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ARPINO - Ad Arpino un progetto di prima accoglienza per profughi libici Ospitati dai Missionari Identes 40 rifugiati fuggiti dal Nord Africa.

di Augusto Cinelli

Provengono tutti dalla Libia, dove vivevano e lavoravano e da dove sono stati costretti a fuggire a seguito della grave crisi politica ed economica che ha motivato la rivolta contro il regime libico e della guerra contro il regime di Gheddafi che vede in campo anche le forze Nato. Sono i 40 profughi ospitati dalla metà di luglio ad Arpino, presso il monastero di San Lorenzo dei Missionari Identes, Istituto religioso fondato da Fernando Rielo in Spagna nel 1959 e presente nella cittadina ciociara dal 1984. Si tratta di persone di età sostanzialmente giovane, di buona cultura, tutti richiedenti asilo politico, in attesa di permesso di soggiorno dallo Stato italiano. I loro Paesi di origine sono il Bangladesh, il Pakistan, il Camerun e la  Somalia. E sono una piccolissima parte dei più di 50mila immigrati sbarcati sulle coste italiane da gennaio ad oggi a causa della drammatica situazione dei Paesi del Nord Africa. L’accoglienza del gruppo ad Arpino rientra nel piano per l’emergenza umanitaria nel territorio nazionale per i cittadini nordafricani predisposto dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lo stesso Dipartimento ha sottoscritto una convenzione di collaborazione per l’attuazione di un sistema di servizi per la prima accoglienza dei profughi con la Fondazione Idente di Studi e di Ricerca dei Missionari Identes. La gestione dei servizi per i profughi, che mira alla loro positiva integrazione nel tessuto sociale italiano e alla scansione serena e qualificata delle loro giornate e delle relazioni reciproche, è curata da una equipe di assistenti sociali, mediatori culturali e psicologi della cooperativa romana Sinergasia, cui si affianca il lavoro degli stessi Missionari Identes e di volontari del territorio che si stanno rendendo disponibili per lezioni di lingua italiana, incontri di cultura generale, attività di laboratorio e di animazione. Già nell’avvio del programma di accoglienza si è potuta registrare una positiva risposta del gruppo di rifugiati, che dimostrano buone capacità di relazione e serio impegno verso il programma di apprendimento culturale e di inserimento sociale. L’esperienza di accoglienza si va inoltre delineando come una preziosa opportunità di dialogo interculturale ed interreligioso, come attestato, per fare solo un esempio, dalla giornata di domenica 24 luglio, quando il gruppo di stranieri  è stato protagonista di un Ateneo, nome con il quale i Missionari Identes indicano una attività artistica e culturale in cui ciascuno cerca di esprimere la propria identità, attraverso l’espressione artistica. All’iniziativa ha preso parte, insieme ad un gruppo di cittadini di Arpino e di amici dei Missionari, anche l’assessore alle politiche sociali del Comune, Jolanda Gabriele, a testimoniare l’attenzione delle Istituzioni locali nei confronti della situazione dei profughi e al progetto di accoglienza degli Identes.


PONTECORVO - Dal 1 al 20 luglio nella parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo - Estate/Ragazzi: a Pontecorvo giovani e adolescenti per stare insieme e maturare. Don Luigi Casatelli: «Si divertono attraverso proposte semplici, sane ed educative»

(G. F.) Questo è tempo di vacanze. Con le scuole chiuse, per tanti ragazzi si presenta l’occasione di un’alternativa: vivere la singolare esperienza di momenti di aggregazione e dello stare insieme, all’ombra dei campanili, grazie all’impegno ed alla disponibilità delle parrocchie italiane. È così anche nella nostra Diocesi. È così anche a Pontecorvo, nella parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo. Sono anni ormai che alle famiglie pontecorvesi, vengono offerti, non solo gli spazi idonei, ma anche e soprattutto i valori ed i contenuti educativi per un’armonica crescita umana e cristiana dei propri figli. È  il vecchio, ma sempre attuale GREST, il gruppo estivo. Tra giochi e momenti di riflessione e di preghiera, i ragazzi hanno l’occasione di trascorrere un periodo di formazione sana all’insegna di un ambiente sicuro ed accogliente, che sa far divertire e maturare. È così tutti i giorni. Dall’inizio del primo luglio scorso, fino al giorno 20, mercoledì prossimo. Su tutto sembra ergersi, da ottimo guardiano, l’antica torre di Rodoaldo, lì, proprio nell’ampio piazzale antistante la cattedrale. L’esperienza più significativa dell’Estate – Ragazzi, è senza dubbio la ricca relazione umana che viene a crearsi tra i giovani protagonisti. Si tocca con mano la constatazione che, diversamente alla frequenza della parrocchia nel periodo invernale, limitata spesso, da parte dei ragazzi, alla sola ora di catechesi, in estate si ha la possibilità di stare insieme, più a lungo e più volentieri. Per tanti giovani, poi, essere educatori e mettersi a disposizione degli altri, significa avere una relazione umana privilegiata e profonda con gli adolescenti. E nascono tra loro, in questi venti giorni, mille storie di amicizia vera, di scambio di esperienze, di reciproca solidarietà, di lealtà, di fraternità, di allegria. Si riscoprono i giochi antichi, quelli di una volta, alternativi a quelli tecnologici di oggi. Un’offerta che fa comprendere la validità del rispetto delle regole e della semplicità delle piccole cose. L’Estate – Ragazzi della parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo a Pontecorvo, in questa maniera ha avvicinato ed avvicina ancora tanti ragazzi che durante tutto l’arco dell’anno sono rimasti solo sulla soglia della chiesa, non trovando mai l’occasione propizia per entrarvi. Questa è stata l’occasione giusta per oltrepassare quel limite. Proposte ed attività di accoglienza e di incontro, anche attraverso modalità diverse, si svolgono pure nelle altre parrocchie pontecorvesi. È l’impegno continuo ed instancabile dei sacerdoti di Pontecorvo, con il supporto determinante delle loro comunità parrocchiali, nell’offrire ai ragazzi dai 6 ai 14 anni, un’opportunità ed un’esperienza gioiosa, affascinante, ma soprattutto altamente educativa, in questo caldo mese di luglio.


SORA - La Società violenta e il brigantaggio cinquecentesco nella Diocesi di Sora (Un’opera del prof. Don Donato Piacentini ) - Il commento del preside Luigi Gulia

(G. F.) Un evento con la cattedrale di Sora gremita, in occasione della presentazione del nuovo libro del prof. Don Donato Piacentini: La società violenta e il brigantaggio cinquecentesco nella Diocesi di Sora. Sono diverse le foto, molte inedite e antiche, presenti nell’opera che raggiunge le 752 pagine. Un lavoro che delinea un periodo denso di avvenimenti; un segmento della nostra storia passata poco conosciuto nelle sue intricate vicende. Gli aspetti peculiari che vengono affrontati nel lavoro di ricerca di Don Donato Piacentini non esauriscono la vasta gamma di problematiche di cui è ricolmo quel tempo specifico. Abbiamo chiesto, per questa occasione, un commento sull’opera di don Donato Piacentini, al presidente del Centro di Studi Sorani Vincenzo Patriarca, preside Luigi Gulia, che ha svolto il ruolo di moderatore nel corso della cerimonia di presentazione del libro: «La foltissima documentazione di prima mano che mons. Piacentini presenta in questo suo nuovo lavoro riguarda un tema indagato in altre aree geografiche, ma nuovi per la storiografia del nostro territorio, se si fa eccezione della monografia dedicata nel 2004 dal compianto prof. Fuligido Velocci al banditismo sociale nel XVI secolo e, in particolare, al brigante Bartolomeo Vallante, detto Catena, di Monte S. Giovanni Campano, condannato a morte nonostante i tentativi di farlo ravvedere operati da Cesare Baronio, che gli fu vicino anche la notte precedente l’esecuzione, avvenuta a Roma l’11 gennaio 1581. L’opera di mons. Piacentini aggiunge un altro importante contributo per una più probabile ricostruzione e analisi critica della storia sociale di questo nostro territorio di confine, poiché mette in relazione profonda culto, pietà religiosa, vita quotidiana, economia, istituzioni civili ed ecclesiastiche. Nelle sue imprese di studio mons. Piacentini ha, come ispiratore affettivo, e per certi aspetti metodologico, l’antico suo parrocchiano Cesare Baronio che, proprio nel fare storia affinò esperienza e competenza. Si potrebbe estendere all’impegno di mons. Piacentini il concetto espresso da Romeo De Maio nella prolusione al convegno del 2007 su Baronio e le sue fonti: «Baronio sentì che senza attrazione, senza gusto e senza metodo non era possibile l’adeguata visione storica: occorrevano tre basi che la regolano, ovvero la filologia, la verifica delle fonti e la passione della verità». Infine, due osservazioni, per così dire, esterne: la prima è sulla allusione iconografia al tema suggerito dalla copertina del libro, che si deve alla rielaborazione grafica di Gabriele Pescosolido. In primo piano l’urlo di un asinaro, o forse un monaco, assalito da una banda di saraceni e briganti. Il disegno di Bruno Tordolo Orsello (del periodico archeologico Taurasia) è tratto da una serie di illustrazioni che ripropongono azioni congiunte di briganti e di saraceni frequenti nella Valle di Susa attorno al X secolo. La seconda osservazione riguarda il ricchissimo apparato iconografico del libro: oltre alla riproduzione di numerosi documenti d‘archivio, moltissime sono le foto inserite nel testo, in buona parte inedite, che non hanno una immediata corrispondenza cronologica con i fatti narrati, ma appaiono come un tentativo di proporre visivamente i luoghi, le situazioni e le atmosfere che furono lo scenario delle vicende avvenute ben cinque secoli prima». Insomma un libro prezioso che contribuisce ad  arricchire il vasto repertorio di analisi, di ricerca, di studio di un importante periodo storico riguardante il nostro territorio e la Diocesi di Sora.


24-25 GIUGNO 2011: Convegno "L'EUCARISTIA, UN DONO SEMPRE DA SCOPRIRE".

A conclusione dell’anno pastorale, come preannunciato, si terrà, nei giorni 24 e 25 giugno 2011, presso la chiesa Cattedrale di Sora, un Convegno diocesano per una verifica ed una  condivisione delle  opzioni pastorali della Diocesi di Sora Aquino Pontecorvo.

Questo il programma dettagliato:

Venerdì 24 giugno, dalle ore 16,00 alle ore 19,00 – dopo la preghiera iniziale, introduzione ai lavori del Vescovo, S.E. Mons. Filippo Iannone ; verifica programmatica con interventi del Vicario per la Pastorale e dei Direttori degli Uffici. Interventi liberi. Chiusura dei lavori.

Sabato 25 giugno, dalle ore 9,30 alle ore 12,00  dopo lapreghiera iniziale ,intervento dell’Arcivescovo di Bari S.E. Mons. Franco CACUCCI sul tema: “L’Eucaristia, un dono sempre da scoprire. Mistero da credere, da celebrare e da vivere”. Interventi liberi. Conclusioni del Vescovo , Mons. Filippo Iannone.


Alleniamoci alla vita...(pubblicato il 17 Giugno 2011)

Lunedì 13 Giugno è iniziata l’attività estiva rivolta a bambini e ragazzi, presso il Centro minori zona di Sora e la Fortezza dei Sogni (AIPES). Il progetto estivo è un servizio che vuole offrire ai fanciulli un’esperienza di forte valore sociale, educativo e formativo, capace di garantire apprendimenti diversi e diversificati attraverso la dimensione del gruppo e del vivere in comunità.  La vita di gruppo costituisce l'elemento dominante dell'intervento educativo e la socializzazione ne rappresenta di conseguenza la finalità esplicita. La tematica della prima settimana ci invita a riscoprire l’educazione sportiva che educa il minore al benessere psico-fisico. Alleniamoci alla vita, questo è il titolo che accompagnerà i piccoli sportivi lungo tutta la settimana. L’esperienza sarà impreziosita inoltre da alcuni incontri che i ragazzi avranno con esperti in particolare con  il Dottor Raffaele Marotta, Specialista in Fisiatria, del Medical Center di Arpino. Piccoli e grandi avranno modo così di riflettere sulla prevenzione dei dimorfismi e sull’importanza di corrette abitudini posturali e motorie.


