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VENERDI' 30 LUGLIO 2010 - SORA - Il viaggio dell’Amore… il sentiero della fede… la luce della speranza. di Ilenia Fiorelli Penso che il viaggio a Lourdes sia come un libro che ti è piaciuto tanto e che prima o poi senti il bisogno di rileggere, e rileggendo ti accorgi che non è la trama di un libro qualunque, ma la trama della tua vita e, pur leggendo le stesse parole e visitando un luogo immutato nel tempo, i tuoi occhi ed il tuo cuore si comportano in maniera diversa. L’emozione che provi arrivando a Lourdes e vivendo il pellegrinaggio è particolare: ti prende dentro con ansia, ma anche con serenità. Vivi un viaggio speciale, in mezzo a gente vera, tra una umanità varia. E non mi riferisco alle centinaia di ammalati ma anche alle tante persone che apparentemente non hanno nessun problema o forse non l’hanno davvero, ma hanno bisogno di leggersi dentro, di scalfire la quotidianità e fermare un po’ la corsa del tempo. Chi arriva per la prima volta pensa che la grotta vera sia da un’altra parte, ed invece Lei è lì e ti guarda e osserva dall’alto le migliaia di pellegrini che ogni giorno vanno a farle visita. Vai a Messa o segui la Via Crucis, ma poi passi da Lei, così piccola e così irresistibile. La cittadina di Lourdes sembra una cartolina: graziosa, piccola, pulita, piena di alberghi e negozi. Tutto qui gira intorno al Santuario ed anche i negozianti, gli albergatori ed i ristoratori seguono lo stesso ritmo, il ritmo degli appuntamenti e degli incontri. Visto da fuori, tutto questo sembra assurdo e noioso, ma lì non ci fai caso e subito ti adegui e fai parte di questa ruota, la ruota che gira intorno a Lei, la Madonnina della Grotta. L’esperienza forse più toccante e coinvolgente che si può vivere a Lourdes è il bagno nelle piscine. Dicono che c’è sempre una prima volta e che, proprio perché è la prima, è indimenticabile. Io, però, davanti a quelle tende blu che segnalano l’ingresso delle piscine di Lourdes, mi sento come se fosse sempre la prima volta. Chi aveva vissuto l’esperienza mi aveva messa in guardia: ti prende un’emozione indicibile… L’acqua è gelida, ma tu manco te ne accorgi... E poi l’animazione… noi giovani a Lourdes siamo stati chiamati ad animare la lunga attesa per l’ingresso e pregando e cantando… non mi ero accorta che non cantavano tutti nella stessa lingua: ognuno cantava nella sua, un miscuglio di francese e russo, italiano e giapponese, inglese e croato, spagnolo e cinese, portoghese e tedesco. Una Babele al contrario, insomma. Volto lo sguardo verso i miei amici e anche sui loro volti è dipinta la stessa emozione. Scivolano lacrime silenziose a rigare le guance, ma nessuno sa dire perché piange. Quello che succede dopo ha il sapore del ricordo ammantato di mistero. Un attimo e sei fuori. Non hai freddo. Non sei bagnata. Hai solo nel cuore una grande emozione. Altra bellissima esperienza… coinvolgente e suggestiva flambata. L’imponente processione a lume di candela che ogni sera, sotto le stelle o sotto la pioggia, che qui a Lourdes è frequente, preceduta dalle carrozzine degli ammalati spinte a braccia dai volontari, si snoda imponente, al canto dell’Ave Maria, lungo i viali della Spianata, per concludersi, con la benedizione degli ammalati e dei pellegrini tutti, davanti al sagrato della monumentale chiesa principale del sacro villaggio dedicato alla Madonna. Questo è stato il mio sesto viaggio… Sono tante le cose che non si possono spiegare… troppe, bisogna… andare e vivere, viverle con gioia serenità e amore e… perché no… come è successo anche a me con la gente giusta… amici per le emozioni! Un Grazie di vero cuore a tutti…. A Giorgio e la sua famiglia, al mio gruppo di Amici… a don Edmer e Don Ercole nostre guide spirituali… A Paolo e Lucia… alla piccola Martina, al nostro Vescovo che è stato molto presente in questa Magia… ad i sacerdoti ed i pellegrini tutti io dico grazie… un arrivederci al Luogo della Vita! VENERDI' 30 LUGLIO 2010 - SORA - Un crocifisso, una storia, un’eredità. di Gianni Fabrizio Questa è una piccola storia. Ma per noi è diventata già grande, soprattutto per ciò che rappresenta. Ci piace raccontarla e renderla di dominio pubblico perché sa di antico, di fede, di cose buone, di valori e di grande umiltà. Una storia finora tenuta nascosta, quasi segreta. L’abbiamo conosciuta per caso. È scritta dentro un foglio ma è una poesia. Sì, proprio una poesia: vera, di quelle che non vinceranno alcun premio letterario, ma che rappresentano il vissuto di un uomo di eccezionale carica umana. Si tratta di Italo Piantadosi. Da subito diventato sorano a tutti gli effetti è sempre così schivo e lontano dai clamori; una poesia, la sua, scritta di getto perché ha tanti e poliedrici significati per Italo. Parla di un Crocifisso che egli ha recuperato, dopo averlo strappato da uno scantinato, sopra un cumulo di macerie. Così lo ha preso e portato via con sé. Ed è diventato la sua unica ricchezza ed eredità. È stato il suo interlocutore privilegiato ed il confidente di ogni occasione. A Lui, ora, si affida, quando dovrà andare via. Una storia che di questi tempi, oggi non fa clamore e che non andrà sulla prima pagina dei giornali. La riportiamo su questa pagina, perché sì è una poesia, ma c’è la vita ed il significato che un uomo ha saputo offrirle. E tra tante storie stonate di questa estate, questa è una piccola, grande storia che fa meditare e per qualcuno è diventata un testamento originale ed ha il sapore anche di una preghiera. «Eri lì, Cristo, in uno scantinato su un cumulo di pietre frantumate dagli uomini buttato. Le braccia dalla croce eran staccate la fronte e le ginocchia rovinate visibile la ferita nel costato. Eri lì scartato dalla gente come fossi niente! Non era quello il posto per Te; fu così che Ti portai con me. Ebbi allora solo una gran voglia di lottare insieme a te con orgoglio. sei stato la mia sola eredità; hai colmato la mia povertà. Ci siamo parlati per anni e anni: Ti ho detto di gioie e di malanni. Ora però che devo andar via mi affido ancora alla Tua compagnia, a casa Tua, non più a casa mia, Cristo. Io lo spero e così sia».
Sarà il giovane presentatore, musicista e regista Enrico Selleri a condurre il pomeriggio del Meeting dei Giovani a Canneto sabato 24 luglio 2010. Il suo è un curriculum brillante, attraversato da eventi nazionali e internazionali e da una intensa programmazione televisiva. Formato alla Hope Music School, Enrico Selleri conduce i programmi più seguiti dell’emittente TV2000. Ma a renderlo particolarmente familiare al mondo dei giovani sono i grandi raduni in cui i giovani incontrano il Papa. Tra gli ultimi appuntamenti presentati da Selleri, la Festa dei Giovani con Benedetto XVI il 25 marzo 2010 in Piazza San Pietro, 25a Gmg, e l’incontro dei giovani con il Santo Padre il 2 maggio 2010 a Torino per l’Ostensione della Sindone. In una recente intervista Enrico Selleri ha spiegato quanto è importante per lui misurarsi con le grandi platee giovanili: «…Nella vita quotidiana non è facile avere uno scambio con numeri così significativi di giovani. Io considero queste occasioni importanti per far arrivare un messaggio che è in sé privilegiato, che arriva dall’alto e riguarda tutti. In fondo sono uno di loro che ritiene di avere qualcosa da dire». Dunque, al Meeting di Canneto Enrico Selleri non sarà semplicemente un conduttore ma un testimone di quei grandi valori che riescono ancora ad affascinare le nuove generazioni.
MARTEDI' 20 LUGLIO 2010 - PONTECORVO - Manifestazioni di affetto e gratitudine a Pontecorvo per Suor Letizia Magoni Dopo 18 anni di intensa attività la responsabile del Centro Caritas Zonale è stata trasferita a Brescia Giovedì 8 luglio 2010 la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Pontecorvo (FR) è stata insufficiente a contenere le tantissime persone intervenute a dire grazie a Suor Letizia Magoni, religiosa del Sacro Cuore, che dopo 18 anni dedicati al coordinamento del Centro Caritas Zonale Porta Aperta di Pontecorvo sta per lasciare la cittadina ciociara per raggiungere Brescia. Alla suggestiva cerimonia del saluto sono intervenuti il Vicario Generale della Diocesi, Mons. Luigi Casatelli, il Direttore della Caritas Diocesana di Sora Aquino Pontecorvo, Mons. Antonio Lecce, il Vicario del Vescovo per la Zona Pastorale di Pontecorvo, don Natalino Manna, il Direttore del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile, Mons. Giandomenico Valente, il delegato della Caritas Regionale, Dott. Marco Toti, il nuovo Direttore del Centro Caritas Porta Aperta, Luigi Mancini, il Sindaco di Pontecorvo, Dott. Michele Notaro, insieme a diversi amministratori comunali. Tanti anche i sacerdoti e gli operatori caritas presenti alla cerimonia. Una delegazione del Carcere di Cassino, dove Suor Letizia ha svolto per anni un servizio di ascolto e assistenza a favore dei detenuti, ha manifestato la riconoscenza di tutto il personale dell'istituto penitenziario. Tutti hanno avuto espressioni di affetto nei confronti di Suor Letizia, ringraziandola per tutto quello che ha fatto nel territorio a sostegno di tantissime famiglie in situazioni difficili. Tra le manifestazioni di gratitudine, quella del team del Centrogiovani di Pontecorvo: gli operatori di questa struttura, attigua al Centro Caritas, con Suor Letizia hanno condiviso un lungo tratto di strada al fianco di giovani e famiglie. Al termine dell’incontro il Vicario di Zona, a nome del Vescovo diocesano Mons. Filippo Iannone e delle comunità parrocchiali della Zona Pastorale di Pontecorvo, ha consegnato a Suor Letizia una targa a ricordo della lunga esperienza pontecorvese, dichiarando che il miglior attestato sarà nel futuro l'impegno a proseguire il prezioso lavoro iniziato nel 1992. Nei prossimi giorni Suor Letizia Magoni lascerà Pontecorvo portando nel cuore, nella sua nuova missione, il ricordo di tutti coloro che ha incontrato e servito in Ciociaria in questi indimenticabili 18 anni. GIOVEDI' 08 LUGLIO 2010 - PONTECORVO - ore 20.00 Biblioteca Comunale: Cerimonia di Saluto a Suor Letizia Magoni Per dire grazie Il prossimo giovedì, 8 luglio, la Caritas Diocesana insieme al Centro di ascolto Caritas di Pontecorvo invitano a partecipare alla Cerimonia di Saluto a Suor Letizia Magoni, che si svolgerà alle ore 20.00 presso la Biblioteca Comunale di Pontecorvo. In questa occasione, l’intera Caritas Diocesana vuole ringraziare Dio per il lungo e generoso servizio di Sr. Letizia a favore delle persone in difficoltà. L’intelligenza e il cuore di Sr. Letizia sono alla base dell’istituzione Porta Aperta, esempio e modello di organizzazione caritativa ecclesiale. Il programma della serata prevede il saluto del Sindaco di Pontecorvo, l’intervento del Direttore della Caritas diocesana Mons. Antonio Lecce sull’esercizio della carità nella Chiesa, la consegna di un attestato di benemerenza a Sr. Letizia, ed infine la consegna degli attestati di partecipazione a quanti hanno frequentato la Scuola di formazione nell’anno pastorale 2009-2010. L’invito a partecipare è rivolto a quanti sono impegnati quotidianamente a testimoniare l’amore a Cristo e ai fratelli più poveri. GIOVEDI' 08 LUGLIO 2010 - TERELLE - Dal 08 al 11 Luglio 2010 La Madonna Pellegrina del Santuario di Fatima a Terelle Previsti momenti di preghiera e di ascolto Ancora una volta, con la grazia di Dio e l’amore materno di Maria, la comunità di Terelle, dall’8 all’11 luglio prossimi, vivrà un momento di intensa spiritualità per la presenza eccezionale della Statua della Madonna Pellegrina del Santuario di Fatima. L’arrivo della Statua di Maria è previsto per le ore 16.30 del giorno 8 luglio. In questi giorni ogni fedele, che visiterà la Chiesa di Terelle, potrà usufruire di tutte quelle grazie spirituali sempre previste in tali occasioni. Un apposito Comitato sta lavorando da tempo e sta impegnandosi al massimo, curando e predisponendo ogni particolare, per accogliere degnamente la Vergine di Fatima. Il programma stilato è ricco, suggestivo e intenso. Giovedì, 8 luglio, dopo l’arrivo e l’accoglienza della Madonna, il vescovo, mons. Filippo Iannone, alle ore 18.00, presiederà la concelebrazione eucaristica. Nei giorni successivi, il 9, il 10 e l’11 luglio sono stati organizzati numerosi incontri, gesti di comunione e di fede, momenti di preghiera e di ascolto che interesseranno tutte le articolazioni della realtà locale ecclesiale e civile, tra cui l’Azione Cattolica, i catechisti, i giovani, gli operai, le confraternite, le varie articolazioni, i malati e gli anziani. La partenza della Statua della Madonna di Fatima, salutata dai caratteristici fazzoletti bianchi, è prevista, dopo la Consacrazione alla Vergine, per le ore 19.30 di domenica prossima. MARTEDI' 06 LUGLIO 2010 - SORA - Organizzatori, volontari e gruppi giovanili si preparano al Meeting Prosegue alla grande l’organizzazione del grande incontro del 24 luglio a Canneto I tempi stringono e la macchina organizzativa del Meeting dei Giovani preme sull’acceleratore. I promotori dell’incontro di sabato 24 luglio stanno mettendo a punto i dettagli per offrire ai giovani una giornata speciale a contatto con la natura e piena di amicizia, di musica, di spiritualità e di racconti di vita. È iniziato anche il reclutamento dei giovani volontari per l’accoglienza, il servizio d’ordine, le strutture tecniche e tutto ciò che serve alla migliore gestione dell’evento. Per l’occasione tornerà il Grande Coro dei Giovani degli ultimi eventi giovanili vissuti nella diocesi di Sora. Nel frattempo i gruppi di molte parrocchie e realtà associative si stanno organizzando per non perdere questo straordinario appuntamento. Il passaparola tra i giovani sta riscaldando l’attesa del Meeting: un’attesa che non poteva non contagiare le pagine di Facebook. MARTEDI' 06 LUGLIO 2010 - SORA - I giovani della Diocesi in crociera verso la GMG 2011. I responsabili della Pastorale Giovanile della provincia pensano a un viaggio in nave verso la Spagna Lunedì 28 giugno 2010 si sono riuniti al Centrogiovani di Pontecorvo i responsabili dei Servizi di Pastorale Giovanile delle diocesi della Provincia di Frosinone. Con questo incontro è proseguita la loro intensa collaborazione iniziata nel lontano 2002. Al Centro del summit la partecipazione dei giovani della Provincia alla Giornata Mondiale della Gioventù in programma a Madrid dal 15 al 21 agosto 2011. L’idea dei responsabili diocesani è di partire con i pullman dalle diocesi di Anagni Alatri, Frosinone Veroli Ferentino, Montecassino e Sora Aquino Pontecorvo, viaggiare in nave da Civitavecchia a Barcellona e da lì proseguire in pullman verso la capitale spagnola. Tutto questo potrebbe essere fatto a costi molto bassi, purché le adesioni vengano raccolte in tempi brevi. Verso la Gmg 2011 si sta pianificando anche un percorso spirituale, pastorale, culturale e organizzativo con appuntamenti nelle diverse diocesi. Dunque per centinaia di giovani del Frusinate si preannuncia un cammino appassionante verso il grande evento dell’estate 2011. Al Meeting dei Giovani che si terrà sabato 24 luglio 2010 a Canneto saranno date ai giovani le prime importanti informazioni in vista della Gmg. Intanto i responsabili della Pastorale Giovanile continueranno il loro lavoro: il loro prossimo incontro si terrà il 20 luglio a Frosinone. VENERDI' 02 LUGLIO 2010 - SORA - I giovani, sbilanciati sul profano ma sensibili al richiamo del sacro Presentata a Sora una indagine sulla religiosità giovanile Venerdì 18 giugno 2010 a Sora, nella Sala dell’Istituto Teologico Diocesano, è stato presentato il volume di Lucio Meglio, sociologo ricercatore dell’Università di Cassino, dal titolo Società religiosa e impegno nella fede. Indagine sulla religiosità giovanile nel Basso Lazio. La presentazione dell’interessante ricerca sociologica è avvenuta con un convegno sul tema I giovani tra il sacro e il profano, a cui hanno preso parte Mons. Filippo Iannone, Vescovo di Sora, il Prof. Salvatore Abbruzzese, ordinario di Sociologia della religione all’Università di Trento, il Prof. Maurizio Esposito, ricercatore in Sociologia all’Università di Cassino, e Mons. Giandomenico Valente, direttore del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile di Sora. Numerosi giovani hanno preso parte al convegno. Il Vescovo Filippo Iannone è intervenuto legando sapientemente le tematiche dell’incontro all’emergenza educativa e proiettando così l’iniziativa nell’orizzonte del prossimo decennio, che la Chiesa italiana dedicherà all’educazione. Il Prof. Abbruzzese ha invitato a riflettere sulle grandi potenzialità socio-culturali di un territorio come il basso Lazio, dove la dimensione religiosa e rituale incide sulla vita della gente più che in altre regioni. Il noto sociologo ha concluso con un invito ad essere tutti più vicini ai giovani per aiutarli a dare un senso alla vita. Il Prof. Esposito ha offerto una descrizione di quella che ha definito Società della grande confusione, dove si fa sempre più strada il fenomeno della religiosità fai-da-te. Mons. Valente, che ha moderato il convegno, ha introdotto i lavori con la seguente riflessione: «Il titolo che si è voluto dare al convegno, I giovani tra il sacro e il profano, potrebbe essere già una immagine riassuntiva dei contenuti dell’Indagine sulla religiosità giovanile nel Basso Lazio. Sembra di vedere le nuove generazioni in bilico tra l’abbandono dei tradizionali riferimenti rituali e il senso del trascendente, tra il disimpegno nella fede e le nuove suggestioni religiose, tra l’evasione nel profano e una ricerca a volte più consapevole, a volte più semplicemente emozionale del sacro. Con questo convegno abbiamo voluto metterci nel mezzo, accanto ai giovani, in uno spazio di convivenza e di osservazione ragionevole e imparziale, lontano da qualsiasi intenzione missionaria e con l’unico obiettivo di conoscere i termini e le ragioni di un dato di fatto: lo spessore del coinvolgimento religioso dei nostri giovani. Eventuali scelte sociologiche o pastorali verranno in seguito, oggi è importante conoscere la realtà nella quale, eventualmente, torneremo ad impegnarci: conoscendo più a fondo le terre del nostro impegno, coloro che vi abitano, la loro sensibilità e i loro costumi e linguaggi, il nostro lavoro ci guadagnerà in serietà ed efficacia. L’indagine di Lucio Meglio muove da un campione di 1225 giovani, rappresentativo del Lazio meridionale ma localizzato in buona parte nella Diocesi di Sora Aquino Pontecorvo. Per questo particolare riferimento territoriale, per noi che vi operiamo l’indagine diventa uno strumento imprescindibile di conoscenza, così come può diventarlo per le famiglie e per i responsabili dell’istruzione e della formazione, per gli operatori culturali e per gli animatori delle realtà giovanili, per i pastori e collaboratori della comunità ecclesiale e, infine, per gli stessi giovani. Un’ultima annotazione per il profilo culturale dello studio di Lucio Meglio. Benché la ricerca si muova dentro precisi confini regionali e provinciali, per l’orizzonte bibliografico con il quale si confronta, per la qualità intellettuale delle riflessioni e valutazioni che contiene e per le possibili connessioni che consente con letture sociologico-religiose di altri contesti culturali e territoriali, la nostra indagine si colloca dentro l’interessante mosaico degli studi analoghi comparsi in Italia nell’ultimo decennio. Con un valore aggiunto: come rileva il Prof. Salvatore Abbruzzese nella prefazione al volume, il basso Lazio può essere considerato un territorio strategico e un importante laboratorio nel quale approfondire l’evoluzione del più vasto universo religioso. Per tutto questo varrà la pena di valorizzare quest’ultima ricerca come il punto di partenza di un nuovo dialogo con le nuove generazioni, che, come sappiamo e come ci conferma la stessa indagine sociologica, sebbene siano proverbialmente sbilanciate sul profano, non sono affatto estranee al richiamo del sacro». VENERDI' 02 LUGLIO 2010 - SORA - Domenica scorsa per il 50° di sacerdozio L’abbraccio della Città e Diocesi di Sora a mons. Bruno Antonellis La chiesa di S. Restituta gremita di fedeli Gianni Fabrizio Una festa per dire grazie. Grazie al Signore per averci donato, cinquanta anni fa, il sacerdozio di don Bruno e grazie a don Bruno per la fedeltà al suo mandato presbiterale, testimoniato e vissuto intensamente per dieci, indimenticabili lustri. La chiesa di S. Restituta, domenica scorsa, era gremita. Le tre navate hanno ospitato, a fatica, tutte le persone che hanno volute essere presenti alla concelebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo, mons. Filippo Iannone. Larghissima la partecipazione del clero diocesano. Presenti pure i familiari di don Bruno, alcuni appositamente giunti dall’America. Non sono perfino mancati i congiunti del vescovo Musto, partiti, per l’occasione, da Montemiletto. Grande l’entusiasmo intorno a don Bruno, che al termine della concelebrazione, ha ringraziato tutti per i mille e mille attestati di gratitudine e di affetto ricevuti. Ha ringraziato, per i saluti rivoltigli, la famiglia, i sette vescovi che hanno attraversato la sua formazione, mons. Filippo Iannone, il sindaco di Sora, on. Cesidio Casinelli, il prof. Gianni Fortuna Gasbarrini, ed in particolare, come compagni del viaggio del proprio sacerdozio, i presidi Claudio Basile e Luigi Gulia. Infine l’abbraccio vero, cordiale e sincero con tutti, proprio tutti i presenti. Dopo un momento di amicizia, ognuno è tornato a casa con un sorriso in più, portando via con sè anche un’elegante pubblicazione. Curata dal preside, prof. Luigi Gulia e dal grafico, maestro d’arte Gabriele Pescosolido, dal titolo Essere prete, essa contiene sequenze, tematiche, testi e documenti sul sacerdozio. Una scelta ed intelligente sintesi, del pensiero di quanti hanno ispirato don Bruno come uomo e come sacerdote: i vescovi Mancinelli, Fontevecchia, Musto, Minchiatti, Chiarinelli, Brandolini e Iannone; i papi: Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI; i precursori del Concilio Vaticano II: don Giovanni Rossi, don Primo Mazzolari, don Giuseppe De Luca, don Lorenzo Milani, Padre David Maria Turoldo; i testimoni di carità: Raoul Follerau, Carlo Carretto, Madre Teresa di Calcutta. Il loro insegnamento è stato e continua ad essere la fonte e l’itinerario del generoso percorso, umano e cristiano, di mons. Bruno Antonellis, sandonatese, sorano e cittadino del mondo, da sempre in dialogo con tutti e aperto e disponibile all’ascolto, con la forza della fede e l’energia della preghiera. VENERDI' 02 LUGLIO 2010 - PESCOSOLIDO - Il messaggio di mons. Filippo Iannone: Don Lino Ciccolini tra i pescosolidani di Toronto. Una comunità sempre legata alla terra d’origine (G. F.) Pescosolido 2 esiste veramente a Toronto. Un’appendice del bellissimo paese che dall’alto guarda Sora e la Valle del Liri. I pescosolidani del Canada hanno conservato tutto, dei luoghi di origine: tradizioni, dialetto, fede. In mezzo a loro è voluto ritornare don Lino Ciccolini, ora parroco emerito che per ben 58 anni ha guidato la comunità di Pescosolido. È ritornato fra i parrocchiani di una volta, in occasione del suo 60° anniversario di ordinazione sacerdotale. È stato un dono reciproco: per gli emigrati rivedere don Lino, per don Lino fare memoria di tanti volti salutati, fra gli anni 50 e 60, partiti in cerca di un avvenire migliore. Sono stati dieci giorni di un’intensa e forte attività. Significativo l’incontro vissuto nella chiesa di S. Giovanna Francesca de Chantal, organizzato dai due club che raggruppano i soci della frazione di Forcella, La Società S. Marco e l’Associazione S. Rocco. