CANTO PER LA VISITA PASTORALE

IN FINES TERRAE

1. Gesù oggi bussa alla tua porta

per regalarti la salvezza.

Se tu gli apri egli entra

e ti riempie del suo Amore.

 

RIT. E sarai suo testimone

in fines terrae, in fines terrae.  (x2)

 

2. È vivo il risorto in mezzo a noi

e ci domanda di andare

come discepoli nel mondo

per annunciare il suo Vangelo.

 

RIT. Canteremo la sua Gloria

in fines terrae, in fines terrae.  (x2)

 

3. Un unico corpo noi formiamo

come fratelli nel suo nome

quando spezziamo insieme il pane

e ci nutriamo del suo Amore.

RIT. Ameremo del suo Amore

in fines terrae, in fines terrae.  (x2)

 

4. Chiediamo a Gesù forza e coraggio

per diffondere la Pace

con la parola e con la vita

condividendo il tuo Amore.

 

RIT. Loderemo il suo Nome

in fines terrae, in fines terrae.  (x2)

 

5. Un dono stupendo ci ha fatto

nel Pastore che è venuto

per riaccendere in tutti

fuoco e slancio missionario.

 

RIT. Porteremo la sua Gioia

in fines terrae, in fines terrae.  (x2)

 

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CANTO PER LA VISITA PASTORALE – Solo Pianoforte:

 

CANTO PER LA VISITA PASTORALE – Cantata completa:




CONVISITATORI DELLA VISITA PASTORALE

La Visita Pastorale è un evento di grazia che il Padre concede alla nostra Chiesa particolare per essere visitati dal Signore Risorto, per un nuovo slancio missionario nell’annuncio della gioia del Vangelo.

Con questi intendimenti, al fine di essere efficacemente coadiuvato sia nella preparazione che nello svolgimento della Visita, visto il can. 396, §2, con il presente Decreto

nomino
convisitatori della visita pastorale

  1. Domenico Simeone
    Vicario episcopale per la pastorale e Segretario generale della Visita
  1. I Vicari episcopali di Zona
    Per la propria Zona, pastorale
  2. Don Antonio Molle
    Ufficio diocesano per le Confraternite e Pii Sodalizi

Sarà compito dei Convisitatori aiutare il Vescovo nella preparazione della Visita Pastorale, concordare con i Parroci i giorni di visita alla Parrocchia e incontrarli, nel mese immediatamente precedente, per la verifica degli ambiti di propria competenza, e preparare una relazione specifica riguardo a tutti gli aspetti riscontrati.




VIDEO VISITA PASTORALE

10 ottobre 2019 – Youtube: APERTURA VISITA PASTORALE DIOCESANA

 




RASSEGNA STAMPA

 

BOZZA DEPLIAN VISITA PER I RAGAZZI >> Formato PDFFormato WORD <<

GLI INSERTI DELL’OASI DI BETANIA >> Clicca Qui <<

PAGINE LAZIO 7 >> Clicca Qui <<

11 ottobre 2019APERTA LA VISITA PASTORALE

10 ottobre 2019AVVENIRE – AUGUSTO CINELLI: PARTITA DA SORA LA PRIMA VISITA ALLA DIOCESI «RINNOVATA»

09 ottobre 2019AGENSIR – DIOCESI: SORA, AL VIA OGGI LA PRIMA VISITA PASTORALE DEL VESCOVO ANTONAZZO …

11 gennaio 2020 – VISITA Pastorale Parrocchia San Lorenzo Martire Isola del Liri >> Clicca Qui <<

26 gennaio 2020 – AVVENIRE – UN POPOLO DI BATTEZZATI E DI TESTIMONI NEL MONDO

 

 

 

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OMELIA APERTURA VISITA PASTORALE

Benedetto colui
che viene nel nome del signore

Apertura della Visita Pastorale
nella Dedicazione della Chiesa Cattedrale

Sora, 9 ottobre 2019

 

 Cari presbiteri, diaconi, consacrati, fratelli e sorelle,

lodiamo la Parola con la quale siamo stati “scelti secondo il piano stabilito da Dio Padre, mediante lo Spirito che santifica, per obbedire a Gesù Cristo” (1Pt 1,2).