Convegno pastorale diocesano - Nella sfida educativa della Chiesa, la nostra Diocesi parte dal Mistero Eucaristico

Per volere del Vescovo p. Filippo, in adesione al Consiglio dei Vicari, a conclusione dell’anno pastorale, siamo tutti convocati per un Convegno pastorale diocesano nei giorni 24 e 25 giugno. Nella riunione del 17 maggio è parso bene al Vescovo e ai Vicari avere un momento di condivisione e di verifica delle nostre opzioni pastorali. Il Convegno si svolgerà presso la Chiesa Cattedrale di Sora in due tempi: il primo Venerdì 24 giugno, dalle ore 16,00 alle ore 19,00 e sarà dedicato alla verifica programmatica con interventi del Vicario per la pastorale e dei Direttori degli Uffici; il secondo è fissato alla mattinata di Sabato 25 giugno, con inizio alle ore 9,30. L’Arcivescovo di Bari Mons. Franco Cacucci, come Vescovo della Città che ha ospitato l’ultimo Congresso Eucaristico prima di quello in corso ad Ancona, ci introdurrà alla tematica di una rinnovata pastorale del mistero eucaristico, che terrà impegnate le nostre comunità nei prossimi anni. Il tutto sempre nell’ottica della sfida educativa Educare per crescere. Prossimamente sarà comunicato il programma dettagliato del Convegno.  Si chiede naturalmente la partecipazione attiva non solo dei sacerdoti, ma anche dei membri dei rinnovati Consigli pastorali zonali, che i rispettivi Vicari avranno cura di riunire, prima del Convegno stesso.


Un nuovo container in partenza per Balaka - di Mirella Conflitti

Continua l’impegno dei volontari dell’Associazione Amici del Malawi nel preparare il nuovo container per la missione di Balaka, che partirà da Sora il prossimo 25 luglio. Il centro continua, giorno dopo giorno, a riempirsi di tanto materiale che la generosità della nostra terra ciociara offre con amore. Voglio ringraziare: le scuole (Liceo Scientifico - Sora,  Liceo Classico - Sora, ITC Baronio - Sora, Scuola elementare S. Rocco - Sora, Scuola Media Facchini - Sora,  Istituto comprensivo di Arce,  Istituto comprensivo di Broccostella) che hanno fatto una raccolta di generi alimentari; i singoli e le istituzioni scolastiche che con le loro offerte ci hanno permesso di comprare uno scheletro ed una muscolatura del corpo umano per il laboratorio di scienze dell' Andiamo secondary school; i piccoli scouts che hanno offerto pasta e riso; le varie ditte che ci hanno regalato mobili, pasta, tovagliolini di carta, cappelli, stoffe e vetri; la Caritas diocesana e la Caritas parrocchiale di S. Bartolomeo con le loro generose offerte di generi alimentari; la Parrocchia di Broccostella sempre presente con la vendita dei biglietti, la raccolta di generi alimentari e le offerte per le varie iniziative; la Parrocchia di Fontana Liri che ha fatto una raccolta di generi alimentari; la farmacia Marini per l'offerta di materiale sanitario e non solo; tutti i volontari che hanno venduto i biglietti della lotteria il cui ricavato  ci servirà per pagare le spese di trasporto del container;  i fedelissimi volontari che ogni sabato  operano al centro per la preparazione dei pacchi; i genitori che stanno portando i pacchi per i loro bambini adottati a distanza. Invieremo a Balaka 12 tavoli, 200 sedie e mq 130 di piastrelle per l'asilo di Toleza, 500 risme di carta A4, 108 confezioni di fogli di protocollo, 13 scatole di gessi colorati e 160 confezioni di gessi bianchi per l' Andiamo secondary school, un bancale di contenitori di vetro, materiale sanitario, alimentari, due bellissime pianole usate ed anche una piccola per un bambino adottato a distanza, tante biciclette usate ed una cucina completa usata, ma in ottimo stato, biancheria varia, una statua della Madonna... Mancano ancora due mesi e non possiamo sapere cosa la provvidenza vorrà donarci ancora…


ANTONIO ACCETTOLA Presidente diocesano dell'Azione Cattolica per il triennio 2011-2014 (pubblicato il 06 Maggio 2011)

Il vescovo mons. Filippo Iannone ha nominato Antonio Accettola, della parrocchia di San Bartolomeo Apostolo di Sora, nuovo presidente diocesano dell’Azione Cattolica. L’incarico ha la validità per il  triennio 2011-2014. Si completa, così, il cammino assembleare con il rinnovo delle cariche diocesane e parrocchiali che ha interessato l’Ac di Sora Aquino Pontecorvo negli ultimi mesi. Antonio Accettola succede a Giulia Spalvieri che ha retto la prestigiosa associazione ecclesiale negli ultimi dieci anni, testimoniando il suo servizio con abnegazione, competenza e totale disponibilità. Alcuni delegati diocesani stanno partecipando, in questi giorni, a Roma, alla XIV Assemblea Nazionale di AC dal titolo “Vivere la fede, amare la vita”. In questa occasione verranno eletti i nuovi consiglieri nazionali e, di seguito, la presidenza nazionale ma, soprattutto, verranno elaborate e scelte le indicazioni pastorali per il prossimo triennio. Ad Antonio Accettola sono giunte le congratulazioni di tutto l’associazionismo cattolico diocesano per un proficuo lavoro di servizio e di impegno a favore dell’ Azione Cattolica e della Chiesa locale di Sora Aquino Pontecorvo.

 


Servizio Diocesano per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica Don Silvano Casciotti (pubblicato il 09 Aprile 2011)

Si avvicina la Giornata nazionale 8X1000, che quest’anno vivremo domenica 1˚ maggio. In previsione di questa, avete già ricevuto, tramite il Servizio C.E.I., il kit contenente tutto il materiale informativo da distribuire nelle parrocchie. I materiali promozionali sono particolarmente importanti e quindi occorre assicurarsi che siamo ben visibili nelle nostre chiese, perché hanno come finalità quella di informare sul valore della firma in favore alla Chiesa Cattolica nella scelta della destinazione 8X1000. E forse, proprio la loro distribuzione è la parte più delicata ed importante di tutta l’organizzazione della giornata. Spesso una cattiva diffusione porta ad un non utilizzo del materiale e quindi ad uno spreco di energie. Vi invito quindi caldamente ad esporre nelle nostre chiese le locandine ed il materiale contenuti nel kit ricevuto nel mese scorso. Il passaggio più importante resta comunque il vostro appello ai fedeli, al termine delle celebrazioni. Nel messaggio potete dire loro grazie per il bene realizzato nel 2010, indicando gli strumenti essenziali per informarsi sull’uso delle risorse e riconfermare la firma anche nel 2011. Alcune parrocchie, molto lodevolmente, sono riuscite ad organizzare, anche attraverso il consiglio parrocchiale per gli affari economici, dei centri di raccolta dei CUD, mettendo soprattutto a disposizione degli anziani – che a volte non sanno come fare - un servizio di assistenza per la compilazione della dichiarazione dei redditi. In questo impegno, non siamo chiamati ad improvvisare, ma ad operare con professionalità e organizzazione: proprio per questo nelle prossime riunioni del clero di zona, sarebbe bene comunicare ai vicari il nominativo di un referente parrocchiale, animato da spirito di corresponsabilità e partecipazione, che avrà in parrocchia il compito di valorizzare tutti quei materiali relativi alle Giornate nazionali. Altro criterio che dev’essere tenuto bene a mente, è quello di presentare ai fedeli, tutto il sistema nella sua ampiezza, con l’accortezza di informare su tutte le iniziative realizzate e le persone sostenute attraverso l’8X1000: «È giusto che la comunità venga informata. Pertanto dobbiamo informare, pubblicare, dimostrare in che modo viene usato il denaro che i contribuenti in generale, e i fedeli in particolare, ci hanno affidato con fiducia per sostenere sacerdoti e per realizzare le opere di culto, di pastorale e di carità» (Mons. Vincenzo Manzella, Vescovo di Caltagirone, delegato del Sovvenire per la Regione Sicilia).

SORA, Mercoledì 09 Marzo 2011 - Messaggio del Vescovo ai fedeli e a tutte le comunità della Diocesi  per la quaresima 2011

Cari fratelli e sorelle,

nel Messaggio per la Quaresima di quest’anno il Santo Padre scrive: «la Quaresima, che ci conduce alla celebrazione della Santa Pasqua, è per la Chiesa un tempo liturgico assai prezioso e importante…Mentre guarda all’incontro definitivo con il suo Sposo nella Pasqua eterna, la Comunità ecclesiale, assidua nella preghiera e nella carità operosa, intensifica il suo cammino di purificazione nello spirito, per attingere con maggiore abbondanza al Mistero della redenzione la vita nuova in Cristo Signore. Questa stessa vita ci è già stata trasmessa nel giorno del nostro Battesimo, quando, “divenuti partecipi della morte e risurrezione del Cristo”, è iniziata per noi “l’avventura gioiosa ed esaltante del discepolo”».

Sì, fratelli e sorelle, per noi che questa vita nuova abbiamo ricevuto in dono, per noi che ci professiamo discepoli, e come tali vogliamo vivere, la Quaresima è un cammino di conversione nello Spirito Santo, per incontrare Dio nella nostra esistenza. Infatti, il deserto – cui questo liturgico rimanda. - è luogo di aridità e di morte, sinonimo di solitudine, ma anche di dipendenza da Dio, di raccoglimento e di essenzialità. Per il cristiano l'esperienza del deserto significa provare in prima persona la propria pochezza davanti a Dio, e diventare in tal modo più sensibile alla presenza dei fratelli poveri.

La povertà ha diversi significati. Il più immediato è la mancanza di mezzi materiali sufficienti. Questa povertà, che per molte persone -nostri fratelli- sconfina nella miseria, costituisce uno scandalo. Essa assume molteplici forme e si trova legata a svariati fenomeni dolorosi: la carenza del necessario sostentamento e delle indispensabili cure sanitarie; la mancanza di una casa in cui abitare o la sua inadeguatezza; l'emarginazione dalla società per i più deboli e dai cicli produttivi per i disoccupati; la solitudine di chi non ha nessuno su cui poter contare; la condizione di profugo dalla propria patria e di chi subisce la guerra o le sue ferite; l'assenza di una famiglia –assenza troppo spesso causata da crisi e fallimenti- con le gravi conseguenze, come droga e violenza, che ne derivano, specie per adolescenti e giovani. La mancanza del necessario per vivere umilia l'uomo: è un dramma di fronte al quale la coscienza di chi ha la possibilità di intervenire non può restare indifferente.

Ma esiste anche un'altra povertà, altrettanto grave: essa consiste nella mancanza non di mezzi materiali, ma di un alimento spirituale, di una risposta alle domande essenziali, di una speranza per la propria esistenza. Questa povertà che tocca lo spirito provoca gravissime sofferenze. Sono sotto i nostri occhi le conseguenze, spesso tragiche, di una vita svuotata di senso. Tale forma di miseria si manifesta soprattutto negli ambienti dove l'uomo vive nel benessere, sazio materialmente, ma spiritualmente privo di orientamento. Si conferma la parola del Signore nel deserto: “Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Mt 4, 4). Nell'intimo del suo cuore ogni persona chiede senso, chiede amore.

A questa povertà si risponde con l'annuncio (la carità delle parole), testimoniato nei fatti (la carità delle opere), del Vangelo che salva, che porta luce anche nelle tenebre della sofferenza, perché comunica l'amore e la misericordia di Dio. È, in ultima analisi, la fame di Dio che consuma l'uomo: senza il conforto che viene da Lui, l'essere umano si trova abbandonato a se stesso, bisognoso perché privo della fonte di una vita autentica.

Da sempre la Chiesa combatte tutte le forme di povertà, perché è Madre e si preoccupa che ogni uomo possa vivere pienamente la sua dignità di figlio di Dio. Il tempo di Quaresima è specialmente indicato per ricordare ai figli della Chiesa, ai discepoli, a ciascuno di noi il proprio impegno a favore dei fratelli.

Come non ricordare i pressanti richiami contenuti nella Parola di Dio alla sollecitudine verso il povero, perché in esso Dio stesso si fa presente: "Chi fa la carità al povero fa un prestito al Signore che gli ripagherà la buona azione" (Pr 19, 17). La rivelazione del Nuovo Testamento, poi, ci insegna a non disprezzare il povero, perché Cristo si identifica con lui. Egli "si è fatto povero", perché noi diventassimo "ricchi per mezzo della sua povertà" (2 Cor 8, 9). Il Figlio di Dio "spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo... umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce" (Fil 2, 7-8). L'assunzione della realtà umana in tutti i sui aspetti, compresi quelli della povertà, della sofferenza e della morte, fa sì che in Cristo ogni persona si possa ritrovare.