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’incontro con i tesserati al club della Società di Pescosolido, all’interno della chiesa di S. Fedele. Le celebrazioni eucaristiche hanno segnato momenti di fede anche attraverso i canti tradizionali della nostra liturgia. Prima delle omelie, don Lino ha dato lettura del messaggio di saluto del vescovo, mons. Filippo Iannone: «Carissimi, profitto volentieri della venuta tra voi del nostro caro don Lino Ciccolini, per inviarvi un cordiale saluto. Dallo scorso mese di settembre sono il nuovo Vescovo della Diocesi di Sora Aquino Pontecorvo. Fin dall’inizio del mio ministero sono stato informato della presenza della vostra numerosa Comunità a Toronto. So anche che nonostante viviate lì da molti anni, mai è venuto a cessare nel vostro cuore il legame con la terra natale, così come la comunità ecclesiale pescosolidani mai ha dimenticato i suoi figli, che, per motivi diversi, hanno lasciato la loro terra d’origine, per trovare accoglienza e lavoro in questo grande Paese d’oltreoceano. Sono certo che nella grande metropoli canadese avete espresso al meglio i valori, la cultura e le tradizioni cristiane, propri della nostra gente; sono altresì convinto che generosamente e lealmente avete contribuito, con il vostro lavoro ed i vostri talenti, a concorrere significativamente allo sviluppo e alla crescita della Nazione, alla quale ormai appartenete. Carissimi, auspicando di potervi, in un futuro non lontano, incontrare e conoscere personalmente, desidero esprimervi il mio affetto e assicurarvi la mia preghiera e la mia benedizione, che di cuore, invoco su ciascuno di voi, sulle vostre famiglie, sui vostri figli, sul vostro lavoro». Sono state parole che hanno suscitato entusiasmo e commozione. Tutti hanno chiesto a don Lino Ciccolini di sollecitare una visita in Canada del nuovo Vescovo. Durante i tanti incontri don Lino ha avuto modo di avvicinare tutti i pescosolidani di Toronto, la vecchia e la nuova generazione, uniti dalla comune origine ciociara. È stata un’occasione per aprire alla memoria le fatiche, le speranze, le difficoltà e i successi che hanno segnato la vita di ogni emigrato. Forse, a Toronto, don Lino ha potuto incontrare e rivivere quella sua Pescosolido, che ora, qui, non esiste più. Un viaggio, che gli ha ripresentato i sapori di una volta, l’amicizia, la fede, la preghiera. E gli indimenticabili ricordi racchiusi in anni e anni di servizio continuo in sintonia con la sua missione, testimoniata in sessanta anni di sacerdozio. MARTEDI' 29 GIUGNO 2010 - Meeting dei giovani: lungo la strada un incontro che cambia la strada - L’evento del 24 luglio sarà ispirato al Vangelo del giovane ricco, riferimento della Gmg 2010. «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?»: a questo passaggio del capitolo 10 del Vangelo di Marco, tema della Gmg 2010, è ispirata la giornata che centinaia di giovani della diocesi di Sora Aquino Pontecorvo passeranno a Canneto il prossimo 24 luglio. Il grande Meeting può essere cosi immaginato come uno spazio nel quale potersi trovare a tu per tu con Gesù di Nazareth e con la sua proposta: dai un colpo d’ala alla tua vita! A questo proposito a Canneto sono previste testimonianze di vita coinvolgenti e… sconvolgenti. Tutto questo, insieme a molte altre sorprese che ci aspettano al Meeting dei Giovani, per concludere che sabato 24 luglio a Canneto non possiamo proprio mancare! MARTEDI' 29 GIUGNO 2010 - Meeting dei giovani con colazione nel Parco - Il 24 luglio a Canneto il Comune di Settefrati offrirà prodotti tipici a tutti i partecipanti Mentre proseguono i preparativi del grande Meeting dei Giovani in programma a Canneto, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, per sabato 24 luglio 2010, il Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile di Sora continua a raccogliere consensi e disponibilità. Don Edmer Eronga, coordinatore della Pastorale Giovanile in Valle Comino, ha appena comunicato che il Comune di Settefrati (FR), nel cui territorio si trova il Santuario di Canneto, offrirà uno spuntino con prodotti tipici locali a tutti i giovani che parteciperanno al Meeting. L’incontro del 24 luglio si prevede particolarmente ricco di momenti piacevoli e interessanti. Nei prossimi giorni le strutture della Pastorale Giovanile Diocesana apriranno le iscrizioni. MARTEDI' 29 GIUGNO 2010 - La Carità… senza sprechi! di MIRELLA CONFLITTI L’associazione ONLUS Amici del Malawi, guardandosi attorno, ha ideato un nuovo modo di far carità, seguendo forse le ideologie ecologiche odierne anti-spreco, tutto è partico da alcune amare costatazioni: 1. sono state trovate nei cassonetti di Sora buste con spaghetti , dei quali i nostri poveri hanno pensato di disfarsi dopo essere stati nelle varie caritas a chiedere aiuto e sostegno; 2. è la stessa Coldiretti a fornire all’ADNKRONOS la stima degli sprechi degli Italiani evidenziando che prodotti alimentari per un valore di circa 510 euro vengono gettati da ogni famiglia durante l’anno; 3. domenica scorsa Mirella Conflitti ha avuto la gioia di incontrare i fratelli di Balaka, i componenti dell’Alleluya band che sono in tour in Italia. Gli amici di Ostia Lido, Seconda linea Missionaria, li hanno avuti ospiti a pranzo, un pranzo semplice, ma molto buono, ma che è stato troppo abbandonante per i nostri malawaiani abituati a mangiare polenta, forse una sola volta al giorno. È nata così l’idea di mettere un contenitore dietro il cancello del Centro Mons. Morganti (ex POA) dove i nostri poveri possano gettare gli alimentari che non gradiscono e dove chiunque, nello spirito evangelico del «non sappia la tua sinistra quello che fa la tua destra» possa mettere il proprio piccolo contributo. La raccolta, per motivi di carattere pratico, è limitata a pasta, riso e scatolame vario. Il contenitore verrà svuotato ogni quindici giorni e gli alimentari verranno impacchettati per essere inviati in Malawi con il prossimo container che partirà da Sora presumibilmente il prossimo 4 ottobre. Invitiamo la Caritas, le associazioni, le parrocchie, i gruppi a farsi portavoce di questa iniziativa che non ha orari (basterà alzare il coperchio anche stando al di fuori), perché la carità non ha orari di apertura e chiusura. Venerdì 25 Giugno 2010 - SORA - Le nuove nomine dei vicari delle diocesi L’ultima assemblea del clero diocesano, il 15 giugno, non ha visto un vero e proprio incontro dialogato, ma al suo posto un profondo momento di preghiera e raccoglimento davanti a Gesù Eucaristia, in questo particolare appuntamento nella Cattedrale S. Maria Assunta in Sora il nostro vescovo Filippo ha reso noti il nuovo ed unico Vicario Generale e i 6 Vicari Zonali delle rispettive aeree delle diocesi: Mons. Antonio Lecce è il successore unico dei Vicari di Sora, Mons. Bruno Antonellis, e Pontecorvo, Mons. Luigi Casatelli. I Vicari Zonali sono: per la zona di Sora, Don Alfredo di Stefano; per la zona di Aquino, Don Mario Milanese; per la zona di Pontecorvo, Don Natalino Manna; per la Valle del Liri, Don Antonio Di Lorenzo; per la Valle di Comino, don Teofilo Toma Akuino (che succede a Don Alberto Mariani); ed infine per la Valle Roveto, don Alexander Moreno Infante. Venerdì 25 Giugno 2010 - SORA - La chiesa secondo AnnoZero: cronache di scandali insabbiati Lo scorso 20 maggio la Chiesa Cattolica catturata nel mirino del giornalismo sprezzante. di Alessandro Rea Tutti noi abbiamo potuto ascoltare e osservare come dal programma di Santoro su Rai2 AnnoZero del 20 maggio scorso, la nostra Chiesa è stata presa di mira: la puntata è stata dedicata allo scandalo degli abusi sui minori perpetrati da preti e religiosi. Si parlava dei crimini commessi nelle località dell’Irlanda e degli Stati Uniti da sacerdoti considerati malati; per i giornalisti la gerarchia della chiesa cattolica non ha «mosso un dito» per non correre ai ripari con delle sanzioni atte a punire, recuperare, salvaguardare la figura e la missione di tutta la Chiesa! Erano presenti Niki Vendola, Antonio Socci, il vescovo Domenico Sigalini, una delle vittime di don Cantini, Marco Travaglio e Corrado Formigli, che ha firmato i reportage dagli Stati Uniti. In studio c’erano anche due vittime dei preti pedofili maltesi, che qualche settimana fa avevano incontrato il Papa. Singolare l’intervento di Socci che ha spiegato la novità della posizione di Benedetto XVI, che non ha gridato al complotto né si è difeso dietro le statistiche, ma ha parlato del terrificante fenomeno presentandolo come una persecuzione che viene dall’interno della Chiesa. Poche parole, e forse più incisività, da parte del vescovo Sigalini, che ha affrontato bene il caso italiano di don Cantini, ma che poteva essere più netto sui casi americani. Due le considerazioni che sono mancate e che avrebbero, a mio avviso, permesso di giudicare meglio i reportage americani (toccanti per le testimonianze delle vittime della pedofilia, le cui vite sono state segnate indelebilmente; ma al tempo stesso un pò troppo orientati sulle posizioni dell’avvocato dell’accusa Anderson): in primo luogo, nessuno, nei servizi né in studio, ha ricordato che nel caso - di padre Lawrence Murhpy, il violentatore seriale di bambini e ragazzi nell’istituto per sordi di Milwakee, la Congregazione per la dottrina della fede è stata coinvolta solo alla metà degli anni Novanta, senza che in precedenza i vescovi avessero fatto alcunché (c’era stata, tra l’altro, anche un’inchiesta civile arenatasi con un non luogo a procedere). Nessuno ha ricordato che l’indicazione della Congregazione - come risulta dalle lettere dell’allora Segretario, Tarcisio Bertone, fu quella di fare il processo. E che alla fine, nel 1998, si decise di sospendere il processo a motivo delle gravi condizioni di salute di padre Murphy, che morì poche settimane dopo la riunione romana dov’era stata presa la decisione. Non è un particolare insignificante, eppure non è emerso, non è stato ricordato. Inoltre non si è detto che padre Murphy viveva nella casa di famiglia dalla metà degli anni Settanta e dunque al momento in cui la denuncia arriva a Roma, si discute la sua riduzione allo stato laicale, ma il sacerdote non ha incarichi pastorali che lo avvicinino ai ragazzi. Come pure non si è detto, dopo aver citato la testimonianza accusatoria verso il Vaticano dell’ex arcivescovo Rembert Weakland, che quest’ultimo ha ammesso di aver avuto una lunga relazione omosessuale con un giovane (maggiorenne) per comprare il silenzio del quale ha spesso ben 400mila dollari della diocesi. Weakland non ha nulla a che fare con la pedofilia, ma forse questo particolare non secondario andava citato. Ancora, Formigli ha ripetuto la solita storia della segretezza prevista dai documenti vaticani nell’affrontare questi casi, lasciando intendere che questo abbia contribuito all’occultamento della verità e alla copertura dei colpevoli. Va ricordato che i documenti vaticani trattano solo del processo canonico e dunque la riservatezza prevista è a tutela delle vittime degli abusi e anche dell’accusato, che prima di essere sanzionato o messo alla gogna ha il diritto a un processo che ne accerti la colpevolezza. È innegabile, purtroppo, che per decenni si sia agito badando più a non creare scandali pubblici e non sia prestata la dovuta attenzione al dramma delle vittime. Ma attribuire questa incapacità di governo e questa superficialità ai documenti della Santa Sede, non è giusto. Chiarezza e non accusa arrogante, la Chiesa accoglie tutti e comprende tutti ma cerca la via della pace non dello scandalo… tutto questo non è stato minimamente esposto e se le logiche giornalistiche avessero lo scrupolo del principio della verità molte illazioni, accuse e fango ce le risparmieremmo tutti per puntare alla vera giustizia. VENERDI' 18 GIUGNO 2010 - Al via l’organizzazione del Meeting dei giovani L’appuntamento è per sabato 24 luglio a Canneto. A sette anni di distanza dall’ultimo grande incontro dei giovani della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, il Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile, insieme alla Consulta dei Giovani, proporrà il grande Meeting in programma anche stavolta a Canneto. Sabato 24 luglio 2010 centinaia di giovani saliranno al santuario mariano per una giornata di spiritualità, di messaggi, di musica e di amicizia. Il Meeting dei Giovani si aprirà con la Fiera delle Idee: un “mercatino” nel quale organismi diocesani, gruppi, movimenti e associazioni, presso i propri stand, presenteranno la loro storia, le attività realizzate, i progetti in cantiere. La mattinata sarà ancora più “interessante” grazie a un mega-stand gastronomico nel quale i giovani potranno consumare gratuitamente una ricca colazione con prodotti tipici della Valle Comino. A seguire, uno spazio musicale e l’esperienza di preghiera presieduta dal Vescovo di Sora, Mons. Filippo Iannone. Subito dopo, i giovani consumeranno il pranzo al sacco che avranno portato con sé, assisteranno a una esibizione folcloristica nel Piazzale del Santuario, incontreranno Ospiti importanti, ciascuno con una storia da raccontare… L’appuntamento è dunque a Canneto per il 24 luglio a partire dalle ore 9.30. L’esperienza è per i giovani dai 16 anni in su. Presto arriveranno in tutte le parrocchie e nei gruppi giovanili della Diocesi il materiale utile per aderire al grande Meeting. Nel frattempo ci terremo aggiornati attraverso le pagine di pastoralegiovanile.com. VENERDI' 25 GIUGNO 2010 - Al via l’organizzazione del Meeting dei giovani L’appuntamento è per sabato 24 luglio a Canneto. Presso la Biblioteca Comunale di Sora fino al 4 luglio Nero d’Africa: una mostra di fotografie di vita quotidiana nel Sud Sudan Una testimonianza vissuta dal dott. Augusto Vinciguerra presso l’ospedale diocesano di Turalei di Gianni Fabrizio Un mese nel Sud Sudan, dal 15 novembre al 10 dicembre dello scorso anno; un viaggio in Africa, il quarto, per tenere sempre vivo il suo animo di autentico scout; la volontà di servire gli ultimi e lo spirito di altruismo del dott. Augusto Vinciguerra, come medico, sono ora diventati una foto-testimonianza concreta ed unica. Di più. Hanno preso forma e cuore di una mostra fotografica, che è stata inaugurata ieri mattina, presso la Biblioteca Comunale di Sora. L’iniziativa è a cura dell’Associazione Amici degli Scout - Agesci Sora 1, con il patrocinio del Comune di Sora, Assessorato alle politiche culturali e della Banca di Credito Cooperativo di Roma. La mostra, che resterà aperta fino al prossimo 4 luglio, comprende circa cinquanta foto. Rappresentano la vita quotidiana, i volti delle persone incontrate e curate, i visi delle madri sudanesi con i loro bambini, i paesaggi e gli angoli di un mondo che Augusto Vinciguerra ha visto con occhi emozionati ed increduli e soprattutto che ha accarezzato con la sua anima e la sua ricca sensibilità. Fotografie che sono più eloquenti di tanti discorsi e di tanti reportages. Immagini crude ma vere che lo scout sorano Augusto ha scattato durante il suo mese di servizio di volontariato presso l’ospedale diocesano di Turalei, nella zona più povera del Sud Sudan. La mostra è intitolata Nero d’Africa, ma dentro ci sono tutti i colori di una umanità che combatte quotidianamente contro la miseria e contro la povertà più assurde. «Una vera avventura è stato il mio soggiorno di un mese presso l’ospedale diocesano di Turalei», ha dichiarato l’anestetista Augusto Vinciguerra (egli fa da riferimento sanitario e medico – chirurgico per un territorio grande almeno quanto il centro Italia e con una popolazione di circa mezzo milione di persone). L’organizzazione umanitaria con cui egli collabora, non aveva corrente elettrica, per cui gli interventi andavano fatti solo con strumenti che non necessitavano di elettricità. L’attività ospedaliera è stata molto intensa, dalla visita in corsia al programma operatorio, alla distribuzione dei pochi medicinali disponibili. Ma forse la cosa più bella era il lavoro pomeridiano presso l’ambulatorio per gli out patients, persone esterne di varie etnie. Tutte queste attività erano interrotte solo per bere o mangiare qualcosa, oppure giocare con un pallone fatto di stracci con tutti i bambini. L’incontro con le etnie dei Dika e dei Nuer è stato degno di quel viaggio meraviglioso. La Messa domenicale, lì dura tutta la mattina, al suono dei tamburi con canti e balli che non ti lasciano mai. La celebrazione eucaristica è una vera festa per tutti. Lo scopo della mostra fotografica: cercare di promuovere la costituzione, qui nel nostro territorio, di un gruppo di lavoro a sostegno di un progetto che prevede sia la definitiva sistemazione dei fatiscenti fabbricati dell’ospedale di Turalei destinati agli operatori sanitari e sia la necessaria formazione professionale di almeno due di loro. Anche questa volta il dott. Augusto Vinciguerra ed i suoi amici di Turalei, nel Sud Sudan, non possono essere lasciati soli. VENERDI' 25 GIUGNO 2010 - SORA - "Dino… e i suoi amici" di Orietta Sarracini Lunedì 14 Giugno è iniziato il progetto estivo nella Fortezza dei Sogni. L’itinerario realizzato presso il Centro minori del Centro San Luca, nasce per venire incontro alle esigenze delle famiglie di vedere impegnati i loro figli durante le vacanze scolastiche, in un periodo dell'anno, quale quello estivo, in cui i bambini incontrano notevoli difficoltà, dovute appunto all'interruzione dell'attività didattica. Il progetto si propone di offrire accoglienza in ludoteca a bambini e ragazzi, proponendo loro attività ricreative e didattiche adatte alle diverse fasce d’età, in un contesto stimolante e creativo. Il contatto fra bambini di età diverse è educativo e stimolante: il bambino piccolo impara per emulazione, il grande si sente responsabile e protettivo nei confronti del più piccolo. Ci saranno quindi momenti della giornata comuni a tutte le fasce d’età. Ovviamente, per le attività che lo richiederanno si divideranno i bambini in gruppi di età omogenea, in modo da svolgere le attività nel modo più adatto alle singole fasi di crescita. Educare i bambini/ragazzi al rispetto della diversità degli animali attraverso la conoscenza delle loro caratteristiche e dell’importanza della multiformità in natura; dare contributi educativi ai bambini/ragazzi attraverso l’esperienza e il rapporto con la diversità; insegnare ai bambini in modo divertente ed interattivo che gli animali non sono pupazzi né giocattoli, che hanno un importante ruolo nella società e che bisogna rispettarli. Tutte le attività saranno proposte in forma di gioco o di chiacchierata affinché i bambini apprendano cose nuove divertendosi.