Nella significativa ricorrenza della Dedicazione di questa nostra Chiesa Cattedrale ci ritroviamo in preghiera per celebrare e adorare il mistero di Cristo, Pietra viva, Pastore buono, che ci fa crescere come suo Tempio e suo Gregge.  Nell’Eucaristia celebrata dal Vescovo nella Cattedrale risplende, nel modo più luminoso l’unità della Chiesa: qui sta la radice e il centro delle comunità, qui il segno e la causa dell’unità del popolo di Dio. A questo popolo di Dio, è bene non dimenticarlo mai, appartengono anche i tanti battezzati che poco o nulla sanno della vita cristiana, e che non sono abitualmente partecipi delle assemblee festive delle nostre parrocchie, e che nulla sanno, o quasi, della Visita Pastorale. L’apertura della Visita invoca il soffio dello Spirito: questa nostra comunità orante, pastori e fedeli, è spinta oggi a varcare “in uscita” la soglia del tempio verso un ritrovato e rinnovato annuncio del Vangelo di salvezza. Se da una parte siamo sollecitati ad essere per il mondo un “ospedale da campo”, non possiamo non prenderci cura innanzitutto di quanti tra di noi e attorno a noi rischiano la fase “terminale” della fede. La comunità dei risorti in Cristo è invitata e inviata a parlare al cuore di ogni creatura che ci sta a cuore con l’annuncio della Pasqua: “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti” (EG 164).

 

Chi ha orecchi, ascolti

L’icona biblica scelta per la Visita rimanda alla visione del Figlio d’uomo: dalla sua bocca esce una spada affilata, a doppio taglio (cf Ap 1,12-13.16). Gesù parla con il vocabolario della verità e della tenerezza: “Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convértiti. Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono” (Ap 3,19-21). Le sue parole feriscono e risanano la discola comunità che viveva a Laodicea. In elenco è l’ultima delle sette Chiese fondate nell’Asia Minore, soprattutto ultima nella qualità della vita spirituale. Il Risorto bussa alle porte di una Chiesa che rischia di mettere a repentaglio la sua stessa sopravvivenza, e si propone ad essa con l’offerta conviviale dell’amicizia, dell’intimità e della confidenza, esortandola ad una profonda revisione di vita per una radicale conversione del cuore. Il Bel Pastore bussa anche oggi alla porta delle nostre parrocchie, comunità religiose, aggregazioni laicali, famiglie: ci trovi vigilanti nell’attesa: “Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito” (Lc 12,35-37). E’ Lui a bussare e a visitare la nostra Casa, perché “chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese” (Ap 3,22). Né bavagli, né rassegnazioni angustiate: lasciamoci trovare, perché ci aiuti a leggere i segni dei tempi, e non rischiare di vanificare il tempo dei segni, il tempo della Visita. Così si è espresso papa Francesco nel discorso rivolto ai nuovi Vescovi nel settembre scorso: “La vicinanza del Vescovo non è retorica. Non è fatta di proclami autoreferenziali, ma di disponibilità reale…Quindi farsi vicini, stare a contatto con le persone, dedicare tempo a loro più che alla scrivania, non temere il contatto con la realtà, da conoscere e abbracciare…Essere vicini è immedesimarsi col popolo di Dio, condividerne le pene, non disdegnarne le speranze…padri di persone concrete; cioè paternità, capacità di vedere, concretezza, capacità di accarezzare, capacità di piangere” (Discorso del Papa ai nuovi Vescovi, 12 settembre 2019).