Cristo facendosi povero ha voluto identificarsi con ogni povero. Per tale motivo anche il giudizio finale vede Cristo benedire chi ha riconosciuto nell'indigente la sua immagine: "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25, 40). Perciò, chi veramente ama Dio, accoglie il povero. Sa infatti che Dio ha assunto quella condizione e lo ha fatto per essere fino in fondo solidale con gli uomini. L'accoglienza del povero è segno della veridicità dell'amore per Cristo.

Carissimi, ogni cristiano si deve sentire, chiamato a condividere la pena e la difficoltà dell'altro - a cominciare dall’altro della porta accanto-, nel quale Dio stesso si nasconde. Ma l'aprirsi alle necessità del fratello implica un'accoglienza sincera, che è possibile solo in un atteggiamento personale di povertà nello spirito. «Non esiste infatti solo una povertà di segno negativo. C'è anche una povertà che è benedetta da Dio. Questa il Vangelo chiama "beata" (Mt 5, 3). Grazie ad essa il cristiano riconosce che la propria salvezza viene esclusivamente da Dio e si rende disponibile ad accogliere e servire il fratello giudicandolo "superiore a se stesso" (Fil 2, 3). L'atteggiamento di povertà spirituale è frutto del cuore nuovo che Dio ci dona, e nel tempo quaresimale tale frutto deve maturare mediante atteggiamenti concreti, quali lo spirito di servizio, la disponibilità a cercare il bene dell'altro, la volontà di comunione con il fratello, l'impegno nel combattere l'orgoglio che ci chiude rispetto al nostro prossimo» (Giovanni Paolo II).

Questo clima di accoglienza si rende tanto più necessario, in quanto nella nostra epoca assistiamo a diverse forme di rifiuto dell'altro. Esse si manifestano in maniera grave nel problema delle centinaia di migliaia di rifugiati ed esiliati, nel fenomeno dell'intolleranza razziale anche verso persone che hanno la sola "colpa" di cercare lavoro e migliori condizioni di vita fuori della loro patria, nella paura rispetto a tutto ciò che è diverso e che è perciò visto come minaccia. La Parola del Signore acquista così nuova attualità di fronte alle necessità di tante persone che chiedono un'abitazione, che lottano per un posto di lavoro, che invocano educazione per i loro figli. L'accoglienza nei loro riguardi resta una sfida per la comunità cristiana, la quale non può non sentirsi impegnata a far sì che ogni uomo possa trovare condizioni di vita confacenti alla sua dignità di figlio di Dio!

È per questo che come Pastore esorto ogni fedele della chiesa di Sora-Aquino-Pontecorvo, in questo tempo quaresimale, a dare visibilità alla sua conversione personale con un segno concreto di amore verso chi è nel bisogno, riconoscendo in lui il volto di Cristo che gli ripete, quasi a tu per tu: "Ero povero, ero emarginato, ero solo, ero sfiduciato, disperato  . . . e tu mi hai accolto, prima nel tuo cuore e poi nella tua casa.

Sarà anche grazie a questo impegno che per molte persone si riaccenderà la luce della speranza. Quando con Cristo la Chiesa – e noi siamo la Chiesa!- serve l'uomo in necessità, apre i cuori a intravedere, oltre il male e la sofferenza, oltre il peccato e la morte, una nuova speranza.

Auguro perciò che la Quaresima di quest'anno diventi occasione per ogni cristiano della nostra comunità diocesana di farsi povero con il Figlio di Dio, per essere strumento del suo amore al servizio del fratello in necessità.

Concludo rivolgendo ad ognuno di voi le parole di Benedetto XVI: «fratelli e sorelle, mediante l’incontro personale col nostro Redentore e attraverso il digiuno, l’elemosina e la preghiera, il cammino di conversione verso la Pasqua ci conduca a riscoprire il nostro Battesimo. Rinnoviamo in questa Quaresima l’accoglienza della Grazia che Dio ci ha donato in quel momento, perché illumini e guidi tutte le nostre azioni. Quanto il Sacramento significa e realizza, siamo chiamati a viverlo ogni giorno in una sequela di Cristo sempre più generosa e autentica. In questo nostro itinerario, ci affidiamo alla Vergine Maria, che ha generato il Verbo di Dio nella fede e nella carne, per immergerci come Lei nella morte e risurrezione del suo Figlio Gesù ed avere la vita eterna».

Su ciascuno di voi, su ogni famiglia e su ogni comunità della nostra diocesi invoco di cuore la benedizione del Signore

Mercoledì delle Ceneri 2011

 

Il Vostro Vescovo

 


SORA - L’impegno educativo dell’Azione Cattolica. L’intervento del vescovo Iannone e degli altri delegati.

Si è tenuta domenica scorsa l’Assemblea diocesana elettiva di Azione Cattolica, presso il Centro Pastorale San Luca di Sora. L’incontro è servito per una profonda analisi della situazione locale dell’organismo ecclesiale. L’incontro, iniziato con un intenso momento di preghiera, è stato aperto dal vescovo di Sora, mons. Filippo Iannone che ha portato il proprio saluto e non ha fatto mancare una sua riflessione sul tema dell’Assemblea: l’impegno educativo dell’Ac. Mons. Filippo Iannone ha anche ringraziato i componenti del consiglio uscente per il proficuo e prezioso contributo dimostrato al servizio alla Chiesa locale. Si è anche detto fiducioso del futuro lavoro ed impegno che dovranno affrontare i nuovi eletti a cui ha augurato di proseguire sulla strada da sempre tracciata dall’Ac in merito alla formazione delle persone. L’Assemblea, coordinata dalla presidente uscente, Giulia Spalvieri, ha avuto momenti di attiva partecipazione, di confronto, di dialogo e di grande motivazione. Il saluto della Presidenza Nazionale è stato portato da Mirella Arcamone che ha messo l’accento sull’importanza fondamentale della corresponsabilità al problema educativo, ai nostri giorni. Precisa, attenta e incisiva è stata poi la relazione di Giulia Spalvieri, che lascia la presidenza diocesana dopo due trienni. Un’esperienza, la sua, che ha arricchito di umanità, di valori, di sacrificio e di crescita l’Azione Cattolica di Sora Aquino Pontecorvo. Ha raccontato il vissuto dell’associazione, presa per mano, con disponibilità, servizio ed amore, negli ultimi sei anni, indicando, nel contempo, alcune prospettive future e sintetizzando la situazione pastorale delle varie parrocchie interessate ma, soprattutto, ha assicurato di continuare nel suo servizio all’Ac e alla Chiesa locale. A nome della Delegazione Regionale dell’Ac del Lazio è intervenuta Melania Marrocco. Si è quindi proceduto alla elezione dei nuovi consiglieri diocesani.

Il presidente del seggio, rag. Franco Urbano, al termine dello scrutinio ha infine proclamato gli eletti. Questi i risultati: Settore Adulti: Placido Azzoli, Anna Maria Galante, Piercarlo Gugliotta e Orietta Sarracini; Settore Giovani: Agostino Errico, Rosamaria Ferri, Danilo Mattei, Andrea Recine; ACR: Antonio Accettala, Daniela Lecce, Jessica Fioretta e Serena Mastroianni. Ai neo-eletti e a tutta l’Ac diocesana i migliori auguri di un proficuo cammino!


SORA - Fare i Cristiani (M. Z.)

Nella lettera ai Catechisti mons. Iannone afferma:

«L’iniziazione cristiana è un ambito della pastorale molto importante, essa fa riferimento a tutto ciò che permette alla Chiesa di generare nuovi figli alla fede, ma nello stesso tempo è un ambito molto problematico… oggi abbiamo bisogno di operare un continuo, attento e paziente discernimento per individuare linguaggi e strumenti idonei ad iniziare alla vita cristiana i ragazzi nelle nostre comunità. Vi invito a considerare il cammino fatto negli anni passati, a rileggere i vari documenti della Chiesa italiana e quelli diocesani che trattano la materia, a ricordare come alcune riflessioni teologiche hanno sollecitato un cambiamento di rotta».

Per qualche settimana saranno riproposti, dai documenti del decennio passato, alcuni passaggi che attendono ancora di essere attualizzati nella prassi pastorale. Dal documento principale, Annunciare il Vangelo in un Mondo che cambia, al numero 44 si parlava di alcuni compiti che si ponevano all’attenzione dei responsabili della pastorale all’inizio del decennio scorso; «tra le  decisioni di fondo se ne  intravedevano alcune  capaci anche di riqualificare il cammino pastorale, ossia dare a tutta la vita della Chiesa, anche attraverso mutamenti nella pastorale, una chiara connotazione missionaria. Tale scelta va fondata su un forte impegno sulla qualità formativa, in senso teologico,culturale, ed umano». Le proposte del Magistero nel Documento rimarcavano con vigore  la centralità dell’educazione alla fede e della sua comunicazione, ma visti i risultati non è fuori posto chiedersi se le tante proposte fatte erano comprensibili e rispettose delle situazioni dei destinatari... La Chiesa ha bisogno di cristiani con una fede adulta, costantemente impegnati nella conversione, infiammati dalla chiamata alla santità, capaci di testimoniare con assoluta dedizione, con piena adesione e con grande umiltà e mitezza il Vangelo.

«Per dare concretezza - dicono i Vescovi - alle decisioni che abbiamo indicato siamo consapevoli che ciò richiede una conversione pastorale»,  ma questo sarà argomento della prossima nota.


PICO - Il pellegrinaggio del cuore Nella Festa di San Valentino abbiamo riletto un racconto di don Giandomenico Valente

Tra corsi e percorsi, fanno sempre tenerezza i giovani sposi che arrivano frettolosi nelle sere d’inverno a prepararsi al matrimonio. Persi nei loro pensieri tra liste di nozze e lavori precari, entrano ansimanti... «Scusate il ritardo... Questa non è mai pronta!»... «È lui che non passa in orario». E qui capisci che sono fatti per mettere su famiglia. Ragazzi a cui non puoi non voler bene, se sai che Dio li ha sognati insieme da sempre, ha incrociato le dita dell’uno fra le dita dell’altra e adesso li accompagna e li sostiene. Dio è il palpito dei loro cuori! È un vero peccato che alcuni tra loro siano lì per un pezzo di carta, quasi un tagliando di garanzia per quel tratto di strada da rincorrere assieme. Noi altri, al loro fianco, a disegnare orizzonti su cui proiettare le loro storie d’amore... Alessandro Meluzzi, psicoterapeuta e noto volto televisivo, ha scritto nel suo libro Erosagape: «La famiglia è il luogo dove un uomo e una donna, incontrandosi e realizzando il mistero della divina umanità, crescono insieme nella tensione all’eterno. Questa è la vera risorsa e il vero orizzonte verso il quale la coppia e la famiglia dovrebbero tendere. Abbiamo dunque bisogno di un orizzonte più vasto, di un oceano più puro e profondo, se vogliamo fare della nostra famiglia l’occasione di un processo creativo realmente fecondo, che ha molto a che spartire con la dimensione dell’arte e della poesia. Qualche cosa che non si rinchiuda nell’atto banale di incontrarsi, di vivere e sopravvivere, di scodellare uno o due figli per consegnarli al mondo, o di accumulare un po’ di patrimonio. Ci servono orizzonti estesi, lontani, luminosi. Là vi sarà una speranza.»

Dal canto mio racconterò il mio sogno dei giovani sposi che cercavano il segreto della felicità...