Il programma
è stato studiato secondo moduli settimanali, che prevedano
ciascuno tra l’altro: gioco di movimento (gare, staffette,
percorsi…); passeggiate didattiche; laboratori con esperti. Il
pomeriggio sarà dedicato alle attività meno impegnative sia dal
punto di vista fisico che mentale. VENERDI' 25 GIUGNO 2010 - SORA - Alvito nella II Guerra Mondiale Il contributo del Gen. Rocco Viglietta nella II Guerra Mondiale ad Alvito, Sora e limitrofi. È in libreria Alvito nella II Guerra Mondiale. Contributo alla ricostruzione degli avvenimenti storico-militari nella Valle di Comino e dintorni. Ne è autore Rocco Viglietta, originario di Alvito, Generale della Riserva dell’Esercito e Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Artiglieri d’Italia. Il suo libro, di oltre 450 pagine, ricco di 100 illustrazioni, corredato di una dettagliata carta che segnala le operazioni militari nel territorio, è stato pubblicato da Scienze e Lettere, già Bardi editore in Roma. L’opera è frutto del profondo legame alla terra d’origine e dell’appassionata esperienza di strategia militare dell’autore, che ha prestato servizio in Comandi e Unità operative dell’Esercito, a Roma nello Stato Maggiore, come Addetto Militare presso l’Ambasciata d’Italia a Londra, come membro di Gruppi di studio e di lavoro nazionali ed internazionali della NATO e del Western European Armaments Group. Il libro ripercorre con fitta documentazione storica e con perizia militare gli eventi che hanno preceduto e accompagnato l’occupazione tedesca del fronte di Cassino nell’ultimo scontro mondiale, con particolare riferimento alle operazioni della fanteria, allo sfollamento dei civili, al bombardamento di Montecassino, alle operazioni d’attacco e di sfondamento della linea Gustav, all’intervento degli Alleati nella Valle di Comino a alla liberazione di Atina, Settefrati, Gallinaro, Casalvieri, Alvito, Vicalvi e S. Donato. Di notevole interesse il capitolo sulla liberazione di Sora e della Valle Roveto ad opera dei Neozelandesi del 28° Battaglione Maori, al comando del Ten. Col. Awatere. «Lo scopo principale del lavoro – dichiara il generale Viglietta – è stato quello di riprendere ed ampliare il discorso già fatto da molti altri autori, ma con un approccio prevalentemente storico-militare, con l’intento di arricchire l’argomento ed integrare le testimonianze fornite da chi aveva vissuto direttamente quel tragico periodo con le relazioni ufficiali». Venerdì 18 Giugno 2010 - SORA - I giovani tra il sacro e il profano: Convegno di Studio per la presentazione della ricerca di Lucio Meglio. Un convegno sulla religiosità giovanile nella Diocesi di Sora, Aquino e Pontecorvo. È questo il tema dell’incontro che avverrà venerdì 18 giugno presso la Sala Teologica S. Tommaso di Sora, in occasione della presentazione della ricerca condotta da Lucio Meglio sul rapporto giovani/religione. Da tempo infatti quella che è stata definita come la scissione tra ambito religioso e non religioso, venutasi a creare a seguito della secolarizzazione delle società contemporanee, ha incentivato lo studio delle diverse forme di religiosità giovanile, le quali nel corso degli anni hanno portato alla nascita di quello che qualche autore ha definito come bricolage religioso. Eppure le ricerche nazionali su questo tema hanno di fatto smentito questi luoghi comuni. Tra i giovani emerge un senso di religiosità diffusa, ovviamente non conforme agli stili tradizionali, ma certamente non in declino come i più catastrofisti avevano profetizzato. Ciò è quanto emerge dalla presente indagine, che pur concentrandosi in un territorio per molti versi di provincia, risulta di enorme attualità per chi abbia interesse a studiare le nuove sfide del mondo giovanile contemporaneo. A presenziare i lavori ci sarà il Vescovo diocesano S.E. Mons. Filippo Iannone, assieme a docenti dell’Ateneo di Cassino. Le relazioni saranno affidate al Prof. Salvatore Abbruzzese, ordinario di Sociologia della religione all’Università di Trento, e al Prof. Maurizio Esposito dell’Università di Cassino. A moderare l’incontro ci sarà Mons. Giandomenico Valente, direttore della Pastorale giovanile diocesana, che ha sponsorizzato l’evento. Domenica 20 Giugno 2010 - SORA - Nella chiesa di S. Restituta alle ore 18:00 la ricorrenza del 50° di ordinazione sacerdotale di Mons. Bruno Antonellis Gianni Fabrizio «Tutti siamo progetto di Dio, tutti siamo importanti davanti a Dio, perché tutti abbiamo una vocazione da realizzare». E per mons. Bruno Antonellis, 50 anni fa, il 29 giugno 1960, nella parrocchia di S. Maria e S. Marcello, a S. Donato V. C., dove è nato, attraverso la imposizione delle mani da parte di mons. Biagio Musto, la risposta alla propria vocazione ed il suo convinto eccomi, furono l’impegno pronto e deciso, del dono del sacerdozio fatto alla Chiesa e alla comunità. Cinquanta anni sono una vita. Quanti volti ha conosciuto don Bruno; quanti fratelli incontrati; quanti consigli elergiti; quante famiglie salvate; quanti giovani recuperati. Da allora è stato avvicinato, con fiducia, da tutti sia come uomo, sia come prete. Il suo sacerdozio è stato, e continua ad essere, il palpito all’unisono di tanti cuori, di tante menti e di tante mani. Sora gli deve gratitudine e riconoscenza. Per questo la Città e la Diocesi, e non solo, gli si stringono intorno e gli fanno festa domenica prossima, 20 giugno, alle ore 18:00, con la concelebrazione eucaristica presieduta da S. E. Mons. Filippo Iannone, nella chiesa di S. Restituta. Martedì, 29 giugno, invece, alle ore 18:00, sarà lo stesso mons. Bruno Antonellis a celebrare la messa a S. Donato V. C., nella parrocchia di S. Maria e S. Marcello: lì dove è diventato sacerdote. Di questi cinquanta anni, tutti, proprio tutti appartengono al servizio sacerdotale che mons. Bruno Antonellis ha offerto alla Chiesa di Sora. Molteplici le sue varie e poliedriche attività pastorali, condotte sempre con modestia, umiltà, devozione, fermezza e spirito evangelico, ma anche schivo e senza plateali apparizioni. È stato, tante volte, anche un prete scomodo, fuori da schemi precostituiti e preconcetti, ma sempre conciliare. Per questo è ancora amato, rispettato e punto di riferimento, confidente e guida di credenti e non credenti. Giovanissimo sacerdote, dall’ottobre del 1960 fu chiamato da mons. Biagio Musto a ricoprire il ruolo di suo segretario. Servizio che ha mantenuto fino al 9 aprile del 1971: era la notte tra il giovedì ed il venerdì santo e giorno della morte del vescovo. Ricordiamo i suoi tanti servizi. Ha insegnato religione nel seminario, nella scuola media e nel liceo classico di Sora. Canonico della Collegiata di S. Restituta, cappellano delle suore del Preziosissimo Sangue, assistente interdiocesano della G.I.A.C (Gioventù Italiana di Azione Cattolica) dal 1962 al 1971. Erano questi gli anni del rinnovamento e della speranza, quelli del Concilio Vaticano II. Gli anni della fervida attività svolta con il Gruppo Terzo Mondo per inviare aiuti concreti in Brasile a don Enzo Venditti, a suor Elena Mattiucci in Tanzania e favorire l’opera di Roul Follerau. In quel periodo venne organizzato, fra l’altro, Il Festival della Solidarietà, manifestazione antesignana di Festivals più famosi, per complessi musicali giovanili. Fu un successo strepitoso che conquistò i giovani di allora. Canonico della cattedrale di Pontecorvo, cappellano di S. Vincenzo Ferreri e della Madonna delle Grazie. Nel 1967, al termine del mese di maggio, con i giovani della GIAC e con il comitato della chiesetta che domina Sora, promosse la prima fiaccolata mariana, una tradizione che continua con grande partecipazione. E ancora: difensore del Vincolo nel Tribunale Ecclesiastico Diocesano; incaricato per l’ecumenismo; dal 1974, per venti anni, parroco di Valleradice; membro del Consiglio Presbiterale; rettore e docente dell’Istituto Teologico Diocesano; Vicario Generale dal 1992; Preposto – Parroco di S. Restituta e dal 1994, cappellano di Sua Santità. Sempre da fedele servitore, caratterizzato da una forte dedizione e uno slancio generoso al fianco dei vescovi Musto, Minchiatti, Chiarinelli, Brandolini, ed oggi, Iannone. A don Bruno la gente vuol bene perché è uomo per gli altri. Molti lo vedono solo come un compagno di esperienza umana, con cui percorrere un tratto di strada insieme. Il suo cuore è aperto a tutti, ed in particolare ai giovani. Ha lavorato intensamente per risvegliare negli animi una grande passione per l’evangelizzazione e per incoraggiare a ripartire da Cristo Gesù, contemplando il suo volto con gli occhi della Madonna. È vero: tutto il suo tempo ed i suoi 50 anni di sacerdozio, sono stati di servizio. A lui il nostro più autentico grazie! Domenica 20 Giugno 2010 - CASTELLIRI - L’Annuncio del Vangelo al tempo di Facebook. Domenica 20 giugno alle ore 16.00 si terrà a Castelliri, presso il Centro Caritas, il Convegno Pastorale Parrocchiale Comunicare il Vangelo oggi. L’annuncio al tempo di Facebook, organizzato dal parroco don Arcangelo D’Anastasio e dagli operatori della Parrocchia S. Croce. L’incontro sarà presieduto dal vescovo S. E. Mons. Filippo Iannone e vedrà la partecipazione di personalità rilevanti nell’ambito comunicativo: interverranno infatti Mons. Domenico Pompili, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni della CEI e sottosegretario CEI, che tratterà de I cattolici e il nuovo ambiente mediatico segnato dal web e Padre Giulio Albanese, scrittore, giornalista, direttore di Popoli e Missione, che parlerà del tema Evangelizzare la rete: missionari digitali. L’invito a partecipare è rivolto a tutti coloro che sono interessati alle nuove sfide da affrontare per portare l’Annuncio cristiano ad una società che si muove, vive ed opera sempre più in rete, in un contesto in cui il mondo virtuale predomina quello reale nella vita degli individui. Mercoledì 09 Giugno 2010 - CANISTRO - L'incontro delle confraternite della Valle Roveto. Sabato 8 Maggio, si sono incontrate le Confraternite della Valle Roveto, a Canistro Inferiore. Per la prima volta hanno partecipato anche le Confraternita di San Francesco di Balsorano e le Misericordie di S. Vincenzo - Balsorano. Un centinaio i confratelli presenti, con i loro vestiti a festa… Dopo un momento di preghiera davanti al Santissimo, il Delegato Diocesano don Domenico Ferri, ha benedetto gli abiti di 30 confratelli, cui ha fatto seguito il giuramento del Priore della nuova Confraternita Figli e figlie di S. Anna e di S. Maria della Fonticella. Quindi, in processione si è attraversato il paese, verso la Sala Comunale, per un momento di aggiornamento e formazione spirituale. Don Domenico, ha portato i saluti e la benedizione del Vescovo, Mons. Filippo Iannone, impegnato in Diocesi nell’amministrazione delle Cresime. Ha giustificato la scelta di Canistro, dal momento che, dopo il Cammino Diocesano delle Confraternite avvenuto a Civitella Roveto lo scorso anno, qui è nata una nuova Confraternita. Il Delegato ha svolto un breve aggiornamento sugli incontri avvenuti nelle altre Zone, con la partecipazione anche di Mons. Vescovo; quindi ha svolto il tema: Spiritualità e impegno delle Confraternite nelle Comunità. Ha iniziato, sottolineando l’importanza di seguire ciascuno il proprio carisma di appartenenza, pur avendo uno Statuto Diocesano in comune: «Bisogna seguire il proprio Patrono, fare proprio il suo stile di vita e di santità, la sua testimonianza. Coloro che hanno come Patrono Cristo Crocifisso o la Madonna, con i suoi vari titoli, si sentano ancor più impegnati, scoprendone il mistero d’amore!». Passando ad un secondo punto della formazione, ha richiamato il discorso che Papa Benedetto XVI rivolse alle Confraternite, nella memorabile Udienza del 10 Novembre 2007 a Piazza S. Pietro. Quel discorso, fu ritenuto, un atto rifondativo delle Confraternite, tutto da scoprire e approfondire. Il Papa richiamò l’importanza della formazione spirituale e di tendere alla santità, seguendo gli esempi di autentica perfezione cristiana, che non mancano nella storia delle nostre Confraternite: «Mantenete saldi i requisiti della evangelicità e della ecclesialità, perché le vostre Confraternite diventino scuole popolari di fede vissuta e fucine di santità… e divenire fermento e lievito evangelico per contribuire a suscitare quel risveglio spirituale che tutti auspichiamo. Tenete alta la tensione alle iniziative caritatevoli, al comandamento dell’amore, alla fraternità gioiosa e contagiosa. Comunicate ai fratelli la tenerezza provvidente del Padre celeste, ascoltate la sua Parola, vivete i Sacramenti, diffondete il messaggio della salvezza tra il popolo!» Questa è la nostra vocazione e il nostro stile di vita! Per la ristrettezza del tempo, il Delegato ha consigliato di leggere la lettera che Mons. Armando Brambilla, ha rivolto a tutti i Padri Spirituali delle Confraternite d’Italia: «Essa è un richiamo ed un appello ai P.P. Spirituali ad essere vicini e in dialogo con queste realtà ecclesiali e di curare la loro formazione spirituale». Al termine, parole di compiacimento sono state espresse dal Sindaco di Canistro: «Sono felice che dentro la nostra Confraternita, ci siano persone di ogni ceto sociale; ma soprattutto sono contento per i giovani e i ragazzi, che rappresentano il nostro futuro». Il Delegato ha dato appuntamento, al prossimo Cammino Diocesano delle Confraternite, che si terrà domenica 4 luglio ad Isola del Liri. Un grazie sincero al Sindaco, a don Santos e a Tonino, Priore della nuova Confraternita nata a Canistro, per l’ospitalità riservataci, offrendo a tutti i partecipanti un ricco buffet, durante il quale si è manifestata ancor di più, la vera fraternità confraternale. Giovedì 03 Giugno 2010 - PICO - Happy Hour a Pico Un’idea originale per incontrare i giovanissimi La Comunità Parrocchiale di Pico, 16 anni fa ha dato vita all’Oratorio Arcobaleno: un’esperienza che coinvolge settimanalmente 25 giovani animatori e un centinaio di ragazzi in una splendida struttura immersa nel verde. Adesso l’Oratorio si apre alla fascia dei giovanissimi dai 14 ai 18 anni con una iniziativa originale. Nascono gli Happy Hour: incontri con momenti di riflessione, videoproposte, musica e gastronomia. Il primo appuntamento si è svolto per domenica 30 maggio 2010 dalle ore 19 alle 22.30 all’Oasi Santa Maria del Cammino, dove si trova la sede dell’Oratorio Arcobaleno. L’iniziativa sta suscitando curiosità e consensi tra i giovanissimi del luogo. Qualcuno ha dichiarato: «I ragazzi sono sempre disponibili nei confronti di chi parla con i loro linguaggi!». Adolescenti e giovani sono impegnati nella stessa organizzazione dell’Happy Hour, assicurando così un’impronta decisamente smart all’iniziativa. DOMENICA 02 MAGGIO 2010 - SORA - Padre Luca Brandolini, vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo dal 1993 al 2009, ha festeggiato il 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale nella comunità che ha guidato per 16 anni. La celebrazione eucaristica è stata officiata nella Cattedrale S.Maria Assunta alla presenza del Vescovo S.E.Mons. Filippo Iannone e di tutte le autorita ecclesiastiche diocesane e civili - Guarda le immagini>>>
SABATO 24 APRILE 2010 - ALVITO - Sabato 24 Aprile 2010, ore 17:00, nel Palazzo Ducale La presentazione del volume:”Gli ospedali delle parrocchie e degli ordini religiosi esistenti nella Città e Diocesi di Sora dal sec. XI al sec. XIX”. Un articolato studio di Mons. Dionigi Antonelli di Gianni Fabrizio Dopo Sora, ora è la volta di Alvito. Anche qui si terrà la presentazione del volume:”Gli ospedali delle parrocchie e degli ordini religiosi esistenti nella Città e Diocesi di Sora dal sec. XI al sec. XIX”. E’ un libro che rivela l’attenzione, la professionalità, la ricerca e lo studio accurati di mons. Dionigi Antonelli, Presidente del Comitato Scientifico dell’Archivio Storico Diocesano, in merito ad un argomento sempre sentito, di grande attualità e di enorme valenza umana e culturale. In questa occasione, ad Alvito si parlerà soprattutto degli aspetti, evidenziati nella pubblicazione, strettamente collegati alle vicende riguardanti il territorio proprio di Alvito. Soprattutto i capitoli: il “Senodochio di S. Simone (1101)”, “l’Ospedale di Santo Spirito (metà del sec. XIV)”, “ l’Ospedale annesso alla chiesa di Santa Maria della Grazia alla Villa S. Martino (1508)”, “l’Ospedale di San Liberatore (1592) e “l’ospedale di Porta Madonna “A pie delle case” (1633)”. La manifestazione avrà luogo presso il Palazzo Ducale, sabato 24 Aprile 2010, con inizio alle ore 17:00. Ad aprire i lavori, i saluti del sindaco, Duilio Martini, e dell’ abate parroco don Antonio Martini. Seguirà la relazione dell’assessore alla cultura, avv. Giovanni Diego Ferrante. Seguiranno gli interventi dell’avv. Luciano Santoro e della prof. ssa Rosanna Tempesta, Presidente dell’Archeoclub Val di Comino. Sarà lo stesso mons. Dionigi Antonelli a concludere l’evento culturale nel ridente Centro della Valle di Comino. L’opera dell’illustre studioso mette in evidenza la fioritura di opere caritative rimasta nascosta e dimenticata negli archivi. Vicende, queste, che vanno ad arricchire con nuove pagine inedite la religiosità, la storia, la geografia, la toponomastica, insomma il patrimonio spirituale e culturale di ciascun paese della Diocesi. E mons. Dionigi Antonelli, con scrupolosa ed accurata analisi, c’è riuscito pienamente. MERCOLEDI' 21 APRILE 2010 - SORA - In Piazza Indipendenza nell’ambito del progetto di educazione ambientale “Fermiamo lo smog con 100 strade per giocare” Una manifestazione del 3° Circolo Didattico di Sora sabato, 24 aprile, dalle ore 10:00 - MANIFESTAZIONE RIMANDATA PER MALTEMPO. Gianni Fabrizio Un modo per sensibilizzare tutti i cittadini verso una vera cultura in difesa dell’ambiente e della natura, combattendo gli effetti negativi dello smog. Un impegno per conservare questo nostro territorio e mantenerlo sempre salubre e pulito. Ecco perché il 3° Circolo Didattico di Sora, in collaborazione con Legambiente e l’Assessorato alla P.I. del Comune, ha pensato ed organizzato una manifestazione di concreta adesione ai fondamentali principi ecologici. Si terrà sabato 24 Aprile, con inizio alle ore 10:00, sia in Piazza Indipendenza che presso il Parco “S. Chiara”, con tutte le strade adiacenti chiuse al traffico. Saranno coinvolti i 400 bambini che frequentano le Scuole dell’Infanzia del Rione Indipendenza e di Pescosolido “Forcella” e quelli della Scuola Primaria dei Plessi di Sora ”Achille Lauri” e di Pescosolido “G. Catenaro”. “Fermiamo lo smog…con 100 strade per giocare”: questo il filo conduttore dell’evento che vedrà protagonisti gli stessi alunni, il dirigente scolastico, i docenti, il personale ausiliario, le famiglie e le Istituzioni Locali. Il programma della manifestazione è ricco e vario ed offrirà l’opportunità all’intera cittadinanza di conoscere l’impegno, la testimonianza, il lavoro finora svolti ed i risultati ottenuti dal 3° Circolo di Sora nell’ambito del progetto didattico di educazione ambientale: “La mia Scuola per l’ambiente”. I piccoli della Scuola dell’Infanzia e gli alunni della Scuola Primaria daranno, fra l’altro, vita a “giochi” che hanno come tema: l’acqua, l’aria e la terra. L’appuntamento è alle ore 10:00 per l’apertura della manifestazione in piazza Indipendenza, con i saluti delle autorità. Seguiranno le esibizioni delle “mini – majorettes” e degli sbandieratori dell’”A. Lauri” e dei “ciociaretti” di Pescosolido “G. Catenaro”. Suggestivo sarà il lancio da parte dei bambini presenti, di 500 palloncini, offerti da “Rocca – Fun Factory”, che formeranno una spettacolare e coloratissima “bandiera della pace”. Sarà quindi possibile visitare gli “stands” allestiti all’interno della villa comunale, nel parco S. Chiara, dove verranno esposti ed illustrati i significativi lavori dei “gruppi – classe”, sui temi ambientali affrontati. E’ il risultato, questo, di un lungo ma validissimo itinerario didattico interdisciplinare che ha spaziato sui tanti argomenti trattati. Poi il via alla fantasia ed ai giochi che i bambini sapranno interpretare con la loro spontaneità e freschezza. “Questa manifestazione, ha dichiarato il dirigente scolastico del 3° Circolo di Sora , dott. ssa Orietta Palombo, è giunta alla sua 2° edizione, crescendo sempre di più. Desideriamo che queste nostre “100 strade per giocare”, divengano presto mille e mille, per offrire spazi ed opportunità di crescita culturale ed umana, sempre più sana, ai nostri bambini, ai quali è indirizzata ogni cura ed attenzione. E’ un impegno che testimonia la conclusione di un percorso di educazione ambientale, e che intende sviluppare nei nostri alunni atteggiamenti, comportamenti, valori, conoscenze e abilità indispensabili per vivere in un mondo interdipendente. Questo evento, ha concluso la dott. ssa Orietta Palombo, si colloca nell’ambito di una tematica sviluppata anche a livello nazionale, poiché,ogni anno in questo periodo, in molte altre città italiane, le strade e le piazze vengono chiuse al traffico ed invase da cittadini di ogni età per giocare e stare bene insieme, e respirare aria pulita. Un indirizzo preciso che è anche il nostro contributo di educatori a due giorni dall’ “Earth Day”, la giornata mondiale dedicata alla Terra”.
Luigi Mancini Domenica 11 aprile, mons. Domenico Pompili, Sottosegretario e portavoce della Conferenza Episcopale Italiana ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica a Pontecorvo insieme con i sacerdoti della città nella chiesa di S. Giuseppe in contrada Ponte Teano. Questa chiesa fu voluta e fatta costruire da S. Em. il cardinale Benedetto Aloisi Masella, illustre concittadino di Pontecorvo, agli inizi degli anni ’60. Il Parroco della parrocchia SS. Annunziata, don Natalino Manna, insieme al gruppo della Pastorale Familiare, con il contributo dei fedeli, ha realizzato una vetrata artistica con l’immagine di S. Giuseppe per affidare alla sua intercessione le nostre famiglie. Mons. Pompili nell’omelia si è soffermato sulla figura dell’apostolo Tommaso, sulla sua fatica e sul suo cammino interiore per poter credere e fare la sua professione di fede dinanzi al Risorto: «Mio Signore e mio Dio». Ha sottolineato inoltre l’appellativo dell’apostolo, detto Didimo, che vuol dire gemello. Ma di chi? Forse nostro gemello nella ricerca appassionata e sincera di una fede più matura. Al termine della celebrazione è stata benedetta l’effigie di S. Giuseppe che domina nell’artistica vetrata collocata sulla facciata della chiesa. Al custode della Sacra Famiglia mons. Domenico Pompili ha affidato le difficoltà, le sofferenze e le prove di tutte le famiglie. MERCOLEDI' 21 APRILE 2010 - SORA - Giuseppe Basile: un altro passo verso il Sacerdozio Il 29 aprile l’ex responsabile della pastorale giovanile sarà ammesso tra i candidati all’Ordine sacro Il cammino vocazionale di chi si prepara a diventare prete è scandito da diverse tappe. La prima è l’ammissione tra i candidati al sacramento dell’Ordine. Giuseppe Basile, già responsabile laico del Servizio di Pastorale Giovanile di Sora Aquino Pontecorvo, vivrà questo passo decisivo verso il sacerdozio giovedì 29 aprile 2010 alle ore 18 nella Cattedrale di Sora, pronunciando il proprio Eccomi davanti al vescovo diocesano Mons. Filippo Iannone. Il Servizio di Pastorale Giovanile invita i giovani a partecipare numerosi a questo appuntamento suggestivo e pieno di significato. SABATO 10 APRILE 2010 - Il Signore è ricco di grazia Missione popolare nella parrocchia di San Lidano Abate a Pero dei Santi di Civita D’Antino Franco Geremia La vita di una parrocchia, cresce quando si ha il nutrimento in abbondanza. Il carissimo don Tommaso Schedi, che lavora con impegno e assiduità nella Vigna del Signore, dandosi senza risparmio in ogni attività pastorale, intende con il nuovo corso di Missioni, a guisa di Esercizi spirituali di popolo, offrire alla sua comunità di Pero dei Santi un altro momento particolare di grazia. Tornano i missionari, i Vincenziani, nei volti già conosciuti, però sempre con energie nuove, con suggerimenti particolari, con indicazioni salutari. Chi conosce i Padri della Missione, nella persona dei sacerdoti p. Antonio, p. Claudio, p. Angelo e p. Valerio nota subito che il grande interesse che hanno nel cuore è di dare ai fedeli il cibo solido della fede autentica e genuina, della speranza che fa guardare in alto e della carità evangelica, la sola che può rinnovare il mondo e che può dare serenità e luce alla vita. Gli incontri programmati nei giorni che vanno dal 10 al 25 Aprile prevedono un’attività capillare e una visita a tutte le famiglie, ove deporre il seme della fiducia, della perseveranza, del fervore. È prevista la visita del pastore della Diocesi, S. E. Mons. Filippo Iannone, che sicuramente con la sua parola rafforzerà la luce, accentuerà il calore del bene, susciterà l’entusiasmo di una risposta positiva. Cosicché tutta la popolazione, che sicuramente è grata al parroco e ai missionari, possa trovare in questi giorni di particolare benedizione da parte del Signore, vero pascolo abbondante che nutre per la vita terrena e la vita eterna. Questo il programma: sabato 10 aprile ore 18.00 inizio della Missione; domenica 11 aprile ore 12.00 Rito del Mandato, presieduto dal nostro Vescovo; ore 16.00 celebrazione eucaristica al cimitero in suffragio dei defunti. Durante la Missione, in mattinata, i missionari visiteranno i malati. Nella prima settimana si terranno dei Centri di Ascolto nelle famiglie, che metteranno a disposizione le loro abitazioni per tutti gli abitanti della zona; incontri con i ragazzi della scuola elementare e della scuola media. Nella seconda settimana, incontri con le coppie di sposi; incontri con i giovanissimi; incontri con gli anziani. Venerdì 23 Aprile, ore 20,45 si terrà una veglia di preghiera per le vocazioni. Sabato 24 Aprile, alle ore 18,00, si celebrerà la liturgia eucaristica con il conferimento del Sacramento dell'Unzione degli infermi. Domenica 25 Aprile alle ore 12.00, conclusione della Missione con solenne concelebrazione e rinnovo delle Promesse Matrimoniali.
