. Gesù stesso nel deserto dei quaranta giorni insegna il discernimento sulle tentazioni del diavolo, contrapponendo la verità della Parola di Dio non manipolata, come tenta di fare il diavolo, per vincere le seduzioni, le trappole e ogni inganno che trascina verso il peccato (in Mt 4 per quattro volte Gesù ripete Sta scritto…).

“In questo tempo favorevole, lasciamoci perciò condurre come Israele nel deserto (cfr Os 2,16), così da poter finalmente ascoltare la voce del nostro Sposo, lasciandola risuonare in noi con maggiore profondità e disponibilità. Quanto più ci lasceremo coinvolgere dalla sua Parola, tanto più riusciremo a sperimentare la sua misericordia gratuita per noi. Non lasciamo perciò passare invano questo tempo di grazia, nella presuntuosa illusione di essere noi i padroni dei tempi e dei modi della nostra conversione a Lui” (Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2020).

Nella Lettera per la Quaresima-Pasqua ho richiamato presbiteri e laici all’impegno di riportare in ogni maniera la Parola di Dio a fondamento dell’esperienza della fede e al centro della vita cristiana. Solo la verità della Parola, nella quale è presente Dio stesso nell’atto di rivelarsi all’uomo, è in grado di fare la radiografia della nostra condizione interiore, di rilevare le nostre infezioni spirituali, e di rivelarsi come l’unico vaccino efficace, l’antibiotico in pillole (ogni parola che esce dalla bocca di Dio): dalla bocca di Dio al cuore dell’uomo, perché guarisca da ogni contagio.

 

Gerardo Antonazzo




Agenda pastorale del Vescovo dal 23 – 01 Marzo 2020


AGENDA PASTORALE DEL VESCOVO
23 febbraio – 1 marzo 2020

“Vi supplichiamo in nome di Cristo:
lasciatevi riconciliare con Dio” (2Cor 5,20)

(Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2020)

VISITA PASTORALE NELLA PARROCCHIA “S. MICHELE E S. MARIA DELLA STELLA”

 

DOMENICA 23 FEBBRAIO

Ore 17.30:      APERTURA della visita pastorale per la zona Pastorale di Sora BROCCOSTELLA – Arrivo del Vescovo, accoglienza e celebrazione della Messa presso la parrocchia “S. Maria della Stella e San Michele Arch.Benedizione papale con annessa indulgenza plenaria

Ore 19.00:      Broccostella-Incontro con CPP-CPAE- Comitato Feste e Collaboratori

 

LUNEDÌ 24 FEBBRAIO  

Ore 10.00       UDIENZE (Curia Sora)

Ore 16,15       Collegio docenti Istituto Comprensivo Broccostella

 

MERCOLEDÌ DELLE CENERI 26 FEBBRAIO  

Ore 17.30       SORA-Chiesa di S. Francesco: Processione penitenziale verso la Cattedrale

                        Chiesa Cattedrale: Celebrazione eucaristica con la Liturgia delle Ceneri

 

GIOVEDÌ 27 FEBBRAIO  

Ore 10.00:      Incontro con l’Amministrazione Comunale

Ore 16.00:      Adorazione Eucaristica e preghiera per le Vocazioni con il Gruppo di Preghiera Padre Pio, Confraternita S. Michele Arcangelo, Confraternita SS.mo Sacramento e dell’Addolorata

Ore 17.30:      Celebrazione Eucaristica

Ore 18.30:      Incontro con Gruppo di Preghiera Padre Pio, Confraternita S. Michele Arcangelo, Confraternita SS.mo Sacramento e dell’Addolorata e Gruppo Madonna di Canneto

Ore 19.30:      Visita al Circolo Ricreativo “Giovanni Paolo II” – Schito

Ore 20.30:      Incontro con la Banda Comunale “E. Gorga” di Broccostella

Ore 21.30:      Incontro con i Commercianti e Imprenditori presenti nel nostro Territorio (“Verso una Pastorale del Lavoro”)

 

VENERDI 28 FEBBRAIO 

Ore 09.30:      Visita alle Aziende

Ore 15.30:      Incontro con la Scuola Pallavolo ASD Broccostella

Ore 16.00:      Liturgia della Parola e Unzione degli Infermi agli anziani e malati