Essi uscirono di casa domandando: «Cosa faremo per essere felici insieme ed esserlo per sempre?». Nessuno seppe rispondere, neppure uomini e donne di lunga storia coniugale. I giovani non rinunciarono all’intento e proseguirono, quasi mendicando, in cerca di qualcuno che accendesse per loro una luce... finché una donna dal volto solcato dagli anni ed occhi pieni di compassione non indicò loro la strada: «Salite lungo quei tornanti fino alla cima della montagna. Il cammino sarà duro, ma passo dopo passo vi condurrà fino a un immenso prato. Lì troverete un eremo in cui vive da lungo tempo un vecchio monaco: egli conosce il segreto della felicità!». Fu così che gli sposi intrapresero il pellegrinaggio del cuore. Il sentiero che nel passo iniziale si adagiava alle falde della montagna, a tratti si faceva impraticabile, fino a diventare un esile cordone di terra appoggiato alla roccia. Il cielo sulle loro teste, l’abisso sotto i piedi, i nostri si difesero a fatica dalla tentazione di arrendersi. Proseguirono abbracciati l’uno all’altra e aggrappati alla roccia, a piccoli passi, cercando il coraggio al pensiero del traguardo... fino a quando non si aprì davanti ai loro occhi uno spazio incantevole, come un immenso campo su cui giocare la partita decisiva della vita. In quella distesa naturale comparve al loro sguardo l’antico eremo. Era una casupola a pietre addossata a una minuscola chiesa. Quando furono alla porta della chiesetta, la sospinsero... e un raggio di sole li precedette illuminando il pavimento... i pochi scanni... il vecchio monaco in preghiera, che si voltò sorpreso. Erano rari i pellegrini in quel santuario della tenerezza. Il monaco fece largo agli ospiti sul tavolaccio a cui sedeva e domandò: «Qual buon vento, figlioli miei...?». «Cercavamo il segreto della felicità e qualcuno ci indicò il sentiero che ci ha condotti qui». «Capisco...». Il silenzio che avvolgeva quel piccolo mondo condivise l’ansia dei giovani, fino a che il saggio eremita non proseguì: «Il segreto della felicità ha lasciato le impronte lungo il sentiero che vi ha condotti qui... Quando la via della vita si mostra inadeguata alle fragili forze umane, occorre stringersi all’altro e insieme aggrapparsi alla roccia. Dio è la roccia, è l’amore che non si arrende e l’orizzonte della nostra gioia!». Tutto ricominciò quel giorno nella semplicità disarmante di un eremo, dove di tanto in tanto la gente sale per ristorare il cuore.


ISOLA DEL LIRI - Nella Parrocchia Maria SS.Immacolata, Educazione e famiglia sotto osservazione

di Luciana Costantini

È partito alla grande domenica scorsa il ciclo di incontri su Educare in…, frutto della collaborazione tra le parrocchie di Isola del Liri e di Castelliri. C’era fermento fin dalle prime ore del pomeriggio sul sagrato della chiesa dedicata a Maria SS. Immacolata: adulti e giovani pronti ad accogliere in maniera calorosa e amichevole le famiglie, le coppie, i single che arrivavano a gruppi o alla spicciolata e ricevevano, come ricordo della giornata, un cartoncino con un crocifisso, una preghiera ed un canto allo Spirito santo. È stato bello vedere la chiesa gremita di gente, dell’età più diversa, e il presbiterio reso ricco e festante dai bambini, che dopo aver pregato insieme ai grandi, accompagnati dai giovani, si sono trasferiti nella sala parrocchiale per una serie di giochi motivati e finalizzati a costruire un puzzle con un messaggio finale da condividere con l’assemblea. Mentre un video proiettava immagini e parole e un sottofondo musicale, suonato dal vivo da una giovane pianista, rendeva suggestiva l’atmosfera, delle voci fuori campo ci hanno presentato cinque diverse situazioni di vita familiare: una moglie separata dopo 18 anni di matrimonio all’apparenza felice; un ragazzo-padre diviso tra la gioia e l’ansia di avere in affido definitivo la propria bambina; due nonni a tempo pieno con l’impegno non indifferente della custodia e dell’educazione dei propri nipotini; il figlio di una famiglia allargata che a volte si sente guidato da chi, forse, peggio di lui non sa dove andare; una famiglia normale, senza troppi problemi, ma sensibile e attenta al tema dell’educazione. Ben altre, lo sappiamo, sono le realtà di famiglia che ruotano oggi attorno a noi, suscitando spesso perplessità e confusione, sia di ruoli sia di valori. È stata pertanto basilare la parola del Vescovo, perché ci ha portati a riflettere e a riconoscere la vera identità della famiglia fondata sul matrimonio che, per noi cristiani, è un Sacramento e un… Mistero grande! Nella sua ampia e dettagliata relazione, richiamando quanto ebbe a dire alle famiglie al momento del suo arrivo in Diocesi, il Vescovo ha sottolineato la bellezza del dono gratuitamente ricevuto e gratuitamente donato, del reciproco darsi e riceversi della coppia e di ogni membro della famiglia, della necessità dello stare bene, che si traduce in serenità ed equilibrio interiore anche nei momenti di difficoltà e di disagio e che dalla famiglia si estende al bene comune, al benessere della comunità, sia quella ecclesiale sia quella civile, oggi in forte disarmonia e in equilibrio precario, per cui non ha esitato a lanciare un appello fermiamoci finché stiamo in tempo! perché c’è un limite oltre il quale certe situazioni diventano irreversibili e dobbiamo stare attenti a creare modelli culturali che alla fine scontenteranno tutti. Fruttuose le due testimonianze di Chiara D’Arpino e Cinzia Urbano. La prima, una giovane fidanzata prossima alle nozze, lavora come educatrice nella casa-famiglia Effatà ad Arpino e, forte della sua esperienza con bambini e ragazzi segnati da una vita familiare difficile, ha richiamato l’assemblea alla grande responsabilità dei genitori nel campo educativo; l’altra con una famiglia alle spalle e, in quanto pedagogista, impegnata da anni nel campo dell’educazione, ha portato esempi concreti puntando forte sull’importanza del dialogo e dell’autorevolezza, sul rispetto della libertà propria ed altrui, sulla forte coerenza degli adulti, bisognosi essi stessi di autoeducarsi. Un plauso al sindaco Luciano Duro, che nella sua duplice veste di rappresentante delle Istituzioni e di educatore egli stesso in quanto docente e realizzatore di spettacoli teatrali nelle scuole, ha sottolineato l’importanza del gioco, del rapporto a tu per tu, del contatto fisico, dell’attenzione costante che si deve avere con i propri figli, con i propri alunni, con chi ci è accanto, qualunque sia la sua età. Interessante anche l’intervento del notaio Zinzi, che ha richiamato l’attenzione dei presenti su una realtà amara e purtroppo diffusa, quella delle lacerazioni all’interno della famiglia, tra generazioni diverse, quasi sempre a causa di lasciti ereditari o di problemi economici e nella sua richiesta alla Chiesa di esprimersi al riguardo in modo forte e chiaro, ha avuto chiarimenti e rassicurazioni da parte del vescovo. A questo punto l’assemblea ha accolto con un applauso i piccoli che sono rientrati con un maxi cartellone, raffigurante otto scene di famiglia ed una preghiera finale, per chiedere al Signore di bussare alle nostre porte ed entrare nelle nostre famiglie, per renderci sempre più capaci di accoglienza, di amore, di rispetto, di perdono. Il frutto di questa giornata lo si vedrà concretizzato nel lavoro che ogni parrocchia attuerà nei tempi e nei modi ad essa più congeniali, quali ad esempio centri di ascolto, gruppi-famiglia, incontri periodici con i genitori per camminare e crescere insieme.


SORA - Continuano nel Centro Minori Zona di Sora San Luca le attività nelle aule del Doposcuola e le attività ludiche presso La Fortezza dei Sogni AIPES.

Il corso di teatro svolto dalla Dott.ssa  Rosetta Gioia con i balletti diretti dal Maestro di ballo Fausto Di Benedetto. Inoltre continua il corso di calcetto, che grazie alla supervisione del Mister Massimiliano Mosticone vede numerosi ragazzi  partecipare con entusiasmo ed impegno. Queste attività contribuiscono a mettere in pratica l’articolo 31 della Convenzione dei diritti dell’infanzia, ribadendo per ogni bambino il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica. I bambini  imparano i veri valori della vita  quali l’integrazione, la socializzazione, il rispetto, ma cosa più importante è il divertimento: il condividere insieme le piccole esperienze della vita per prepararsi alle grandi che il mondo offrirà a loro.


Essere un poeta… down 17 anni, frequenta il liceo scientifico, e ha paura di non riuscire a dimostrare quello di cui è capace

di Simonetta Pagnotti

Maria Chiara ha 17 anni e una gran voglia di studiare. Per lei andare a scuola significa dignità, autonomia e, soprattutto, stare assieme ai suoi compagni. Si fa presto a dire integrazione. All’asilo e alle elementari essere diversi è quasi una festa. Operatrici e insegnanti di sostegno coccolano chi è svantaggiato, con tanto di menù etnico e di attenzioni discutibili e non richieste, come la Festa dell’Inverno al posto del Natale. Finché i piccoli crescono e con le differenze devono fare i conti.

«Ci hanno dato il bastone fino all’adempimento dell’obbligo scolastico, poi ce l’hanno tolto, senza preavviso». Renza Coco, la mamma di Maria Chiara, ha scritto al giornale Il Timone per lanciare un appello. Ha assorbito sulla sua pelle la mortificazione della figlia. Maria Chiara è down e ha difficoltà di linguaggio e di coordinamento. Si impegna al massimo per superare i suoi limiti, ha scritto un libro e, grazie allo strumento della comunicazione facilitata, ha scoperto il dono della poesia. Per chi, come lei, non riesce nemmeno a digitare in modo autonomo sulla tastiera, l’aiuto del facilitatore è uno strumento indispensabile. «È stata Maria Chiara a decidere di voler fare il liceo», spiega la mamma, «noi non l’abbiamo spinta in nessun modo, anche se oggi ci sentiamo continuamente criticati, come se volessimo portar via qualcosa a qualcuno». Maria Chiara, che vive a Gorizia, si iscrive al liceo scientifico della sua città. Il biennio dell’obbligo le regala soddisfazioni e la media del sette. Ma in terza le cose si complicano. «Sono cambiate le autorità scolastiche e anche gli insegnanti di sostegno. Maria Chiara veniva lasciata sola durante le verifiche», continua la mamma, «le valutazioni sono crollate e abbiamo dovuto ritirarla». «Alla comunicazione facilitata non è riconosciuto un valore scientifico, anche se viene utilizzata con successo in molte scuole, anche alla Normale di Pisa», spiega Renza. «Il facilitatore all’inizio tiene una mano sul polso dei nostri ragazzi, perché il contatto fisico li tranquillizza e li aiuta a controllare la digitazione. Poi, quando il rapporto di fiducia è consolidato, la mano si sposta sulla spalla».

Quest’anno Maria Chiara ha cambiato scuola. Si è iscritta al liceo scientifico di Cervignano, in provincia di Udine. «Gli insegnanti si sono dimostrati molto disponibili», continua la signora Renza, «ma siamo già a dicembre e, nonostante l’interessamento del Direttore scolastico regionale, non abbiamo ancora un facilitatore. Le sue verifiche non vengono valutate, mia figlia è sempre più scoraggiata. Cerca di dimostrarsi autonoma, partecipa alle gite scolastiche, studia a casa con gli ex insegnati di sostegno, ma non basta».

Così Maria Chiara ha scritto al computer proprio ieri: «Sono angosciata. Ho paura che tutto finisca di nuovo prima che io possa dimostrare ai miei amici quello di cui sono capace quando me ne è data la possibilità».


PONTECORVO - Sabato 19 e domenica 20 febbraio, primo anniversario della “Peregrinatio” del Venerato Corpo di San Bernardino da Siena a Pontecorvo

Ancora una volta la comunità di Pontecorvo, sabato 19 e domenica 20 febbraio, vivrà un momento di intensa spiritualità. Infatti, in occasione del primo anniversario della “Peregrinatio” del Venerato Corpo di San Bernardino da Siena a Pontecorvo, dal 20 al 28 febbraio dello scorso anno, si terranno delle significative celebrazioni e   manifestazioni, che coinvolgeranno l’intero territorio. Un apposito comitato, coordinato dal parroco mons. Luigi Casatelli, ha lavorato da tempo e si sta impegnando al massimo, curando e predisponendo ogni particolare. Il programma stilato è ricco, suggestivo, religiosamente e culturalmente intenso e valido. Eccone i particolari. Sabato 19 febbraio alle ore 17,30, presso la Sala Consiliare del Comune di Pontecorvo si terrà la Conferenza sul tema: “San Bernardino: Cristiani e Vita Sociale”. Relatore sarà il prof. Felice Accocca, della Pontificia Università Gregoriana di Roma. Domenica, 20 febbraio, sono previsti due momenti distinti. In  mattinata, alle ore 10,00, presso la Basilica Concattedrale,  il vescovo diocesano, S. E.  Mons. Filippo Iannone, presiederà la solenne Concelebrazione Eucaristica. Nel pomeriggio, dalle ore 17,00, sempre nella Basilica Concattedrale è prevista la presentazione degli “Atti” della “Peregrinatio”, ad una anno di distanza esatto dall’evento. Moderatore dell’incontro sarà il prof. Angelo Molle, dell’Istituto Teologico Leoniano di Anagni. Il saluto agli intervenuti, sarà portato da mons. Luigi Casatelli, Arciprete  di San Bartolomeo. Quindi seguiranno: la prolusione del prof. Filippo Carcione, dell’Università degli Studi di Cassino; la relazione del dott. Luigi Di Cioccio, Presidente Nazionale della Società Italiana Geriatri Ospedalieri. Infine, le conclusioni saranno a cura del vescovo di Sora Aquino Pontecorvo, S. E. Mons. Filippo Iannone. Lo scorso anno in occasione della “Peregrinatio” furono organizzati numerosi incontri, gesti di comunione, e di fede, momenti di preghiera e di ascolto che interessarono tutte le articolazioni della realtà locale, ecclesiale e civile di Pontecorvo. Fu una settimana di riflessione e di forte partecipazione. “Il volume, che  presentiamo, afferma mons. Filippo Iannone, raccoglie le omelie pronunciate nelle solenni celebrazioni liturgiche e le conferenze tenute durante i giorni della “Peregrinatio”, bernardiana a Pontecorvo. Si tratta di testi che aiutano a conoscere meglio la vita di S. Bernardino e offrono preziosi spunti per la meditazione e la riflessione. Due temi ricorrono con frequenza nelle pagine di questo libro: la vocazione universale alla santità e la necessità della pratica della carità, da parte di ogni uomo che non voglia dirsi cristiano, ma esserlo realmente. L’auspicio è che questo volume aiuti ogni lettore a riscoprire la grandezza e lo splendore del dono ricevuto nel battesimo (santità) ed insieme lo renda sempre più consapevole della esaltante missione che gli è stata affidata ( testimonianza della carità)”.

