LETTERA DI INDIZIONE

FRATELLI E SORELLE
della Chiesa di Dio
che vive in Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo,

“stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo
che Dio ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa”.
(cfr. 1Pt 2,9)

IL SIGNORE è DAVVERO RISORTO!
E’ questo l’annuncio che ha cambiato la storia. Gesù Cristo, il Vivente, è la nostra speranza. Siamo la Chiesa del Signore risorto, la cui memoria ci raduna oggi, come anche ogni domenica, per la celebrazione della vittoria della vita sulla morte. Siamo la Chiesa santa, perché insieme formiamo il Corpo mistico di cui il Capo, Cristo, è santo. Noi, sue membra, siamo chiamati a edificarla con la missione del Vangelo affidataci da Cristo:

“Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato” (Mc 16,15-16).

Carissimi, con questa mia Lettera vorrei raggiungere anche il cuore di quanti, pur battezzati, non amano più la Chiesa, delusi forse per la mancata accoglienza, ascolto, rispetto, comprensione, amore e materna misericordia. Mi rivolgo pure alle Istituzioni che operano nel nostro territorio, perché la comune volontà di adoperarsi per la promozione della dignità di ogni uomo e di ogni donna ci accomuni nello sforzo di favorire il vero bene nel più diffuso vivere sociale.

A tutti desidero confermare la mia volontà di amare intensamente e servire chiunque con discrezione e rispetto, per la sola ragione di far sentire a ciascuno l’amore di Dio.

Per dare slancio ed efficace attuazione a questi miei intendimenti, e per meglio rispondere ai bisogni spirituali di ogni singola comunità, delle nostre famiglie, in particolare dei ragazzi e dei giovani, ravviso la necessità di svolgere la Prima Visita Pastorale, già annunciata nella recente liturgia della Messa Crismale (17 aprile 2019). tale decisione è frutto di una mia matura riflessione, di un sereno discernimento comunitario, condiviso con laici e presbiteri.

ho iniziato il mio ministero episcopale il 21 aprile 2013 per la diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo. tra la mia elezione (22 gennaio 2013) e l’ordinazione episcopale (8 aprile 2013) è avvenuto nella Chiesa Cattolica un evento
storico inaspettato: la rinuncia del Papa Benedetto XVI.

Insieme ai Vescovi del Lazio, impegnati a Roma per la Visita ad Limina, ho potuto incontrare Papa Benedetto XVI il 9 febbraio 2013, due giorni prima della sua rinunzia all’esercizio del ministero petrino, avvenuta 11 febbraio
2013. La sorpresa della decisione provocò in tutti noi un senso di incertezza, smarrimento, confusione. Lo Spirito Santo ha poi consolato la Chiesa universale con l’elezione del nuovo Pontefice, Papa Francesco.
In questi anni del mio ministero episcopale ho visitato ogni singola parrocchia per incontrare e conoscere presbiteri, consacrati e fedeli laici. Sono stato ripetutamente presente in tutte le comunità per le celebrazioni liturgiche, per il conferimento del sacramento della Cresima, per eventi istituzionali proposti dalle Amministrazioni comunali, dagli Istituti scolastici, da Istituzioni accademiche, da Istituzioni militari, dalle Aggregazioni associative di volontariato, sportive, culturali. tale ricca e felice esperienza mi ha permesso di conoscere personalmente il prezioso patrimonio umano, sociale e religioso del vasto territorio, localizzato su tre regioni (Lazio, Abruzzo, Campania) comprendenti le province di Frosinone, L’Aquila, Caserta.

Pertanto, ritengo ora maturi i tempi per lo svolgimento della Visita Pastorale quale specifica forma di servizio alla Parola e di crescita della fede nel Signore Risorto, desiderando il bene spirituale non solo dei credenti ma anche di ogni uomo e di ogni donna animati da buona volontà.

Seguo le indicazioni del Magistero della Chiesa: “La visita pastorale è un’azione apostolica che il Vescovo deve compiere animato da carità pastorale che lo manifesta concretamente quale principio e fondamento visibile dell’unità nella Chiesa particolare. Per le comunità e le istituzioni che la ricevono, la visita è un evento di grazia che riflette in qualche misura quella specialissima visita con la quale il “supremo pastore” (1Pt 5,4) e guardiano delle nostre anime (cf. 1Pt 2,25), Gesù Cristo, ha visitato e redento il suo popolo (cf. Lc 1,68)” (Apostolorum successores, VIII,3).

Vanno considerate alcune particolarità collegate con tale evento straordinario. è la Prima Visita pastorale che svolgo da quando sono Vescovo; è anche la Prima Visita Pastoraleche storicamente viene svolta nella nuova diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, formatasi il 23 ottobre 2014 in attuazione del Decreto della Santa Sede.

