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Cattedrale S.MARIA
ASSUNTA, SORA
Nell'ultimo trentennio del secolo
appena trascorso la cattedrale di S.Maria di Sora, l'antico "Episcopium
S.Petri" (998) è divenuta un centro di grande interesse archeologico
e storico a seguito di due successiva campagne di scavi attuate dal
1977 in poi.
Gli importanti lavori hanno
riportato alla luce un complesso sacrale, che costituisce uno dei
più antichi monumenti del Lazio Sud e che indubbiamente reca un
contributo rilevante alla conoscenza della storia religiosa sia
pagana che cristiana, di Sora e della sua diocesi.
Tra i ritrovamenti più cospicui
primeggiano due templi, di cui uno, certo, dedicato a Marte e a
Minerva (sec. IV a.C. - I d.C.), il quale col tempo si trasformò
nell'attuale chiesa di S.Maria, e l'altro, probabile, dietro la
cattedrale, con orientamento nord-sud.
Alcune di queste vestigia si
conoscevano già da tempo e provavano a sufficienza che la cattedrale
di Sora si ergeva su un tempio pagano preesistente, riutilizzando le
sue parti superstiti (muri esterni, pavimento, struttura interna
tripartita e tricellulare) ed adattandole alle esigenze del nuovo
culto cristiano.
E' indubbio che il podio modanato
o stilobate recentemente scoperto, le mura perimetrali romane e
medioevali e il pavimento a lastre quadrangolari, già noti,
chiaramente individuabili anche oggi nella chiesa di S.Maria,
scadiscono inconfondibilmente le tre epoche successive attraverso le
quali sono passati sia l'insigne monumento, sia la storia sacra di
Sora: epoca italica (volsca e sannita), romana, cristiana.
Ma quando il tempio pagano si
trasformò in chiesa paleocristiana, non possiamo stabilirlo con
esattezza. Con ogni probabilità ciò dovette verificarsi ai tempi del
primo vescovo storico di Sora, Giovanni (493-96), spinto costui
dalla necessità di avere un "episcopium", che, secondo la sua
accezione originaria, fosse insieme casa di Dio, della comunità e
casa del vescovo.
La cattedrale di S.Maria
inizialmente era dedicata solo all'apostolo Pietro: "Episcopium
Petri" (998), poi anche alla SS.ma Vergine: "Episcopium S.Mariae
Santique Petri apostoli" e sorgeva nel luogo detto "foro" (1074).
Preziosa quest'ultima indicazione toponomastica che ricordava un
posto caratteristico dell'antica città romana.
Infine solo alla Madre di Dio,
come si legge nell'iscrizione del portale di Roffrido (1100).
Il primo collegio di chierici in
servizio alla chiesa di S.Maria di Sora appare nel corso del sec. XI.
Si chiamavano inizialmente "primati chierici" (1030), quindi
"primati canonici" (1074) ed infine semplicemente "canonici"
(1170-71).
All'origine essi facevano vita
comune con il vescovo, condividendo con lui la mensa, la preghiera
corale e l'amministrazione dei beni dell' "Episcopium". In proseguo
di tempo, venuta meno la vita in comune, rimase l'impegno del
servizio liturgico e la corresponsabilità con il vescovo
nell'amministrazione dei suddetti beni.
La chiesa di S.Maria fu
solennemente consacrata il 09 Ottobre 1155 dallo stesso pontefice
Adriano IV, che con largo seguito di cardinali e di vescovi tornava
dalla Puglia.
Però l'anniversario della
dedicazione della chiesa fu stabilito in un giorno diverso da quello
reale, cioè il 21 Maggio di ogni anno, che il Capitolo di S.Maria
celebrò, con ufficio e Messa solenne, ininterrottamente fino alla
metà del secolo scorso, quando è stata ripristinata la data
originaria.
Il tempio, in poco più di un
secolo, fu distrutto tre volte con tutta la città dai Normanni
(1103), da Simone junioe, signore di Sora (1157) e da Federico II
(1229).
Nel gennaio 1294 appariva il
primo primicerio della chiesa: si chiamava don Landone ed era nel
contempo rettore dell'ospedale della parrocchia "sito fuori le mura
della città, sul colle di S.Maria, presso la maggiore Chiesa Sorana,
luogo detto Pisa". Preziose queste indicazioni toponomastiche della
città.
Il primicerio era il canonico cui
era affidata la cura d'anime.
Era "primus inter pares".
Nel 1405 il numero dei capitolari
di S.Maria con lettera apostolica di Innocenzo VII venne stabilito a
dieci.
Le prime confraternite della
cattedrale furono: la confraternità di S.Biagio (1398); la
confraternita del gonfalone (1575), detta poi del SS.mo Sacramento
(1603) e la confraternita del SS.mo Rosario (1603). Agli inizi del
sec. XVII, secondo la relazione del vescovo Giovannelli (1618), la
chiesa aveva, sul fondo, tre altari: al centro l'altare maggiore
dedicato all'Assunta con il coro e la cattedra del vescovo; a
destra, l'altare del SS.mo o del Rosario; a sinistra, l'altare
dell'Annunziata. Il presbiterio pare che non fosse rialzato come
oggi.
Gli altri altari erano situati
nelle due navate laterali: sei a destra e cinque a sinistra.
Le due navate laterali avevano
finestre in alto, mentre quella centrale riceveva la luce solo da un
rosone, che si apriva sopra la porta principale. Questa era
sostenuta ed abbellita ad ambo i lati da archi e pilastri, come ai
nostri giorni.
Esistevano due ingressi; la
sacrestia, ricchissima di reliquie e di paramenti sacri e il
campanile, attiguo alla chiesa, con cinque campane tra cui due molto
antiche.
Durante i secoli seguenti, nei
lavori di restauro e di abbellimento, che avvennero nella
cattedrale, allo stile romanico, semplice e severo, che era prevalso
fin dai suoi inizi storici, si venne sostituendo, secondo la moda
dell'epoca, lo stile barocco, assai movimentato e sfarzoso. In
queste nuove forme artistiche furono realizzate varie opere, di cui
alcune eccellenti, come il nuovo organo del catarinozzi (1646), il
soffitto a cassettoni dorati con al centro il dipinto dell'Assunta
dello Zuccari nella navata centrale, il coro, l'altare maggiore, un
quadro della Madonna Assunta con il Bambino e il maestoso portale in
pietra (1731) della facciata sud della chiesa. Opere tutte, eccetto
quest'ultima, che furono distrutte dal grave incendio divampato
nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 1916 in S.Maria. Nel rogo
andarono perduti anche due quadri del Cavalier d'Arpino (1568-1640).
Nei lavori di restauro, che
iniziarono qualche mese dopo l'incendio, ci fu una insistente
ricerca di linee primitive. Così la navata centrale tornava
all'antico stile romanico con soffitto ed archi ogivali. Le prime
opere a ricostruirsi furono: l'altare maggiore, il pergamo e la
cattedra del vescovo.
Poi di opera in opera, di
restauro in restauro, la cattedrale S.Maria Assunta pervenne allo
splendore di oggi. |