 

Fare strada, insieme

La prossimità pastorale del nostro essere Chiesa si manifesta nell’incontro e nell’ascolto degli uomini e delle donne di questo tempo, ragazzi, giovani, adulti e anziani che vivono questa geografia territoriale e sociale. La pastorale dell’ascolto ci aiuta ad interpretare i segni dei tempi, nei quali riconoscere il passaggio e la visita di Dio. Lasciamo allora che la Visita del Risorto getti scompiglio nelle abitudini obsolete, scardini tradizioni esteriori ormai insignificanti, scombini le cadenze stantie di ripetitive ritualità sterili e ininfluenti per la fede delle persone. Amici, ascoltiamo ciò che lo Spirito dice alla nostra Chiesa, per valorizzare i pensieri buoni che Lui suscita nella nostra coscienza e conoscenza di pastori e di battezzati. In particolare a noi pastori, Vescovo e presbiteri, papa Francesco indirizza ancora le sue parole con le quali ci chiede di essere “pastori che non si accontentano di presenze formali, di incontri di tabella o di dialoghi di circostanza…Sono tante le forme di vicinanza alle vostre Chiese. In particolare vorrei incoraggiare visite pastorali regolari: visitare frequentemente, per incontrare la gente e i Pastori; visitare sull’esempio della Madonna, che non perse tempo e si alzò per andare in fretta dalla cugina. La Madre di Dio ci mostra che visitare è rendere vicino Colui che fa sussultare di gioia, è portare il conforto del Signore che compie grandi cose tra gli umili del suo popolo (cf Lc 1,39 ss.)”.

La Visita pastorale intende portare con sé l’impronta missionaria dell’Evangelii Gaudium di Francesco. Dire “Chiesa in uscita” è dire “fare strada, insieme”. Se la missione deve riguardare tutti, allora la Visita pastorale o la viviamo insieme, o non sarà di nessuno. Cari amici, ci fa bene pensare alla Visita come punto di non ritorno di una permanente azione missionaria ed evangelizzatrice. Per fare cosa? Quello che il profeta Giona si rifiutava di compiere. Arroccato in una visione sbagliata di Dio, si dimostra deluso, frustrato e indispettito: “Per questo motivo mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore”. Giona non accetta di essere un “profeta in uscita”, si rifiuta di percorrere strade nuove, inesplorate, impensabili, nella direzione indicata da Dio. Tra Dio e Giona si svolge un dialogo tra sordi, origine di ogni malinteso. Il profeta sembra preda di un’indolenza spirituale insanabile: oscilla tra il sonno e la morte. Giona è un essere senza desiderio. Quanto è triste una parrocchia senza slanci, sussulti, aperture, desideri, sogni. La Visita Pastorale vuole essere segno visibile e concreto della tenerezza e della carezza di Dio sulla storia di ognuno. Anche la grazia dell’Indulgenza plenaria annessa alla Benedizione Papale è offerta di misericordia per tutti.

 

Signore, insegnaci a pregare

Se è Dio a visitare il suo popolo, è necessario intensificare la preghiera per invocare e riconoscere con lo sguardo della fede la sua venuta. L’annuncio provvidenziale della Parola oggi ci consegna le parole essenziali della preghiera cristiana, il Padre nostro, che costruisce e nutre la relazione filiale e i nostri legami fraterni: “Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abbà! Padre!” (Rm 8, 15); e di conseguenza: “…questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello” (1Gv 4,21).

Ogni comunità parrocchiale si qualifichi sempre meglio quale “scuola di preghiera”, luogo privilegiato della ricerca e dell’incontro con il Signore Gesù, spazio di raccoglimento e di intimità spirituale, sublime esercizio di discernimento vocazionale. Tutto ciò, a partire, ma non solo, dalla cura migliore possibile della liturgia divina, il cui sacro raccoglimento e silenzio sacro siano grembo fecondo di fruttuosa partecipazione. La Preghiera del Signore è la preghiera ordinaria dell’assemblea e di ogni discepolo; perciò la riconsegno oggi alle nostre famiglie unitamente alla Preghiera per la Visita Pastorale, perché ravvivi il legame spirituale che tutti unisce come figli, fratelli e sorelle, di questa amata Chiesa di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

La Vergine Bruna di Canneto, Donna della Visitazione, favorisca ogni grazia spirituale con la visita di “colui che viene nel nome del Signore” (Mc 11,9).