Ore 17.30:     Celebrazione Eucaristica

Ore 18.30:      Incontro con Gruppo Catechisti, Caritas, Liturgico, Lettori e Cori

Ore 19.30:      Incontro Azione Cattolica, Gruppo Famiglia e “Famiglie in Cammino”

Ore 20.30:      Incontro Gruppo Giovani – Giovanissimi – Cresimandi

 

SABATO 29 FEBBRAIO

Ore 10.00:     Visita ai malati e sopralluogo alla Chiesa di S. Michele e Madonna delle Chiaie

Ore 15.30:     Incontro con i Bambini e ragazzi del Catechismo, dell’ACR e dell’Oratorio

Ore 16.15:     Incontro con i genitori dei ragazzi della Catechesi

Ore 17.00:     Incontro con la Scuola Calcio ASD Broccostella

Ore 17.30:     Celebrazione Eucaristica in suffragio di “Giovani Angeli in Paradiso”

Ore 18.30:     Incontro con famiglie colte da lutto improvviso (giovani, incidenti…)

Ore 19.30:     Incontro con le Associazioni a servizio della comunità (Volontari di Protezione Civile, Amici del Carnevale, …)

Ore 20.30:     Incontro con i fidanzati impegnati nell’Itinerario di Preparazione al Matrimonio Cristiano

  

DOMENICA 1 MARZO

Ore 11.00:      Celebrazione della Messa con conferimento delle Cresime presso la parrocchia “S. Maria della Stella e San Michele Arch.” in Broccostella e CONCLUSIONE della visita pastorale per la comunità.

Ore 17.00:      Arrivo del Vescovo, accoglienza e celebrazione della Messa presso la parrocchia “S. Domenico Abate” in Sora e APERTURA della visita pastorale per la comunità.

Benedizione papale con annessa indulgenza plenaria

Ore 18.00:      Incontro con il gruppo giovani della parrocchia




LETTERE ALLE COMUNITA’ – Dalla Lettera apostolica “Aperuit illis” di Papa Francesco, con la quale viene istituita la “Domenica della Parola”

La Bibbia non può essere solo patrimonio di alcuni e tanto meno una raccolta di libri per pochi privilegiati. Essa appartiene, anzitutto, al popolo convocato per ascoltarla e riconoscersi in quella Parola. Spesso,
si verificano tendenze che cercano di monopolizzare il testo sacro relegandolo ad alcuni circoli o a gruppi prescelti. Non può essere così.

La Bibbia è il libro del popolo del Signore che nel suo ascolto passa dalla dispersione e dalla divisione all’unità. La Parola di Dio unisce i credenti e li rende un solo popolo […].

In questa unità, generata dall’ascolto, i Pastori in primo luogo hanno la grande responsabilità di spiegare e permettere a tutti di comprendere la Sacra Scrittura. Poiché essa è il libro del popolo, quanti hanno la vocazione
di essere ministri della Parola devono sentire forte l’esigenza di renderla accessibile alla propria comunità […].

La Bibbia, pertanto, in quanto Sacra Scrittura, parla di Cristo e lo annuncia come colui che deve attraversare le sofferenze per entrare nella gloria (cfr v. 26). Non una sola parte, ma tutte le Scritture parlano di Lui. La sua morte e risurrezione sono indecifrabili senza di esse. Per questo una delle confessioni di fede più antiche sottolinea che Cristo «morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa» (1Cor 15,3-5).

Poiché le Scritture parlano di Cristo, permettono di credere che la sua morte e risurrezione non appartengono alla mitologia, ma alla storia e si trovano al centro della fede dei suoi discepoli […].

È profondo il vincolo tra la Sacra Scrittura e la fede dei credenti. Poiché la fede proviene dall’ascolto e l’ascolto è incentrato sulla parola di Cristo (cfr Rm 10,17), l’invito che ne scaturisce è l’urgenza e l’importanza che i credenti devono riservare all’ascolto della Parola del Signore sia nell’azione liturgica, sia nella preghiera e riflessione personali […].