Il Campo di Spiritualità è un appuntamento ormai consolidato per i giovani della diocesi di Sora Aquino Pontecorvo, ma non solo. Per molti è perfino un’esperienza irrinunciabile, ricca com’è di momenti forti e tutta attraversata da un clima di amicizia. Il Campo si terrà al Centro di Spiritualità Teresina Zonfrilli a San Giovanni Incarico (FR) dalle ore 16,00 di venerdì 16 al pomeriggio di domenica 18 aprile 2010. I contenuti dell’esperienza saranno curati dal Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile, mentre per gli aspetti organizzativi collaborerà come sempre la Consulta dei Giovani della Comunità di Pico (FR), costituita da un gruppo ormai conosciuto per la simpatia e la competenza con cui lavora negli eventi giovanili. Il Campo è per giovani dai 16 anni in su. Il contributo individuale di partecipazione è di 45,00 euro. L’Organizzazione assicura come sempre la migliore cucina ciociara. Al Campo di Spiritualità interverrà anche il Vescovo di Sora Mons. Filippo Iannone. Per informazioni e per le adesioni contattare il Centrogiovani Pontecorvo al numero di tel/fax 0776. 743954, e-mail: centrogiovani@pastoralgiovanile.com
GIOVEDI' 15 APRILE 2010 - In vista della 47a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, ricordiamo che l'ora di adorazione con il Vescovo mons. Filippo Iannone è fissata per giovedì 15 Aprile dalle ore 21,00 alle 22,00 presso la cattedrale Santa Maria Assunta in Sora. GIOVEDI' 29 APRILE 2010, festa di Santa Caterina da Siena, nella messa delle ore 18,00 presieduta dal nostro vescovo in Cattedrale, a Sora, il seminarista Giuseppe Basile, sarà ammesso tra gli ordini sacri.
Si è svolto lo scorso 19 marzo, presso la Sala Mancinelli del Centro Pastorale San Luca, a Sora, il seminario organizzato dall’associazione culturale InNovamente sul tema L’industria di ieri e l’occupazione di domani, urbanizzazione diffusa e nuova economia, argomento più che mai d’attualità e con notevoli risvolti culturali, sociali, imprenditoriali, capace di delineare scenari futuri importanti per il nostro territorio. Alla presenza dei soci fondatori e di un nutrito pubblico, i lavori sono stati aperti dai saluti dell’Ing. Alberto Pagnani, Presidente dell’associazione. Successivamente i nodi centrali della convention sono stati gli interventi tecnici di grande rilevanza offerti dai relatori del convegno. Temi caldi sono stati affrontati dall’associazione che sin dal suo primo evento ha voluto dare una chiara impronta alle sue attività, orientate all’innovazione, all’approfondimento e all’interesse per lo sviluppo locale. Il primo intervento, relativo al tema dell’urbanizzazione e nello specifico alla Mobilità e modello diffuso, è stato curato dall’Arch. Maria Grazia Lupo che ha presentato i benefici della realizzazione di un modello di sviluppo urbanistico basato sulla decentralizzazione delle metropoli, che può portare notevoli vantaggi e possibilità di crescita a città situate non molto lontano da grandi centri urbani. Attraverso l’accrescimento delle connessioni veloci, infatti, è possibile usufruire dei grandi centri come luoghi del lavoro e delle realtà provinciali quali luoghi del vivere privato. Possibilità di questo tipo non sono per nulla precluse al nostro territorio che attraverso lo sviluppo di adeguate strutture di collegamento come la nuova superstrada Sora - Ferentino, può sviluppare una migliore viabilità, nuove opportunità di lavoro e migliorare la redditività familiare. L’Ing. Alberto Pagnani, membro dello staff tecnico dell'Agenzia per l'Energie della Provincia di Frosinone, ha invece affrontato il tema dello Sviluppo di nuovi settori industriali connessi alle fonti energetiche rinnovabili. Dopo aver illustrato le prospettive delle diverse fonti di energia rinnovabili, l’Ing. Pagnani ha sottolineato l’importanza di puntare verso il mondo delle rinnovabili. Il relatore ha presentato le potenzialità, nel territorio provinciale, in termini di produzione dell’energia da fonti rinnovabili in grandi siti, indicando come un modello di sviluppo sostenibile, coniugato alla produzione dell’energia come bene del futuro, garantisca l’assoluto rispetto dell’ambiente e, contemporaneamente, la creazione di nuovi posti di lavoro. L’ultimo intervento è stato quello dell’Ing. Riccardo Petricca, Consulente IT Senior presso la società mondoesa;lazio, che ha illustrato le grandi possibilità della remotizzazione delle sedi e dell’introduzione del telelavoro anche per i piccoli centri che dovrebbero semplicemente essere connessi in banda larga con le sedi centrali. L’illustrazione teorica del lavoro decentralizzato è stata accompagnata da una dimostrazione pratica, in sala, del suo reale funzionamento. Per il nostro territorio sfruttare i vantaggi del telelavoro, combinati con la decentralizzazione urbana ed i nuovi settori produttivi, assume grande rilevanza soprattutto alla luce del sempre maggior peso che i servizi hanno nella nostra economia. Gli interventi hanno suscitato l’interesse della platea che ha voluto approfondire gli argomenti trattati con domande interessanti e puntuali che hanno permesso ai relatori di chiarire ulteriormente le potenzialità delle innovazioni e la loro realizzabilità anche nella nostra realtà territoriale. Ha partecipato al seminario il Presidente della Provincia, On. Iannarilli che ha espresso il suo interesse per i temi trattati e per l’attività dell’associazione, intervenendo fattivamente nel dibattito. L’incontro di marzo ha aperto l’attività pubblica dell’Associazione InNovaMente, il riscontro positivo dell’evento supporta la volontà dell’Associazione di far sì che sia il primo di una serie di sue iniziative organizzate per promuovere la diffusione culturale e l’approfondimento di temi di interesse collettivo. SABATO 17 APRILE ore 9,30, Centro San Luca (Ex Villa Angelina): "Sovvenire alle necessità della Chiesa" C’è un celebre discorso di Sant’Agostino che commenta la pagina biblica di Ezechiele sui pastori (Ez 34), ed è sempre attuale, specialmente nel momento presente che registra un’ondata di fumogeni tesi ad offuscare il volto della Chiesa. Sant’Agostino voleva anzitutto formare sul senso di essere pastori nella Chiesa e poi ricordare ai pastori che non dovevano soltanto ricercare la lana e il latte, ma pascolare il gregge di Cristo. Anche oggi è necessario formare ad una mentalità di solidarietà e di coinvolgimento nella vita della Chiesa, in tutti i suoi risvolti, compreso quello economico. Per formare bisogna prima informare, attuare cioè una strategia per coinvolgere le persone sia a livello parrocchiale che diocesano. In vista della Giornata della sensibilizzazione voluta dalla C. E. I. per la prima domenica di maggio (il giorno 2), per dare agli incaricati parrocchiali e zonali le necessarie informazioni, è stato convocato un incontro presso la Sala Facchini del Centro pastorale San Luca (ex Villa Angelina) in Sora sabato 17 aprile, ore 9.30. L’obiettivo è di sviluppare una attenzione pastorale e tecnica al tema del Sovvenire, idonea a stimolare tutta la comunità ecclesiale. Non si può raggiungere l’obiettivo con iniziative occasionali, ma si tratta di progettare e organizzare alla corresponsabilità nel segno della trasparenza e della partecipazione anche amministrativa, per moltiplicare le capacità individuali ed ottenere maggiore efficienza ed efficacia. Agli incaricati che parteciperanno, da parte di esperti e commercialisti sarà indicato il modo pratico per utilizzare i sussidi e tutto il materiale che in questi giorni è stato recapitato in tutte le Parrocchie. Speriamo che in nessuna chiesa si sottovaluti l’importanza della posta in gioco e che domenica 2 maggio il messaggio arrivi a tutti i nostri fedeli.
La rete sta cambiando non soltanto il nostro modo di informarci e di comunicare ma anche le nostre relazioni affettive. Questa consapevolezza porta la Chiesa ad interrogarsi sulla potenzialità che il continente digitale offre anche all’annuncio del Vangelo. È questa la frontiera sulla quale si muoveranno oltre 1200 persone provenienti dalle 227 diocesi italiane per prendere parte al Convegno nazionale Testimoni Digitali: volti e linguaggi nell’era crossmediale che si terrà a Roma dal 22 al 24 aprile 2010. Il Convegno si concluderà nell’Aula Paolo VI in Vaticano con l’udienza di Benedetto XVI ai partecipanti. All’incontro con il Papa sono attesi circa 8000 operatori della comunicazione e della cultura delle 36000 parrocchie presenti sul territorio italiano. Il convegno è promosso dalla Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali ed è organizzato dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei. Il convegno è stato lanciato domenica 24 gennaio 2010 dopo la celebrazione eucaristica presieduta da S.Em.za Card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, nel Teatro delle Vittorie in Roma, trasmessa in diretta su RaiUno e su TV 2000. Una scelta dettata dal luogo legato all’attività del servizio pubblico televisivo e alla ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e delle comunicazioni sociali. Il convegno di aprile si aprirà con l’introduzione di S.E. Mons. Mariano Crociata, Segretario generale della CEI, e con Nicholas Negroponte, tra i massimi esperti di Internet mondiali, fondatore e Direttore del Media Lab del MIT. Seguiranno gli interventi di Mario Calabresi, direttore de La Stampa, del massmediologo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Ruggeri Eugeni, di Paolo Peverini, semiologo della Luiss, moderati da Mons. Dario Edoardo Viganò, preside dell’Istituto pastorale Redemptor Hominis alla Pontificia università lateranense. Tra i relatori che si alterneranno nel corso delle giornate convegnisti che ci sono S.E. Mons. Claudio Giuliodori, Presidente della Commissione Episcopale per la Cultura e le Comunicazioni sociali della CEI, Chiara Giaccardi, docente di sociologia e antropologia dei media (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), padre Antonio Spadaro, redattore de La Civiltà Cattolica, padre Roderick Vonhoegen, fondatore e Direttore generale di The Star Quest Production Network, Guido Gili, sociologo della comunicazione alla Luiss di Roma, S.E. Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, Francesco Casetti, direttore del dipartimento di Scienza delle comunicazioni all’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, Michele Sorice, docente di sociologia della comunicazione e media research alla Luiss di Roma. Il momento clou sarà però sabato 24 aprile in Aula Paolo VI. Qui si terrà la sessione finale del convegno dal titolo Il tempo dei testimoni digitali. Introdurrà Mons. Domenico Pompili sul tema Vino nuovo in otri nuovi. Seguirà la tavola rotonda con Lorenza Lei, vicedirettore generale della Rai, padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, Radio Vaticana e Ctv, e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire. Sarà S.Em.za Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI a porgere il saluto dei partecipanti al Santo Padre Benedetto XVI. Tutte le sessioni del convegno saranno trasmesse in diretta on line dal sito internet www.testimonidigitali.it dal quale è anche possibile reperire tutte le informazioni sul programma e compilare il modulo di accreditamento per i giornalisti e gli operatori radio-televisivi. SABATO 10 APRILE 2010 - Giovani oltre se stessi verso la Pace Un seminario del PUG-Identes ad Isola del Liri di Annalisa Gabriele Si è tenuto il 20 marzo scorso ad Isola del Liri, presso i locali della pizzeria pub Acqualiri, messi gentilmente a disposizione dai proprietari, un seminario rivolto ai giovani dal titolo Il superamento dei propri limiti: la pace. L’incontro è stato organizzato nel quadro delle attività del Parlamento Universale della Gioventù (PUG), foro permanente dove tutti i giovani, senza alcuna distinzione, possano dibattere i temi oggetto della propria preoccupazione. Ente promotore del PUG è la Gioventù Idente, nata nel 1975 dal volere di Fernando Rielo, Fondatore dei Missionari Identes (presenti in diocesi con una comunità ad Arpino). L’obiettivo è quello dello sviluppo integrale di ragazzi e giovani che vogliano ispirare la propria vita alla regola d’onore Ad Deum propter humanitatem (A Dio attraverso l’umanità). A tale scopo il PUG promuove incontri aperti a tutti i giovani per stilare una Magna carta dei valori per una nuova civiltà da presentare a New York presso la sede dell’Onu nell’agosto prossimo. All’incontro di Isola Liri hanno preso parte come relatrici due Missionarie Identes: la psichiatra e psicoterapeuta Monserrat Lafuente e la coordinatrice regionale del PUG Fiammetta Pagnanelli. L’intervento della Lafuente è stato incentrato sulla ricerca della pace in noi stessi, ricerca che ci è impossibile se non comprendiamo che l’uomo è costituito dalla presenza di una dimensione umana, di una dimensione psichica e di una spirituale, che devono vivere in unità perché si possa trovare la pace vera. La psicoterapeuta ha inoltre evidenziato la necessità di trovare armonia con l’ambiente esterno e vincere l’atteggiamento istintuale che si ha molto spesso con gli altri per difendersi dalle ferite che i rapporti ci possono infliggere. Come antidoto la dottoressa ha proposto la comunione, anche nei piccoli gesti. Nel secondo intervento Fiammetta Pagnanelli ha preso ispirazione dalle parole di Isaia Sentinella, a che punto è la notte?, sottolineando come ognuno di noi può essere sentinella, svegliarsi ora, essere protagonista riponendo fiducia negli altri ed abbandonando un modello basato sulla relatività, mentre solo la ricerca della verità e della bellezza assolute possono trasformare il nostro orizzonte. L’incontro del PUG ad Isola Liri non può che costituire un punto di partenza.
Il vescovo di Sora Aquino Pontecorvo, mons. Filippo Iannone, ha rivolto, in occasione della Pasqua, un particolare saluto ed augurio a tutti i giovani. “Carissimi, con un gruppo di giovani della nostra diocesi, che ringrazio per la partecipazione, abbiamo vissuto lo scorso 25 marzo la gioia dell’incontro con il Santo Padre in piazza San Pietro; abbiamo potuto ascoltare la sua voce mansueta e la sua parola carica di una forza che scuote le coscienze. Insieme ai giovani presenti abbiamo idealmente portato all’abbraccio con il Papa tutti i giovani di Sora Aquino Pontecorvo e degli altri centri della nostra Chiesa. Cari giovani, vi invito a riflettere sulle parole del Papa, sul suo insegnamento. E’ un esercizio che vi aiuterà, ci aiuterà, a vivere bene, cioè a saperne cogliere il vero senso e significato, la Pasqua. Benedetto XVI ci ha detto come sia necessario per capire e conoscere Gesù, “Dio e uomo”, usare il cuore oltre alla ragione. E, ricordando l’episodio evangelico del “giovane ricco”, ha aggiunto come fare la conoscenza di Gesù sia elemento essenziale, il primo passo da compiere per amare Dio e per vivere l’esperienza di essere amati da Gesù. E poi amare il prossimo, in modo particolare il prossimo più prossimo .Ma questa è anche la strada per comprendere il progetto che Dio ha per ogni uomo. Sì, Dio ha un progetto specifico per ognuno di voi, cari giovani. Impegnatevi a comprenderlo e poi ad accoglierlo con fiducia, come la giovane Vergine di Nazareth. E quindi nell’ambiente in cui vivete individuate i mezzi a vostra disposizione per realizzare questo progetto. Di mezzi il Papa ce ne ha indicato alcuni possibili: il volontariato, ovvero il servizio disinteressato all’altro che ha bisogno di me, la preghiera comune, la partecipazione alla vita e alle attività della propria parrocchia, o di un movimento, di un’associazione, di un’aggregazione, l’onesto compimento della propria professione, del proprio lavoro, dello studio. Certo, non si può raggiungere alcun risultato se non ci si prepara, se non si operano scelte e rinunce, a volte anche difficili. “L’arte del vivere, ha ricordato il Papa, esige rinunce, e le rinunce vere che ci aiutano a trovare la strada della vita ci sono indicate nella Parola di Dio e ci aiutano a non cadere nell’abisso della droga, dell’alcool, della schiavitù della sessualità, del denaro, della pigrizia”. Tutte queste cose apparentemente sembrano allargare la nostra sfera di libertà; e invece segnano l’inizio di una schiavitù che diventa insuperabile, deprimente, che annienta la dignità. Il mio augurio a tutti e a ciascuno di voi, ha concluso mons. Filippo Iannone, è che la luce e la forza che si sprigionano dalla Resurrezione del Crocifisso, vi illuminino e vi entusiasmino nella ricerca del vero Bene, per la vostra piena realizzazione e per la crescita comune”.
di Alfredo Di Stefano La Chiesa ha conservato nel corso dei secoli un patrimonio liturgico – spirituale e ogni anno ci offre l’occasione di celebrare la Quaresima, come una preparazione gioiosa alla festa della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo, contrariamente alla sfumatura di grigiore che questo tempo liturgico ha assunto nell’immaginario collettivo. Il significato globale di questo tempo dell’anno liturgico è condensato nel primo prefazio di Quaresima: «Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché assidui nella preghiera e nella carità operosa, attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore». In questo tempo liturgico occorre favorire in diversi modi l’esperienza della preghiera, da vivere e celebrare sia a livello comunitario che personale. È un invito a riscoprire quelle caratteristiche proprie di questa liturgia per indicare il cammino che la Chiesa è chiamata a fare durante la quaresima. Ed è così che le diverse celebrazioni liturgiche in questo tempo di quaresima diventano realmente fons et culmen del dinamismo di maturazione cristiana, se aiutano il processo di conversione attraverso la partecipazione al segno sacramentale. Non sempre il senso misterico della quaresima, con i suoi grandi valori e temi, viene facilmente percepito soprattutto nell’ambito della pietà popolare. Nonostante il divario che può esserci tra la concezione liturgica e la visione popolare della quaresima, ciò non deve assolutamente impedire una feconda interazione tra Liturgia e pietà popolare. Alcuni pii esercizi, la via Crucis, la via Matris, svolti in modo sapiente, si armonizzano bene con le tematiche proprie dell’itinerario quaresimale. L’indole di questo tempo implica l’uso degli strumenti musicali limitato all’accompagnamento dei canti e questo perché la Chiesa, sposa del Cristo, si prepara a celebrare il Mistero della sua passione, morte e risurrezione. Tutto questo non è sintomo di silenzio muto, ma orante. Al “Mistero della fede” si prediliga la terza risposta (tu ci hai redenti…). Oltre ai canti penitenziali appropriati, si faccia una scelta saggia per il canto al Vangelo, che è una vera e propria acclamazione di lode al Signore. Per questo tempo è importante che ci sia un canto evocativo dello Spirito e del clima quaresimale e che perciò viene proposto spesso anche in ogni celebrazione (come anticamente l’Attende Domine). Infine, durante i pii esercizi si prediligano anche i canti nati dalla tradizione popolare. Ecco l’itinerario della quaresima, ecco il valore della sua pedagogia. Non avrebbe senso pensarla né separatamente dalla festa a cui ci prepara, la Pasqua, né con accenti troppo volontaristici. Le armi di cui è necessario munirsi sono la preghiera e la carità, lo spirito con il quale camminare pazientemente è l’obbedienza totale al progetto di vita concepito e amato da sempre nel seno del Padre, l’ambiente nel quale dobbiamo realizzare la nostra purificazione è lo Spirito Santo, il vero autore di ogni conversione. Lo scopo non è quello di ottenere un super-uomo, nato da uno slancio prometeico verso il cielo, ma l’uomo nuovo, plasmato con i Sacramenti della nuova ed eterna alleanza.