Tra le altre iniziative va segnalato che i fedeli locali sono stati invitati a sistemare un’artistica ceramica sulle porte delle loro case, come voleva S. Bernardino quando predicò a Pontecorvo.

Si tratta della riproduzione esatta del “Trigramma“ di San Bernardino, le cui copie sono state curate dalla ditta Sinonetti di Castelli, in provincia di Teramo. Prima dell’ultima guerra, questo “trigramma” veniva abilmente scolpito da maestri scalpellini sui portali di pietra delle abitazioni pontecorvesi, proprio a ricordo di quegli insegnamenti.

Si conferma ,così, che la “due giorni”, ad un anno di distanza, sarà un altro gesto di condivisione, di testimonianza, di cultura  e di  devozione verso S. Bernardino, tanto caro a questa parte dell'Alta Terra di Lavoro.


PROSEGUONO IN DIOCESI GLI INCONTRI CON LA PAROLA  - Momenti forti per i giovani a Pontecorvo, in Valle Comino e in Valle del Liri (pubblicato il 15 Febbraio 2011)

Continua nella Diocesi di Sora l’iniziativa I giovani incontrano la Parola promossa dal Servizio di Pastorale Giovanile. I prossimi appuntamenti saranno:

 

PONTECORVO

Chiesa di San Paolo

Venerdì 18 febbraio alle 20.30

 

ALVITO

Chiesa di San Simeone

Venerdì 18 febbraio alle 20

 

FONTANA LIRI

Chiesa di Santa Barbara

Venerdì 25 febbraio alle 20.30

 

Ormai sono gli stessi giovani a chiedere momenti forti e coinvolgenti di spiritualità e una conoscenza sempre maggiore della ricchezza della Parola. I sacerdoti e i responsabili dei gruppi giovanili sono invitati a valorizzare queste occasioni preziose nelle Zone pastorali interessate.


ARPINO - Incontro con malati e anziani nella giornata della vita ad Arpino:

di Iafrate Maria Assunta

Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia…Anche se perdesse il senno, compatiscilo e non disprezzarlo…(Sir. 3, 12-15)

Alla luce di queste parole del Siracide si è svolto, come di consueto da qualche anno, nella Parrocchia dedicata alla B.V. del Carmelo di Collecarino, l'incontro con i fratelli anziani e diversamente abili dell'UNITALSI zonale. Nell'appuntamento, già voluto da tempo, il parroco, Don Salvatore Incani, in occasione della XXXIII Giornata per la vita, ha inteso invitare tutti a riflettere sul Messaggio del CEI del 7 ottobre 2010 nella memoria della Beata Vergine del Rosario che recita: Educare alla pienezza della vita. È a tale motto che egli ha fatto riferimento nel salutare i fratelli anziani, richiamando tutti, genitori e figli, ad educare le nuove generazioni all'accoglienza della vita nascente e alla cura di essa in ogni stagione, particolarmente nelle sue espressioni più fragili. I genitori e ogni educatore, ma soprattutto i sacerdoti, siano testimoni della bellezza e della gioia di dare la vita fisica e spirituale riscoprendo il senso della figliolanza divina, accolta con grande umiltà e profondo rispetto, così come ha fatto la Vergine Maria al momento del Suo si. Molto significativo è stato il momento dell'Adorazione Eucaristica e della Benedizione impartita agli ammalati così come avviene a Lourdes, nella città della Madonna, in cui il Signore passa benedicendo e risanando tutti coloro che si affidano a Lui, fosse solo per toccare il lembo del Suo mantello! Al termine della celebrazione, con gratitudine e gioia grande, tutti si sono riuniti per un momento di fraternità nel Signore.


SORA - Giovedì 10 Febbraio preghiera per le vocazioni con il Vescovo S.E. Mons. Filippo Iannone. (pubblicato il 06 Febbraio 2011)

Il consueto momento di preghiera per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, presieduto dal vescovo Mons. Filippo Iannone si terrà giovedì 10 febbraio dalle ore 21,00 alle 22,00 nella Chiesa Cattedrale Santa Maria Assunta in Sora. In questo appuntamento, che cade alla vigilia della memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, guiderà la preghiera la meditazione della figura di Santa Bernadetta Soubirous e delle apparizioni avvenute alla Grotta di Massabielle.


SORA - Mons. Filippo Iannone confermato Presidente del Comitato per l’edilizia di culto da parte della Conferenza Episcopale Italiana ad Ancona. (Pubblicato il 06 Febbraio 2011)

di Gianni Fabrizio

Un ulteriore riconoscimento per il vescovo di Sora Aquino Pontecorvo, mons. Filippo Iannone. Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, riunitosi recentemente ad Ancona, sotto la direzione del cardinale Angelo Bagnasco, ha provveduto alla conferma di mons. Filippo Iannone, alla Presidenza del Comitato per edilizia di culto. Nel contempo, come ogni anno, il Consiglio Permanente ha approvato le tabelle parametriche dei costi per la costruzione di nuovi edifici di culto. Rispetto al 2010, esse sono state aggiornate applicando alle singole voci di costo unitario l’incremento del 2%, secondo la variazione dell’indice ISTAT. La Chiesa italiana, ad Ancona, ha parlato al Paese con riconosciuta autorevolezza e credibilità, sapendo farlo con la dimostrazione di unità di giudizio, anche nella disamina delle problematiche che ne stanno segnando la vita politica e sociale. Mons. Filippo Iannone, dell’Ordine dei Carmelitani, è nato a Napoli il 13 dicembre 1957 ed è stato ordinato presbitero il 26 giugno 1982. Eletto alla Chiesa titolare di Nebbi è stato nominato ausiliare di Napoli il 12 aprile 2001. Mons. Filippo Iannone ha avuto l’ordinazione vescovile il 26 maggio 2001. È titolare della Diocesi di Sora Aquino Pontecorvo dal settembre 2009. Questa prestigiosa conferma si aggiunge agli altri attuali incarichi: Membro del Consiglio per gli Affari Giuridici; Consultore della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Come Presidente del Comitato per l’edilizia permanente, il vescovo di Sora Aquino Pontecorvo  si occupa  dei lavori riguardanti la costruzione di edifici di culto in Italia. La notizia ha suscitato grande soddisfazione in tutto il territorio diocesano per le riconosciute competenze,  capacità e  laboriosità di mons. Filippo Iannone.


SORA - Momenti di spiritualità con la Pastorale Giovanile: calendario prossimi appuntamenti. (pubblicato 04 Febbraio 2011)

Gli appuntamenti della Valle del Liri si terranno a Fontana Liri, nella Chiesa di Santa Barbara, nei venerdì 28 gennaio, 25 febbraio e 25 marzo, sempre alle ore 20.30.

I giovani della Valle Comino si incontreranno invece venerdì 18 febbraio nella Chiesa di San Simeone ad Alvito, venerdì 11 marzo nella Chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista a Fontechiari, venerdì 18 marzo nel Santuario di San Gerardo a Gallinaro. Gli incontri in Valle Comino si terranno sempre alle ore 20,00.


SORA - La conferenza di mons. Lorenzo Chiarinelli a Sora nell’Abbazia di S. Domenico  «Stare qui, suscita in me emozioni forti» (pubblicato il 04 Febbraio 2011)

di Gianni Fabrizio

L’ingresso di mons. Lorenzo Chiarinelli nell’Abbazia di S. Domenico preannuncia che la conferenza sta per avere inizio. C’è solo il tempo dei saluti, espressione della gioia vera di rivedersi tra tanti amici ritrovati, di risentirsi in comunione, da fratelli. Questo luogo, l’Abbazia, dove sorgeva la dimora di Cicerone, nel punto d’incontro tra il Liri ed il Fibreno, è il primo, in Diocesi, baciato dai vescovi il giorno della loro presa di possesso ufficiale. E la Diocesi di Sora Aquino Pontecorvo, dal 1983, per dieci anni, è stata proprio casa sua, come guida e pastore. Tra le autorità presenti anche il sindaco di Sora, on. Cesidio Casinelli, il vice prefetto, dott.sa Anna Infante, il sen. Oreste Tofani, il vicario, mons. Antonio Lecce, in rappresentanza di mons. Filippo Iannone, il vicario emerito mons. Bruno Antonellis, numerosi sacerdoti, studiosi e tanti giovani. La suggestiva cornice dell’Abbazia di S. Domenico, la penombra, l’ampia e ripida scalinata, le tre navate gremite di fedeli, le pietre ricche di storia, la memoria e l’attesa di questo evento, sono il particolare scenario della conferenza sul tema: La roccia da cui siete stati tagliati. È l’apertura delle celebrazioni per il millenario della fondazione dell’Abbazia e memoria del transito, a Sora, di S. Domenico. «Tornare qui con voi - ha esordito mons. Lorenzo Chiarinelli - per l’anniversario di questo millenario,  mi procura emozioni assai forti». Chi fu Domenico e chi è ancora Domenico, oggi? Su questi interrogativi, l’attuale Amministratore Apostolico di Viterbo ha tracciato un significativo e completo percorso della vita e del pensiero del Santo di Foligno, diventato poi, sorano. Un percorso di ricerca e di riflessione. La prima parte dell’intervento è stata dedicata ad un essenziale profilo biografico di S. Domenico. È seguita da parte del presule, la trattazione della testimonianza di S. Domenico, collocata all’interno del suo tempo: «Prendo come spunto e riferimento alcune pubblicazioni su S. Domenico: quella di Federico Farina del 2006, l’altra di John Howe, di due anni fa e presentata qui a cura del Centro di Studi Sorani V. Patriarca, e la più recente di Egidio Paolucci». Il vescovo ha ricordato l’esperienza storica, religiosa e monastica di S. Domenico nell’intermezzo dei pontificati di Gregorio Magno e Gregorio VII. Quest’ultimo pare sia stato suo discepolo, frequentando proprio l’abbazia di Sora. Le premesse, comunque della vocazione monastica di S. Domenico vanno fatte risalire a S. Antonio del Deserto e a Benedetto da Norcia, fondatore di Montecassino. Ma la Chiesa in quel periodo, tra il decimo e l’undicesimo secolo, era in balia dei mali del tempo: potere, corruzione e simonia. Così S. Domenico consolida la propria formazione nella solitudine e nel silenzio dei monasteri e degli eremi e con la meditazione del Vangelo. È da qui che si fa promotore della riforma dal basso e dall’interiorità, fino a giungere al riscatto compiuto con la riforma gregoriana, antica nei contenuti, ma nuova nella forma, attraverso la preghiera, la povertà e la piena libertà. Mons. Lorenzo Chiarinelli ha indicato le quattro suggestioni che la figura di S. Domenico evoca: edificatore di conversione, come bisogno di guardare in alto; erede della tradizione e sintesi dell’esperienza monastica; fedele nel continuare la vita e le sequenze del Vangelo; icona dell’ascesa verso Dio, mettendo al centro la preghiera e l’esempio dell’amore più grande: la croce. «Con S. Domenico - ha concluso mons. Lorenzo Chiarinelli - abbiamo una figura da amare, una eredità da rispettare e delle consegne da onorare. Come S. Domenico, anche noi possiamo sognare e costruire una vita, una storia, un nostro modo di essere in questo mondo. E tutto ciò che lodiamo del passato, può essere gioia per il nostro futuro». L’intera comunità monastica ha voluto aprire i festeggiamenti della memoria si S. Domenico Abbate, con un ospite illustre e caro a questo territorio, in attesa di altri prestigiosi eventi che dal prossimo mese di agosto, segneranno la ricorrenza del millenario della edificazione della nostra Abbazia.