La frequentazione costante della Sacra Scrittura e la celebrazione dell’Eucaristia rendono possibile il riconoscimento fra persone che si appartengono. Come cristiani siamo un solo popolo che cammina nella storia, forte della presenza del Signore in mezzo a noi che ci parla e ci nutre. Il giorno dedicato alla Bibbia vuole essere non “una volta all’anno”, ma una volta per tutto l’anno, perché abbiamo urgente necessità di diventare familiari e intimi della Sacra Scrittura e del Risorto, che non cessa di spezzare la Parola e il Pane nella comunità dei credenti. Per questo abbiamo bisogno di entrare in confidenza costante con la Sacra Scrittura, altrimenti il cuore resta freddo e gli occhi rimangono chiusi, colpiti come siamo da innumerevoli forme di cecità […].

Sacra Scrittura e Sacramenti tra loro sono inseparabili. Quando i Sacramenti sono introdotti e illuminati dalla Parola, si manifestano più chiaramente come la meta di un cammino dove Cristo stesso apre la mente e il cuore a riconoscere la sua azione salvifica. È necessario, in questo contesto, non dimenticare l’insegnamento che viene dal libro dell’Apocalisse. Qui viene insegnato che il Signore sta alla porta e bussa. Se qualcuno ascolta la sua voce e gli apre, Egli entra per cenare insieme (cfr 3,20). Cristo Gesù bussa alla nostra porta attraverso la Sacra Scrittura; se ascoltiamo e apriamo la porta della mente e del cuore, allora entra nella nostra vita e rimane con noi (cf. nn. 4-8).

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Agenda pastorale del Vescovo dal 16 – 23 febbraio 2020

AGENDA PASTORALE DEL VESCOVO
16-23 febbraio 2020

 

Gesù Cristo offre la sua misericordia a chi vive l’angoscia per la propria situazione di fragilità, dolore e debolezza.
Egli invita ciascuno ad entrare nella Sua vita per fare esperienza di tenerezza.

(Papa Francesco,11 febbraio 2020)

 

VISITA PASTORAL NELLE PARROCCHIE: S. MICHELE, S. ANDREA, S. VITO,
MARIA DI CIVITA E MADONNA DEL CARMINE, IN ARPINO

 

DOMENICA 16 FEBBRAIO 2020

Ore 16.30        Piazza San Michele, Accoglienza del Vescovo

Ore 17.00        Santa Maria di Civita, Celebrazione eucaristica Benedizione papale con annessa l’indulgenza plenaria

Ore 19.00        ISOLA DEL IRI-Parr. S. Carlo: Festa degli Innamorati (Past. familiare diocesana)

 

LUNEDI’ 17 FEBBRAIO 2020

Ore 09.00        UDIENZE (Curia Casino)

 

MERCOLEDI’ 19 FEBBRAIO 2020

Ore 16.30        Collegio straordinario dei docenti dell’Istituto comprensivo di Arpino

Ore 17.30        San Sosio, Celebrazione eucaristica

Ore 18.15        San Sosio, Incontro bambini, ragazzi e catechisti

Ore 19.00        San Sosio, Incontro di pastorale familiare

 

GIOVEDI’ 20 FEBBRAIO 2020

Ore 10.30        Visita al Centro diurno diversamente abili

Ore 11.30        Suore della Carità, Arpino, scambio di esperienze sulle Unità pastorali e Pranzo con i presbiteri

Ore 15.00        Convento, Comunità “Identes”

Ore 16.00        Arpino: Casa famiglia

Ore 17.30        Sant’Andrea Ap., Celebrazione eucaristica

Ore 18.15        Sala San Carlo, Operatori pastorali (Catechesi, Caritas, Liturgia)

 

VENERDI’ 21 FEBBRAIO 2020

Ore 15.00        Santa Maria del Carmine, Unzione degli Infermi con Celebrazione eucaristica

Ore 16.30        Santa Maria del Carmine, Comitati delle feste

Ore 18.00        Santa Maria del Carmine, Aggregazioni ecclesiali

 

SABATO 22 FEBBRAIO 2020

Ore 09.00        Suore della Carità – Monache di Clausura

Ore 11.30        Municipio, Amministratori e impiegati comunali

Ore 15.30        Sala San Carlo, bambini e ragazzi del Catechismo e Oratorio

Ore 17.00        Chiesa sant’Antonio: celebrazione eucaristica

Ore 18.30        Civita, CPP, CAEP, Consigli delle Cappellanie

 

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2020

Ore 11.00        San Michele Arc., Celebrazione eucaristica con conferimento delle Cresime

Ore 17.30:       Arrivo del Vescovo, accoglienza e celebrazione della Messa presso la parrocchia “S. Maria della Stella e San Michele Arc.” in Broccostella e APERTURA della visita pastorale per la zona Pastorale di Sora e per la comunità di Broccostella.