Come vivono la religione i giovani del basso Lazio? A quali attività partecipano? A questa ed altre domande risponde il libro del sociologo Lucio Meglio appena edito presso la casa editrice Franco Angeli di Milano e disponibile in tutte le librerie nazionali. Il volume, che si avvale della prefazione di Salvatore Abbruzzese, uno dei maggiori sociologi della religione italiani, presenta i risultati di una ricerca empirica il cui obiettivo è stato quello di analizzare i modelli di religiosità giovanile, attraverso l’utilizzo di un insieme di variabili che attengono al loro stile di vita familiare, alle forme di partecipazione e alle proprie esperienze soggettive con il sacro. Da tempo quella che è stata definita come la scissione tra ambito religioso e non religioso, venutasi a creare a seguito della secolarizzazione delle società contemporanee, ha incentivato lo studio delle diverse forme di religiosità giovanile, le quali nel corso degli anni hanno portato alla nascita di quello che qualche autore ha definito come bricolage religioso. Eppure le ricerche nazionali su questo tema hanno di fatto smentito questi luoghi comuni. Tra i giovani emerge un senso di religiosità diffusa, ovviamente non conforme agli stili tradizionali, ma certamente non in declino come i più catastrofisti avevano profetizzato. Ciò è quanto emerge dalla presente inchiesta, che pur concentrandosi in un territorio per molti versi di provincia, risulta di enorme attualità per chi abbia interesse a studiare le nuove sfide del mondo giovanile contemporaneo. VENERDI' 12 MARZO 2010 - La scomparsa di Monsignor Angelo Mariani. - Stretti nel ricordo di un sacerdote che per la diocesi sorana era L’uomo della memoria storica di ALESSANDRO REA Aveva compiuto ben 101 anni nello scorso 8 gennaio 2010, Monsignor Angelo Mariani, nato nel 1909 a Meta di Civitella Roveto (AQ), ha mostrato un carattere mite, ed una particolare predilezione per i giovani; egli stesso ha detto in una intervista, nel giorno del sul centesimo anno, dopo aver celebrato l’eucaristia davanti ad una nutrita assemblea di persone presso la casa dove si era ritirato: «É grazie a voi che mi sono mantenuto giovane! Ho avuto la possibilità di stare tanto tempo in mezzo ai giovani». Monsignor Mariani fanciullo avvertì la chiamata del Signore e prima nel Convento dei Padri Cappuccini di Penne e poi nel Seminario diocesano di Sora si preparò ad essere Ministro del Signore. Fu ordinato Sacerdote l’11 aprile del 1936 dal Vescovo Monsignor Agostino Mancinelli. Quando, poi, il Vescovo di Sora fu trasferito alla sede Arcivescovile di Benevento, lo volle con sé come Segretario. In quella sede operò come fedele collaboratore con il suo Pastore negli ambiti più delicati e impegnativi ed anche quale figlio obbediente alla Santa Romana Chiesa nel campo dell’Azione Cattolica Nazionale, quale assistente della Gioventù Femminile dell’Italia centro-meridionale; contemporaneamente insegnava Storia della filosofia al Liceo, a Benevento. Nel 1962 il Vescovo di Sora, richiamò Monsignor Mariani nella nostra Diocesi, affidandogli l’incarico di Vicario Generale delle Diocesi sorelle: Aquino e Pontecorvo. Fino alla venuta del vescovo Monsignor Lorenzo Chiarinelli, che sul fine del suo mandato, lo insignì del titolo di Protonotario Apostolico. Egli riassume numerevoli passaggi di storia e di ideologie umane mantenendo sempre le sue radici nel Dio che è Signore della storia e della vita: Monsignor Mariani amava confessare lungamente presso il Santuario mariano diocesano di Canneto (Settefrati). Si è spento nella notte di venerdì 19 febbraio e l’attuale vescovo, Monsignor Filippo Iannone, ha celebrato il rito delle esequie nella chiesa della SS. Trinità presso Meta di Civitella Roveto, sabato 20 febbraio alle ore 10,30. VENERDI' 12 MARZO 2010 - Il ricordo di mons. Angelo Mariani Vieni, servo fedele!... di Franco Geremia All’età di 101 anni, un mese e undici giorni, si è concluso il pellegrinaggio terreno di mons. Angelo Mariani. La sua vita è stata un sì continuo ed ininterrotto alla chiamata del Signore non solo perché è stato sacerdote, ma anche perché ha svolto i diversi incarichi assegnatigli dai Vescovi con spirito di dedizione, di sincera e filiale sottomissione, con scrupolosa attenzione. Amava ripetere: «Ho servito quattro Vescovi…» nella nostra Diocesi, anche se ancora novello sacerdote seguì con premura S.E. mons. Agostino Mancinelli, che lo ebbe con sé come segretario particolare nell’Arcidiocesi di Benevento. Mons. Angelo mariani non è mai stato Parroco, però ha svolto il suo ministero sempre attento alla cura delle anime. La sua predicazione era una catechesi e quanto affermava lo corredava di episodi vari, verificatisi nel corso della sua vita e questo non solo attirava maggiormente l’attenzione degli uditori, ma incideva profondamente nella mente e nel cuore. Al confessionale non provava mai stanchezza e rimaneva lucido nonostante le diverse ore trascorse ad ascoltare le confessioni dei vari penitenti. Era preparato e molto aggiornato. Le sue competenze erano in linea con il magistero. Coglieva subito nel segno e dava la risposta giusta. Nonostante la sua innata severità, lì, nel Tribunale della misericordia, diventava il padre buono, affettuoso, e donava a tutti il balsamo ristoratore, rivelatore dell’amore infinito del Padre. Nei diversi incarichi che ha ricoperto ha saputo svolgere il suo ufficio con impegno ed ingegno. Assistente regionale della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, canonico della cattedrale di Benevento, Vicario generale della Diocesi di Pontecorvo, tutto ha compiuto con la serenità di colui che sa di rispondere ad un volere altissimo: alla Volontà di Dio. Ed è stata questa luce che sempre l’ha guidato nell’espletare ogni compito. A lui sono state affidate missioni delicatissime e con il suo tatto, la sua abilità, la sua prontezza le ha compiute in piena armonia e in perfetta linea con i suoi Superiori. Se volessimo racchiudere in una frase tutto quello che è stato mons. Angelo Mariani e tutto quello che ha fatto, non sarebbe esagerato definirlo l’uomo dell’obbedienza. Sempre pronto per collaborare. Ha lavorato fino agli ultimi mesi della sua esistenza, donando alla vigna del Signore i suoi tesori di scienza, di pietà e di bontà. Ha amato i sacerdoti e amava incontrarli, li ha aiutati con la parola e con l’esempio; ha amato i Vescovi e si illuminava di gioia, che si rivelava nel volto, quando lo visitavano; ha amato con cuore puro tutti, perché in ognuno vedeva il Signore. Particolare la sua devozione alla Madonna e nel suo studio troneggia la Vergine di Canneto. È morto con lo sguardo rivolto e fisso, verso l’Immagine della Madonna. VENERDI' 12 MARZO 2010 - Perché la fedeltà? Osservazioni brevi di vita quotidiana. di Emanuele Secondi Del movimento di ogni rapporto d’amore la nota dominante è la Fedeltà. Una parola chiave che dà il giusto ritmo ad ogni singolo desiderio di stare insieme. Si parla di fedeltà, ad esempio, nel riprodurre un pezzo musicale, quale segno di aderenza al senso di chi esprime uno stato d’animo. Una sorta di protocollo di garanzia come anche in un rapporto professionale duraturo come sancito dalla fedeltà alla deontologia professionale, o, più ancora, che vada a sancire l’appartenenza di un singolo individuo ad una comunità organizzata mediante un giuramento di fedeltà alla Carta costituzionale ed alle istituzioni. Di diversa impostazione ma di analoga valenza, la condizione di fedeltà viene osservata anche nel mondo animale, dove la natura regola la condizione di perfetta reciprocità per la quale un leone è fedele alla propria leonessa per tutta la vita. Di più profonda natura è la fedeltà nella coppia, dove, con questo termine, si intende innanzitutto parità tra le parti, sia la compiuta reciprocità affettiva. Nella primaria documentazione storica a noi pervenuta, la normativa scritta dei babilonesi prima e degli egiziani poi, teneva in gran conto la donna sia nel contesto sociale sia nel contesto familiare, tanto da assegnarle parità di diritto nella conduzione della comunità familiare ma anche nei rapporti verso l’esterno e nel contesto sociale. La stessa società greca e romana, che ordinava l’essenza della struttura sociale nella figura del pater familiae, riservava alla madre la parte preponderante nell’ordinamento della vita familiare e dei rapporti sociali quotidiani. Tutto questo ha favorito la formulazione di norme di diritto civile che vedevano sempre più articolata la gestione familiare quale fulcro della vita sociale nel suo insieme (la fidelitas che era alla base delle reciprocità familiare). Nell’attuale contesto sociale, tuttavia, questo appare sempre più difficile da comprendere se non addirittura invisibile alla percezione. E proprio perché in nome di un insolito concetto di libertà e di autonomia, proposto nella seconda metà del secolo appena trascorso, si è forviato il radicale della fedeltà. La fedeltà è, innanzitutto, ascolto dell’altro: la prevaricazione, soprattutto ideologica, tanto cara a talune correnti di pensiero contemporaneo, non è la risorsa per risolvere le problematiche gravi del nostro tempo. Parlare è un verbo ormai estraneo alla vita ed alla cultura post-moderna: si chiacchiera tanto, ma di fatto non si dice nulla, mentre forse sarebbe molto più semplice imparare ad ascoltare l’altro, intendendo per l’altro il concetto più alto di alterità nella condivisione. Fedeltà è saper leggere l’altro: essere capaci di leggere l’altro significa mettersi nei suoi panni e comprendere le sue richieste, significa anche suggerirgli o consigliargli: qui ci vuole la pazienza non solo dell’ascolto ma anche la mitezza della semplicità. Fedeltà è mediare con l’altro: nessuno di noi può considerarsi la perfetta rappresentazione dell’essere umano e, meno che mai, può proporsi a perfetta similitudine dell’assoluto. Poiché, infatti, ciascuno di noi, nel migliore dei casi può definirsi un assoluto relativo, a ciascuno corre il dovere di saper negoziare i propri limiti, i propri difetti, le proprie amarezze, le proprie gioie, con i limiti, i difetti, le amarezze le gioie dell’altro. In fondo …a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune… e questa manifestazione deve essere mediata con l’altro per trarre reciprocamente i frutti particolari ricevuti in dono. Fedeltà è accettare l’altro: non come semplice livello di sopportazione, forse malcelata, ma come condizione propria del limite stesso della natura umana. Limite che discende dalla condizione personale, propria di ciascuno che deve essere identificata con quel verbo accipio, intendendo la migliore traduzione del verbo latino con quella corrente di accogliere e, quindi, di accettare l’altro come dono e non come pesante fardello. In breve, e sinteticamente, la fedeltà è quello che, in matematica, esprime la corrispondenza biunivoca: un reciproco scambio. Scambio, che quasi fatto a misura, avviene nel muscolo cardiaco: la sistole e la diastole sono il movimento reciproco che consente al cuore di battere per dare la vita. Analogamente la fedeltà è la condizione reciproca che consente alla coppia di vivere in funzione di sé stessa, della propria famiglia, del contesto sociale, dell’intera umanità. MERCOLEDI' 10 MARZO 2010 - Quale Pastorale per la Quaresima? Don Alfredo Di Stefano Molti sono i modi e quindi i segni per celebrare la penitenza e, anche se non tutti hanno lo stesso valore e la stessa efficacia, tutti possono contribuire ad educare il credente alla conversione e a realizzare la riconciliazione con Dio e con i fratelli, nella Chiesa. La Pastorale quaresimale dovrebbe valorizzarli tutti con saggezza e con varietà in modo che ogni comunità cristiana manifesti sempre più perfettamente e pienamente la vittoria di Cristo risorto sul male e diventi sempre più segno e strumento di riconciliazione, in intima unione con il suo Signore. Ne ricordiamo alcune: 1. Le celebrazioni penitenziali Considerate sia come celebrazioni a sé stanti che come parte integrante della riconciliazione individuale, si rivelano utilissime per favorire e alimentare la conversione personale e comunitaria e la purificazione del cuore, anche perché sono un valido aiuto per quella contrizione perfetta che sgorga dalla carità, con la quale i fedeli possono conseguire la grazia di Dio. La loro utilità, sia per la vita spirituale che per la catechesi e la pastorale della penitenza, emerge con chiarezza dalla struttura e dagli elementi che le compongono e che vanno sempre rispettati, anche nella legittima varietà di forme che sono previste, sulla base sia delle persone che vi partecipano che dei momenti e delle situazioni in cui vengono promosse. 2. Le stazioni quaresimali Le caratteristiche della liturgia stazionale sono assai significative: la processione, per indicare il cammino della conversione a cui la Chiesa è chiamata in Quaresima; la grande assemblea di preghiera, l’unica Eucaristia, l’invocazione di una comunità chiamata a convertirsi e ad esprimere l’unità nella fede e nella carità. 3. Le preghiere eucaristiche della riconciliazione I credenti non possono fare a meno di rendere grazie quando si pongono di fronte a questo avvenimento e alla luce della parola di Dio, scoprono o approfondiscono sempre più l’amore misericordioso di Dio che, nonostante il peccato personale e sociale, continuamente offre agli uomini il dono della riconciliazione nello Spirito Santo. I due prefazi delle preghiere di riconciliazione, che hanno appunto lo scopo di esprimere i motivi dell’azione di grazie, lo mettono in risalto in maniera forte e con un linguaggio biblicamente e umanamente assai espressivo. 4. La prima confessione dei fanciulli Anzitutto l’invito a valorizzare il tempo quaresimale per l’iniziazione penitenziale dei fanciulli, nel quadro del più ampio impegno di una loro maturazione nella fede da realizzare nell’itinerario catechistico di uno o più anni. La seconda esigenza è quella di prevedere appunto verso la fine della Quaresima, la celebrazione del sacramento della riconciliazione vero e proprio per i fanciulli. In genere le messe della Prima Comunione, nelle nostre comunità, si svolgono durante il tempo pasquale e anche dopo, nelle domeniche ordinarie che seguono la Pentecoste. L’esperienza pastorale ci insegna che per diversi motivi, legati anche alla psicologia dei fanciulli, non è opportuna la celebrazione della prima confessione nei giorni immediatamente precedenti la Messa di Prima Comunione. Come pure non ci è consentito tralasciarla del tutto sotto pretesto che i fanciulli non sono ancora capaci di peccato mortale e, dunque, non avrebbero bisogno del sacramento. Valorizzando ciò, cammineremo preparandoci in modo consapevole alla Pasqua del Signore. Sabato 06 Marzo 2010 - Domenica 7 marzo III incontro di spiritualità coniugale: "La famiglia comunità educante". di Carmine Alonzi Continua, presso l’Oasi mariana Betania di Alvito, il percorso di spiritualità coniugale che sta raccogliendo tantissime coppie raccolte della nostra diocesi oltre che dalle diocesi vicine di l’Aquila e Caserta. Domenica prossima, 7 marzo, la comunità Oasi ha invitato a guidare l’incontro Suor Rifugio Lanese, religiosa delle Ancelle dell’Amore Misericordioso, congregazione fondata dalla venerabile Madre Speranza di Gesù, a cui è dedicato il Santuario di Collevalenza. Dal 1979 suor Rifugio è impegnata nella pastorale familiare e segue con particolare cura e dedizione le dinamiche di coppia, attraverso percorsi individuali e familiari che stimolano alla conoscenza di sé ed a una maggiore apertura e al dialogo coniugale. Organizza Incontri Coniugali della durata di alcuni giorni, per coppie di sposi che desiderano migliorare il proprio matrimonio e realizzare un rinnovamento fondamentale della coppia mediante una revisione serena e profonda. Rivolge inoltre una speciale attenzione ai giovani fidanzati, ai quali offre l’opportunità di partecipare a incontri mirati ad una più matura consapevolezza della loro scelta vocazionale. Le coppie saranno chiamate a riflettere sul tema della famiglia quale comunità educante, in questo momento della nostra storia in cui educare è diventato anche una sfida e un’arte, oltre che un’emergenza. In questo nostro tempo cresce la difficoltà nel trasmettere alle nuove generazioni i valori base dell’esistenza e di un retto comportamento, difficoltà che coinvolge sia la scuola che la famiglia. Il papa Benedetto XVI in una lettera scritta in data 11 giugno 2007 alla diocesi di Roma, così dice: «Abbiamo tutti a cuore il bene delle persone che amiamo, in particolare dei nostri bambini, adolescenti e giovani. Sappiamo infatti, che da loro dipende il futuro dei questa nostra città. Non possiamo dunque non essere solleciti per la formazione delle nuove generazioni, per la loro capacità di orientarsi nella vita e di discernere il bene dal male, per la loro salute non soltanto fisica ma anche morale». La comunità Oasi, sulla scia di queste parole ha intrapreso il suo programma annuale con degli incontri alle famiglie con lo slogan Genitori si diventa.
Giovanni Mancini È stata la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da Mons. Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliario de L’Aquila ma originario della diocesi di Sora Aquino Pontecorvo, a concludere la peregrinatio della reliquie di San Bernardino da Siena nella nostra diocesi. La ricca serie della manifestazioni aveva avuto inizio sabato 20 febbraio con l’arrivo delle spoglie mortali del santo nella cittadina ed era proseguita nei giorni successivi, fino a domenica scorsa, con un alternarsi di momenti di spiritualità, di riflessione penitenziale e di appuntamenti culturali. Ed in particolare quest’ultimi hanno consentito al rettore della Basilica di San Bernardino, de L’Aquila, Padre Quirino Salomone, di attualizzare il messaggio del suo illustre predecessore dell’Ordine francescano, messaggio fondato sulla meditazione sul nome di Gesù. Non per caso infatti la predicazione teologica e l’impegno missionario e pastorale sostenuto da San Bernardino da lui stesso era stato sintetizzato nel sacro trigramma latino IHS (Gesù Salvatore degli Uomini). Nell’omelia conclusiva della settimana delle celebrazioni, infine, Mons. Giovanni D’Ercole, facendo proprie le letture della seconda domenica di Quaresima, ha messo in evidenza come la predicazione di San Bernardino sia ancora attuale perché fondata sull’annuncio dell’amore cristiano. Di quell’amore che appiana le vie del rancore e dell’odio per creare speranza per il futuro, quello stesso amore che si traduce in mille aspetti differenti e che, sempre nelle parole di Mons. D’Ercole, è stato espresso agli abitanti dell’Aquila dai Vigili del Fuoco dai primi momenti seguenti il tragico terremoto del 6 aprile 2009, Vigili del Fuoco che recuperarono la reliquie di San Bernardino dalla basilica crollata e che domenica scorsa le hanno ricondotte da Pontecorvo a L’Aquila. GIOVEDI' 04 MARZO 2010 Celibato per il Regno dei Cieli: di cosa parliamo? Giovanni De Ciantis La maturità affettiva e sessuale sono il fondamento di ogni vocazione, sia del matrimonio riuscito e sia del celibato riuscito; essa non è questione di età, bensì coinvolge tutta la vita con tutte le sue esperienze ed è la crescita della persona in tutte le sue dimensioni fisica-psichica-sociale e spirituale Più che parlare di maturità è opportuno parlare di essere adulti: l’adulto è una persona capace di prendere una decisone, di mantenersi fedele ad essa, di saper scegliere un oggetto definitivo per la sua affettività, di impegnarsi in una propria scelta di vita, di saper sopportare e affrontare difficoltà (M. Eck). E come si inquadra la scelta celibataria con l’essere adulti? È un dato comune che il celibato di necessità nelle nostre comunità è una scelta quasi eccezionale. Per molti che lo praticano non è detto che sia un celibato che comporti astinenza sessuale. Celibato, continenza e castità non significano la stessa cosa, benché si tende spesso a farne lo stesso uso. Solo nel celibato ecclesiastico (per il Regno dei Cieli) la continenza e la castità divengono indissociabili dal celibato. Molti pensano che la continenza sia impossibile per un uomo di normale costituzione psicologica e sessuale, ma ciò non è assolutamente vero. E non è neanche vero che la continenza porta a disagi o disturbi psichici. Spesso dietro ad un nostro atto o ad una nostra scelta non vi è soltanto il bisogno, ma anche il desiderio. Così la sessualità è costantemente sollecitata da vari fattori che fanno sì che il desiderio prenda spesso il sopravvento sul bisogno e finisca per imporsi. È qui che entra in gioco la virtù della castità. Si obietterà che se gli ecclesiastici vivono al di fuori di ogni ambiente capace di risvegliare il bisogno sessuale, rischiano di rinchiudersi in uno stato artificiale che non ha niente a che vedere con l’indispensabile integrazione nella vita di coloro di cui debbono essere i consiglieri. Inoltre, vivere in un’atmosfera artificialmente preservata rende sempre più difficile la maturazione e può favorire la rimozione di istinti normali che persistono nonostante tutto. L’ideale sarebbe l’equilibrio di tutte le componenti emotive, cognitive, comportamentali e motivazionali nella propria personalità. A ciò ci si può avvicinare con un cammino di auto-consapevolezza, di aiuto fraterno, di dialogo, di confronto e di sana umiltà. Oggi molti sacerdoti e religiosi hanno rinunciato alla barriera materiale di un abito portato esteriormente, segno della loro funzione, come se esso potesse allontanare ogni paura o pericolo. A volte la soluzione, dinanzi ad una crisi affettiva o sessuale, può sembrare l’abbandono del sacerdozio e la scelta di sposarsi. È possibile notare come molti sacerdoti in difficoltà attraversino una crisi della vita di preghiera, anche se il pensiero dell’apostolato e della fedeltà alla fede non è toccato. Il mito del celibato impossibile va di pari passo con quello opposto del celibato facile. Parliamo di persone normali e non di esseri asessuati, tiepidi di cuore e freddi di carne. È capitato spesso che sacerdoti o religiosi più o meno giovani, in crisi, pensassero che il matrimonio avrebbe risolto tutti gli ostacoli e riempito tutti i vuoti, mentre i veri problemi erano altrove. Nel celibato ecclesiastico più che il celibato in quanto tale sono importanti le sue motivazioni. Esse non sono tanto frutto di proibizioni o di disciplina o di necessità per diventare preti, quanto piuttosto la scelta e l’amore della castità per dedicarsi interamente alle cose del Signore. Solo la continenza accettata nella castità può essere segno della padronanza di sé di una persona veramente adulta. Non è l’esercizio della sessualità che testimonia la maturità di un individuo, ma il modo in cui essa è integrata col proprio Io profondo. MERCOLEDI' 03 MARZO 2010 - Dalle scuole presenti nel Comune di Aquino a Mons. Ravasi: ecco le attività del Circolo “San Tommaso”, seguite dalla celebrazioni religiose Giovanni Mancini Il Circolo San Tommaso d’Aquino ha cominciato già da lunedì scorso le celebrazioni per la festa liturgica di San Tommaso. E lo ha fatto con una mostra fotografica, allestita nella Scuola Media dedicata al santo, e la proiezione del documentario “Dove se non ad Aquino”, che ricorda la visita di Paolo VI nella città. Il programma del Circolo ha avuto il suo culmine, poi, il 5 marzo, alle 17.00 nella Chiesa della Madonna della Libera, con il conferimento del premio San Tommaso a mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura. Il premio San Tommaso è un premio che la commissione del Circolo San Tommaso, composta da nomi insigni della cultura cattolica, conferisce ogni anno per una personalità che si è distinta nei vari ambiti della cultura per la diffusione del pensiero tomista. Il programma delle attività del Circolo è terminano ieri sabato 6 marzo, presso la “Casa di San Tommaso”, alle ore 19.00, con la presentazione del volume Introspezione Medioevale. Analisi dei vizi in San Tommaso d’Aquino (Libreria Editrice Vaticana), di Samuele Sangalli. A tutte queste iniziative di carattere culturale fanno seguito, nel pomeriggio di oggi, le celebrazioni religiose in onore del Santo patrono di Aquino, caratterizzate dalla solenne concelebrazione eucaristica presso la cattedrale cittadina, presieduta dal vescovo della diocesi di Sora Aquino Pontecorvo, mons. Filippo Iannone.