SORA - La Pastorale giovanile di Sora ha scritto a sacerdoti e animatori delle realtà giovanili (pubblicato il 02 Febbraio 2011)

L’obiettivo promuovere la partecipazione alla Gmg portando il costo individuale al di sotto dei 500 euro e creando un gruppo rappresentativo di tutte le Zone della Diocesi

"Carissimi, due milioni di giovani da tutto il mondo sono attesi a Madrid dal 16 al 21 agosto 2011 per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù. Per questo grande appuntamento il Papa Benedetto XVI ha scelto il tema Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede (cfr Col 2,7). Accogliendo il desiderio del nostro Vescovo, il nostro Servizio Diocesano conta di accompagnare in Spagna un gruppo di giovani rappresentativo di tutte le Zone pastorali. Vi preghiamo di aiutarci a realizzare questo sogno incoraggiando i giovani e sostenendo anche economicamente la loro partecipazione alla Gmg. Il gruppo della nostra Diocesi, che raggiungerà Madrid in aereo,  partirà domenica 15 agosto e rientrerà in Italia lunedì 22. Il costo individuale del Pacchetto Gmg (che comprende iscrizione, assicurazione, viaggi, pasti, pernottamenti, zaino con testi, telo, cappello, maglietta, bandiera e rosario) oggi è di 690,00 euro, ma con alcune iniziative di autofinanziamento che abbiamo già avviato e con un contributo delle parrocchie, riteniamo che la quota possa scendere al di sotto dei 500,00 euro. Sarebbe un bel gesto coinvolgere le nostre comunità parrocchiali in una gara di generosità a favore dei giovani. Tutti gli aggiornamenti sulla partecipazione alla Gmg saranno pubblicati sul sito internet www.pastoralegiovanile.com e sulle pagine diocesane di Avvenire. Aiutiamo i nostri giovani a vivere questa appassionante avventura ecclesiale: il nostro impegno può diventare un buon investimento per il futuro delle nostre comunità! A ciascuno di voi, con la nostra gratitudine, un saluto pieno di affetto!"


ISOLA DEL LIRI - Un’iniziativa di pastorale interparrocchiale Educare in famiglia - Sì, ma quale famiglia? Il 1° incontro si terrà il 13 Febbraio alla presenza del nostro Vescovo S.E.Mons. Filippo Iannone

Nel  Documento dei Vescovi italiani Educare alla vita buona del Vangelo al cap. 36 leggiamo: «Nell’orizzonte della comunità cristiana, la famiglia resta la prima e indispensabile comunità educante. Per i genitori, l’educazione è un dovere essenziale, perché connesso alla trasmissione della vita; originale e primario rispetto al compito educativo di altri soggetti; insostituibile e inalienabile, nel senso che non può essere delegato né surrogato. Educare in famiglia è oggi un’arte davvero difficile. Molti genitori soffrono, infatti, un senso di solitudine, di inadeguatezza e, addirittura, d’impotenza. Si tratta di un isolamento anzitutto sociale, perché la società privilegia gli individui e non considera la famiglia come sua cellula fondamentale. Padri e madri faticano a proporre con passione ragioni profonde per vivere e, soprattutto, a dire dei no con l’autorevolezza necessaria. Il legame con i figli rischia di oscillare tra la scarsa cura e atteggiamenti possessivi che tendono a soffocarne la creatività e a perpetuarne la dipendenza. Occorre ritrovare la virtù della fortezza nell’assumere e sostenere decisioni fondamentali, pur nella consapevolezza che altri soggetti dispongono di mezzi potenti, in grado di esercitare un’influenza penetrante. La famiglia, a un tempo, è forte e fragile. La sua debolezza non deriva solo da motivi interni alla vita della coppia e al rapporto tra genitori e figli. Molto più pesanti sono i condizionamenti esterni: il sostegno inadeguato al desiderio di maternità e paternità, pur a fronte del grave problema demografico; la difficoltà a conciliare l’impegno lavorativo con la vita familiare, a prendersi cura dei soggetti più deboli, a costruire rapporti sereni in condizioni abitative e urbanistiche sfavorevoli. A ciò si aggiunga il numero crescente delle convivenze di fatto, delle separazioni coniugali e dei divorzi, come pure gli ostacoli di un quadro economico, fiscale e sociale che disincentiva la procreazione. Non si possono trascurare, tra i fattori destabilizzanti, il diffondersi di stili di vita che rifuggono dalla creazione di legami affettivi stabili e i tentativi di equiparare alla famiglia forme di convivenza tra persone dello stesso sesso. Nonostante questi aspetti, l’istituzione familiare mantiene la sua missione e la responsabilità primaria per la trasmissione dei valori e della fede. Se è vero che la famiglia non è la sola agenzia educatrice, soprattutto nei confronti dei figli adolescenti, dobbiamo ribadire con chiarezza che c’è un’impronta che essa sola può dare e che rimane nel tempo. La Chiesa, pertanto, si impegna a sostenere i genitori nel loro ruolo di educatori, promuovendone la competenza mediante corsi di formazione, incontri, gruppi di confronto e di mutuo sostegno».

È partito da qui il nostro desiderio, come Comunità parrocchiali di Isola del Liri e di Castelliri, di interrogarci con serietà e competenza sul delicato e importante tema dell’educazione. E abbiamo voluto farlo a partire proprio dalla famiglia per allargare successivamente il nostro confronto alla scuola, alla parrocchia e alle altre agenzie educative. Lo faremo in modo itinerante, spostandoci, incontro dopo incontro, da una comunità parrocchiale all’altra, proprio per creare una rete di relazioni che ci aiuti a leggere meglio la realtà in cui viviamo e a lavorare insieme in maniera più coordinata e fruttuosa. Il 1° incontro sul tema Educare in… famiglia - Sì, ma quale famiglia? si terrà domenica 13 febbraio 2011 alle ore 16.00 nella Parrocchia Maria SS. Immacolata in Via Selva ad Isola del Liri. Aprirà i lavori il nostro Vescovo, S.Ecc. Mons. Filippo Iannone. Seguiranno momenti di confronto e testimonianze. L’incontro è aperto a tutti, ma sono particolarmente invitati genitori e nonni con il loro vissuto e la loro esperienza. È previsto il servizio di animazione per i bambini ed i ragazzi, che avranno modo di riflettere sullo stesso tema dal loro punto di vista e nella maniera a loro più congeniale, con attività di gioco e in allegria.

 

CALENDARIO INCONTRI - Domenica 13 febbraio ore 16,00: Educare… in famiglia – Sì, ma quale famiglia? presso la parrocchia Maria SS. Immacolata, Isola del Liri. Domenica 13 marzo ore 16,00: Educare… a scuola – Davvero basta istruire? presso la parrocchia S. Maria dei Fiori e S. Carlo, Isola del Liri. Domenica 10 aprile ore 16,00:  Educare in… parrocchia – Liturgia e catechesi non è tutto! presso la parrocchia S. Lorenzo M. Isola del Liri. Domenica 15 maggio ore 16,00: Educare… nel tempo libero – Ma… liberi da che? presso la parrocchia S. Croce, Castelliri. Si rende noto che eventuali variazioni di date degli ultimi due incontri verranno comunicate in tempo opportuno.


PONTECORVO - Un gemellaggio di solidarietà a cura dei giovani della Cattedrale di PontecorvoIl Gruppo Giovanni Paolo II a L’Aquila per condividere speranza e fraternità con i poveri. Don Luigi Casatelli: «È stato un gesto di amore che ha reso più consapevoli i nostri volontari»

di Gianni Fabrizio (pubblicato il 25 Gennaio 2011)

Un’esperienza ricca di contenuti e di valori che ha arricchito il cuore e l’anima di molti giovani della Cattedrale di Pontecorvo attraverso momenti forti, vissuti con intensità e partecipazione attiva dal Gruppo Giovanni Paolo II. Tutto è iniziato l’ultimo periodo dello scorso anno a L’Aquila. Qui i ragazzi di Pontecorvo hanno prestato un prezioso servizio di volontariato presso la mensa dei poveri  Celestino V, da poco tempo aperta in Piazza d’Armi. La mensa offre aiuto e pasti caldi ai veri poveri, con un’attenzione particolare alle donne in difficoltà. Ma perché andare proprio a L’Aquila, che non è solo una città devastata dalla violenza della natura. Il capoluogo abruzzese è un luogo dove si può toccare con mano la solidarietà e la carità di molti. «Nel dicembre scorso - ci dice don Luigi Casatelli, il rettore della Chiesa di S. Bernardino - padre Quirino Salomone, ha accolto la nostra offerta di aiuto, ospitando i giovani del  gruppo Giovanni Paolo II della Cattedrale di S. Bartolomeo. Giunti a L’Aquila i ragazzi sono rimasti stupiti e affascinati dalla bellezza della nuova Chiesa realizzata con materiali innovativi e dalla funzionalità dell’annessa mensa, completa e perfettamente attrezzata. I giovani di Pontecorvo si sono subito messi a disposizione con il loro esuberante entusiasmo. Hanno servito i poveri, recuperato indumenti per bambini disagiati, preparato i pasti. Fondamentale è stato il lavoro di squadra, una caratteristica che contraddistingue da sempre il nostro gruppo giovanile. Un lavoro condotto sempre in sintonia con gli altri volontari, con il loro coordinatore, che li ha ben organizzati, in modo da far fruttare al massimo le donazioni  e gli aiuti offerti da associazioni, enti, privati ed attività commerciali locali. La mensa ospita, ogni giorno, in media 100 persone: uomini, donne, anziani, extracomunitari. Tra loro abbiamo conosciuto la signora Franca. Simpaticissima. Ogni giorno ci salutava così: Ciao ragazzi, sono Franca… la benefattrice del mondo… ho avuto 16 figli... ma come vedete sono esaurita! Ognuno di loro ha avuto una storia da raccontare. Ma il servizio dei giovani pontecorvesi è stato anche altro: recare nel cuore di quanti non hanno visto l’immane tragedia, la volontà di coloro che l’hanno sofferta e la volontà di rinascere. A L’Aquila abbiamo trovato mille cantieri in attività ed una città che adesso ha solo bisogno di fiducia e di sostegno. Ed i nostri giovani hanno fatto la loro parte. Tra i tanti impegni - aggiunge don Luigi Casatelli - grazie alla disponibilità di padre Quirino, c’è stato il tempo per una breve escursione nei luoghi più suggestivi de L’Aquila, dove si è pregato. Le giornate trascorrevano con ritmi intensi. Al mattino P. Quirino riuniva i giovani volontari della Cattedrale di Pontecorvo per dare ampio spazio ad una riflessione spirituale. Quindi ognuno svolgeva il compito affidatogli per far trovare, agli amici poveri, un pasto caldo ed un ambiente accogliente. Devo ringraziare infine, in modo particolare tutti coloro che hanno dato ai giovani del Gruppo Giovanni Paolo II, l’opportunità di offrire loro il modo di servire delle persone meno fortunate e vivere, in prima persona un’esperienza unica ed esaltante. Un grazie ai volontari della mensa e a padre Quirino, la cui amicizia continuerà a tenere saldo lo spirito di carità tra la comunità di Pontecorvo e la città de L’Aquila.» Un grazie va anche a don Luigi Casatelli per aver animato un progetto che è stato una vera lezione di vita.


SORA - Con una conferenza di Mons. Lorenzo Chiarinelli Il ricordo del transito di S. Domenico Abate a Sora Il 21 gennaio alle ore 16,30 nella chiesa abbaziale a mille anni dalla sua fondazione.