La scelta del 21 aprile per la data del Decreto di Indizione è particolarmente significativa. Oggi celebriamo la Risurrezione del Signore Gesù Cristo, fondamento e centro della fede cristiana. Ci ricorda l’apostolo Paolo: “Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati” (1Cor 15,17). tutto l’agire della Chiesa e di ogni singolo battezzato deve testimoniare la certezza incrollabile della fede nel Signore, vincitore della morte e del peccato per la salvezza offerta a tutti, nessuno escluso.

Il 21 aprile è anche la data d’inizio del mio ministero episcopale: nel 2013 ricorreva la Quarta domenica di Pasqua, domenica del Buon Pastore. Nell’omelia del mio insediamento dicevo: “Cosa chiedere al vostro Vescovo? Che sia buono nel cuore, custode del vostro vero bene, buono negli affetti e nelle relazioni, buono nel discernimento e nelle decisioni”.

Il 21 aprile di quest’anno inizia per me il settimo anno del mio ministero episcopale. Nella Bibbia la ricorrenza di questo numero inaugura un tempo di speciale grazia del Signore. Come il settimo giorno è giorno di riposo dopo la fatica di sei giorni lavorativi, così l’anno sabbatico. Si celebra un riposo che, interessando gli uomini, prende un significato specifico. Nel settimo anno si allontanano le tensioni create nel corso del tempo, si mette a tacere il diritto di un parte per far prevalere il diritto di tutti. Il testo parla anche di un anno di remissione che assume primariamente un carattere di giustizia sociale (Dt 15).

Pertanto, con l’aiuto del Signore, dopo aver ascoltato gli organismi di partecipazione e di corresponsabilità (Consiglio presbiterale diocesano, Consiglio episcopale, Consiglio pastorale diocesano), e trovando consenso e condivisione circa le motivazioni e le finalità della Visita, animato da un profondo spirito pastorale, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II e del Codice di Diritto Canonico (cann. 396-398)

 

INDICO
LA PRIMA VISITA PASTORALE PER LA DIOCESI DI SORA-CASSINO-AQUINO-PONTECORVO.

Desidero compiere la Visita con le parole e lo stile amorevole di Gesù risorto: “Sto alla porta e busso” (Ap 3,20).

Ciò significa discrezione, rispetto, delicatezza, buon senso come di un padre di famiglia. Il Risorto custodisce nelle sue mani le “sette stelle” (i pastori) e visita i “sette candelabri” (le comunità) con la forza della sua Parola, “spada affilata, a doppio taglio” (Ap 1, 12-20). Con la Visita Pastorale anche il Vescovo cammina nel cuore delle comunità spinto da un “assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese” (1Cor 11,28).

La Visita Pastorale esprime l’indole missionaria del ministero episcopale. Pertanto, le principali finalità sono: Annunciare, testimoniare e celebrare la fede in Gesù risorto;

Purificare la memoria personale e comunitaria da ogni triste esperienza di discordia, conflitto, divisione, contrasti e incomprensioni causate nel tempo remoto o prossimo per qualunque ragione e da qualsiasi persona o evento;

Promuovere la dimensione comunitaria, recuperare la regola della comunione nella vita della parrocchia, favorire la partecipazione e la corresponsabilità dei fedeli laici;

Ravvivare la missionarietà della “Chiesa in uscita”
… in fines terrae, secondo lo spirito dell’Esortazione
apostolica di Papa Francesco “Evangelii Gaudium”.

Il Signore, che “mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio…. a proclamare l’anno di grazia del Signore” (Lc 4,18-19), conceda alla nostra Chiesa diocesana di provare la letizia e l’esultanza dello Spirito. Saremo sostenuti in modo speciale dalla grazia spirituale dell’Indulgenza Plenaria concessa da Papa Francesco, tramite la Penitenzieria Apostolica. Affido questo tempo di grazia all’intensa preghiera di tutti e all’impegno generoso e gioioso di ogni comunità nell’accoglienza del Vescovo.

Alla Vergine Bruna di Canneto consegno ogni mio buon proposito. Il culto mariano a Lei rivolto dalla millenaria devozione e dalla pietà popolare della nostra gente avvalori e sostenga l’impegno di ciascuno nel vivere l’oggi di Dio, l’adesso della grazia del Signore che passa e bussa (cfr. Papa Francesco a Panama).

Stabilisco, infine, che si dia lettura in tutte le celebrazioni del giorno di Pasqua della presente Lettera di Indizione, e che resti affissa in modo visibile perché sia resa nota a tutto il popolo di Dio.

Dato a Sora, 21 aprile 2019
Solennità della Risurrezione del Signore,
anno settimo del mio episcopato.

Gerardo Antonazzo

Il Cancelliere Vescovile
Sac. Mario Santoro

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