Le manifestazioni culturali e le celebrazioni in onore di San Tommaso a Roccasecca
Sempre nell’ambito della celebrazioni tomistiche ed in occasione della memoria liturgica del Dottore angelico, anche la Città di Roccasecca si appresta a festeggiare il suo più illustre cittadino con una serie di manifestazioni religiose e culturali, tra le quali spicca l’intervento del critico d’arte Vittorio Sgarbi che, in una conferenza, ha presentato, venerdì scorso la sua ultima opera critica racchiusa nel volume “L’Italia delle meraviglie”. Sabato 6 marzo, invece, presso i resti del castello medievale che diede in natali al Santo, è stato inaugurato dal sindaco della città, Giovanni Giorgio, il “Parco archeologico del Conti d’Aquino”, un itinerario naturalistico, ma anche di fede e cultura, sul versante del monte che conserva ancora le mura perimetrali del Castello dei Conti d’Aquino, ove San Tomaso venne alla luce nell’anno 1225. Anche in questo caso le manifestazioni culturali sono state seguite della celebrazioni religiose culminanti nella giornata di oggi con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo della diocesi di Sora Aquino Pontecorvo, mons. Filippo Iannone, presso la chiesa parrocchiale del Castello.
Le attività e l’identità del Circolo “San Tommaso d’Aquino” Circolo San Tommaso d’Aquino Fondato da giovani di Aquino, riconosciuto da Mons. Luca Brandolini, Vescovo di Sora Aquino Pontecorvo, il 7 marzo 2009, nel 35° anniversario della visita di Paolo vi ad Aquino, Fossanova e Roccasecca del 1974, allo scopo di promuovere la figura e il pensiero di Tommaso d’Aquino.
Premio Tommaso d’Aquino Riconoscimento conferito ad una personalità che si distingue nel mondo della cultura o dell’arte.
Concorso « Veritas et Amor » Suddiviso nelle Sezioni Cultura e Arte, rivolto agli studenti delle Università e Accademie d’Arte italiane e straniere. In palio una borsa di 3.000 euro per una tesi (di laurea o dottorato) o una monografia che attualizzi il pensiero di Tommaso d’Aquino anche in ambito non strettamente filosofico o teologico (scienze politiche, giuridiche, economiche ecc.) ed una borsa di 3.000 euro per un’opera d’arte avente Tommaso d’Aquino come soggetto. Commissione Sezione Cultura: Lluís Clavell (Presidente della Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino); Francesco D’Agostino (Professore di filosofia del diritto, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”); Antonio Fazio (Governatore emerito della Banca d’Italia); Walter Senner (Preside dell’Istituto San Tommaso, Pontificia Università San Tommaso d’Aquino); Manlio Sodi (Presidente della Pontificia Accademia di Teologia). Sezione Arte: Roberto Almagno (Artista); Micol Forti (Responsabile del Reparto per l’Arte dei secoli xix e xx - Musei Vaticani). VENERDI' 26 FEBBRAIO 2010 - II Corso ludico – formativo per animatori Il prossimo 2 marzo avrà inizio a Sora, il II Corso ludico – formativo per animatori organizzato dalla Ludoteca e Oratorio La Fortezza dei Sogni in collaborazione con l’AIPES. Il corso, che si svolgerà nei locali della ludoteca presso il Centro S. Luca, si rivolge agli studenti delle scuole secondarie superiori, universitari, liberi professionisti, insegnanti, animatori e a tutte le persone interessate. Il primo incontro introduttivo avrà come relatori mons. Alfredo Di Stefano, Responsabile della Ludoteca, e il dott. Maurizio Ottaviani, Presidente dell’AIPES. Tra gli obiettivi fondamentali del corso vi è lo studio dell’aspetto socio-psicologico del bambino inserito in una contestualizzazione ludico-tecnica. Il soggetto-infante, potenziale uomo del domani, è osservato e studiato nelle diverse tappe del processo educativo e di sviluppo psico-motorio e nelle fasi di acquisizione del proprio spazio fisico e ideale. Una finalità specifica è quella destinata alla formazione dell’operatore ludico che deve svolgere il suo compito basandosi sia su nozioni che su competenze specifiche tra quali la comunicazione, l’osservazione e l’empatia. La formazione degli operatori ludici è pertanto uno degli obiettivi che ogni società avanzata, moderna e civile deve perseguire. Altro aspetto che andrà evidenziato è quello relativo alla topografia dell’ambiente ludico, cioè alla disposizione dello spazio e della struttura della ludoteca, del suo arredamento e della sua gestione. L’ambiente di gioco infatti è un aspetto fondamentale che stimola e condiziona lo sviluppo e la creatività del bambino, da cui ne deriva un’attenzione particolare per l’organizzazione degli spazi e per il loro arredamento. Il programma del corso prevede quattro diverse aree educative: psico-pedagogica, comunicativa-sociale-relazionale, tecnico-professionale, istituzionale-legislativa, laboratori pratici. Ogni incontro vedrà la presenza di relatori esperti del settore formativo: Dott.sa Federica De Santis, Dott.sa Lucia Scappaticci, Dott.sa Angela Del Proposto, Dott. Daniele Simonelli, Dott.sa Orietta Sarracini, Dott.sa Carolina Taranto. Al termine del corso verrà effettuata una prova finale con il rilascio dell’attestato di partecipazione. La domanda di iscrizione è disponibile presso la Ludoteca La Fortezza dei Sogni a Sora in via Conte Canofari n. 10 (Villa Angelina). VENERDI 26 FEBBRAIO 2010 - Il saluto della diocesi a Don Aldo Fanelli. di Carla Cristini Un altro servo del Signore ha lasciato vuoto il suo posto nella diocesi di Sora Aquino Pontecorvo. Domenica 14 febbraio è stato chiamato a far ritorno alla Casa del Padre don Aldo Fanelli, venuto a mancare presso la Casa di Cura S. Raffaele di Cassino, dove si trovava ricoverato. La liturgia esequiale, presieduta dal vescovo mons. Filippo Iannone e concelebrata da numerosi sacerdoti della diocesi, ha avuto luogo martedì 16 febbraio presso la chiesa parrocchiale dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista, a Casalvieri. Di don Aldo sono state messe in risalto la vita e l’anima di un uomo ed un sacerdote esemplare, che ha dedicato la sua esistenza alla chiesa e ai suoi parrocchiani. Don Aldo aveva 82 anni, era nato infatti a Casalvieri il 4 agosto 1928; aveva compiuto i suoi studi a Sora ed Anagni, prima dell’ordinazione sacerdotale ricevuta da mons. Biagio Musto il 12 agosto del 1951. Diversi gli uffici da lui ricoperti nel corso del suo ministero: vice-parroco a Morino dall’ottobre 1951 al giugno 1952; vice-rettore del seminario di Sora dal 1952 al 1957; canonico della cattedrale di Aquino e vice-parroco di Castrocielo dal 1958 al 1965; direttore della Schola Cantorum; segretario dell’Ufficio Amministrativo sino al maggio del 1965; arciprete-parroco di S. Lucia in Castrocielo dal marzo del ’65 al settembre del ’96; insegnante; organista della cattedrale di Sora; cappellano della Valpara, Madonna delle Grazie e S. Vincenzo Ferreri (Sora). In ciascuno degli incarichi svolti, don Aldo ha saputo sempre catturare l’affetto e la stima dei suoi parrocchiani, che ora, con le loro preghiere, lo accompagnano all’incontro con quel Padre che ha tanto amato e a cui ha dedicato la sua intera esistenza. GIOVEDI' 25 FEBBRAIO 2010 - A Sora è nata la consulta dei Giovani. Venerdì 12 febbraio 2010 il vescovo Mons. Filippo Iannone ha inaugurato al Centro San Luca di Sora una nuova struttura di collaborazione: la Consulta Diocesana dei Giovani, progetto da tempo in cantiere. Il sogno era di poter concretizzare, al di là del lavoro ordinario del Servizio di Pastorale Giovanile, un tavolo di confronto a cui partecipassero gli uffici diocesani e i movimenti e associazioni della Chiesa locale che coinvolgono o intercettano con il loro servizio il mondo giovanile. Al primo incontro della Consulta hanno aderito e partecipato: Servizio di Pastorale Giovanile, Caritas, Ufficio Catechistico, Ufficio Scuola, Ufficio per la Pastorale Familiare, Centro Servizi per la Famiglia, Ufficio per la Pastorale Vocazionale, Coordinamento per la Pastorale Universitaria, AGESCI, Settore Giovani di Azione Cattolica, Circolo San Tommaso d’Aquino, Comunità Neocatecumenali, Confraternite di Misericordia, Gruppo Giovanile dell’Oasi Mariana Betania, Rinnovamento Carismatico Cattolico, UNITALSI. Nicola Scanu ha rappresentato l’attenzione al mondo dello sport. I responsabili o rappresentanti di queste realtà hanno dato vita ad una condivisione interessante e coinvolgente che ha certamente preparato il terreno alle future interazioni. Il tavolo resta aperto alla partecipazione di altre realtà che abbiano dimensione diocesana o zonale. Il vescovo Mons. Iannone salutando i presenti e presentando le finalità della Consulta ha detto: «Non siamo qui per fare programmi da sovrapporre a quelli che ciascun organismo porta già avanti. Siamo qui innanzitutto per creare sintonia». Il responsabile diocesano della Pastorale Giovanile, Mons. Giandomenico Valente, facendo riferimento all’emergenza educativa che interesserà la Chiesa italiana nel decennio 2010-2020, ha parlato della necessità di costruire alleanze educative a favore dei giovani, ed ha concluso: «L’istituzione della Consulta Diocesana rappresenta un vero investimento per il futuro della nostra Chiesa». Il vescovo ha affidato la presidenza della Consulta dei Giovani al vicario episcopale per la pastorale, don Antonio Di Lorenzo. Dopo Pasqua, la Consulta si ritroverà per confrontarsi sulla condizione giovanile nel territorio ed individuare percorsi sostenibili. GIOVEDI' 25 FEBBRAIO 2010 - In Val di Comino Quaresima Comunitaria (A. L.) Una bella e forte esperienza di vita nello Spirito per il centinaio di persone che si sono ritrovati presso la Chiesa parrocchiale di Posta Fibreno nella serata del mercoledì delle sacre ceneri. Dopo qualche anno di pausa, abbiamo voluto riprendere la bella iniziativa di dare un carattere ecclesiale al cammino quaresimale per le comunità della Valle di Comino. La Quaresina è un cammino non solo dei singoli fedeli ma di tutta la Chiesa, che si pone davanti al suo Signore in atteggiamento umile e penitenziale, per togliere le macchie e le rughe dal suo volto di Sposa bella. Accolti da un gruppo di fedeli della parrocchia ospitante, il coro di Casalvieri ci ha introdotti nel clima con l’invocazione dello Spirito Santo e della sua azione purificatrice. Don Joèl ha guidato la preghiera comunitaria, sottolineando i passaggi: invocazione, ascolto, rito simbolico, confessione dei peccati, gioia del perdono. All’omelia don Antonio Lecce ha ricordato l’urgenza dell’oggi della salvezza. Questa quaresima è l’appello di Dio a non ripetere stancamente un momento del ciclo liturgico, come se fosse un passaggio dell’eterno ciclo delle stagioni, ma a sentire la Parola rivolta ad ogni persona e a tutta la Chiesa perché si converta e viva. Il noi di S. Paolo indica la mediazione della Chiesa come segno e strumento della misericordia di Dio. L’elemosina-carità, la preghiera, il digiuno sono le armi del combattimento quaresimale, ma non armi di carta, esteriori ed inefficaci, bensì armi potenti perché affilate dalla interiorità e dall’intimità con il Padre. L’assemblea si è sciolta con l’impegno a vivere una quaresima di carità, il cui frutto sarà portato all’altare la V Domenica, il 21 marzo, e sarà destinato a sostenere il Fondo di Solidarietà per le famiglie particolarmente provate dalla crisi.
di Alfredo Di Stefano La quaresima è tempo forte per eccellenza della fede, della conversione e del ritorno a Dio. Il messaggio biblico del ciclo C - diversamente da quello del ciclo A, che è tipicamente battesimale e del ciclo B, che è cristologico-pasquale - sviluppa in modo organico il tema della penitenza-conversione. Una tale riflessione è quanto mai opportuna, anzi necessaria, nello sviluppo armonico dell’itinerario di fede. Il tempo di avvento-natale, infatti, ponendoci di fronte al grande evento del Cristo, ha suscitato nell’uomo l’atteggiamento di fede e di speranza; le domeniche ordinarie ci hanno consentito di approfondire la personalità e l’opera di Gesù, partendo dalle parole-gesti iniziali del suo ministero, e di scoprire il nostro fondamentale impegno di discepoli, divenuti tali in forza della fede e del battesimo. La visione delle cose, tuttavia, non sarebbe realistica se trascurasse un fatto capitale: anche se discepolo del Signore, il battezzato rimane sempre esposto all'infedeltà, al peccato e al tradimento. La sua natura umana, per la colpa delle origini, lo rende debole, soggetto al peccato, facile al rifiuto di Dio e della sua parola. Tutto ciò è certo, ma non è senza rimedio. Dio, Padre buono, dà ai suoi la possibilità - dopo l’arresto che viene segnato dalla colpa - di riprendere il cammino, di rimettersi sulla strada giusta, di ritornare a lui, per poter giungere a rinnovare nei sacramenti pasquali, l'impegno di fedeltà e di servizio. La tematica penitenziale della quaresima nell’anno C si muove e si sviluppa su due linee convergenti tra loro: le pericopi evangeliche seguono una pista teologica che parte dalla fede (I dom.), giunge al battesimo (II dom.), inculca la necessità della conversione postbattesimale (III dom.), culmina nella riconciliazione sacramentale (IV dom.) e sfocia nella vita nuova; i brani biblici dell’ Antico Testamento, che costituiscono la I lettura, indicano invece una pista storico-salvifica che ripropone avvenimenti fondamentali della vicenda di Israele e vede protagonisti i personaggi-chiave della storia della salvezza, e cioè in ordine: Abramo, Mosè, Giosuè, Isaia; ed ha sempre come tema di fondo, la conversione.
Grande attesa e venerazione per il santo del famoso Monogramma di Cristo - JHS
Dal 20 al 28 febbraio a Pontecorvo (FR) i fedeli, per volontà dell’arciprete della concattedrale, mons. Luigi Casatelli, potranno venerare il loro compatrono San Bernardino da Siena il cui corpo sarà esposto nella Basilica di San Bartolomeo. Questo santo predicò la parola di Dio in moltissime città dell’Italia centro settentrionale e nel 1438 anche Pontecorvo. In seguito alla sua canonizzazione (1450), fu proclamato compatrono. Durante la settimana la comunità ecclesiale ricorderà il santo predicatore come si addice ad un santo umanista, che predicava anche l’amore per lo studio. Sarà ricordato non solo con celebrazioni liturgiche ma anche con importanti conferenze di personaggi illustri. La professoressa Emanuela Marinelli terrà il 22 febbraio una conferenza su L’uomo della Sindone; Padre Pietro Messa, dell’Università Antonianum il 23 febbraio, poiché ci troviamo in pieno anno sacerdotale, parlerà di San Bernardino da Siena: tra predicazione e contemplazione, a tutto il presbiterio diocesano. Il professore Felice Accrocca della prestigiosa Università Gregoriana, si concentrerà su San Bernardino da Siena: Cristiani e vita sociale il 24; e infine, il 26, il prof. Filippo Carcione dell’Università di Cassino parlerà della presenza di San Bernardino nella storia di Pontecorvo. Le celebrazioni vedranno, non solo la partecipazione del padrone di casa il vescovo diocesano mons. Filippo Iannone, ma anche di altri presuli: Dom Pietro Vittorelli abate-ordinario di Montecassino, mons. Luca Brandolini già vescovo diocesano, mons. Lino Fumagalli vescovo di Sabina-Poggio Mirteto e infine di mons. Giovanni D’Ercole ausiliare de L’Aquila.
di Gianni Fabrizio L’entusiasmo, la passione, la generosità, la disponibilità, l’amicizia e l’umanità che l’hanno sempre contraddistinto ci mancheranno molto. Aldo Di Poce, una persona di grande sensibilità, signorilità e finezza, ci ha lasciato. L’ho incontrato l’ultima volta, pochi giorni prima che partisse per Napoli. Era domenica e ci siamo salutati, con il solito caloroso entusiasmo e qualche battuta spiritosa, ai piedi della scalinata della Cattedrale. Saliva su in chiesa per prendere una copia di Avvenire Sette che riportava l’ultimo saluto a don Domenico Del Vecchio. Sul suo viso, affaticato, il sorriso simpatico di sempre. Ci siamo stretti la mano proprio davanti a quegli spazi di piazza Indipendenza dove lui con gli amici storici di sempre, tra gli anni 60 e 70, aveva costruito, nel vero senso della parola, lo sport di servizio, qui a Sora. Quello affascinante, onesto, vero e pulito, predisponendo e segnando con il lavoro manuale il campo di basket per le primissime edizioni dei Giochi della Gioventù. Un’avventura eccezionale, da pionieri, che in seguito ha dato vita ai suoi impegni importanti nel Centro Sportivo Italiano e nella Pallacanestro Sora. Il nostro territorio e tanti di noi, gli dobbiamo molto: l’amicizia, soprattutto. «La storia di Aldo - ha affermato, tra l’altro, don Alfredo Di Stefano all’omelia nel corso dei funerali in una chiesa gremitissima - è la vicenda di un uomo che ha creduto nella serietà della vita e nella rigorosità delle scelte. La storia di un padre che si è specchiato nel dono dei figli, manifestando forza interiore e sapienza umana. Aldo amava confrontarsi con noi preti, da don Ottavio a me, e con gli altri qui presenti: don Bruno,don Francesco, don Giorgio, don Mario, padre Antonio dell’Opera Romana Pellegrinaggi. Tutti hanno sempre riconosciuto in lui doti e doni particolari. Il Signore, ha concluso don Alfredo, faccia sentire al suo servo Aldo la definitiva parola di beatitudine». Don Mario Zeverini, durante l’altra celebrazione eucaristica, presenti la famiglia di Aldo e tantissimi amici, ha voluto vedere nella sua prematura scomparsa la volontà del Signore di chiamarlo a Sé per dedicargli, in gergo sportivo, una meritatissima standig ovation, per il suo continuo impegno, al servizio sempre del prossimo: in famiglia, nel lavoro, nella chiesa, nel volontariato, nello sport, nella vita. Aldo Di Poce ha veramente rappresentato una traccia profonda nella esistenza di molti ragazzi e di quanti lo hanno incontrato. Di tale impegno Aldo era espressione alta, umile e contagiosa. Gabriele Pescosolido ha scritto questi versi che disegnano bene il senso e la testimonianza della vita di Aldo Di Poce: Di dietro la ferrovia, appena subito dopo questi anni nostri appresso questo uragano di dolore e improvviso, inconsolabile nell’assolato meriggio di una primavera l’eco della nostra gioventù appena cominciata, custode come un angelo amico, su di noi vegli ancora con l’insospettabile tuo sorriso e generoso, mentre ti aggiri tra i ricordi e questo insufficiente pianto. Di dietro la ferrovia, l’eco della nostra gioventù mentre tra i ricordi ti aggiri in Paradiso Grazie di tutto, Aldo. Ci parleremo ancora, insieme agli amici di sempre ,uniti con la preghiera.