Benedizione papale con annessa indulgenza plenaria

 

Ore 19.00:       Incontro con CPP-CPAE- Comitato Feste e Collaboratori




Omelia per la festa di S. Biagio: IL MARTIRIO DELLA PAROLA

IL MARTIRIO DELLA PAROLA
Omelia per la festa di S. Biagio
Biagio Saracinisco, 3 febbraio 2020

 

Permettetemi di condividere insieme con la comunità, con voi confratelli presbiteri e Sindaci qui presenti una riflessione, una meditazione non frettolosa, un po’ articolata, su alcune considerazioni che afferiscono immediatamente alla liturgia in onore di san Biagio. La celebrazione del suo martirio e il racconto della liberazione di un bambino dal soffocamento causato da una spina rimasta in gola, con il grave pericolo di morte, permette di meditare in particolare sul “martirio della parola”. Anche attraverso il martirio della parola, come per ogni forma di martirio, passa la testimonianza della fede e il coraggio della libertà interiore, fino al sacrificio di sè. Il miracolo della gola fa pensare alla necessaria e urgente liberazione della parola da ogni forma di “soffocamento” che rischia di porta alla morte l’intera esistenza dell’anima cristiana.

Il martirio della parola è innanzitutto testimonianza della bellezza “sacra” di ogni parola. Il parlare del credente deve conformarsi e lasciarsi educare dalla forza e potenza che Dio dà alla sua parola. La prima lettura di oggi, dal libro del Siracide cap. 51, fa cenno all’uso improprio, degradato, della parola. Dice il testo “ti glorificherò Signore perché mi hai liberato dal laccio della lingua calunniatrice, dalle labbra che proferiscono menzogna”; e ancora più avanti: “Mi hai liberato dal profondo seno degli inferi, dalla lingua impura mi hai liberato”. Il testo parla di una parola “liberata”, perché pulita, purificata e guarita da ogni forma di cattiveria che danneggia e distrugge. Gli accerchiamenti degli istinti umani e peccaminosi, inquinano la parola e spesso la avvelenano: “Una calunnia di lingua ingiusta … la mia anima era vicina alla morte”.

Gesù ci promette che nella nostra vita di discepoli sarà lo Spirito del Padre a parlare in noi: cosa significa? Lo Spirito ci educa, educa il cuore, e ci aiuta a parlare nel modo in cui Dio parla, da sempre. E com’è il parlare di Dio da cui noi dobbiamo imparare? La Sua è una parola di bene, di gioia, di fiducia, di grazia, di benedizione, di creazione, quindi di vita e di amore. Ecco il parlare di Dio, è un parlare creativo, è un parlare che genera la vita. Quanto è bella la prima parola con cui Dio parla nella Bibbia: “Sia la luce”. Il parlare di Dio diffonde luce, genera la vita, e la sua parola è vita per il mondo. Come il parlare di Dio, anche le nostre parole devono “creare” e non distruggere, dare luce e non gettare nelle tenebre, dare vita e non morte, dare esistenza e non negare la vita dell’altro. E’ la sfida di tutti i giorni sui nostri social, è la sfida di tutti i giorni nel modo di interloquire con gli altri, di confrontarsi, di discutere e dibattere rispettando le differenze e le divergenze, per non cadere nell’abisso di parole che danno morte. Il libro di Genesi ci regala una verità ancora più bella, quando lascia intendere che il parlare di Dio è un’azione sacra. E’ tanto sacra questa azione del parlare, che il libro di Genesi la presenta secondo una struttura liturgica, una struttura sacra; il parlare con cui Dio crea la luce e poi gli astri, poi il sole, poi le acque, poi il cielo, poi gli uccelli e il mare, i pesci, ecc… è come pregare nel tempio; quindi il parlare di Dio è sacro, è liturgico, è solenne. Di conseguenza anche il parlare del cristiano è un’azione sacra se ci avvicina alla qualità spirituale della parola di Dio. La parola nutre, nella Bibbia è paragonata al cibo. Anche noi compiamo un’azione sacra quando apriamo la bocca e le nostre parole “celebrano” un’azione liturgica di benedizione, di lode, di gratitudine, di stupore, di vita.  Avrei molto da dire, avrei piacere di dire, ma questa prima parte basta così. E un po’ questo il “martirio della parola”, la buona testimonianza della parola che “crea”.

