Prima Pagina La Diocesi Vescovo Organizzazione Cattedrali Parrocchie Santuari Comunità Confraternite Strutture
diocesisora

- La Pastorale Vocazionale di SORA, AQUINO, PONTECORVO

 

- Ufficio di Pastorale Vocazionale: Equipe Operativa

 

- Indirizzi e Numeri utili

 

- Attività Pastorali 2010

 

- Pontificio Collegio Leoniano ANAGNI

 

- Ministranti

 

- Lampada Anno Sacerdotale

 

- Testimonianza giovane sacerdote

 

- Preghiera per le Vocazioni

 

- 25 Aprile 2010: Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

 

- Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 2010 (SUSSIDI)

LA TESTIMONIANZA DI UN GIOVANE SACERDOTE

Spesso si pensa alla vocazione come al risultato di una esperienza mistica che ha segnato la vita di chi poi ha scelto di porsi la domanda più importante: MA DIO COSA VUOLE DA ME?

Non ho visto la Madonna nessun santo e neanche un angelo è venuto a parlarmi nel sonno ma la mia vita è stata un insieme di eventi che hanno lasciato dietro di se una scia da seguire come se gli stessi eventi mi suggerissero quale percorso intraprendere e con un intuito che non veniva da me ma da Dio ho deciso di mettermi in gioco.

Sicuramente chi più mi ha aiutato a scoprire che Dio aveva per me un progetto, che mi chiamava ad una vocazione, sono stati i miei genitori, i quali mi hanno insegnato innanzi tutto a ringraziare Dio, a pregarlo, a chiamarlo Padre e a distanza di anni sapere che Lui si è servito di mamma e papà mi riempie il cuore di una gioia intensa.

Dall’infanzia fino all’età di 17 anni con una serie di alti e bassi (soprattutto nel periodo dell’adolescenza), Dio mi ha fatto incontrare persone ed esperienze che hanno come intessuto dentro di me il coraggio di una risposta generosa alla chiamata. L’aver vissuto la parrocchia di origine, l’essere stato a servizio dell’altare come chierichetto prima con Don Antonio Tuzzi che spesso vado ancora a trovare al cimitero di Roccasecca, poi con una serie di sacerdoti che si sono succeduti nella reggenza di una comunità che portava in grembo tre vocazioni al ministero ordinato, alcuni sacerdoti che non finirò mai di ringraziare (e che vorrei nominare in questa testimonianza perché vale la pena pregare per loro) don Ruggero, Don Antonio Molle, don Pasqualino, don Giandomenico (sacerdoti della diocesi) e Padre Poul (domenicano irlandese) che sono stati testimoni forti, perché mi hanno comunicato la bellezza dell’essere preti in una dimensione di accoglienza e profonda disponibilità verso tutti hanno contribuito a coltivare dentro di me una venerazione per quel prete che sta lì in attesa e allo stesso tempo alla ricerca di ogni persona che viveva nel territorio. L’esperienza quindicennale dello scautismo, tra campi scuola che favorivano la condivisione e l’apertura all’altro, il desiderio di raggiungere vette più alte e che richiedeva la disponibilità a mantenere il passo dei più deboli e accettare che l’altro si mettesse al passo con la mia debolezza ha permesso di costruire un giovane capace di ascoltare ed essere ascoltato.

E poi finalmente all’età di 17 anni è arrivata (come una meteora inaspettata) una domanda che spesso non mi faceva neanche dormire (Signore che cosa vuoi da me??). così piano piano ho scoperto la figura del direttore spirituale, della direzione spirituale, il gusto della confessione ogni 15 giorni fino a capire che c’era un luogo “il seminario” che mi dava l’opportunità di cercare o almeno intuire quale potesse essere la mia vocazione.

L’esperienza dei 6 anni ad Anagni è il tesoro più prezioso che porto e quindi non ne parlerò tanto, semplicemente dico che è un’esperienza completa profonda, che va al di la delle nostre attese e pretese è “METTERSI CON FIDUCIA NELLE MANI DI UN ALTRO SAPENDO CHE DI LUI DIO SI SERVE PER PARLARTI”.

E dopo 6 anni di formazione, potato e ripotato sono arrivato alla prima tappa con il lettorato, poi l’accolitato (ad Anagni) e l’ammissione agli ordini (nel Santuario di Canneto) a cui devo molto per la devozione a Maria che anno dopo anno è cresciuta tra i monti e le acque che rendono fantastico quel luogo di silenzio e preghiera.

Oggi mentre scrivo, sapendo che sono passati 4 anni dall’ordinazione “15 Ottobre 2005” devo ringraziare Dio perché non vorrei mai cambiare nulla di quello che ho vissuto perché avendo trovato Lui non ho bisogno più di nulla. Sicuramente devo ancora crescere, dovrò assaporare ancora la polvere, nei fallimenti che fanno parte del gioco ma in definitiva posso dire che Dio mi ha fatto il regalo di conoscerLo e di seguirLo.

Invito altri giovani a sentire la voce che parla dentro a creare silenzio attorno a se e a dare una svolta radicale alla propria vita, scegliendo di essere Apostoli in questa Chiesa che pur mostrando le rughe del tempo rimane sempre l’unica giovane maestra che piace ascoltare e a cui voglio obbedire.