SABATO 13 FEBBRAIO 2010 - Sociale - Solidarietà per Balaka di Mirella Conflitti Dando voce anche a chi senza clamore soffre e spera accanto ai fratelli più poveri, riportiamo di seguito l’iniziativa benefica di un gruppo di persone di Sora che da anni si occupa del Malawi. Il prossimo10 maggio, un container di aiuti umanitari partirà alla volta della missione di Balaka, in Malawi. Siamo consapevoli del difficile momento economico che la nostra Italia sta attraversando, ma siamo anche convinti che abbiamo bisogno di cittadini che non si rinchiudano in sé stessi, ma che si aprano alle necessità ed ai bisogni dei fratelli vicini e lontani; solo se riusciremo ad educare i nostri giovani alla condivisione ed alla solidarietà potremo sperare in un mondo più vivibile per tutti. Condivido con voi quanto scrive p. Gamba nell’ultimo tamtam di gennaio 2010: «Quest'anno poi il fertilizzante non basta. La mancanza di piogge sta distruggendo quanto era stato seminato in tante aree del paese. In alcuni posti hanno già ripiantato più volte il grano che è il cibo base dei 13 milioni di abitanti, ma ormai con poche speranze. Il calore del sole in questa estate africana senza pioggia ha fatto morire tutto quanto era spuntato». Chiediamo, pertanto, la possibilità di effettuare una raccolta di generi alimentari (riso, biscotti, scatolame vario, olio di semi, farina...) e cancelleria varia. Si fa presente che il container impiegherà circa 3 mesi a giungere a destinazione, per cui bisognerà fare molta attenzione alla scadenza di ciascun prodotto. I locali dell'Associazione (ex-POA, Via Carnello, Sora) sono aperti tutti i sabati dalle 15,00 alle 16,00. Ringraziamo, anche a nome dei missionari, per la disponibilità e l'impegno che vorrete prodigare nel realizzare questa iniziativa. SABATO 13 FEBBRAIO 2010 - Eventi - Il 14 marzo presso la Ludoteca "La Fortezza dei Sogni" (ex Villa Angelina), Festa dei Ministranti. Domenica 14 marzo (IV di Quaresima), presso i locali della Ludoteca La Fortezza dei Sogni - Centro Pastorale S. Luca (ex Villa Angelina). Momento importante non solo per festeggiare la presenza di giovani e ragazzi che danno testimonianza gioiosa ogni domenica a messa, ma per formare le loro coscienze ad un più alto servizio a Cristo nella propria chiesa locale. Questo il programma della giornata: 10,00: Arrivi e accoglienza; 10,30: Inizio attività e giochi; 11,30: Preparazione alla celebrazione Eucaristica; 12,00: Celebrazione Eucaristica; (un bambino per ogni parrocchia partecipante svolgerà servizio. Tutti gli altri porteranno la propria veste). 13,00: Pranzo al sacco; 13,30: Giochi ed attività; 14,30: Spettacolo di magia; 15,30: Consegna degli attestati a ricordo della giornata. Saluti e partenze. Durante la mattina verrà a farci visita, il nostro Vescovo Filippo, che desidera incontrare e portare il suo affettuoso saluto a tutti i ministranti. Richiediamo come lo scorso anno, la partecipazione di almeno un accompagnatore responsabile per ogni parrocchia partecipante. Sarebbe gradita la presenza anche dei genitori che desiderano partecipare alla giornata. Per chi lo desidera, chiediamo la quota di partecipazione di 2.00 € a bambino. Si chiede inoltre, per una maggiore organizzazione della giornata, di comunicare la partecipazione dei ministranti, come sempre, telefonando al numero del seminario 0776/831439 o al cellulare 334/8293130 (Don Silvano).GIOVEDI' 11 FEBBRAIO 2010 - Spiritualità coniugale: la famiglia si educa alla scuola di Maria. di CARMINE ALONZI Domenica 31 gennaio, in una giornata piovosa e fredda, ad Alvito il sole ha trovato un po’ di spazio tra le nuvole verso le 15.00, ora del ritrovo presso la comunità Oasi mariana Betania per il secondo appuntamento dell’itinerario di spiritualità coniugale alla scuola di Maria, programmato per l’anno 2009 2010 per le famiglie. Un nutrito gruppo di coppie, oltre 40, provenienti anche dall’Abruzzo e dalla Campania, si è ritrovato alla tenda del convegno appositamente riscaldata e allestita per ascoltare Don Mario Pieracci, in una bellissima ed esauriente presentazione del tema: La famiglia accoglie il dono della vita. Don Mario con stile e profondità ha saputo dare a tutti spunti di riflessione, portando anche la sua esperienza nel mondo della comunicazione come sacerdote impegnato in prima linea. È un sacerdote della Chiesa di Roma, giornalista professionista, incaricato dell'Ufficio Pastorale dello Sport e Tempo Libero per il Vicariato di Roma, e Rettore dell'Oratorio del Santissimo Sacramento al Tritone in Piazza Poli a Roma. Ha fondando e diretto per 24 anni l’emittente televisiva Rete Blu. Dall’anno scorso don Mario è ospite di alcune trasmissioni Rai: La vita in diretta, Enigma, Cominciamo bene. Collabora anche in approfondimenti giornalistici con l’emittente satellitare SKY. Molto belle e commoventi sono state le testimonianze delle coppie Luigi e Paola di Cassino, Lea e Gilberto di Sora, Marco e Romina di Broccostella, Rocco e Antonella di Piedimonte San Germano; infine il sacerdote missionario Padre Felice ha raccontato la sua esperienza con i bambini orfani in terra africana. Momento culminante è stata la celebrazione eucaristica presieduta da Don Mario, assistito dal diacono Tonino Calcagni, con la partecipazione di oltre 150 persone, animata anche dai bambini venuti con i loro genitori e per cui era stato preparato un percorso parallelo all’incontro da un gruppo di educatori della comunità, intrattenendoli anche con giochi. Con questi incontri sulla spiritualità coniugale la comunità Oasi continua la sua riflessione sul tema della famiglia cristiana iniziato con il convegno mariano Maria regina della famiglia e si proietta verso il prossimo appuntamento che è per domenica 7 marzo 2010 alle ore 15,15. A trattare il tema: La famiglia comunità educante ci sarà Suor Rifugio Lanese, EAM di Roma, della comunità d’Amore, impegnata nella diocesi di Roma per la pastorale coniugale. LUNEDI' 01 FEBBRAIO 2010 - SORA - L’incontro dell’AC in Campidoglio: Rifiutare l’illegalità, impegnarsi per la giustizia di Luciana Costantini Per me ha avuto una doppia valenza l’incontro che si è tenuto sabato 23 gennaio a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio: un caldo abbraccio con l’Azione Cattolica del Lazio, tanti amici e compagni di percorso da rivedere e salutare, e un’occasione preziosa per riflettere e confrontarsi su un tema quanto mai caldo. Rifiutare l’illegalità, impegnarsi per la giustizia. L’AC in dialogo per il bene comune nel Lazio: suonava così il tema del 9° incontro del cammino che l’Azione Cattolica Italiana va compiendo attraverso le 16 Regioni ecclesiali in vista della Settimana Sociale, che si terrà a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre prossimo. Dopo il saluto della Delegata regionale, Rita Visini, che ha sottolineato come tale incontro sia stato preparato con cura e trepidazione, in quanto opportunità di crescita comune in tempo di duri egoismi, è stata la volta di un vescovo a noi tanto più caro, Mons. Lorenzo Chiarinelli, presente all’incontro a nome suo personale e a nome della Conferenza Episcopale del Lazio. Nel suo intervento, dopo aver messo in risalto la valenza del luogo che ci ospitava, carico di messaggi e di significato, perché lì ci fu l’elaborazione del diritto, della giustizia e della legalità, ha ripercorso in breve - citando documenti, come Chiesa italiana e mezzogiorno del 1989, Educare alla legalità del 1991 e preannunciando la pubblicazione del prossimo documento della CEI - le varie tappe che la Chiesa italiana va compiendo su queste tematiche, che non possono essere semplici slogan di facile effetto, ma devono favorire la presa di coscienza, perché la crisi della legalità è crisi che tocca la legge, la coscienza e la morale; è necessario quindi un compito educativo che recuperi il senso dell’etica. La breve meditazione di don Alfredo Micalusi sul brano di Zaccheo, che ci accompagna in questo anno associativo, ha aperto lo sguardo dei presenti su una realtà umana che apparentemente non è contro la legalità, anzi! Ma l’incontro con Gesù, che non gli fa la morale, ma lo guarda e gli parla, cambia la vita - e la coscienza - di questo uomo, che da quel momento farà cose che non ha mai fatto prima. Guidati dal moderatore, il giornalista RAI Giovanni Anversa, i tre relatori - il Procuratore Capo di Tivoli Luigi De Flicchy, il Presidente del Consiglio regionale del Lazio Bruno Astorre e il sociologo Roberto Cipriani - hanno delineato un quadro, non certo confortante, della situazione. La presenza mafiosa nel Lazio risale agli anni ’60 e negli ultimi 20 anni alla criminalità locale si è aggiunta quella straniera - albanese, romena, russa, magrebina, nigeriana…- con la tratta degli esseri umani, il traffico di stupefacenti, l’usura con un giro di denaro vorticoso, grazie ad appalti e finanziamenti. Non si può quindi parlare di emergenza, né tantomeno agire sulla spinta emotiva. Occorre prevenire, programmare, combattere i fenomeni, lavorare in rete. Cosa che già è in atto, pur tra mille difficoltà, perché scovare e arrestare i criminali non basta, né tantomeno confiscare i loro beni, se poi questi beni, come è discussione di questi giorni, vengono messi all’asta e ricomprati – col trucco dei prestanome - dalle stesse famiglie mafiose. È urgente e necessario favorire e promuovere una cultura della legalità, anche nel piccolo, nell’ordinario, nel quotidiano, perché è illegalità anche la mancanza di libertà, la non possibilità di scelta democratica, la tendenza a non procedere, a lasciar stare, a non indignarsi… Dopo gli interventi di rappresentanti di realtà politiche e associative, ecclesiali e laiche, che operano in tal senso, da Libera a Legambiente a Caritas Lazio, le conclusioni sono state affidate a Franco Miano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica, che ha ribadito come l’AC si senta fortemente chiamata a questo ruolo educativo, formativo e informativo, con il Progetto Sentieri di Isaia e le molteplici esperienze di solidarietà sul territorio, ma tutto ha un senso a partire dalla testimonianza personale, come ci hanno insegnato persone di valore, quali Vittorio Bachelet e Rosario Livatino. L’incontro si è chiuso con la preghiera del Padre nostro, guidata dall’Assistente nazionale, Mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, che ha raccontato del suo incontro mensile nel carcere di massima sicurezza di Paliano con i detenuti, nel cui cuore anche se macchiato di gravissimi misfatti e di più omicidi, alberga una luce che va aiutata a brillare. LUNEDI' 01 FEBBRAIO 2010 - SORA - Malawi: lettera ai genitori di Mirella Conflitti Carissimi genitori, il 10 maggio partirà da Sora un container alla volta di Balaka, tramite il quale sarà possibile inviare un pacco direttamente al vostro bambino adottato a distanza. Anche per quest’anno vi chiederei il sacrificio di usare tutti gli stessi contenitori, gli stessi usati l’anno scorso (basterà comprare al prezzo di € 3.20, presso la sede dell’Associazione Amici del Malawi ONLUS, Via Mameli, 22/c o qualsiasi ufficio postale (quelli gialli, formato maxi, che si usano per spedire i pacchi), questo ci permetterà di sistemare i pacchi più velocemente nel container, poiché sono tutti della stessa grandezza, e non creerà disuguaglianze tra i bambini che li ricevono. Raccomando di inviare soprattutto i seguenti prodotti alimentari: riso sotto vuoto, olio di semi, tonno e carne in scatola, fagioli secchi, caramelle, cancelleria scolastica, biscotti, barattoli di cioccolato… Il nostro centro operativo è aperto tutti i sabati dalle 15,00 alle 16,00; solo per il mese di maggio sarà aperto anche la domenica, dalle 15,00 alle 16,00. Chi vuole aderire all’iniziativa può consegnare il proprio pacco presso il centro operativo dell’Associazione nei giorni e nelle ore sopraindicati, entro e non oltre il 9 maggio p.v.; ricordo che il contributo per la spesa di spedizione è pari a € 15.00. Per qualsiasi ulteriore informazione è possibile contattarmi allo 0776 824008 (ore pasti). Sicura della vostra generosa adesione all’iniziativa, vi ringrazio di cuore per tutto quanto fate per i nostri bambini del Malawi. DOMENICA 31 GENNAIO 2010 - SORA - FESTA DELLA PACE 2010 in Diocesi Oggi, 31 gennaio, si celebra nella diocesi di Sora Aquino Pontecorvo la Festa della Pace, indetta dall’Azione Cattolica. Alla giornata sono invitati a partecipare tutte le associazioni, commissioni e tutti coloro che vogliano condividere la gioia di questa iniziativa. Questo il programma: ore 9.00, arrivi e accoglienza nella Piazza antistante la Chiesa parrocchiale Santa Croce Castelliri; ore 10.00, primo momento di lavoro nei vari settori: ACR – Giovanissimi – Giovani – Adulti; ore 11.30, celebrazione della S. Messa; ore 12.30, Marcia della Pace per le vie del paese; ore 13.00, pranzo al sacco; ore 14.30, ripresa dei lavori nei gruppi di settore; ore 16.00, momento di festa unitario; ore 17.00, saluti. Un ringraziamento particolare agli operatori della Cooperativa Sociale San Paolo della Croce di Sora per la collaborazione e il servizio che presteranno alla manifestazione.
È in atto una stupenda gara di generosità per soccorrere l’infelice popolazione di Haiti, sottoposta alla tremenda prova di un terremoto catastrofico. Il cuore dell’umanità batte ancora e non si è mummificato. Non possiamo però trascurare le iniziative programmate per accompagnare la crescita e lo sviluppo di milioni di persone che vivono condizioni di estrema necessità. E’ il caso della iniziativa dell’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follerau) chiamata Miele della solidarietà e che giunge alla decima edizione e che si celebra come momento culminante della 57 Giornata mondiale dei malati di lebbra – 31 gennaio 2010. Il momento che stiamo vivendo a causa della crisi finanziaria e della recessione economica, che tutti vorremmo già finita ma che invece nel nostro territorio morde ancora, non favorisce l’apertura alla solidarietà, ma l’AIFO vuole mantenere attivi i propri progetti per garantire salute e sviluppo a migliaia di persone e sconfiggere la lebbra e tutte le lebbre (povertà, ingiustizia, ignoranza). Il Miele della solidarietà consiste nel fare una donazione almeno di € 7,00 e di portare a casa una vasetto di miele. Per questa iniziativa viene utilizzato miele fornito dalla rete del commercio equo e solidale e proviene quindi da piccoli produttori di Paesi a basso reddito. La raccolta di quest’anno è finalizzata alla lotta contro la lebbra in India, che continua ad essere il paese con il più grande numero di nuovi malati di lebbra. I banchetti per Il Miele della solidarietà saranno posizionati Domenica 31 gennaio a Sora in Piazza S. Restituta e in S. Maria Porta Coeli, ad Isola Liri in Piazza S. Lorenzo, dalle ore 9.30 alle ore 17.00.
di Gianni Fabrizio Un prestigioso riconoscimento per il vescovo di Sora Aquino Pontecorvo. Il Santo Padre, Benedetto XVI, ha nominato S. E. Mons. Filippo Iannone membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Le competenze attuali di questo Ufficio sono stabilite nella Costituzione Apostolica ”Pastor Bonus” del 28 giugno 1988. Per quanto riguarda la potestà strettamente giudiziaria la Segnatura Apostolica giudica:le querele di nullità, le richieste di “restitutio in integrum” contro le sentenze rotali; i ricorsi nelle cause sullo stato delle persone, che la Rota Romana rifiutò di ammettere a nuovo esame; le cause contro gli Uditori della Rota Romana per atti posti durante l’esercizio delle loro funzioni; i conflitti di competenza. Quale Tribunale contenzioso-amministrativo dirime: le contese sorte per un atto di potestà amministrativa ecclesiastica, ad esso legittimamente deferite. In questi casi, oltre al giudizio di illegittimità, esso può anche giudicare, qualora il ricorrente lo richieda , circa la riparazione dei danni recati con l’atto illegittimo; le altre controversie amministrative ad esso deferite dal papa o dai dicasteri della Curia Romana; il conflitto di competenza tra gli stessi dicasteri. In virtù della potestà amministrativa riguardante il foro giudiziario ad essa spetta: vigilare sulla retta amministrazione della giustizia; prorogare la competenza dei tribunali; promuovere ed approvare l’erezione dei tribunali. Altre attribuzioni le derivano dall’ordinamento giuridico dello Stato della Città del Vaticano e da alcuni concordati internazionali. LUNEDI' 01 FEBBRAIO 2010 - SORA - Dai volontari della ludoteca La Fortezza dei Sogni una nota poesia per riflettere.
Ragazzo mio, impara dal fiore che si veste di bellezza anche se nessuno lo ammira.
Impara dal frutto che matura anche se nessuno lo coglie. Impara dall'albero che affonda le sue radici nella terra ma innalza rami e fronde verso il cielo.
Impara dal mare che mormora e dona la vita anche nella notte più buia. Impara dalla nota musicale che vibra di una sua inconfondibile tonalità e solo se rimane se stessa risuona con le altre in un concerto.
Impara dal sole che accarezza i fiori, colora i frutti, alimenta l'albero, illumina il mare senza diminuire di splendore.
Ricorda che ogni fiore, ogni frutto, ogni albero, ogni nota, il mare, il sole ed ogni giorno che passa sono unici come unico e irripetibile è ogni uomo.
Non rinnegare la tua unicità fatta di spirito e di carne per scimmiottare gli idoli della folla o rincorrere tesori e mode dal cuore di plastica.
Non sempre saranno riconosciuti il tuo valore e la tua dignità e molti pretenderanno anche il tuo conformismo.
Non dimenticare, allora, che Tu e Tu soltanto sei insieme l'artista e l'opera d'arte. Non volerti diverso da quello che sei ed ogni minuto della vita che ti sarà concesso su questa terrà ti veda impegnato ad essere il più autentico, originale, magnifico, pienamente unico Te stesso.
SABATO 30 GENNAIO 2010 - Il 2 febbraio alle ore 17:00 presso la cattedrale di Sora Incontro delle religiose e dei religiosi della diocesi con mons. Filippo Iannone. di Don Felice Calò Il 2 febbraio alle ore 17,00, nella cattedrale di Sora, il vescovo diocesano Filippo Iannone presiederà l’Eucaristia nella festa della Presentazione del Signore con la presenza delle religiose e dei religiosi della diocesi di Sora Aquino Pontecorvo. “Il gesto di obbedienza alla legge, si legge in un comunicato, compiuto da Maria e Giuseppe che portano il bambino Gesù per offrirlo al Signore, ispira la presenza in questa celebrazione delle consacrate e dei consacrati. Essi rappresentano coloro che hanno scelto la via dei consigli evangelici nella ricca varietà dei carismi che rendono bella la nostra Chiesa diocesana con i doni dello Spirito e preparata per svolgere la missione universale del Vangelo. Essi, inoltre, rinnoveranno gli impegni della loro consacrazione e missione per manifestare attorno al vescovo la comunione e l’unità dei carismi nel popolo di Dio”. SABATO 30 GENNAIO 2010 - La presentazione della mostra, del convegno e del volume: Santo Spirito e il Collegio gesuitico di Sora. Città e architettura nei 350 anni dell’Arciconfraternita. Un’occasione per celebrare una parte di storia del territorio Santo Spirito e il Collegio gesuitico di Sora. Città e architettura nei 350 anni dell’Arciconfraternita, è il titolo dell’evento pensato per ricordare l’importante traguardo raggiunto dall'Arciconfraternita dell'Addolorata. Una mostra e un convegno ripercorreranno l'evoluzione storica della Chiesa e del Palazzo comunale, un tempo entrambi parte dell'antico Collegio dei Gesuiti. Il prossimo sabato 30 gennaio, alle ore 16,00, sarà inaugurata presso il Museo Civico della Media Valle del Liri un’interessante esposizione, grazie alla quale saranno ricostruiti gli avvenimenti del passato e gli interventi architettonici che hanno portato il complesso religioso ad assumere l’aspetto attuale. La mostra, che resterà aperta al pubblico fino a domenica 14 febbraio, è il resoconto di un intenso lavoro di ricerca effettuato dall'architetto Paolo Emilio Bellisario durante la stesura della sua tesi di laurea. Gli studi realizzati sono stati raccolti in un volume, contenente materiale già noto e documenti inediti, che verrà illustrato il 13 febbraio, alle ore 16,00 nel corso di un convegno all’interno della Chiesa di Santo Spirito. L'accurata ricostruzione storica si è avvalsa anche di due planimetrie seicentesche, riguardanti l'ex complesso dei Gesuiti, conservate a Parigi nella Biblioteca Nazionale di Francia. All'incontro, moderato da Claudio Basile, Direttore della Biblioteca e dell'Archivio storico diocesano, è prevista la partecipazione di professori universitari provenienti da Roma, L'Aquila e Pescara. La pubblicazione del volume, curata dalla casa editrice Tinari, è stata resa possibile grazie al contributo della Regione Lazio, che ha anche patrocinato l’intero evento celebrativo insieme al Comune di Sora e alla Provincia di Frosinone, a Legambiente Lazio, alla Banca del Fucino, all'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Frosinone, all’Università D’Annunzio di Chieti e alla Facoltà di Architettura di Pescara. L’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, conferito all’iniziativa, testimonia l’elevata qualità della sua organizzazione seguita dall'Arciconfraternita dell'Addolorata e dallo stesso architetto Paolo Emilio Bellisario.
di Gianni Fabrizio Sono stati in tanti ad accogliere l’invito dell’Ufficio Stampa Diocesano e della redazione di Avvenire Sette. La maggior parte dei rappresentanti della stampa locale, parlata e scritta, dei foto e cine-operatori ha voluto festeggiare il proprio patrono, San Francesco di Sales, con il vescovo, mons. Filippo Iannone, che ha presieduto la celebrazione eucaristica presso la cappella del seminario. Ed è stata festa davvero, perché questa è una delle rare occasioni in cui i giornalisti del territorio si ritrovano insieme per dibattere, riflettere e meditare sulla propria missione. Sono state presenti le firme storiche del giornalismo locale insieme alle nuove leve: tutti animati da un vero spirito di servizio. Lo scoop dell’incontro è stato proprio questo: ascoltare, al momento del Vangelo, la buona notizia direttamente dalla voce del vescovo di Sora Aquino Pontecorvo che si è soffermato sulle figure di San Paolo e di San Francesco di Sales, due grandi comunicatori. Una tradizione, comunque, ripristinata da mons. Filippo Iannone che considera il giornalismo un mestiere prezioso, un servizio alle persone per informarle, per diffondere comunicazione e per servire la verità. «La ricerca della verità ed il servizio ad essa - ha affermato tra l’altro il vescovo all’omelia - è il senso autentico della vostra professione; ciò coinvolge un livello che possiamo chiamare deontologico. E, come ammonisce il Papa, occorre sempre garantire un’accurata cronaca degli eventi, un’esauriente spiegazione degli argomenti di interesse pubblico e un’onesta presentazione dei diversi punti di vista. Operare per il bene comune significa esercitarsi al discernimento della verità, appassionarsi per essa, cercarla nell’ascolto rispettoso delle diverse posizioni imparando a collocarsi da un punto di vista che magari non si sente come proprio, ma che solo può restituire uno sguardo completo sull’argomento affrontato. Ma perché questo sia possibile è necessario un livello più profondo, in qualche modo preliminare all’esercizio concreto della professione: ed è appunto l’amore per la verità, il desiderio di ricercarla nella propria vita, il coraggio di dedicarvi le migliori energie interiori in un paziente esercizio di approfondimento, che non può prescindere dal desiderio, anche squisitamente culturale, della ricerca personale. Per questo, il vostro servizio alla società, anche nel nostro territorio per quanti di voi operano in organismi di informazione locale, è delicato e quanto mai necessario. La realtà sorana non è avulsa, come ovvio, dalle dinamiche sociali e culturali che coinvolgono l’intera società, dalle problematiche che investono il nostro Paese, l’Europa, per certi aspetti il mondo intero. Penso alle difficoltà conseguenti la crisi economica, penso in questo momento alla crisi della famiglia, anche identitaria, ai giovani, ai problemi che pone il processo educativo. L’educazione è alla base delle riflessioni e dell’impegno dell’intera Chiesa italiana nei prossimi anni. Anche la nostra diocesi è su questa linea, educare alla fede oggi: il coraggio di raccogliere la sfida, nella convinzione che l’impegno per la formazione cristiana che le comunità e le associazioni sanno esprimere, contribuisce in maniera determinante a formare persone responsabili, in grado di garantire efficacemente la crescita della comunità civile e cristiana. In questa direzione il vostro lavoro di giornalisti ed impegnati nel mondo della comunicazione, ed il lavoro della comunità cristiana possono avere tratti di comune attenzione. Mi auguro che tale collaborazione possa essere sempre più feconda e che lo sforzo comune possa rappresentare un significativo contributo alla crescita del territorio nel quale viviamo».
(A. L.) «Grazie per la solidarietà concreta e per la vicinanza nella preghiera», queste le parole di Fausta Jean Maurice, coordinatrice dei programmi di Caritas Haiti in un messaggio inviato a Caritas Italiana sottolinea gli sforzi che la Caritas sta facendo, nonostante la situazione ancora caotica e le difficoltà negli spostamenti. «La maggior parte delle chiese, come le abitazioni, risultano danneggiate o distrutte. Ci sono ancora troppi cadaveri nelle strade ed è forte il rischio di epidemie. Acqua, tende, prodotti per l’igiene e aiuti alimentari sono tuttora le necessità più urgenti». Per le prossime 2-4 settimane si prevede di raggiungere 100.000 persone… «Come dimostrano le precedenti emergenze, e in particolare il terremoto in Abruzzo e lo tsunami del 2004, che ci vedono ancora accanto alle popolazioni locali – ha sottolineato mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana – oltre a prodigarci nell’immediato, il nostro è un impegno di lungo periodo, un percorso di accompagnamento con le Chiese sorelle e le Caritas diocesane. L’obiettivo principale è partire dagli ultimi, ossia da chi rimane ai margini degli aiuti e dei riflettori internazionali e da chi resta solo una volta che questi si spengono». Aderiamo totalmente a quanto dichiarato dal Direttore di Caritas Italiana e ricordiamo che non bisogna lasciarsi portare dall’emozione e dalla voglia di aiutare, ma di procedere in modo coordinato e programmato. Mi riferisco anche alle adozioni e ad altre forme di aiuto che vengono sollecitate dai mass media. Per l’impegno a lungo termine è essenziale poter contare sul sostegno e il contributo che, come sempre, auspichiamo generoso e solidale. In proposito ricordiamo che la Chiesa italiana ha indetto per oggi, domenica 24 gennaio, una raccolta straordinaria in tutte le parrocchie, proprio per sostenere le iniziative di solidarietà promosse da Caritas Italiana. È stato già comunicato a tutte le parrocchie ed associazioni che la raccolta è coordinata dalla Caritas Diocesana, alla quale vanno trasmesse le somme o direttamente o tramite il bollettino di C/C postale n. 12236030.