Il martirio della parola riguarda anche il coraggio e la libertà del cuore: “Sia invece il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»; il di più viene dal Maligno” (Mt 5, 37). Il “martirio della parola” richiede il coraggio nel parlare, e il coraggio nel tacere. A volte abbiamo voglia di parlare e dobbiamo stare zitti. Altre volte dobbiamo parlare e invece stiamo zitti. Allora il martirio della parola significa che il nostro parlare non deve essere schiavizzato, sottomesso a logiche di interessi, di furbizia, di scaltrezza, di raggiri, di scuse, di bugie, di alibi. I martiri davanti alla minaccia delle torture hanno avuto il coraggio di parlare chiaro, in tutta verità. La forza del coraggio veniva anche dalla consapevolezza che la loro forza e audacia nel professare la fede e nel parlare con verità rafforzava anche la vita cristiana degli altri che li vedevano morire in maniera così coraggiosa. Quando il martire offre la propria vita nel dolore, non si dimostra coraggioso soltanto nell’ amare il Signore, e di restare sino alla fine a Lui fedele. Dimostra anche l’amore per i suoi fratelli, rafforzati da questo loro sublime esempio. Morivano nella fermezza della verità cristiana, professata ad alta voce davanti all’autorità minacciosa, consapevoli che altri cristiani potevano essere consolati e rafforzati nella loro fede. Dunque, il martirio della parola testimonia l’amore per Gesù Cristo e l’amore per il prossimo.

Allora cari amici, oggi credo che il Signore, attraverso il martirio di San Biagio ci chieda di dare molto valore al nostro parlare di ogni giorno, come azione sacra che testimonia la bontà della parola Dio; lo stesso martirio di s. Biagio ci chiede di parlare con la libertà del cuore, per testimoniare con coraggio e coerenza la verità della fede davanti a chiunque e in qualunque condizione.

 

Testo da registrazione

 

Gerardo Antonazzo




Presentazione e Servizio del Tempio

Presentazione e servizio del tempio*
Omelia per la Giornata della Vita Consacrata
Cassino-Monastero S. Scolastica, 2 febbraio 2020

Battesimo e vita consacrata
Alla consacrazione battesimale, che ha segnato profondamente la nostra vita, il Signore ha dato la grazia di sviluppare la vostra esistenza cristiana con il dono prezioso della professione dei consigli evangelici. La vita consacrata è annuncio, segno, in qualche modo inizio e anticipo della condizione di coloro che sono chiamati a partecipare alla vita in Dio, partecipare alla pienezza di Dio, nel banchetto escatologico. La vita consacrata lascia in qualche modo intravedere le condizioni della nostra vita futura. La vita consacrata è un assaggio della vita di Dio! A questo siamo chiamati, potendo rispondere al Signore per grazia, non certo per merito o per iniziativa umana, ma per quella particolare premura ed elezione con cui il Signore ha indicato a ciascuno e a ciascuna di voi l’invito a poter dire di sì a questa sua intenzione speciale sulla vostra vita. Se rileggiamo la vita consacrata, la vostra consacrazione alla luce della Presentazione del Signore, possiamo meglio comprendere due punti importanti, molto belli, della liturgia di oggi: la consacrazione come “presentazione” dinanzi al Signore, e la consacrazione come “servizio del tempio”. Mi sembra siano due pilastri fondamentali per rivivere continuamente, in modo generativo, la nostra storia vocazionale di consacrazione al Signore, per la vita del mondo.

