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SAN GIOVANNI BATTISTA, Patrono di
PONTECORVO e della Diocesi
In Pontecorvo e nel
suo territorio il culto di S.Giovanni Battista è
documentato fin dalla seconda metà del sec. X. Lo
provano tre fatti principali:
1) L'esistenza fin da
quell'epoca del limitrofo paese di S.Giovanni Incarico,
che allora faceva parte integrante del territorio di
Pontecorvo. La definizione dei rispettivi confini
avvenne nel 1066. La località appare storicamente per la
prima volta nel dicembre del 977 come habitat
fortificato ("castellum"), cioè munito di cinta
muraria, torri e di porte di sicurezza, sito nelle
pertinenze di Pontecorvo.
La denominazione
originale era: "Castello di S.Giovanni di Pontecorvo".
Il secondo toponimo: "in Caria" risulterà nel 1077-78.
Un insediamento alto-medioevale, che derivava il suo
nome dall'omonima chiesa di S.Giovanni Battista, ivi
eretta e tuttora esistente, che pertanto risulta la
prima chiesa storica di Pontecorvo. Gran parte dei paesi
con nomi di santi traggono origini dalle omonime chiese
ivi preesistenti. Così i vicini centri del cassinate:
S.Giorgio a Liri, S.Apollinare, S.Ambrogio ed altri
appartenenti alla diocesi di Montecassino.
2) Nella seconda metà
del sec. XI nel medesimo territorio pontecorvese
sorgevano altre tre chiese rurali con i rispettitvi
casali, dedicati al Precursore: S.Giovanni in Monte Casa
Palombo (1052), S.Giovanni in Pantano (1074) e
S.Giovanni a pie' del monte Pote, a confine con Pico
(1077).
Il nome di quest'ultima
località con quello della città di Pontecorvo era
apparso già nel 1066 inciso sulle porte di bronzo della
basilica desideriana di Montecassino. Al V pannello
della prima valva tra S.Nicola di Pico e S.Pietro della
foresta, si legge: "S.Johannes in Poto".
3) Come risulta da
vari atti pubblici o notarili di quelle epoche, il nome
di Giovanni era molto comune tra la popolazione
pontecorvese, sia tra i laici, sia tra gli
ecclesiastici. Non di rado si verificava anche il caso
che nella stessa famiglia si chiamasse Giovanni tanto il
padre quanto il figlio.
Pertanto nei secc.
X-XI la devozione dei Pontecorvesi, specie delle zone
rurali, verso S.Giovanni Battista, era abbastanza
diffusa e ben radicata nei cuori e nelle istituzioni
religiose. Tale culto raggiunse il suo vertice a seguito
dell'apparizione del Precursore a un contadino del luogo
di nome Giovanni Mele, liberandolo da un'ossessione
diabolica.
Secondo gli "Acta
Sanctorum" l'episodio avvenne il 14 aprile 1137 sulle
sponde del Liri, dove l'arciprete della chiesa di
S.Bartolomeo, Grimoaldo, dichiarato poi santo dal
popolo, ottenuto l'assenso dal vescovo di Aquino
dell'epoca, Guarino, fece erigere un'edicola chiamata
appunto S.Giovanni Appare, che esiste ancora oggi. Da
quella data e da quel fatto S.Giovanni Battista fu
sempre riconosciuto e festeggiato come patrono della
città.
Difatti la sua festa
si celebrò per secoli il 14 aprile di ogni anno, poi in
tempi a noi più vicini fu traslata alla seconda domenica
di maggio.
Nel maggio del 1269
si ha notizia sicura dell'ospedale San Giovanni di
Gualdo in Pontecorvo ("Hospitalis S.Johannis de
Gualdo"): una Casa o Precettoria degli Ospedalieri,
detti anche Giovanniti, chiamati in seguito Cavalieri di
Malta, che faceva capo all'omonimo ospedale di
S.Giovanni di Gerusalemme di Capua, il quale proprio
intorno alla metà del sec. XIII era assurto a priorato.
"De Gualdo" e non "di Gaudio" o simili, è il suo
toponimo originario.
Una gloriosa memoria
pontecorvese (e quale!) anche questa, al santo patrono
della città, che durò vari secoli e che nell'ultimo
periodo della sua storia dalle fonti archivistiche è
ricordata come la "Commenda di Pontecorvo".
Nei secoli seguenti
l'originaria edicola campestre di S.Giovanni Appare fu
ingrandita e ricevette dal popolo pontecorvese diversi
beni al punto che, ai tempi del vescovo di Aquino
Filippo Filonardi (1608-1615) essa venne eretta in ente
a se stante con il titolo di "Venerabile Cappella di
S.Giovanni Appare" e con un'amministrazione propria, che
gestiva i suoi beni, sia quelli dell'omonima Cappella di
S.Giovanni Battista, eretta nella collegiata di
S.Bartolomeo.
Alla medesima epoca
risalivano anche gli affreschi della chiesa di
S.Giovanni Appare, attribuiti al Cavalier d'Arpino, che
erano ancora visibili tra i suoi ruderi, sopravvissuti
fino alla metà del sec. XX. Tra i soggetti qui trattati
dal ben noto pennello spiccavano due raffigurazioni del
Battista: quella del battesimo di Gesù nel Giordano e
quella dell'Apparizione a Giovanni Mele.
Nella chiesa
collegiata di San Bartolomeo, cuore della città,
S.Giovanni Battista ebbe sempre un posto e un culto
preminenti. Dall'inizio del sec. XVII, come si è già
rivelato, fino al 1943, egli ebbe ininterrottamente una
cappella o altre a lui intitolati, ben corredati. Anzi,
nel 1754 vi era eretto un secondo altare, dedicato a
S.Giovanni Battista Decollato, che in prosieguo di tempo
venne sostituito.
Nell'agosto 1712
l'insigne collegiata ebbe in dono dalla S.Sede anche una
reliquia del Santo Precursore. La sua statua è una
scultura del sec, XVII. Il trono processionale, detto
"Il trionfo" in legno, tutto decorato in oro zecchino, è
opera dei nostri giorni (1983) e sostituisce quello
distrutto dai bombardamenti. L'immagine del precursore
campeggia sia negli affreschi che nelle porte di bronzo
(1997) della nuova basilica.
Ma memoria vivente,
"più duratura del bronzo", di S.Giovanni Battista tra i
cittadini di Pontecorvo rimane la grandiosa processione
con la statua del Santo, che nella festa patronale del
maggio si snoda per le vie della città fino alla chiesa
di S.Giovanni Appare sul Liri, in "un trionfo" di
popolo, che né il tempo né la guerra sono riusciti a
distruggere. |