Il 22 gennaio, la Chiesa Diocesana di Sora Aquino Pontecorvo fa memoria del Transito di San Domenico Abate nel nostro territorio. Quest’anno la ricorrenza giunge particolarmente sentita e gradita, perché ricorrono mille anni dalla fondazione dell’Abbazia, in cui Domenico, dopo la donazione di Rainero di Sora e di sua moglie Doda, prese personalmente cura della comunità. Qui Domenico di Sora visse ininterrottamente per 20 anni e mezzo, dal 1011 al 1031. L’Abbazia sorana rappresenta anche il luogo dove per un millennio il corpo del Santo è stato conservato e venerato. In preparazione dell’evento, le cui celebrazioni inizieranno il 22 agosto prossimo, sono previsti forti momenti di spiritualità oltre a significative iniziative culturali di grosso rilievo. Il primo di questi è stata la conferenza di Mons. Lorenzo Chiarinelli. L’incontro si è tenuto venerdì 21 gennaio nella chiesa abbaziale, alle ore 16,30, vigilia del Transito di San Domenico, è stato di particolare importanza. Il canto delle Litanie di San Domenico e la benedizione dei vescovi, mons. Lorenzo Chiarinelli  e  mons. Filippo Iannone, hanno concluso il momento di fraternità.


SORA - I giovani incontrano la Parola. Parte da Pontecorvo l’iniziativa che presto coinvolgerà altre zone della Diocesi di Sora. (Pubblicato il 21 Gennaio 2010)

Il Servizio di Pastorale Giovanile di Sora-Aquino-Pontecorvo punta da anni sulla spiritualità e sul confronto alla luce della Parola di Dio per aiutare i giovani a crescere nella fede. In questa linea si collocano gli Incontri con la Parola, appuntamenti mensili nelle zone pastorali della Diocesi. La prima zona ad essere coinvolta in questa iniziativa sarà Pontecorvo, seguita a breve distanza dalla Valle del Liri e dalla Valle Comino. I primi incontri si terranno venerdì 21 gennaio, venerdì 18 febbraio, venerdì 18 marzo 2011, nella Chiesa di San Paolo in Pontecorvo, sempre alle 20.30. Alla stessa ora di venerdì 15 aprile in tutte le zone pastorali del territorio diocesano i giovani vivranno l’esperienza della Riconciliazione in preparazione alla Pasqua. Infine, da venerdì 27 a domenica 29 maggio a San Giovanni Incarico è previsto il Campo di Spiritualità, appuntamento ormai tradizionale per molti giovani della Diocesi. A tutte le esperienze in programma i giovani parteciperanno con la Bibbia versione CEI. Info Centrogiovani 0776.743954 centrogiovani@pastoralegiovanile.com


PICO - Il cammino dei giovani nella comunità di Pico Esperienze spirituali forti sotto il segno dell’amicizia

I giovani della Comunità Parrocchiale di Pico confermano e rafforzano il loro cammino spirituale percorrendo un nuovo tratto di strada in quella esperienza che da alcuni anni è chiamata Cammino dei Giovani. Una domenica al mese decine di giovani della Comunità, nel pomeriggio, partono con la loro Bibbia verso oasi di spiritualità o strutture di accoglienza del territorio, dove condividere intense esperienze spirituali e di confronto. Le prossime tappe saranno il 16 gennaio, il 13 febbraio, il 13 marzo, il 10 aprile 2011. L’appuntamento di domenica 16 gennaio è previsto proprio a Pico, presso l’Oasi Santa Maria del Cammino, a partire dalle ore 15. Nei giorni 27-28-29 maggio 2011 i giovani del Cammino confluiranno nel Campo di Spiritualità programmato dal Servizio di Pastorale Giovanile di Sora-Aquino-Pontecorvo. Il campo si terrà a San Giovanni Incarico, presso il Centro di Spiritualità Teresina Zonfrilli. Info Centrogiovani 0776.743954 centrogiovani@pastoralegiovanile.com


SORA - Il 13 gennaio di 96 anni fa. Il ricordo del terremoto del 1915 nella Marsica. La distruzione del territorio sorano. Seicento vittime e il 50% degli edifici distrutti.

Gianni Fabrizio È bene farne ancora memoria, anche se sono trascorsi 96 anni. Fu un sisma distruttivo e violento. Il 13 gennaio 1915 resta una data ben impressa nella memoria storica di Sora, quando dovette conoscere il dramma del terremoto della Marsica. Novantasei anni fa, quel 13 gennaio, avrebbe sconvolto la vita di tutto il nostro territorio. Ecco allora che riportiamo le notizie tratte dal libro Sora – Itinerari d’arte e di cultura, edito dai fratelli Palombi e curato da Eugenio Maria Beranger, Mauro Ferracuti e Luigi Gulia. «Alle 7,30 del 13 gennaio 1915 Sora, come buona parte dei comuni della Marsica e della Media Valle del Liri, fu interessata da una fortissima e prolungata scossa sismica che causò oltre seicento morti e la distruzione di più del 50% del suo patrimonio edilizio. Furono cancellati per sempre il convento di Santa Chiara, il palazzo detto dei Pezzenti, lungo il Liri, l’intricato sistema dei vicoli nelle vicinanze di piazza Orto dei Santi, mentre gravissimi danni subirono la badia di San Domenico, la chiesa di S. Bartolomeo, la Madonna della Stella, S. Francesco e S. Restituta. Rimase anche distrutto l’ospedale pochi anni prima ultimato per interessamento di Vincenzo Simoncelli nell’area dove sarebbe poi sorta la sede della Banca d’Italia in via Napoli. Si salvò il trittico del pittore norvegese Cristiano Mayer Ross, cittadino onorario di Sora, che con altri artisti d’oltralpe amava frequentare la valle lirina sulla fine dell’altro secolo: nel dipinto, una cui copia fotografica a grandezza naturale si conserva nell’atrio dell’ingresso principale dell’attuale ospedale civile di Sora Santissima Trinità, in via Marsicana, sono raffigurati la Madonna col Bambino tra i santi Rocco e Francesco. Per quel quadro avevano posato lo stesso Vincenzo Simoncelli (S. Rocco) e la sedicenne Giulia, figlia di Vittorio Scialoja, (Madonna), che circa dodici anni più tardi sarebbe divenuta moglie del giurista sorano». Poi la ricostruzione. «Ben dieci anni durò il restauro della chiesa di S. Domenico. Anche la cripta contenente le spoglie del santo fu interessata dai lavori e, sulla fine degli anni Trenta, venne decorata con ornati a motivo vegetale e floreale. La chiesa di S. Bartolomeo, con la realizzazione del nuovo asse cittadino rettilineo, vide la sua planimetria ridotta longitudinalmente e la facciata arretrata e ricostruita. Anche la chiesa di S. Francesco, caratterizzata dalla elegante bifora in stile gotico, subì danni al tetto e al soffitto completamente rifatto poi dai fratelli Biancale». Della chiesa di S. Restituta si salvò solo lo splendido portale ad archi concentrici, prontamente smontato e ricoverato nel palazzo vescovile. «I lavori di ricostruzione iniziarono presto ma, quasi subito, le autorità locali ritennero opportuno creare nel centro della città una grande piazza rettangolare ove la chiesa occupasse non più il lato nord, bensì quello est. Completamente distrutta la chiesa di Valfrancesca, cara alla pietà sorana, per la statua della Maònna Ranna, la Madonna Grande, che veniva portata in processione attraverso i campi in caso di prolungata siccità. La Cattedrale, uscita sostanzialmente indenne dalle numerose scosse, fu invece devastata nella notte del 13 gennaio 1916, da un incendio che ad un anno esatto dal terremoto distrusse la maggior parte degli arredi sacri, riportando tuttavia alla luce le originarie colonne e gli archi ogivali. La ricostruzione della Città, grazie anche al piano regolatore urbano, avvenne secondo due direttrici ben precise: all’interno del perimetro murario medioevale le case riedificate si ispirano a modelli neo-gotici. All’esterno si favorisce la fabbricazione lungo la sponda sinistra del Liri e la statale 82, specie nei terreni limitrofi al ponte di Napoli». Di quegli eventi oggi rimangono solo poche foto d’epoca. Sora, prima del terremoto del 1915, era proprio bellissima! Giovedì scorso, una particolare preghiera in memoria delle vittime, è stata rivolta dal  vescovo, mons. Filippo Iannone, nel corso degli incontri del secondo giovedì del mese, presso la Cattedrale di S. Maria Assunta.


ISOLA DEL LIRI - Resoconto dello spettacolo "Natale, che schianto!", organizzato dai bambini della parrocchia S.Lorenzo Martire in Isola del Liri.

Un simpatico spettacolo per salutare le festività natalizie Natale, che schianto! In scena i bambini della parrocchia S. Lorenzo Martire in Isola del LiriNatale, che schianto! è il titolo del divertentissimo spettacolo messo in scena da ben 90 bambini del catechismo della Parrocchia di San Lorenzo Martire, in Isola del Liri, tenutosi presso la Chiesa parrocchiale cittadina, sabato 8 Gennaio scorso. A conclusione delle festività natalizie, Don Mario e Don Silvano, assieme al gruppo catechistico, hanno voluto offrire ai partecipanti un momento di riflessione sul senso del Natale oggi. I bambini, in maniera molto ironica e coinvolgente, hanno aiutato i presenti a vivere la gioiosa speranza che il Natale porta in sè, attraverso la recitazione, il canto ed il ballo. Guidati da Azzurra Cianfarani, preparati nel canto e nella parte recitata da alcune catechiste e da Don Silvano, i bambini hanno ricordato a tutti che ogni giorno è Natale se: se doni, se stai vicino a chi soffre, se chiami qualcuno solo a stare con te, se regali un sorriso, se aiuti chi è in difficoltà. Si tratta di inviare un messaggio d'amore concreto, fatto di gesti più che di parole...e questo i bambini lo sanno fare bene! Ora a conclusione delle festività del Natale, sta a noi raccogliere il messaggio e viverlo! La storia raccontata nello spettacolo, narrava dell'angelo Gabriele, che perduta la memoria dopo aver battuto la testa a seguito di una caduta, viene aiutato da alcuni ragazzi a ricordare qual è la sua missione: annunciare la nascita del Salvatore e far conoscere l'amore di Dio per gli uomini, altresì far capire che ciascuno di noi è chiamato a scoprire qual è la propria missione, perché ognuno possa sentirsi protagonista della propria storia e non semplice spettatore. In occasione della festività dell'Epifania per far sentire l'amore di Dio per i bambini una piccola calza della befana, è stata occasione per trasmettere gioia e far trionfare la bellezza della festa attraverso questo gesto. I ragazzi dopo la celebrazione Eucaristica delle 10.30, si sono visti consegnare, con grande sorpresa anche quest'anno, delle bellissime bambole di pezza realizzate con molta fantasia contenenti ciascuna dolci e caramelle


ALVITO - Primo incontro comunitario dell’Oasi con il vescovo Filippo Il vescovo Iannone all’Oasi: «Ormai camminiamo insieme» Maria Vittoria Di Folco (Pubblicato il 20/01/11)

La consuetudine vuole che in occasione della festa del battesimo di Gesù, giorno dell’anniversario della erezione ad associazione pubblica di fedeli, la comunità dell'Oasi Mariana Betania riceva la visita del nostro vescovo. Quest'anno, tredicesimo compleanno, è stata un'occasione del tutto speciale perchè il vescovo Filippo ci ha visitato per la prima volta dando inizio così ad una nuova consuetudine, almeno questo è il desiderio che abbiamo nel cuore.

Questo avvenimento ha coinciso con l'abituale incontro che si tiene in comunità ogni seconda domenica del mese; pertanto tutto si è svolto come di consueto: l'esposizione del Santissimo, la preghiera silenziosa, la recita dei vespri e la condivisione. Elementi nuovi, in questo contesto sono stati l'omelia del vescovo e il presentarci a lui individualmente come membri dell'associazione pubblica di fedeli. Il momento forte è stato proprio quello dell'omelia che, in quella particolare atmosfera davanti a Gesù Eucaristia, ci ha fatto sentire tutti accolti ed arricchiti dalle sue parole spontanee e concrete. Da buon pastore che si sente responsabile di tutte le realtà della sua Chiesa, Mons. Iannone ci ha ricordato che questo tempo è un dono del Signore e aumenta la nostra responsabilità a crescere nell'amicizia e nell'amore, nell'ambito in cui ci troviamo. Tutto inizia dal battesimo che dona vita nuova e che ci ha collocato fra quelle persone che vogliono vivere con più intimità con il Signore, meglio conformarsi a Lui, sentire il profumo di Cristo ed esserne contagiati per contagiare. Quasi a volerci affidare un compito preciso il vescovo ci ha detto che questo deve portarci alla missione nelle reali situazioni di bisogno indicando fra le più urgenti: la famiglia e i giovani. Bisogna far riscoprire alla famiglia il valore e il bene che rappresenta nel piano di Dio, partendo sempre dalla propria perchè non ha senso, ha detto, spegnere il fuoco nella casa dei vicini e far bruciare la nostra. Per i giovani, che sono oggi aggrediti da troppe proposte, il vescovo auspica un aiuto, a saper scegliere, dalla nostra capacità di far brillare di più le cose che hanno più valore. Queste parole sono prezioso materiale di riflessione, di incoraggiamento e nello stesso tempo di impegno per non disattendere al nostro voto di diocesanità. Il resto del tempo è stato dedicato, dopo una presentazione storica da parte di don Alberto, alla testimonianza della loro esperienza da parte di vari membri. Ognuno aveva da raccontare l'esperienza spirituale fatta all'Oasi, il tempo non è bastato ma ci siamo lasciati con la sensazione che... ci conosciamo! Questo è già tanto!