Stare alla presenza del Signore
La consacrazione come presentazione implica, a mio parere, alcune implicanze forti, molto belle. Vivere la consacrazione significa – in riferimento alla presentazione del Signore – imparare a stare alla presenza di Dio. Consiste in questo anche la vostra “presentazione al tempio”. E’ un invito costante nell’Antico Testamento verso coloro che sono chiamati da una parola speciale di Dio, da Abramo in poi. Questa è la consacrazione: l’esercizio della nostra libertà interiore con cui orientare la vita alla sua presenza, vivere gli atti quotidiani, nelle parole e nelle opere, imparando a vivere il più possibile alla presenza del Signore. Questo stare non è un fatto statico, non è stare fermi per non fare nulla: stare significa “esserci”, esser-ci, proprio io, con tutta la pienezza e la concretezza della mia umanità, della mia esistenza, con tutto ciò che può far parte di me, soprattutto con ciò che di me faccio fatica a riconoscere, ad accettare, ad ammettere. Starci, esserci, davanti alla presenza di Dio: la consacrazione ha bisogno di questa presentazione, di questo stare alla presenza del Signore, per ricevere la grazia della sua luce molto in profondità, una luce che in qualche maniera vuole illuminare il tempio della mia interiorità, della vita personale, e più intima a me di me stesso (cf. S. Agostino): nulla escluso, perché Dio diventi luce della mia vita. Molto bello ciò che il salmista riconosce e desidera con la preghiera rivolta al Signore, quando dichiara: «Alla tua luce, Signore, noi vediamo la luce». In questo stare alla sua presenza posso vedere ne stesso nella verità della Sua luce, perché senza la Sua luce il resto per me resta oscurità, tenebra, cecità. Dicevo che il nostro stare alla presenza di Dio non è un atto passivo in senso negativo, ma un atto recettivo che implica il mio positivo desiderio di accogliere il Signore che mi viene incontro: se devo stare alla presenza di Dio con tutto me stesso, questo richiede un cammino verso Lui, un percorso e un processo interiore molto esigente e coinvolgente, performante.

A volte il nostro stare alla presenza di Dio è troppo facinoroso, è troppo ‘attivista’, anche quando siamo fermi fisicamente, magari in preghiera. Può diventare paradossalmente proprio quello il momento delle tentazioni del “fare” che mi distolgono dalla presenza del Signore. Stare in senso dinamico e ricettivo significa quella donazione del mio tempo e di tutta intera la mia esistenza, per lasciar fare a Dio e vivere secondo Dio. Se cresce e matura questa capacità di presentarsi davanti al Signore costantemente, la vita consacrata diventa un atto generativo e rigenerativo della mia risposta al Signore nel vivere i consigli evangelici dopo averli “professati” senza “sconfessarli”.