 

Gerardo Antonazzo




SCUOLA DI EVANGELIZZAZIONE IN PREPARAZIONE ALLA VISITA PASTORALE

 

– SCUOLA DI EVANGELIZZAZIONE 2019 – Locandina

 

– SLIDES PRESENTAZIONE – VISITA PASTORALE

 

CONVEGNO PASTORALE DIOCESANO – LETTERA DI MONS. GERARDO ANTONAZZO

 

 

 

 

 




SUSSIDIO VISITA PASTORALE

In allegato il sussidio completo da scaricare in PDF:

Clicca qui: >> Sussidio Visita Pastorale <<

 




MANIFESTO DIOCESANO

In questa pagina abbiamo pubblicato il manifesto Diocesano per la Visita Pastorale, in calce puoi scaricare una copia in formato PDF.

Scarica il manifesto:MANIFESTO DIOCESANO




CONVEGNO DIOCESANO: “QUALCUNO BUSSA ALLA PORTA DELLA TUA CASA. APRI E ASCOLTA”

LETTERA DI CONVOCAZIONE

IL MANIFESTO

14/06/2019 – RELAZIONE – VIVERE IL MISTERO DELLA CHIESA: COMUNIONE E SINODALITÀ

17/06/2019 – RELAZIONE – IL RISVEGLIO MISSIONARIO DELLA CHIESA IN UN MONDO CHE CAMBIA

18/06/2019 – RELAZIONE – UNA STELLA, UN LIBRO, UN SEGNO, LA GENESI DI UNA VISITA

 




PREGHIERA PER LA VISITA PASTORALE

Signore risorto, pastore misericordioso,
ti preghiamo con fiducia per la Chiesa
che vive in Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Tu ci offri un tempo di speciale consolazione
con la Visita del nostro vescovo Gerardo.

Nel tuo Nome viene a ravvivare la fede,
a distendere le ali della nostra speranza,
a rigenerare l’ottimismo della carità fraterna
in fines terrae.

Signore risorto, sorgente di vita nuova,
dona al nostro Pastore la sapienza del cuore.
Premuroso nell’ascolto e ricolmo di gioia,
esprima gesti e parole di lieto annuncio.
Riceva da Te forza per affrontare la fatica,
conforto e sostegno nelle difficoltà.
Riaccenda in tutti la passione del Vangelo,
il fuoco e lo slancio della missione
in fines terrae.

Signore risorto, donaci lo Spirito di fortezza
per non cédere alla triste tentazione
di tirare i remi in barca e restare
rassegnati, a reti vuote, lungo la riva.
Insegnaci ancora a riassettare le reti,
e a gettarle nel mare delle nostre delusioni.
Tu ci chiami ad essere pescatori di uomini:
faremo viva memoria della tua parola,
per ascoltare fiduciosi la tua voce suadente
e prendere il largo con fiducia e coraggio
in fines terrae.

 

Amen.
Gerardo, vescovo

 

Scarica la locandina: DIOCESI SORA CASSINO AQUINO PONTECORVO – VISITA PASTORALE – MANIFESTO VISITA




QUESTIONARIO CONFRATERNITE E PIE UNIONI

In allegato il questionare da compilare. Seguendo il link sotto riportato si può salvare e stampare:

QUESTIONARIO CONFRATERNITE




QUESTIONARIO GENERALE

In allegato il questionare genereale da compilare. Seguendo il link sotto riportato si può salvare e stampare

>> QUESTIONARIO GENERALE <<




LETTERA DI INDIZIONE

FRATELLI E SORELLE
della Chiesa di Dio
che vive in Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo,

“stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo
che Dio ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa”.
(cfr. 1Pt 2,9)

IL SIGNORE è DAVVERO RISORTO!
E’ questo l’annuncio che ha cambiato la storia. Gesù Cristo, il Vivente, è la nostra speranza. Siamo la Chiesa del Signore risorto, la cui memoria ci raduna oggi, come anche ogni domenica, per la celebrazione della vittoria della vita sulla morte. Siamo la Chiesa santa, perché insieme formiamo il Corpo mistico di cui il Capo, Cristo, è santo. Noi, sue membra, siamo chiamati a edificarla con la missione del Vangelo affidataci da Cristo:

“Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato” (Mc 16,15-16).

Carissimi, con questa mia Lettera vorrei raggiungere anche il cuore di quanti, pur battezzati, non amano più la Chiesa, delusi forse per la mancata accoglienza, ascolto, rispetto, comprensione, amore e materna misericordia. Mi rivolgo pure alle Istituzioni che operano nel nostro territorio, perché la comune volontà di adoperarsi per la promozione della dignità di ogni uomo e di ogni donna ci accomuni nello sforzo di favorire il vero bene nel più diffuso vivere sociale.

A tutti desidero confermare la mia volontà di amare intensamente e servire chiunque con discrezione e rispetto, per la sola ragione di far sentire a ciascuno l’amore di Dio.

Per dare slancio ed efficace attuazione a questi miei intendimenti, e per meglio rispondere ai bisogni spirituali di ogni singola comunità, delle nostre famiglie, in particolare dei ragazzi e dei giovani, ravviso la necessità di svolgere la Prima Visita Pastorale, già annunciata nella recente liturgia della Messa Crismale (17 aprile 2019). tale decisione è frutto di una mia matura riflessione, di un sereno discernimento comunitario, condiviso con laici e presbiteri.

ho iniziato il mio ministero episcopale il 21 aprile 2013 per la diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo. tra la mia elezione (22 gennaio 2013) e l’ordinazione episcopale (8 aprile 2013) è avvenuto nella Chiesa Cattolica un evento
storico inaspettato: la rinuncia del Papa Benedetto XVI.

Insieme ai Vescovi del Lazio, impegnati a Roma per la Visita ad Limina, ho potuto incontrare Papa Benedetto XVI il 9 febbraio 2013, due giorni prima della sua rinunzia all’esercizio del ministero petrino, avvenuta 11 febbraio
2013. La sorpresa della decisione provocò in tutti noi un senso di incertezza, smarrimento, confusione. Lo Spirito Santo ha poi consolato la Chiesa universale con l’elezione del nuovo Pontefice, Papa Francesco.
In questi anni del mio ministero episcopale ho visitato ogni singola parrocchia per incontrare e conoscere presbiteri, consacrati e fedeli laici. Sono stato ripetutamente presente in tutte le comunità per le celebrazioni liturgiche, per il conferimento del sacramento della Cresima, per eventi istituzionali proposti dalle Amministrazioni comunali, dagli Istituti scolastici, da Istituzioni accademiche, da Istituzioni militari, dalle Aggregazioni associative di volontariato, sportive, culturali. tale ricca e felice esperienza mi ha permesso di conoscere personalmente il prezioso patrimonio umano, sociale e religioso del vasto territorio, localizzato su tre regioni (Lazio, Abruzzo, Campania) comprendenti le province di Frosinone, L’Aquila, Caserta.

Pertanto, ritengo ora maturi i tempi per lo svolgimento della Visita Pastorale quale specifica forma di servizio alla Parola e di crescita della fede nel Signore Risorto, desiderando il bene spirituale non solo dei credenti ma anche di ogni uomo e di ogni donna animati da buona volontà.