Tutti i presenti hanno vibrato quando il nostro vescovo ha concluso dicendo: «Insieme camminano e giorno dopo giorno cerchiamo di capire le vie tracciate dalla Provvidenza di Dio. Ormai camminiamo insieme».


SORA - Laboratori Culturali presso il centro San Luca

Dopo le brevi vacanze natalizie e l’inizio del nuovo anno si avvicinano anche gli esami della sessione invernale. Ognuno di noi porta in sé il desiderio di conoscere cose nuove e la speranza di realizzare i propri progetti futuri. Accanto a ciò, quasi di pari passo, c’è anche la fatica dello studio e, a volte, lo sconforto che ci coglie nei momenti più difficili. Ma non siamo soli a camminare! Per questo vogliamo percorrere insieme questo anno, accompagnati e illuminati nello studio dalla costante e amorevole presenza dello Spirito Santo. La ricerca della verità sia la motivazione di fondo e la stessa Verità sia luce al nostro intelletto e al nostro vivere. A tal proposito, come Ufficio di Pastorale Universitaria abbiamo programmato un anno ricco di incontri ed eventi da vivere insieme. A partire dal prossimo 21 gennaio, ogni primo e terzo venerdì di ogni mese, si svolgeranno a Sora (Villa Angelina) dalle ore 21.00 alle ore 22.00 i Laboratori culturali su temi di attualità; dopo il periodo d’esami organizzeremo una giornata distensiva e, poi, altro ancora. Restate in contatto col nostro account facebook. Quindi buon anno e buono studio a tutti!


Giornata Mondiale della Gioventù: I giovani di Sora Aquino Pontecorvo in volo verso Madrid.

(pubblicata il 18 Gennaio 2011)

I giovani della Diocesi di Sora andranno in aereo a Madrid per partecipare in agosto alla Giornata Mondiale della Gioventù 2011. Domenica 15 agosto si partirà in pullman dalle diverse zone della Diocesi per raggiungere l’aeroporto di Roma-Fiumicino. Arrivati in aereo a Madrid, in pullman si raggiungeranno i luoghi di alloggio, dove si resterà fino a lunedì 22 agosto, quando con le stesse modalità dell’andata si farà ritorno a casa. Il costo individuale del pacchetto Gmg, comprendente iscrizione, viaggi, pasti e pernottamenti dal 15 al 22 agosto, è al momento di 690,00 euro, ma il Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile prevede una riduzione della quota attraverso attività di autofinanziamento. Sarà rivolto un appello anche alle parrocchie di provenienza dei giovani affinché sostengano economicamente i partecipanti alla Gmg. Entro un mese dall’adesione sarà richiesto a ciascun iscritto un anticipo di 100,00 euro sul costo totale del pacchetto Gmg. Il resto della quota sarà rateizzato fino al mese di luglio 2011. La Pastorale Giovanile di Sora, che sta organizzando la partecipazione alla Gmg insieme all’Equipe diocesana di Montecassino, ha scelto la società Raptim (www.raptim.it) come struttura organizzativa per i viaggi. Per l’organizzazione di tutti gli altri aspetti il riferimento resta, come per tutte le diocesi italiane, il Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile. In preparazione alla Gmg il Servizio Diocesano organizzerà incontri periodici per tutti gli iscritti. Presso il Centrogiovani di Pontecorvo è iniziata la raccolta delle adesioni alla Gmg. Sul sito www.pastoralegiovanile.com, cliccando sul banner “Partecipa con noi alla Gmg”, è disponibile la scheda di adesione. Il Centro è aperto normalmente il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. I recapiti della struttura sono i seguenti: Centrogiovani - Via XXIV Maggio 102 - 03037 Pontecorvo - Tel/fax 0776.743954 - E-mail eventi@pastoralegiovanile.com

Possono iscriversi giovani dai 18 anni in su. Il Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile sarà punto di riferimento anche per i giovani che  vorranno iscriversi alla Gmg e raggiungere Madrid con altri mezzi (treno, pullman, nave, auto). Per questi ultimi la Pastorale Giovanile di Sora non organizzerà i viaggi.


MONTECASSINO - Un concerto per ricordare il M°Pio Di Meo ad un anno dalla sua prematura scomparsa.

È già trascorso un anno dalla scomparsa del maestro Pio Di Meo, indimenticabile direttore dei cori Città di Sora e G. B. Pergolesi di Ceccano. Una figura di grande ed appassionato musicista, sempre animato da valori ricchi di contenuti umani e cristiani. Ecco perché i componenti dei cori Città di Sora e G. B. Pergolesi di Ceccano e dell’orchestra giovanile del Conservatorio L. Refice di Frosinone, gli renderanno un sentito e doveroso omaggio con un significativo concerto. L’evento avrà luogo sabato prossimo, 22 gennaio 2011, con inizio alle ore 18:00, nella suggestiva ed eccezionale cornice dell’Abbazia di Montecassino. Per l’occasione verrà eseguito il brano del Requiem - op. KV 626 di Mozart, una composizione particolarmente cara a Pio Di Meo. Scomparso a soli 54 anni, nulla faceva presagire l’improvvisa morte, dovuta ad una fulminea malattia. Il maestro Pio Di Meo ha insegnato prima presso il Conservatorio di Frosinone e quindi a Campobasso. Alla sua scuola si sono formati tanti allievi. Tra questi, Giacomo Cellucci e Giovanni Panella, che hanno raccolto la sua eredità musicale, continuando a curare ed a dirigere, rispettivamente, i cori di Sora e di Ceccano. Una tradizione ripresa e che perciò percorre lo stesso itinerario culturale del suo fondatore e direttore artistico. La musica, per Pio Di Meo, era la sua vita, il suo mondo e sapeva trasmettere a tutti questa passione. Suo anche il merito di aver preso l’iniziativa di far rifiorire il coro del Conservatorio di Frosinone. Ogni suo intervento serviva a far comprendere ed apprezzare l’opera che veniva preparata, studiata e quindi eseguita, sia sotto l’aspetto musicale che nelle motivazioni spirituali. Sapeva spiegare con dovizia di particolari ogni brano, in modo da predisporre l’animo e la mente tanto dei coristi quanto degli ascoltatori. Per lui la musica andava al di là delle emozioni occasionali, perché diceva: «appartiene sempre a quelle persone che hanno una dote in più». La dedizione, la serietà, l’impegno, l’onestà, la ricchezza del suo cuore e del suo animo, come ha ricordato la sua famiglia, resteranno e continueranno ad essere presenti nell’intimo di chi ne ha conosciuto ed appezzato le sue preziose qualità.


Sabato 08 Gennaio 2011 - CIVITELLA ROVETO - Resoconto della 16a edizione del Convegno dei Giovani.

È giunto alla 16ª edizione il Convegno dei Giovani che si tiene ogni anno, a fine dicembre, a Civitella Roveto, e nella diocesi di Sora Aquino Pontecorvo ed esattamente mercoledì 29 dicembre 2010 a Civitella, presso l’Oratorio Vincenzo Zanello.

I giovani, aiutati da Mons. Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare de L’Aquila, si sono confrontati sul tema Credere oggi: perché? All’incontro è intervenuto il vescovo di Sora Mons. Filippo Iannone. Nella mattinata in Valle Roveto ci sono stati momenti di spiritualità, di dialogo, di musica e di animazione. Il Convegno dei Giovani si è aperto alle ore 9,00 e si è concluso con il pranzo, offerto dall’Organizzazione a tutti i partecipanti.

L’iniziativa è stata promossa e organizzata dal Servizio di Pastorale Giovanile della Zona Valle Roveto, coordinato da don Tommaso Schedi.


Sabato 08 Gennaio 2011 - CIVITELLA ROVETO - Svolta la 16a edizione del Convegno dei Giovani.

È giunto alla 16ª edizione il Convegno dei Giovani che si tiene ogni anno, a fine dicembre, a Civitella Roveto, e nella diocesi di Sora Aquino Pontecorvo ed esattamente mercoledì 29 dicembre 2010 a Civitella, presso l’Oratorio Vincenzo Zanello.

I giovani, aiutati da Mons. Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare de L’Aquila, si sono confrontati sul tema Credere oggi: perché? All’incontro è intervenuto il vescovo di Sora Mons. Filippo Iannone. Nella mattinata in Valle Roveto ci sono stati momenti di spiritualità, di dialogo, di musica e di animazione. Il Convegno dei Giovani si è aperto alle ore 9,00 e si è concluso con il pranzo, offerto dall’Organizzazione a tutti i partecipanti.

L’iniziativa è stata promossa e organizzata dal Servizio di Pastorale Giovanile della Zona Valle Roveto, coordinato da don Tommaso Schedi.


NATALE 2010 - SORA - Messaggio del Vescovo S.E.Mons. Filippo iannone per il Santo Natale.

Cari giovani amici, ancora una volta risuona in questi giorni il vaticinio di Isaia: «Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio» (Is 9, 5). Ciò che Isaia, guardando da lontano verso il futuro, dice a Israele come consolazione nelle sue angustie ed oscurità, l’Angelo, dal quale emana una nube di luce, lo annuncia ai pastori come presente: «Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore» (Lc 2, 11). Il Signore è presente. Da questo momento, Dio è veramente un Dio con noi, l’Emmanuele. Non è più il Dio distante, che, attraverso la creazione e mediante la coscienza, si può in qualche modo intuire da lontano. Egli è entrato nel mondo. È il Vicino. Il Cristo risorto lo ha detto ai suoi, a noi: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20). Per voi è nato il Salvatore, l’Angelo annunciò ai pastori. È questa una notizia che non può lasciarci indifferenti. Se è vera, tutto è cambiato. Se è vera, essa riguarda anche me. Carissimi, Gesù Cristo, Dio fatto uomo, in Maria ha assunto la nostra stessa carne, ha preso parte alla nostra vita e ha voluto condividere la nostra storia. Per realizzare la sua Alleanza, Dio ha cercato un cuore giovane e lo ha trovato in Maria, giovane donna. Ancora oggi Dio cerca cuori giovani, cerca giovani dal cuore grande, capaci di fare spazio a Lui nella loro vita per essere protagonisti della Nuova Alleanza. Per accogliere una proposta affascinante come quella che ci fa Gesù, per stringere Alleanza con Lui, occorre essere giovani interiormente, capaci di lasciarsi interpellare dalla sua novità, per intraprendere con Lui strade nuove. Cari giovani, lasciatevi coinvolgere nella vita nuova che sgorga dall’incontro con Cristo e sarete in grado di essere apostoli della sua pace nelle vostre famiglie, tra i vostri amici, all’interno delle vostre comunità ecclesiali e nei vari ambienti nei quali vivete ed operate. Con l’Apostolo, vi esorto: «Rinfrancate i vostri cuori» (Gc 5,8). Il cammino verso la Grotta di Betlemme per incontrare Gesù è un itinerario di liberazione interiore, un’esperienza di libertà profonda, perché ci spinge ad uscire da noi stessi e ad andare verso Dio che si è fatto a noi vicino, che rinfranca i nostri cuori con la sua presenza e con il suo amore gratuito, che ci precede e ci accompagna nelle nostre scelte quotidiane, che ci parla nel segreto del cuore e nelle Sacre Scritture. Egli vuole infondere coraggio alla nostra vita, specialmente nei momenti in cui ci sentiamo stanchi e affaticati, sfiduciati e delusi, forse traditi, e abbiamo bisogno di ritrovare la serenità del cammino e sentirci con gioia pellegrini verso l’eternità. Gioia e serenità nel cuore, coraggio ed entusiasmo nell’agire, luce di speranza negli occhi, è questo l’augurio che rivolgo a tutti e ciascuno dei giovani della nostra diocesi in occasione di questo Natale.