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S.TOMMASO d'AQUINO

SAN TOMMASO D'AQUINO, Patrono della città di AQUINO e della Diocesi

Tommaso d'Aquino, santo e dottore della Chiesa, fu l'intelligenza più acuta ed armonica del Medioevo e il più grande rappresentante di tutta la filosofia scolastica. Nessuno scrisse quanto lui. Nacque intorno al 1225 dalla famiglia nobile dei Signori d'Aquino, che fino al 1155 circa avevano goduto del titolo di conti, ricevette la prima educazione nel vicino monastero di Montecassino, quindi frequentò lo studio di Napoli, dove maturò la sua vocazione religiosa.

Entrato ancor giovane, contro la volontà dei genitori, nell'ordine domenicano, fu inviato a completare gli studi prima a Parigi, poi a Colonia alla scuola di S.Alberto Magno, che pose in lui le basi culturali del suo futuro sapere filosofico e teologico. Era "in nuce£ il patrimonio scientifico, che il genio di Tommaso avrebbe poi elaborato e sviluppato al massimo grado.

Nel 1252 tornava a Parigi, dove saliva in cattedra come baccelliere, quindi come maestro di teologia, rivelando subito la sua forte personalità speculativa e la sua tempra di abile polemista. In questo periodo scrisse "Commenti" e "Questioni".

Richiamato in Italia (1259), rifiutava l'arcivescovato di Napoli, che gli veniva offerto, e si poneva a servizio della Curia Romana, divenendone il teologo ufficiale. Nei dieci anni che rimase in patria, Tommaso portava a termine alcune sue opere, come la "Summa contra Gentiles" e il commento all'Etica di Aristotele, ed altre ne iniziava, come la "Summa theologica".

Dopo un altro periodo passato a Parigi (1269-1272), durante il quale continuò ad elaborare la "Summa", altri trattati e commenti agli scritti aristotelici, tornava ad insegnare in Italia allo studio di Napoli, dedicandosi soprattutto alla stesura della terza parte della "Summa".

Nel 1274, mentre per volere del Papa Gregorio X era in viaggio per partecipare al Concilio di Lione, colto da grave male, all'età di 49 anni, moriva nell'abbazia cistercense di Fossanova. Lasciava una notevole mole di scritti, che comprendevano 35 opere e 25 opuscoli o trattati, testimonianza eloquente della sua vasta e multiforme dottrina e della sua infaticabile attività scrittoria durata fino alla vigilia del suo pio decesso.

Da uno sguardo generale, qui ovviamente breve e sintetico, all'opera soprattutto filosofica di Tommaso d'Aquino, risulta che due sono i punti fondamentali sui quali si basa la grande indagine tomistica: l'integrazione dell'aristotelismo nel cristianesimo e i rapporti tra ragione e fede, tenendo distinti i rispettivi campi di ricerca.

In quanto al primo punto, già dai primi decenni del sec. XIII, era in corso nelle scuole un processo di assimilazione del pensiero aristotelico nella nuova filosofia cristiana ad opera soprattutto di Alberto Magno.

Tommaso d'Aquino prosegui tale processo e lo portò a compimento in una sintesi chiara ed incomparabile, operando in due modi: da un lato, accogliendo i principi dell'aristotelismo nella sua metafisica; dall'altro, cercando di discernere nella tradizione aristotelica, specie in quella dei filosofi arabi, ciò che di genuino apparteneva ad Aristotele., confrontando direttamente con i testi originali dello Stagirita, per raccordarlo con l'insegnamento cristiano.

In quanto al secondo punto Tommaso rivendica alla ragione un suo specifico campo d'indagine, dove si muove autonoma e pertanto distingue ragione e fede, ricerca filosofica e teologia, verità di ragione e verità di fede, contrariamente alla tradizione agostiniana che le considerava unite (conforme al principio: "Intellige ut credas, crede ut intelligas"). Difatti la filosofia si fonda sul lume della ragione, cioè su principi evidenti, invece la teologia si basa sulla Rivelazione.

Tuttavia esse non possono mai contraddirsi, perche tanto l'una che l'altra sono fonti di verità ed hanno la medesima origine divina. Anzi, hanno rapporti vicendevoli in quanto la filosofia aiuta la teologia per dimostrare i preamboli della fede ossia i fondamenti ragionevoli della fede, nonché per chiarire le verità della fede mediante similitudini e controbattere le obiezioni contro la fede; mentre la teologia con l'autorità della parola di Dio conferma ed aiuta la ragione.

Alla luce della dottrina aristotelica, ora approfondendola, ora amplificandola o correggendola, egli affrontò con grande acume ed illuminata saggezza i vari problemi, che allora si dibattevano nella filosofia scolastica: il problema gnoseologico, quello ontologico, cosmologico, psicologico, etico, politico ed estetico.

Ma il campo dove Tommaso d'Aquino raggiunse il vertice della sua grandezza e dove egli profuse le sue migliori energie fu quello della teologia.

La "Summa theologica" ne è il monumento "aere perennius". Essa abbraccia tutte le maggiori questioni, che riguardano Dio, l'uomo, il mondo, l'incarnazione, la legge, i sacramenti. Di fronte a questa vera enciclopedia del sapere filosofico e teologico non è audace o retorico affermare che l'avvenire della cultura cattolica è strettamente legata all'opera di Tommaso d'Aquino.
Per tale ragione Leone XIII incitò i cattolici a far ritorno al pensiero di S.Tommaso, fondò l'accademia romana a lui intitolata e lo proclamo patrono delle scuole cattoliche, mentre il Concilio Vaticano II lo ha riproposto come modello di sapienza e di santità ai giovani che si preparano al sacerdozio perché Tommaso è il più dotto dei santi e il più santo dei dotti.

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