Seguo le indicazioni del Magistero della Chiesa: “La visita pastorale è un’azione apostolica che il Vescovo deve compiere animato da carità pastorale che lo manifesta concretamente quale principio e fondamento visibile dell’unità nella Chiesa particolare. Per le comunità e le istituzioni che la ricevono, la visita è un evento di grazia che riflette in qualche misura quella specialissima visita con la quale il “supremo pastore” (1Pt 5,4) e guardiano delle nostre anime (cf. 1Pt 2,25), Gesù Cristo, ha visitato e redento il suo popolo (cf. Lc 1,68)” (Apostolorum successores, VIII,3).

Vanno considerate alcune particolarità collegate con tale evento straordinario. è la Prima Visita pastorale che svolgo da quando sono Vescovo; è anche la Prima Visita Pastoraleche storicamente viene svolta nella nuova diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, formatasi il 23 ottobre 2014 in attuazione del Decreto della Santa Sede.

La scelta del 21 aprile per la data del Decreto di Indizione è particolarmente significativa. Oggi celebriamo la Risurrezione del Signore Gesù Cristo, fondamento e centro della fede cristiana. Ci ricorda l’apostolo Paolo: “Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati” (1Cor 15,17). tutto l’agire della Chiesa e di ogni singolo battezzato deve testimoniare la certezza incrollabile della fede nel Signore, vincitore della morte e del peccato per la salvezza offerta a tutti, nessuno escluso.

Il 21 aprile è anche la data d’inizio del mio ministero episcopale: nel 2013 ricorreva la Quarta domenica di Pasqua, domenica del Buon Pastore. Nell’omelia del mio insediamento dicevo: “Cosa chiedere al vostro Vescovo? Che sia buono nel cuore, custode del vostro vero bene, buono negli affetti e nelle relazioni, buono nel discernimento e nelle decisioni”.

Il 21 aprile di quest’anno inizia per me il settimo anno del mio ministero episcopale. Nella Bibbia la ricorrenza di questo numero inaugura un tempo di speciale grazia del Signore. Come il settimo giorno è giorno di riposo dopo la fatica di sei giorni lavorativi, così l’anno sabbatico. Si celebra un riposo che, interessando gli uomini, prende un significato specifico. Nel settimo anno si allontanano le tensioni create nel corso del tempo, si mette a tacere il diritto di un parte per far prevalere il diritto di tutti. Il testo parla anche di un anno di remissione che assume primariamente un carattere di giustizia sociale (Dt 15).

Pertanto, con l’aiuto del Signore, dopo aver ascoltato gli organismi di partecipazione e di corresponsabilità (Consiglio presbiterale diocesano, Consiglio episcopale, Consiglio pastorale diocesano), e trovando consenso e condivisione circa le motivazioni e le finalità della Visita, animato da un profondo spirito pastorale, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II e del Codice di Diritto Canonico (cann. 396-398)

 

INDICO
LA PRIMA VISITA PASTORALE PER LA DIOCESI DI SORA-CASSINO-AQUINO-PONTECORVO.

Desidero compiere la Visita con le parole e lo stile amorevole di Gesù risorto: “Sto alla porta e busso” (Ap 3,20).

Ciò significa discrezione, rispetto, delicatezza, buon senso come di un padre di famiglia. Il Risorto custodisce nelle sue mani le “sette stelle” (i pastori) e visita i “sette candelabri” (le comunità) con la forza della sua Parola, “spada affilata, a doppio taglio” (Ap 1, 12-20). Con la Visita Pastorale anche il Vescovo cammina nel cuore delle comunità spinto da un “assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese” (1Cor 11,28).

La Visita Pastorale esprime l’indole missionaria del ministero episcopale. Pertanto, le principali finalità sono: Annunciare, testimoniare e celebrare la fede in Gesù risorto;

Purificare la memoria personale e comunitaria da ogni triste esperienza di discordia, conflitto, divisione, contrasti e incomprensioni causate nel tempo remoto o prossimo per qualunque ragione e da qualsiasi persona o evento;

Promuovere la dimensione comunitaria, recuperare la regola della comunione nella vita della parrocchia, favorire la partecipazione e la corresponsabilità dei fedeli laici;

Ravvivare la missionarietà della “Chiesa in uscita”
… in fines terrae, secondo lo spirito dell’Esortazione
apostolica di Papa Francesco “Evangelii Gaudium”.