S.Messa vespertina celebrata dal nostro Vescovo S.Ecc.Mons.Rev.ma FILIPPO IANNONE ed animata dal Coro "Le Voci del Cuore" dell'Abbazia di S.Domenico in Sora, diretto dal M° Manuela Abballe. - Guarda le immagini>>>
VENERDI' 22 GENNAIO 2010 - SORA - Festeggiamenti in onore di San Domenico Abate. Seconda parte del Video con la benedizione finale del Vescovo ed il tradizionale canto dedicato al Santo "Viva San Domenico di Sora" eseguito dal Coro Le Voci del Cuore, diretto dal M° Manuela Abballe.
di Gianni Fabrizio L’appello accorato di mons. Bruno Antonellis di restituire alla Città, restaurata ed accogliente, la chiesetta di “S. Antòne”, ha caratterizzato quest’anno la tradizionale festa sorana del patrono degli animali domestici. La ricorrenza di “S. Antòne” è stata regolarmente festeggiata, domenica scorsa, 17 gennaio. I sorani hanno potuto così continuare a pregare S. Antonio Abate, anche se da tre anni si trovi in “esilio” ed agli “arresti domiciliari”, presso la chiesa di S. Restituta. L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla generosa ospitalità offerta, con grande dedizione, dal parroco e vicario diocesano, mons. Bruno Antonellis che ha pure curato la celebrazione del “triduo”. Quest’anno, poi, la ricorrenza, essendo caduta di domenica, ha visto la celebrazione delle S. Messe, come di consueto, alle ore 8,00 - 9,30 - 11,00 e 12, 30. “Sfrattata” dalla sua “sede” storica che domina Sora, la statua di “S. Antòne” è stata sistemata con cura ed attenzione alla destra dell’altare della navata centrale della chiesa di S. Restituta. Il santo protettore degli animali ha dovuto forzatamente lasciare la “propria residenza ufficiale” tre anni fa, dopo il noto scempio perpetrato da inqualificabili vandali che profanarono la chiesetta, tanto cara alla devozione dei sorani. Le impalcature sistematele intorno, sulla caratteristica collina che domina Sora, sotto lo sguardo della “Madonna delle Grazie”, hanno comunque annunciato che si sta procedendo ai lavori di sistemazione del luogo sacro, compreso il rifacimento del malandato tetto. E con molta probabilità, “S. Antòne”, seduto al suo “seggiolone”, potrà riprendere possesso della propria abituale “residenza”, entro il prossimo mese di maggio. Ma i fondi stanziati dalla Regione sono esigui . Non sono sufficienti per un intervento di riqualificazione completa e totale della minuta struttura . Ecco perciò che mons. Bruno Antonellis, all’omelia, ha lanciato un sentito e simpatico appello ai soci del Club Alpino Italiano, presenti alla Messa delle 11:00, in occasione dell’82° anniversario della fondazione della benemerita associazione sorana , affinchè adottino la “Chiesa”, invitando l’intera Città a collaborare a questa iniziativa per riportare agli antichi splendori uno dei nostri luoghi più significativi e suggestivi. Un momento di grande emozione, infine, si è rinnovato con la benedizione degli animali, presenti sul sagrato della chiesa di S. Restituta, con i rispettivi padroni sia bambini che adulti. Ci piace tuttavia segnalare, con rammarico, solo uno strappo alla tradizione: in piazza non c’era neppure un ambulante, rivenditore di “sciusce”. Forse a causa della pioggia e del cattivo tempo? Una mancanza che i “sorani doc” hanno con dispiacere notato. Ma ci sarà da rifarsi in occasione dei prossimi festeggiamenti in onore di S. Domenico, di S. Giuliano e di S. Ciro. Lì “i sciusce” ci saranno, eccome! I bambini ed i giovani devono conoscere e tramandarsi le saporite e indimenticabili tradizioni di Sora.
LUNEDI' 18 GENNAIO 2010 - Ufficio di Pastorale Vocazionale. 1) In occasione dell’anno sacerdotale ogni secondo giovedì del mese, a partire dallo scorso 14 gennaio, nella cappella del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Sora, dalle ore 21:00 alle 22:00, si terrà un’ora di Adorazione Eucaristica per le vocazioni al sacerdozio ed alla vita consacrata. La preghiera sarà guidata dal vescovo, mons. Filippo Iannone. Lo stesso papa Benedetto XVI, al momento di istituire l’anno sacerdotale in ricordo del 150° dalla morte del Santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, ha chiesto di pregare e sostare dinnanzi al Santissimo Sacramento, perché susciti nel cuore di tanti giovani il vivo desiderio di collaborare al disegno divino di salvezza. La partecipazione è aperta a tutti.
2) Lampada per Fanno sacerdotale: il direttore del Centro Nazionale Vocazioni, don Nicolò Dal Molin, ha pensato ad una iniziativa semplice e modesta da vivere ogni prima domenica del mese (da Gennaio a Giugno), secondo le modalità che avrai sicuramente letto nell’invito. Speriamo che questa iniziativa trovi accoglienza fattiva e concreta nelle nostre comunità.
3) Dalla riunione dell’equipe vocazionale del novembre scorso, è emersa questa proposta di animazione vocazionale: la possibilità, da parte dell’animatore Don Silvano, di poter visitare alcune delle vostre parrocchie, animando la messa col gruppo dei ministranti. Tutto ciò allo scopo di poter individuarne i soggetti più sensibili e aperti vocazionalmente, per i quali prevediamo anzitutto, un Ritiro Ministranti che si terrà a Sora, nella sede della Ludoteca in Villa Angelina, la prossima terza Domenica di Quaresima (domenica 7 marzo) e, in secondo luogo, un CampoScuola Estivo in data e luogo da definire. Per facilitare il lavoro a tutti, si chiede di individuare una domenica in cui dar vita a questa proposta e di comunicarla quanto prima al proprio Vicario di zona.
di Domenico Ferri Nella Chiesa di S. Spirito a Sora, si sono dato appuntamento le 16 Confraternite della Zona Pastorale di Sora, per incontrare il nuovo Vescovo Mons. Filippo Iannone. Ad accoglierlo il Delegato diocesano don Domenico Ferri, il Coordinatore Regionale Michelangelo Restaino, il Cappellano don Emanuele Secondi, il Priore Tommasino Evangelista, e, oltre trecento confratelli e consorelle con i loro Priori. Dopo la recita dei Vespri, dinanzi al Santissimo, ha fatto il suo ingresso Mons. Filippo, accolto da un applauso sentito e caloroso. Il Delegato, ha rivolto un saluto al Vescovo, a nome delle Confraternite; quindi ha fatto un breve excursus sulle Confraternite nella Diocesi e nella Zona di Sora, tratteggiandone l’antichità e la consistenza: in dieci anni, esse sono passate da 34 a 60, per un totale di 3000 associati. Molte di esse, hanno 3-400 anni di vita. Mons. Vescovo, si è compiaciuto del lavoro svolto in questi ultimi dieci anni, dal Delegato, dalla Commissione, dai Priori. In sintesi ha sottolineato due pensieri: il cammino specifico di ogni Confraternita al suo interno, e, tutte assieme a favore della Comunità Diocesana. Tra l’altro, il motivo dell’incontro verteva proprio su quest’ultimo aspetto. Tutti sanno che nella Chiesa di S. Spirito da 50 anni, c’è l’Adorazione perpetua. Mons. Vescovo, voleva di persona fare una richiesta o dare un preciso mandato alle Confraternite della Città di Sora: quello di collaborare tutte assieme per la ripresa e la gestione dell’Adorazione giornaliera. Si tratta di collaborare con l’Arciconfraternita dell’Addolorata che ha sede nella Chiesa di S. Spirito, per una crescita di presenza e di testimonianza davanti al Santissimo. «È impossibile riavere le Suore - dice Mons. Filippo - per la sempre crescente scarsità, ma non sarebbero neppure necessarie; ci siete voi, che potete occuparvi dell’Adorazione, studiando le modalità». I Priori presenti, di cui alcuni hanno preso la parola, hanno dato con gioia la loro disponibilità. E, in un prossimo incontro, organizzeranno modalità e tempi per l’Adorazione. «Sarei contento -ha concluso Mons. Filippo- di portarvi come modello di comunione e di collaborazione, in tutta la Diocesi!». Sabato 2 Gennaio, analogo incontro si è tenuto a Castrocielo, per le otto Confraternite delle Zone Pastorali di Aquino e Pontecorvo. Il Vescovo è stato rappresentato dal Delegato don Domenico Ferri, che dopo l’adorazione al Santissimo, ha tenuto alle rappresentanze (oltre 200) delle Confraternite delle due Zone, una lezione di spiritualità. Un grazie sincero al Parroco don Tonino Grossi, per la degna e squisita ospitalità. VENERDI' 15 GENNAIO 2010 - Formazione permanente per gli animatori Caritas La messe è molta, ma gli operai sono pochi”: questa affermazione di Gesù indubbiamente tocca il problema della scarsità dei primi operai della messe che sono i sacerdoti, ma purtroppo la dobbiamo applicare anche alla rarefazione di tutti coloro che sono chiamati nel vasto mondo dell’evangelizzazione e della carità. Andate anche voi… dice quel padrone. Rivolgiamo a tutti voi un pressante invito per la presenza di nuovi e vecchi operatori Caritas agli incontri formativi di quest’anno pastorale. I percorsi saranno differenziati, ma rimane per tutti la frequenza agli incontri della Scuola di teologia che quest’anno pongono a tema L’anno sacerdotale e il sacerdozio comune dei battezzati – I tratti essenziali dell’identità del battezzato oggi. Agli animatori pastorali Caritas viene offerto il seguente itinerario formativo:
Sora Aquino Pontecorvo 1. La testimonianza della carità come compito della Chiesa 21 e 28 gennaio 2. Parrocchia, territorio, cura dei poveri 4 e 11 febbraio 3. L’accoglienza, l’ascolto e l’accompagnamento 18 e 25 febbraio 4. L’animazione pastorale comunitaria 4 e 11 marzo 5. Caritas e volontariato 18 e 25 marzo
Vogliamo sperare che questa offerta formativa sia apprezzata e accolta da un grande numero di animatori perché non si affievolisca l’ardore della carità fatta con sapienza e intelligenza… davanti a Dio e davanti agli uomini.
di Gaetano Battaglini Ottimo successo di pubblico per il primo concerto della Corale di Musica Sacra della Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista diretta da Marco Farina e Clara Lombardi. L'iniziativa sostenuta dai parroci don Antonio e don Aurelio Ricci rientra in un ampio progetto pastorale finalizzato alla crescita attraverso l’accoglienza e l’ascolto. Proprio nella festa dell’Epifania la Corale di S. Giovanni Battista ha debuttato con il suo primo concerto tenuto alle ore 18,30 nell’antica e coreografica chiesa parrocchiale dove la numerosissima platea, affascinata dalla bravura dei coristi, ha ascoltato con riverente silenzio. Nella presentazione del Concerto la Corale ha voluto lanciare questo significativo messaggio affermando che: «A noi piace pensare che gli angeli, presso la grotta di Betlemme, cantassero questi canti tradizionali, che andremo ad eseguire non quale sterile esibizione bensì con l'intento di creare un momento di gioia, festa e condivisione, nell'augurio di una ripresa delle normali attività lavorative e familiari all'insegna della fede, della pace, della gioia più vera». Un augurio questo accolto con particolare soddisfazione da tutti i presenti e condiviso dai parroci don Antonio e don Aurelio che hanno sostenuto, da sempre, la nascita e la crescita di questa Corale fondata sulla disponibilità e sul sacrificio dei singoli componenti che oggi festeggiano un nuovo e importante traguardo. Ricordiamo, inoltre, che il successo della Corale parrocchiale è da attribuire, oltre che alla disponibilità dei singoli componenti, ai musicisti: Clara Lombardi (Organo), Benedetto Manasseri (Chitarra), Eleonora Farina (Flauto traverso) e da Marco Farina (Direzione musicale) che, da sempre, offrono il loro gratuito servizio. L’evento è stato trasmesso dalla televisione parrocchiale diretta da Michele Antonelli mentre le riprese sono state curate da Rocco Stracqualursi e Fernando Fallone.
di Antonio Lecce Il tema della Giornata Mondiale delle Migrazioni per il 2010 si concentra sulla figura del minore come speranza per il futuro. È suggestivo come questo tema viene evidenziato dal Manifesto preparato dalla Migrantes nazionale. Spesso si pensa che i bambini e i giovani siano il nostro futuro e che loro abbiano la forza di migliorare il nostro mondo. Per questo è importante sottolineare che i bambini hanno un diritto fondamentale: hanno il diritto di vivere il proprio futuro e di guardare a questo con fiducia e speranza. Questo è ancora più sentito se il minore è migrante e quindi vive in una situazione di precarietà, e aggravato se il suo passato è segnato dalla fuga come avviene per il rifugiato. Lo stato dei minori migranti è come una fredda giornata di pioggia che li affligge: solo un tetto sotto il quale ripararsi può far tornare il sorriso al bambino. La nostra pioggia, cioè la nostra politica, economia, stato sociale, ecc., non deve impedire al bambino di vivere il proprio futuro sotto il sole. Ci accostiamo con trepidazione e rispetto a questo variegato mondo dei minori migranti. Il loro numero è in aumento e nel 2009 ha rappresentato il 22% della popolazione migratoria. Nell’ultimo anno scolastico sono in aumento gli alunni stranieri (629.000), pari al 7% della popolazione scolastica. I minori hanno provenienze, condizioni di vita, storie familiari e personali molto diverse tra di loro e di questo deve tener conto l’azione pastorale. L’operatore pastorale fa propri i sentimenti del Maestro: «Lasciate che i bambini vengano a me… A chi è come loro appartiene il Regno di Dio». Tutti abbiamo il dovere di richiamare le pubbliche istituzioni, le famiglie e le varie agenzie educative ad accompagnare questi minori nel loro difficile cammino. Siamo ancor più impegnati a sensibilizzare la comunità cristiana e i singoli fedeli perché si accostino a questi piccoli fedeli con sensibilità umana e spirito evangelico. Ricordiamo infine due adempimenti per la Giornata di Domenica 17 gennaio. Il primo riguarda l’annuncio e la celebrazione liturgica, per la quale si può attingere all’abbondante materiale del numero della Rivista Migrantes che è stato recapitato a tutte le parrocchie d’Italia. Il secondo è la colletta da raccogliere e da trasmettere alla Curia Vescovile per il successivo inoltro alla Migrantes nazionale.
di Mario Zeverini (M. Z.) Entro la fine di febbraio le famiglie devono fare l’iscrizione scolastica per i propri figli relativa all’anno scolastico 2010 – 2011. Nel riempire gli appositi moduli, ne dovranno riempire anche uno con cui devono dichiarare se vogliono che i figli seguano (avvalendosene o no) oppure no l’Ora di Religione cattolica. L’Ufficio di Presidenza della CEI ha inviato a tutte le famiglie d’Italia ed agli operatori cristiani nelle scuole, un messaggio per invitare tutti a non sottovalutare questo impegno e a non privare i loro figli dell’apporto e dell’utilità per la formazione integrale della persona, di questa servizio. Il nostro Ufficio Scuola nel mettere a disposizione detto Messaggio sollecita anche le comunità cristiane a fare opera si sensibilizzazione presso le famiglie che hanno figli in età scolare. Il testo CEI è reperibile anche presso il nostro sito (www.ircsora.it). Le segreterie delle scuole fanno formale richiesta ai genitori presentando un modulo su cui si dichiara se ci si vuole avvalere oppure no dell’ora di religione. Detto modulo si presenta solo all’inizio di un corso ( prima elementare, prima media, primo superiore) non si ripete nei passaggi intermedi che avvengo direttamente di ufficio, se si tratta di Istituto Comprensivo l’adesione data in prima elementare vale fino alla terza media; se qualcuno vuole modificare la propria scelta dell’anno precedente – o in positivo o in negativo – allora è lui che deve richiedere il modulo; per la scuola materna invece si ripete ogni anno. Con altri servizi renderemo nota anche la nostra più che buona situazione degli Avvalenti.
Orietta Sarracini I ragazzi della ludoteca la Fortezza dei Sogni, con il gruppo del doposcuola, il 5 Gennaio sono stati tra i protagonisti in Piazza Navona dell’attesa della befana. Volontari e bambini del Centro minori San Luca, hanno trascorso una divertente giornata nei luoghi più celebri della città di Roma. In seguito ad una ricerca storico artistica sulla piazza, i bambini sono partiti muniti di ombrelli ed impermeabili, ma anche con tanta voglia di fare i turisti per un giorno. Al centro della piazza hanno visto la monumentale fontana dei Quattro Fiumi del Bernini, la fontana del Moro di Giacomo della Porta a nord, ed a sud la fontana del Nettuno. Ma la loro attenzione è stata catturata dalle bancarelle di dolci e dei giocattoli. Era la piazza delle meraviglie, per i piccoli, ricca di musiche, giostre, luci colorate. Nella piazza piccoli e grandi hanno ammirato e incoraggiato la bravura degli artisti di strada e dei mimi. Non poteva mancare poi la storica foto con la befana. Hanno ammirato i lavori artigianali esposti e mangiato tanti dolci. Giunta l’ora del ritorno tra risate e i commenti allegri di ciò che avevano appena visto, i baby turisti hanno ripreso la metro, per poi giungere in stazione, nell’attesa di raccontare a casa l’avventura Capitolina.
di Mario Zeverini Ascolta Popolo mio…sono io il tuo Signore che ti parlo! «Tu sei il mio Figlio, l’Amato» è la voce del Padre che lo presenta al Giordano e lo consacra per la sua missione. In Lui è apparsa alle genti la grazia e la redenzione che porta salvezza a tutti gli uomini e insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, con giustizia e con pietà, ossia con temperanza, con onestà, con vita interiore di preghiera. Andiamo idealmente lungo il Giordano, dove arriva anche Gesù per unirsi ai penitenti del Battista, e dove avviene la Grande rivelazione da parte del Padre: «È il mio Figlio diletto, l’Amato… in Lui ho posto il mio compiacimento», ed a noi chiede di ascoltarlo, perché seguendo la sua Parola, si avrà pace vera nella vita, liberi dal peccato e quindi dalla dannazione eterna. Se Dio ci previene con i suoi doni, anche noi dobbiamo fare la nostra parte nel preparare un cuore ben disposto ad accoglierli. «Lui vi battezzerà nello Spirito santo e nel fuoco». Il battesimo di Giovanni è solo esteriore, con l’acqua che passa sul corpo e lava. Il Battesimo di Gesù è interiore, come il fuoco che brucia tutto e come lo Spirito Santo che invade e imbeve tutti i tessuti dell’anima, trasformandola. Gli apostoli hanno distinto i due momenti: battesimo e confermazione-cresima a seguito della loro doppia esperienza del Cristo. La Pasqua e la Pentecoste: e così nella Chiesa si hanno due sacramenti, il battesimo e la cresima. A tutti i lettori di questa rubrica auguro buon anno con le Parole: «Il Signore faccia splendere su di voi il suo volto e vi benedica». .....Leggi tutto>>>
Oggi pomeriggio, nella Cattedrale S.Maria Assunta in Sora, S.E.Rev.ma Mons. Filippo Iannone ha presieduto la celebrazione eucaristica per la Giornata Mondiale della Pace.
L’incontro con i giovani universitari della nostra Diocesi, che si è svolto lo scorso 29 dicembre 2009, è stato un appuntamento fortemente voluto dal nostro vescovo nella scia della sua attenzione pastorale al mondo giovanile assunta fin dal giorno della sua presa di possesso della nostra Diocesi. Dopo diversi anni di assenza di un servizio del genere a livello diocesano per gli universitari, si è cercato di coinvolgere quanti più universitari possibili anche se la vastità della diocesi e le difficoltà comunicative si sono fatte sentire. Ma quale inizio – a detta degli stessi studenti – è stato un buon auspicio ed un incontro interessante. Da parte loro è stata percepita un’aria nuova e la possibilità di compiere un cammino arricchente. Il saluto e l’accoglienza familiare da parte del Vescovo ha posto le basi per un clima sereno e disteso. Punto di riferimento della riflessione che ha rivolto a noi universitari è stato l’omelia del Santo Padre tenuta durante la celebrazione dei vespri con la partecipazione degli universitari romani lo scorso dicembre. Quella del vescovo, non è stata una semplice ripresentazione, ma potremo dire una sorta di mistagogia del senso dello studio, dell’impegno al servizio dell’uomo e soprattutto della Sapienza in una società che sembra non avere più punti di riferimento. L’invito rivolto a noi universitari è stato – come dice l’apostolo Pietro – di essere pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Data l’importanza ricoperte nella riflessione del nostro Vescovo, riportiamo le parti dell’omelia di Benedetto XVI nella speranza che possano guidare anche voi lettori. Dice il Papa: «Il paradosso cristiano consiste proprio nell’identificazione della Sapienza divina, cioè il Logos eterno, con l’uomo Gesù di Nazaret e con la sua storia […]. Cari amici, un professore cristiano, o un giovane studente cristiano, porta dentro di sé l’amore appassionato per questa Sapienza! [...] Senza di Lei niente è stato fatto di tutto ciò che esiste (cfr Gv 1,3) e dunque in ogni realtà creata se ne può intravedere un riflesso, evidentemente secondo gradi e modalità differenti». Cari amici, aiutare gli altri a scoprire il vero volto di Dio è la prima forma di carità, che per voi assume la qualifica di carità intellettuale. Il progetto Una cultura per la città, poi, offre una promettente proposta di presenza cristiana nell’ambito culturale. Proprio a partire da quest’ultima frase il vescovo ci ha invitati – noi universitari – a mettere a servizio delle nostre realtà cittadine o paesane, con umiltà e carità intellettuale, la cultura che andiamo acquisendo di anno in anno. Tale principio ispiratore, sarà il motto che guiderà il nostro cammino di universitari della diocesi di Sora Aquino Pontecorvo. Ma la ciliegina sulla torta, ovvero ciò che ci ha stupiti maggiormente, è stata la grande apertura del Vescovo anche nei confronti di chi ha ideali differenti da quelli cristiani, anzi l’invito a coinvolgerli nei nostri incontri e considerarli parte integrante al fine di intessere un dialogo che ci possa arricchire indipendentemente dalle parti tenute. È segno di vera cultura e di autentico impegno nel servizio della Sapienza e dell’uomo. Il dialogo tra fede e ragione c’è stato, c’è e ci sarà! Consapevoli della dispersione di noi studenti nelle varie Università fuori della Diocesi, auspichiamo che, anche se con sporadicità, ci possiamo incontrare e tenere viva questa “fiamma” che si è accesa nella speranza di poter portare luce in una cultura che manifesta una “mancanza di sapienza, di riflessione e di pensiero” e promuovere un sapere che sia “sapienza capace di orientare l’uomo alla luce dei principi primi e dei suoi fini ultimi”, un sapere che illumini il futuro delle nostre città e culture locali.
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