Servire il Tempio
Secondo elemento che possiamo apprendere dalla liturgia di oggi: vivere la consacrazione è restare fedeli al servizio del tempio. Oggi il Signore entra nel tempio, portato da Maria e Giuseppe, e in quel tempio è presente Anna, di cui si dicono delle cose molto belle. Rimasta vedova, dopo pochi anni di matrimonio, «stava sempre nel tempio, non si allontanava mai dal tempio, e notte e giorno» – il testo insiste su questo abitare il tempio – e «notte e giorno serviva il Signore». La gioia di servire il tempio di Dio non significa stare fisicamente sempre in chiesa, ma conservare la grazia di non allontanarsi da quel tempio che custodisce e nutre la preziosità delicata della vostra esistenza di consacrati, di consacrate. Il primo tempio da cui il consacrato non deve mai allontanarsi, come Anna, è il tempio dove ritrovo e ripenso le ragioni della mia scelta di vita, della mia storia vocazionale. Questo è un tempio sacro, inviolabile, da non profanare mai, anzi, da abitare notte e giorno, più di quanto possiamo immaginare, meglio di quanto facciamo, perché se noi ci allontaniamo dal tempio delle ragioni per le quali abbiamo detto di sì al Signore, questo produce un grave danno, che svilisce, svuota, e de-potenzia la tenuta della fedeltà al Signore, di quell’eccomi che avete detto una volta per tutte, ma da ripetere ogni volta… sempre, senza dare mai nulla per scontato né di sicuro. Allora, il primo tempio da cui non dobbiamo mai allontanarci – come Anna – è il tempio delle ragioni per le quali ho detto di sì al Signore, rimanendo sempre collegati a quello spazio sacro che è il mio eccomi. Secondo tempio dal quale il Signore chiede di non allontanarsi mai è quello della vostra coscienza. Dio ci attrezza di questo organo morale e spirituale per un discernimento continuo alla ricerca della sua volontà. L’abbandono della coscienza morale significa che lo stile del nostro vivere quotidiano non si lascia guidare dalla vivacità di una coscienza illuminata, ma da tanti compromessi, aggiustamenti nostri, compromessi umani di stiracchiata sopravvivenza. Il Concilio Vaticano II dichiara la coscienza sacrario – quindi tempio – da cui non allontanarsi per rimanere fedeli, notte e giorno, alla risposta che il Signore sempre sollecita da ciascuno di voi. L’altro tempio da cui non allontanarsi mai è il tempio dei fratelli, a servizio dei quali il Signore rivolge la nostra consacrazione: è il tempio del servizio agli altri. Si dice di Anna nel testo di san Luca: «Serviva Dio notte e giorno», accogliendo tutti coloro che arrivavano nel tempio. Serviva Dio nel servizio dei pellegrini del Tempio. Noi serviamo Dio, ma non escludendo gli altri; il servizio per gli altri, la presenza degli altri, l’altro nella nostra vita è tempio, è luogo sacro, nel quale riconoscere e servire il Signore. Infine, il tempio sacro da cui non allontanarci mai è anche quello della preghiera, del silenzio, dell’adorazione, del dialogo ininterrotto con il signore. Anche da questo tempio non dobbiamo allontanarci mai. Un dialogo ininterrotto, notte e giorno: questo dialogo alla presenza di Dio si alimenta di raccoglimento, di ascolto, di solitudine, di purificazione interiore. Soltanto rimanendo fedeli nel servizio del tempio della contemplazione, possiamo godere del rinnovato dono della sua presenza, dell’irruzione gioiosa della sua luce. Abbiamo ricevuto poco fa nelle nostre mani la candela accesa: spenta la candela, rimanga accesa la luce della sua presenza, per continuare a servire Dio sempre, notte e giorno, in ogni tempio della sua presenza.

*Testo da registrazione         

                                                                                                                       X Gerardo Antonazzo




Agenda pastorale del Vescovo dal 9 – 16 febbraio 2020

AGENDA PASTORALE DEL VESCOVO
9-16 febbraio 2020

Chi tiene lo sguardo su Gesù impara a vivere per servire.
Non aspetta che comincino gli altri, ma si mette in cerca del prossimo.
(Papa Francesco, 1 febbraio 2020)

VISITA PASTORALE NELLE PARROCCHIE “S. STEFANO” E “S. BARBARA”, IN FONTANA LIRI

 

DOMENICA 09 FEBBRAIO 2020

Ore 10.00:       Celebrazione Eucaristica

Ore 11.30        ISOLA LIRI-Parr. S Carlo: Assemblea diocesana elettiva ACI

Ore 16.30        FONTANA LIRI-S. Stefano: Accoglienza del Vescovo e Celebrazione eucaristica

                        Benedizione papale con annessa l’indulgenza plenaria

 

LUNEDI’ 10 FEBBRAIO 2020

Ore 10.00        UDIENZE (Curia Sora)

Ore 15.00        ARPINO-Liceo Tulliano: Collegio straordinario dei docenti

 

MARTEDI’ 11 FEBBRAIO 2020

Ore 09.30        CERVARO- Santuario “De Piternis”: Incontro di formazione dei preti giovani

 

MERCOLEDI’ 12 FEBBRAIO 2020

Ore 17.30        ISOLA DEL LIRI: Collegio dei docenti dell’Istituto Comprensivo Isola del Liri

 

GIOVEDI’ 13 FEBBRAIO 2020

Ore 09.30        Santo Stefano Prot., Visita ai malati

Ore 15.30        Santa Barbara V. e M., Celebrazione eucaristica con l’Unzione degli infermi

Ore 17.00        Santa Barbara V. e M., CPP e CAEP delle due parrocchie

Ore 18.15        Santa Barbara V. e M., Comitati feste

Ore 19.15        Incontro con l’Amministrazione comunale

 