Il Signore, che “mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio…. a proclamare l’anno di grazia del Signore” (Lc 4,18-19), conceda alla nostra Chiesa diocesana di provare la letizia e l’esultanza dello Spirito. Saremo sostenuti in modo speciale dalla grazia spirituale dell’Indulgenza Plenaria concessa da Papa Francesco, tramite la Penitenzieria Apostolica. Affido questo tempo di grazia all’intensa preghiera di tutti e all’impegno generoso e gioioso di ogni comunità nell’accoglienza del Vescovo.

Alla Vergine Bruna di Canneto consegno ogni mio buon proposito. Il culto mariano a Lei rivolto dalla millenaria devozione e dalla pietà popolare della nostra gente avvalori e sostenga l’impegno di ciascuno nel vivere l’oggi di Dio, l’adesso della grazia del Signore che passa e bussa (cfr. Papa Francesco a Panama).

Stabilisco, infine, che si dia lettura in tutte le celebrazioni del giorno di Pasqua della presente Lettera di Indizione, e che resti affissa in modo visibile perché sia resa nota a tutto il popolo di Dio.

Dato a Sora, 21 aprile 2019
Solennità della Risurrezione del Signore,
anno settimo del mio episcopato.

Gerardo Antonazzo

Il Cancelliere Vescovile
Sac. Mario Santoro

Scarica in formato PDF: LETTERA DI INDIZIONE




LOGO DELLA VISITA PASTORALE

C’è una stella a guidare chi il viaggio affronta deciso a non stare rintanato in sé, nei
recinti consueti, nei luoghi abituali – a volte angusti – dove la luce fatica a penetrare,
nelle comode certezze che nulla hanno a che fare con il dogma.
C’è una stella nel cielo che illumina i giorni più bui, che le notti rischiara e consola
anche quando il futuro incerto incombe e opprime.
C’è una stella che nel firmamento splende più di altre, che la speranza e i sogni tutti
a sé attrae, e ad ogni sguardo nostro genera un’energia imprevedibile.
Maria è il suo nome. Inconfondibile tra le donne. La madre. La sposa. Goccia del mare
che nutre, emancipa e che da ogni vaso trabocca.
C’è un libro dove inizio e fine sono nella contemplazione del creato narrati e svelati.
C’è un libro dove il mistero indica la strada – a volte accidentata – che alla salvezza
conduce, e che i nostri passi sempre precede, e accompagna.
C’è un libro che dà parola al dubbio in una scrittura che è ingegno divino. Parola che
dà voce a chi non ce l’ha, parola che l’essere umano risveglia e rende libero.
C’è un libro tutto da leggere e da scrivere con grandezza d’animo in operosa umiltà.
C’è un segno che prima di essere un’idea vuole essere manifesta realtà di fratellanza.
Un segno affatto misterioso di mani che si cercano offrendo reciproco sostegno.
Un segno per niente ostile, per nulla indifferente, tutt’altro che astratto simbolismo.
Un segno “pastorale” di avanguardia per una Fede matura e consapevole.
Un segno che passo dopo passo – non certo il primo– muove incontro ad una umanità
articolata e variegata, quotidianamente messa alla prova dai bisogni e sollecitata
dalle sfide di una modernità che spesso lascia dietro chi stenta appena, e delle dignità
non si cura affatto.
Un segno che – qui e ora – riassume e dichiara una volontà episcopale forte e fedele,
concreta e ispirata, perseverante e accogliente.
Un segno che la comunità tutta della Chiesa locale fa proprio e in esso si riconosce.
Qualcuno bussa alla porta della tua casa. Apri e ascolta.

Ideazione del logo e testo di presentazione a cura di Gabriele Pescosolido.