VENERDI’ 14 FEBBRAIO 2020

Ore 17.30        Santa Barbara V. e M., Celebrazione Eucaristica

Ore 18.15        Santa Barbara V. e M., Operatori pastorali delle due parrocchie (catechisti, coro,   operatori della carità, missioni, animatori liturgia)

Ore 19.15        Santa Barbara V. e M., Incontro con coppie di sposi e fidanzati delle due parrocchie

 

SABATO 15 FEBBRAIO 2020

Ore 11.00        Incontro con i bambini e i ragazzi del catechismo

Ore 17.30        Santa Barbara V. e M., Celebrazione Eucaristica con conferimento della Cresima

 

DOMENICA 16 FEBBRAIO 2020

Ore 11.00        Santa Barbara V. e M., Celebrazione eucaristica

Ore 16.30        ARPINO-Piazza San Michele: Accoglienza del Vescovo

Ore 17.00        Santa Maria di Civita, Celebrazione eucaristica

Benedizione papale con annessa l’indulgenza plenaria




Agenda pastorale del Vescovo dal 2 – 9 febbraio 2020

AGENDA PASTORALE DEL VESCOVO
2 – 9 febbraio 2020

La Parola di Dio ci consola e incoraggia, provoca la conversione, ci scuote, ci libera dalla paralisi dell’egoismo;
perché ha il potere di cambiare la vita, di far passare dall’oscurità alla luce.

(Papa Francesco, 30 novembre 2019)

Per le Udienze con il Vescovo contattare la Segreteria

 VISITA PASTORALE NELLA PARROCCHIA “SAN FOLCO”, IN SANTOPADRE
VISITA PASTORALE CURIA DIOCESANA

 

DOMENICA 02 FEBBRAIO 2020

Ore 15.30        CASSINO-Monastero di s. Scolastica: S. Messa per la Vita Consacrata

Ore 17.00        Chiesa San Rocco, Accoglienza del Vescovo

Ore 17.30        Chiesa San Folco, Celebrazione Eucaristica

Benedizione papale con annessa l’indulgenza plenaria

Ore 19.00        Confraternite e Compagnia di Canneto

 

 LUNEDI 03 FEBBRAIO 2020

Ore 09.00        Udienze (Curia di Cassino)

Ore 11.00        S. BIAGIO SARACINISCO: S. Messa e processione per la festa patronale

Ore 18,30        ISOLA DEL LIRI-Parr. S. Carlo: CONSULTA DIOCES. AGGREG. LAICALI

 

MARTEDI 04 FEBBRAIO 2020

Ore 09.15        PONTECORVO-Centro pastorale S. Cuore: Ritiro del Clero

Ore 18.30        SORA: Incontro con gli IRC della Zona pastorale di Sora

 

GIOVEDI 06 FEBBRAIO 2020

VISITA PASTORALE: CURIA DIOCESANA – CARITAS DIOCESANA – CENTRI PASTORALI DIOCESANI – SEMINARIO DIOCESANO

 

VENERDI’ 07 FEBBRAIO 2020

Ore 15.30        Catechisti, coro, animatori dell’oratorio e liturgia

Ore 16.45        CPP, CAEP, Comitati Feste

Ore 18.00        Celebrazione Eucaristica

Ore 19.00        Municipio, incontro con Amministratori e impiegati comunali

 

SABATO 08 FEBBRAIO 2020

Ore 09.15        PONTECORVO-Centro pastorale S. Cuore: AGGIORNAMENTO DEL CLERO

Ore 15.30        Incontro con i bambini e i ragazzi del Catechismo e Oratorio

Ore 16.15        Incontro con le coppie di Genitori

Ore 17.30        Celebrazione Eucaristica

Ore 18.30        Giovani

 

DOMENICA 09 FEBBRAIO 2020

Ore 10.00:       Celebrazione Eucaristica

Ore 11.30        ISOLA LIRI-Parr. S Carlo: Assemblea diocesana elettiva ACI

 

Ore 16.30        Santo Stefano Prot., Accoglienza del Vescovo e Celebrazione eucaristica

                        Benedizione papale con annessa l’indulgenza plenaria